Chi ha più di cinquant’anni ricorda ancora i barili di legno con le aringhe salate nei poveri negozi di un tempo; chi è molto più vecchio racconta che tanta era la scarsità di cibo che tutta la famiglia seduta attorno al tavolo vuoto si sfamava di sola polenta, insaporita toccando un’aringa affumicata appesa nel mezzo.
L’aringa veniva consumata nel periodo di quaresima, ancora oggi in Friuli è consuetudine mangiare la renga il mercoledì delle ceneri, osterie, trattorie, ristoranti, tutti i locali propongono la loro ricetta.
Una curiosità: con il nome generico di Renghe s’intende sia il pesce maschio “renghe di lat” che la femmina “Renghe di us“, identificabili per la presenza all’interno rispettivamentedi un filo di sostanza lattiginosa o di una massa di uova.
Era chiamato “Renghe” solo il pesce pescato prima della “frega”, che poi veniva affumicato e salato per la conservazione, a differenza del meno pregiato “Sardelon” , ormai praticamente scomparso, pescato dopo la frega e che veniva pure salato ma non affumicato.
Scrivo la preparazione di base per le aringhe sotto sale, ora le aringhe si trovano già pronte all’uso
ponete le aringhe in ammollo in una bacinella capiente con acqua e lasciatevele per 4 giorni, avendo cura di cambiare l’acqua ogni giorno.
Togliete le aringhe e fatele bollire lentamente nel latte per 5 minuti,quindi scolatele, salatele e spinatele.
Sistemate i filetti ben curati in un vassoio, versateci sopra l’olio extravergine di oliva e lasciate insaporire per un’ora.
Dopo di che potrete passare alla preparazione che preferite.
A me non piace proprio, è una delle poche cose che non riesco proprio a mandar giù, ho scelto ugualmente 3 modi per prepararle, rispettando così la tradizione ed accontentare “lui”:
aringa con cipolla (Rènghe cun Civole)
dopo il riposo con l’olio
ricoprite l’aringa con la cipolla affettata sottilmente ed immersa per alcuni minuti sotto l’acqua corrente;
aringa con l’uovo (Rènghe cun l’Uf)
sodate le uova, sgusciatele, lasciatele raffreddare e cospargete le aringhe con le uova grattugiate;
aringa con i fagioli (Renghe cui Fasùi)
ognuno usi i fagioli che preferisce, anche se i borlotti sarebbero l’ideale, io ho usato i fagioli rossi in scatola….non vogliatemene
li ho conditi con pochissimo olio, ho tagliato a striscioline l’aringa e l’ho unita ai fagioli mescolando, volendo aggiungere qualche filo di erba cipollina.
Ricette tratte dal libro di Gianni Cosetti: Vecchia e Nuova Cucina di Carnia.












