Vivere il Salone dall’altra parte del Bancone.

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Mayè Ndour Chef: particolari scattati da me dalla foto del calendario Lavazza di Steve McCurry esposta al Salone.

Per tutta la vita ho coltivato la passione per la lavorazione di cereali e prodotti locali.

Ora che, a cinquant’anni, mando ancora avanti il mio piccolo ristorante, posso dire che non c’è niente che dia più libertà dell’alimentazione. Almeno io la penso così.

Adoro il mio mestiere. Amo circondarmi di gente e condividere.

Chi siede ai miei tavoli deve sapere ogni cosa: dove ho preso la spezia che ha nel piatto, chi ha racolto quell’ ortaggio, persino il nome del macellaio dove prendo la carne.

Perchè il cibo è conoscenza, molto prima di mettersi a tavola.

In più so che, se scelgo prodotti locali, aiuto anche chi mi sta vicino e valorizzo il suo lavoro.

Non so se questa sia la strada che ci porterà a un’autosufficienza alimentare in Senegal o se rimarrà soltanto un mio sogno, ma son sicura che sia l’unica da percorrere.

Mayè Ndour Chef.

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Io 100% Slow Food

Queste parole, secondo me e non solo, descrivono perfettamente lo spirito del Salone del Gusto e sono anche quelle che dovrebbero leggere attentamente, prima di avventarsi, a testa bassa e “stuzzicadente tratto”, sui piccoli assaggi messi a disposizione dai Produttori, quelli che ho definito i predatori dell’Arca.

Tutto questo senza nemmeno rendersi conto di cosa stiano mangiando, in che parte del mondo si trovino, come se il biglietto pagato fosse quello d’entrata ad un  self service.

Quest’anno, merito dell’ecomuseo delle acque di Gemona, ho potuto guardare il Salone da un punto di vista privilegiato: quello dei Presidi Slow Food e quelle che, prima di partire, erano semplici supposizioni e sensazioni, sono diventate certezze che hanno rafforzato la mia stima nei confronti di alcuni e confermato la disistima verso altri.

Una buona percentuale di Produttori è ritornata a casa in perdita, i più fortunati hanno coperto a malapena le spese e la mia domanda rimane sempre la stessa: come mai il denaro pubblico non riesca mai ad essere utilizzato, non dico per finanziare queste realtà ma, almeno per aiutarle  a coprire in parte le spese di viaggio, di pernottamento ecc.

Immaginate lo sforzo economico che deve sostenere chi arriva dalla Barbagia (Sardegna) per trasportare la merce in traghetto, e le spese di autostrada e carburante per tutti  gli altri che arrivano da ogni parte d’Italia.

Destinare un’area del Lingotto ad accoglienza alberghiera convenzionata per espositori impedirebbe l’inevitabile futura rinuncia a partecipare di quelli ai quali, fatti due conti, non conviene affrontare un viaggio e sprecare denaro che è meglio investire nelle loro piccole Aziende.

Forse a molti sfugge il significato del progetto Slow Food e di come siano strutturate queste realtà: qui si tratta di piccole Comunità che vivono in piccoli territori, che rispettano il disciplinare per rimanere presidi, e non riusciranno mai a produrre grandi numeri per permettersi di esportare le loro eccellenze: questi produttori devono poter confidare e contano sull’appoggio di noi Italiani, non per vivere ma almeno per non morire…

Ed è per questo che tutti dovremmo fermarci un momento, guardare negli occhi la persona che è dall’altra parte del bancone e domandarle:  da che parte d’Italia arriva? Mi racconti un po’ la storia di questo pane o prosciutto, salame, biscotto, mela, marmellata, sciroppo, salsa, cipolla, aglio ecc. e saremo ricambiati con un sorriso come questo:

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Alla prossima.


Ringraziamenti.

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Ringrazio pubblicamente Shamira Gatta e Tatiana di Cucina in controluce per l’aiuto offertomi riguardo il plagio collettivo che ha coinvolto anche il mio blog, nonostante io non facessi e non faccia parte di fb.

Il mio post era stato considerato offensivo e non adatto ad essere condiviso: io ho eliminato le parti compromettenti, anche per non danneggiare l’azione legale che coinvolgeva un consistente numero di blogger.

Ora il/i libri non sono più in catalogo e ringrazio quindi il gruppo di fb che ha agito favorendo, indirettamente,  anche me.

Vi sono debitrice, grazie ancora.

Accantoalcamino.

Shamira Gatta

Tatiana

Grazie per l’attenzione, ci rileggiamo al mio ritorno


Gnocchi di ricotta e foglie di barbabietola, su fonduta di formaggi di Latterie Turnarie.

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Macarons di scuete cul vert di jerberave cuinçâs cun formadi di turnarie a slas e salvie

La cosa più intelligente da fare dopo l’amarezza della delusione è voltare pagina, cambiare argomento e fare qualcosa che ci rassereni: nel mio caso è risalire sulla macchina del tempo, con i finestrini aperti affinchè il vento mi scompigli i capelli e mi faccia provare una sensazione di libertà.

Non paga mai esprimere le proprie idee, il proprio disappunto, nel proprio blog, anzi, è controproducente e così ritorno in cucina, oggi sono  nel Gemonese, dove si può ancora assaporare una ricotta straordinaria e ve lo dice chi di ricotta è davvero ghiotta.

Ricordo che in Calabria, già, ho abitato anche in Calabria, dove mi aveva portata papà in uno sprazzo di amor paterno, la mattina presto arrivava una bambina, Caterina, con un cesto pieno di ricottine tiepide, erano messe in piccoli cestini di vimini, lunghi e stretti, la ricotta era di pecora: io la mangiavo con lo zucchero, che bontà, e poi andavo felice a scuola (facevo la quinta elementare).

In questa ricetta c’è un po’ di Friuli, di Trentino e di Carnia, con la ricotta affumicata di Paularo: in Trentino, a Peio Paese è rimasto l’ultimo Caseificio Turnario.

Dopo aver assaggiato questo formaggio,  ho deciso, data la sua consistenza e sapore, di preparare la fonduta di accompagnamento per gli gnocchi, l’ho unita ad un formaggio di latteria Turnaria, sempre di Campolessi e alla ricotta affumicata di Paularo.

collage ricotta

Ingredienti per gli gnocchi:

  • 300 g. di ricotta vaccina di Campolessi,
  • 300 g. di foglie di barbabietole, cotte a vapore e saltate con olio e uno spicchio d’aglio di Resia,
  • un pizzico di aglio di Resia in polvere,
  • 2 albumi,
  • una manciata di formaggio di latteria Turnaria grattugiato,
  • farina di frumento qualità Palesio q.b. per legare,
  • olio evo per mantenerli caldi in padella,
  • foglie di salvia,
  • sale.

Ingredienti per la fonduta profumata alla salvia, la mia traduttrice mi informa che “fonduta” non è traducibile in lingua Friulana:

  • 40 g. di formaggio Latteria Peio grattugiato,
  • 40 g. di formaggio latteria Campolessi grattugiato,
  • 20 g. di ricotta affumicata grattugiata,
  • 50 g. di panna fresca,
  • foglie di salvia fresca.

collage gnocchi ricotta bieta

Come fare gli gnocchi:

io ho dato delle dosi ma, come capita con queste preparazioni, molto dipende da quanto asciutta o meno sia la ricotta e da quanto siano state asciugate le verdure: seguitemi ma seguite anche il vostro istinto.

Amalgamare la ricotta con le foglie di barbabietola insaporite ed asciugate in padella, unire l’albume (se volete potete mettere l’ uovo intero), aggiungere la polvere d’aglio ed aggiustare di sale, se l’impasto risultasse troppo morbido aggiungere la farina: io preferisco aggiungere più albume per dare consistenza in cottura che mettere troppa farina, scegliete voi.

Prelevare dal composto la quantità che desiderate per formare gli gnocchi (io 25 g.) e farli rotolare, compattandoli, sulla farina; farli cuocere in acqua salata bollente fin quando saliranno a galla, nel caso metteste più farina, prolungare la cottura.

Scolare gli gnocchi e metterli in una padella con olio evo e foglie di salvia e mantenerli caldi.

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Come fare la fonduta dalla cucina degli Amici di Godia:

io ho fatto la versione classica lucida ed ho messo in fusione nella panna le foglioline di salvia.

*Fonduta classica lucida: la panna dev’essere la metà della quantità di formaggio che adoperate, la fonduta va preparata a Bagno Maria a 60°C., se non avete un termometro da cucina (che vi consiglio di farvi portare da Babbo Natale perchè è davvero utile anche per le fritture n.d.r.) appoggiare il dito, quando scotta è arrivata a c.ca 60°C., i formaggi vanno grattugiati finemente.

*Fonduta veloce con besciamella: al posto della panna adoperare un besciamella, io vi do le proporzioni per 1 litro di besciamella, voi regolatevi secondo necessità: per ogni litro di latte preparare un roux con 50 g. di burro e 50 g. di farina, aggiungere 8 g. di sale.

Completare il piatto:

mettere a specchio (noblesse oblige) nel piatto la fonduta ed appoggiarvi sopra gli gnocchi tenuti al caldo, decorare con pennellate di fonduta e foglioline di salvia o come vi piace.

gnocchi di ricotta e foglie di bieta-001

Con questa ricettina vi saluto per un po’, in questi giorni devo lavorare sul mio/nostro progetto  e la prossima settimana sarò a Torino, al Salone del Gusto, ebbene si, io ci sarò, per ben 5 giorni e potrò scorazzare in lungo e in largo alla ricerca del prodotto perduto.

Nella scorsa edizione, di due anni fa, ero stata invitata dalla Garofalo e, con altre due foodblogger, avevamo presentato una ricetta di pasta (noi i Radiatori) con i prodotti delle nostre Regioni: io avevo portato la Pitina, mon amour ♥

Radiatori pesto bietoline, pitina e parmigiano-002

Quest’anno noi, di gente del Fud, siamo troppi e quindi, sono state invitate 30  prescelte, iscritte all’associazione delle foodblogger italiane beh, noblesse oblige ;-)

Sarò in incognito quindi niente paura, nessun incontro ravvicinato di foodblogger tipo, mi terrò alla larga ;-)

Alla prossima

Caseificio Turnario di Peio

Il modello Turnario

Fonduta

 


Novità.

Nell’ anteprima dell’Ebook , prima degli indici delle ricette, ieri è stata aggiunta una SITOGRAFIA, una lista di link di riferimento ai vari blog e siti.

sitografia-001

Pagina 782

http://books.google.it/books?id=BjOZAwAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false

Buona giornata.

Ultime notizie: l’ebook non è piùdisponibile e nemmeno il cartaceo: consolazione? Magra consolazione…

http://www.deastore.com/libro/usr/8891142395.html

http://www.hoepli.it/libro/libro/9788891142399.html

http://www.libreriauniversitaria.it/prodotto-non-disponibile/book/

http://www.ibs.it/ser/serdsp.asp?isbn=8891142395

http://www.amazon.co.uk/gp/search?index=books&linkCode=qs&keywords=9788891142399

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788891142399.html 

http://www.worldcat.org/isbn/8891142395


Vendere un libro con ricette copiate dal web? Immagina, puoi: Daniela Vannelli lo fa…

confettura di corniolo e petali

http://accantoalcamino.wordpress.com/2010/08/31/confettura-di-corniolo-e-petali-di-rosa-poesia-sotto-vetro/

Dalla ricerca su Internet di una semplice ricetta per preparare una marmellata di kumquat da regalare a Natale, nasce l’interesse di Daniela Vannelli che la spinge a un’accurata ricerca in rete delle più disparate ricette di marmellate e confetture, dalle più tradizionali alle più originali; l’interesse per le marmellate, infatti, si era fin da principio accompagnato alla curiosità di trovare le ricette più strane e bizzarre: non solo frutta fresca, quindi, ma anche ortaggi, verdure, fiori, frutta secca… tutto quello che poteva produrre conserve dolci o gelatine ben diverse da quelle che si trovano su qualsiasi scaffale di supermercato!

Copyright

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http://www.laleggepertutti.it/50082_attenti-da-ora-a-copiare-da-altri-siti-sanzione-immediata-e-senza-processo

A pagina 169 di un  libro, c’è questa mia ricetta, tutto compreso, titolo, foto e testo; mentre le fonti dalle quali sono stati estrapolati i testi per descrivere l’ingrediente sono citate, i blog o le autrici/autori delle ricette non sono assolutamente menzionate.

Oltre all’amarezza ed il solito disappunto non aggiungo altro e per addolcire la giornata riscrivo la ricetta, così come la trovereste sul libro, ovviamente la foto ha ancora la mia firma :-(

Per questa poesia sottovetro ho usato:

  • 1/2 kilo di bacche di corniolo,
  • 100 g di petali di rosa,
  • 1 piccola mela con i semini,
  • 150 g di zucchero,
  • acqua q.b.

Come ho composto la poesia:

ho messo le bacche in un tegame coperto ed a fuoco bassissimo per ammorbidire le bacche.

Le ho trasferite in un setaccio a maglie larghe ed ho schiacciato per ottenere la polpa eliminando i noccioli.

Ho usato poca acqua bollente per risciacquare i residui e non perdere nulla del prezioso nettare.

Avevo già sfogliato le rose ed ho versato il liquido bollente sui petali  lasciando macerare per mezz’ora.

Ho messo tutto sul fuoco assieme allo zucchero e 1 mela (dello zio) sbucciata ma con i semi (per la pectina dicono).

Ho fatto cuocere raggiungendo la consistenza ed invasato bollente in barattoli sterilizzati in forno a 100°C. per 20 minuti.

 

NE HO TROVATE ALTRE 2:

confettura pere cotogne-001

http://accantoalcamino.wordpress.com/2014/09/23/pere-cotogne-oggi-tatin/

confettura pere e pepe lungo1-001

Pagina 415

http://accantoalcamino.wordpress.com/2010/10/01/pere-e-pepe-lungo-una-coppia-perfetta/

confettura pere e pepe lungo

La foto da questo post:

http://accantoalcamino.wordpress.com/2011/07/27/souffle-glace-alle-pere-coscia-stracchino-e-confettura-di-pere-e-pepe-lungo/

marmellata di sambuco-001

Pagina 768

Foto presa da qui:

http://accantoalcamino.wordpress.com/2013/04/18/crostata-con-brise-ai-fiori-di-sambuco-e-marmellata-con-le-sue-bacche-aspettando-i-nuovi-grappoli/

 Tutte le schermate sono prese dall’anteprima, pubblica e visibile al link:

http://books.google.it/books?id=BjOZAwAAQBAJ&pg=PA812&dq=Confettura+di+Fragole+e+Rose&hl=it&sa=X&ei=17U-VMeqG6H4ygPM8IEo&ved=0CC4QuwUwAA#v=onepage&q=Confettura%20di%20Fragole%20e%20Rose&f=false


Macarons di Pan di Sorc con le susine, rivisitar la cucina di Anute.

gnocchi di pan di sorc, susini e salsiccia-002

Quando incontro una persona appassionata, che salta oltre gli ostacoli col sorriso e desidera affidarmi il suo bagaglio di ricordi, beh, va da sè che scocchi la scintilla e che io ritrovi in me tutte le risorse, i pregi e le qualità che ho quando non mi viene chiesto di apparire o di stare in gruppo.

Come vi ho anticipato questa mia passione è incanalata in un progetto per cui, tolti i panni della foodblogger, mi sto incamminando verso la mia baita nel bosco, quella dove, nella prossima vita, farò la raviolaia…

Tutte le domeniche, tranne in estate, Anute Scaon preparava gli gnocchi di patate ed in autunno aggiungeva nell’impasto le susine sminuzzate; il tutto veniva condito con la salsiccia sbriciolata, rosolata in poco burro assieme a foglie di salvia e cannella: il marito aggiungeva il tocco mitteleuropeo con una leggera spolverata di zucchero.

Anche questa ricetta rispecchia le contaminazioni delle cucine di confine, a Trieste, le susine vanno messe intere nel cuore degli gnocchi, la Signora Anute li amalgamava nell’impasto.

Io ho rivisitato la sua ricetta unendo le susine al composto di Pan di Sorc ammolato nell’acqua, un pizzico di sale, null’altro: il Pan di Sorc contiene uvetta, fichi secchi e noci e ritrova vigore nel condimento con salsiccia di casa, salvia profumata e cannella: l’alternativa sarebbe, per chi non desidera la salsiccia, mettere cannella e salvia nell’impasto e condire con burro e pane grattugiato; io oserei anche una grattugiata di ricotta affumicata, per la prossima volta.

Mi scrivono che nel resto d’Italia i prodotti che cito si trovano con difficoltà o non si trovano affatto: voglio chiarire che queste preparazioni possono venir rifatte e rivisitate con i vari prodotti Italiani, come faccio spesso io con le ricette delle altre Regioni: io lo trovo molto divertente ed istruttivo e, quando scrivo:  provate, se vi va, mi rivolgo alle appassionate come me, quelle persone anche un po’ nostalgiche che non vogliono lasciar andare quel filo che ci lega al passato.

collage pa di sorc susine

Ingredienti per gli gnocchi:

  • Pan di Sorc raffermo (o altro pane farcito con frutta secca ecc.) q.b.,
  • acqua q.b. (potete adoperare anche latte),
  • uovo,
  • farina farina di frumento varietà Palesio q.b.,
  • 1 pizzico di sale.

Ingredienti per il condimento:

  • salsiccia fresca di casa (o pasta di salame/salame fresco),
  • pochissimo burro,
  • cannella,
  • poca acqua di cottura degli gnocchi per allungare.

Come fare il condimento:

togliere il budello della salsiccia e sgranarla in una padella con il burro e la salvia, rosolare ed aggiungere, man mano, poca acqua di cottura degli gnocchi.

Unire la cannella ed amalgamare, quando la salsiccia sarà ben rosolata, togliere il condimento dalla padella, conservando un po’ di salsiccia e frullare il resto per formare un condimento cremoso per legare bene gli gnocchi.

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Come fare:

ammollare il pan di sorc in poca acqua; l’impasto, che contiene farina di mais cincuantino, non si presta ad essere strizzato ed è preferibile non eccedere con il liquido scelto, in quel caso metterlo in un colino a maglie fitte, premere con il dorso di un mestolo e lasciarlo gocciolare.

Unire l’uovo, il pizzico di sale ed amalgamare, se il composto risultasse poco consistente, aggiungere pan di sorc grattugiato e poca farina di frumento.

Prelevare con un cucchiaio un po’ di composto (io 25 g.) e rotolarlo su un piatto con la farina; formare delle palline, infarinarle ulteriormente e buttarle in acqua bollente salata, quando vengono a galla, lasciarle bollire ancora 1 o 2 minuti; scolare gli gnocchi e metterli nella padella col condimento.

Saltarli per farli insaporire bene aggiungendo la salsiccia lasciata in parte, saltarli ancora e servirli caldi.

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Rischio di ripetermi ogni volta ma io non mi annoio mai mentre preparo questi piatti anzi, sento crescere in me una forte energia positiva, quella che provo quando faccio qualcosa che mi piace e che mi appaga, in poche parole: quello che mi fa sentire Libera.

falle adesso

La sorpresa? Eccola: oggi sono la blogger del giorno su Trubù Golosa, poca cosa? Forse, ma per me che sono anti-social, la soddisfazione è grande e doppia


CUI S’E VARÈS SPIETADE (Chi se l’avrebbe aspettato)

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CUI S’E VARÈS SPIETADE

Ce biele improvisade!

Cui s’e varès spietade?

Un mac di gialinazzis!

E in chel fiascon?… Cerçin…

Cospetto! E ce bon vin!

Ribuele di Rosazzis!

Ben brâf mo chel con Tite!

Ce biele improvisade!

Cui varès mai dite?

Cui s’e varès spietade?

Su, sâr Lurinz, da brâf,

mètit un zoc dacjâf;

e tù fas fuc, Tumine,

po frèe la spedine.

‘Sefut, côr sclet tel ort

e sot il mûr de cort

cjôl-su de salvie.. côr!

E vo spelàit, fantatis;

savês, no lu fais gratis.

Dinsi li smans atôr:

ca chel pressut, Bastian,

al è pressut, Bastian,

al è pressut di un an:

vuéi che tu lu disnìzzis

par tajâ-fur lis frizzis.

(Piero Zorutti)

La traduzione arriverà.

Già, chi se l’avrebbe aspettato? Una bella sorpresa nella posta di stamane; ieri sera ero un po’ delusa per aver visto una mia ricetta con il testo copiato paro paro, compresi asterischi, virgole ecc. sul blog di una persona che conosco e quindi non posso e non voglio fare nomi però la cosa non mi è piaciuta perchè un link o un riferimento andrebbe messo, almeno quando copi/incolli un intero testo…

La sorpresa? Non la svelo ancora ;-)

Amico del giorno

Buona domenica♥


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