Archivi del mese: aprile 2010

Cottura nel vaso: oggi…dolce ♣giardinaggio♣

♣Buongiorno! Gridò il vento soffiando vivace e l’erba scompigliata
sorrise al giorno bambino…

Eh già, oggi giardinaggio, ma non quel giardinaggio che vediamo nei films inglesi, con cappello di paglia a tesa larga, guantini  con dolci fantasie,  grembiule milletasche ed alla fine cesto piatto pieno di rose….no!!! Proprio no!!

Ho 2 vescicone sulle dita, le braccia graffiate, il collo pieno di punture omaggio di chissà quale strano insetto, una abbronzatura “a mezza manica”…però il giardino è perfetto..o quasi, domani devo soltanto aggiungere qualche sacco di terra, annaffiare, concimare e spargere la corteccia a rifinire il tutto.

Per restare in tema “fiori” ho rispolverato questa ricetta già sperimentata l’anno scorso, ho cambiato vaso ed omesso i fichi secchi, ecco:

Per ingrandire cliccare sulle foto!! Baci!

Procuratevi un vaso in cotto smaltato internamente  senza foro, non sarà facile, vi guarderanno “strano” ;-)

Occorrente:

  • 500 g di farina 00,
  • 1 bustina di lievito in polvere (baking powder),
  • 1 cucchiaino di bicarbonato,
  • 200 g di zucchero di canna (muscovado),
  • 230 g di burro fuso,
  • 4 cucchiai di latte,
  • 1 tazza da te di albicocche secche,
  • 2 uova,
  • 3 cucchiai di semi di papavero,
  • 150 g di nocciole tostate e tritate,
  • mezza tazza di fichi secchi tritati (omessi).

Come “invasare”:

imburrare il vaso (o lo stampo, l’importante che sia a bordi alti),

preriscaldare il forno a 190°C.

In una ciotola setacciare la farina con il lievito, lo zucchero, i semi di papavero, le nocciole, le albicocche secche tagliate a pezzetti, mescolare con cura.

In un altro cotenitore sbattere  il latte con il burro fuso e le uova.

Unite i 2 composti mescolando brevemente (come per i muffins).

Riempire il vaso e fate cuocere per c.ca 40 minuti o fintanto lo stecchino (in questo caso quello da spiedino) uscirà asciutto, io ho calcolato 50 minuti.

Sfornare ed attendere 10 minuti prima di sformarlo.

Non è propriamente un dolce da “primavera-estate” ma potete tagliarlo e congelarlo, è ottimo per una colazione piena di sprint!


Trota affumicata con “gelato” di zucchine.

Questa è una ricetta che, un tempo, mi avrebbe fatto sorridere, ma guarda un po’ cosa s’inventano…avrei sussurrato.

Ma col tempo si cambia ed oggi sono qui a proporvela, dopo averla sperimentata ed “assaggiata”…. si, solo assaggiata perchè il gelato è un po’ “pencio”, come dicono qui ed ho ancora un bottone da chiudere ;-)

Avevo in frigorifero una busta  di Trota salmonata affumicata  vicina alla data di scadenza ed una visita ad Anna, amica della porta accanto e di passeggiate “erbicole” mi hanno illuminato.

Sapendo della mia passione per la cucina mi ha fatto vedere un libricino dove sono raccolte le ricette significative dei ristoranti della Carnia.

Ringrazio quindi il Ristorante Cison di Amaro (Udine) per avermi dato questa idea!!

Ingredienti per 4 persone:

  • 8 fettine di trota affumicata (o salmone).

Per il “gelato”:

  • 1/4 litro panna,
  • 100 g di mascarpone (ho usato la creme fraiche),
  • 80 g di burro (ho usato il burro salato),
  • 1 zucchina,
  • 100 g di farina 00,
  • olio evo q.b.,
  • pepe q.b.

Preparazione:

grattugiare e cuocere la zucchina con l’olio evo.

Portare a bollore la panna con il mascarpone ed aggiungervi la zucchina grattugiata.

A parte sciogliere il burro ed unirvi la farina.

Frullare il composto di zucchine, panna e mascarpone, versarlo poi nel burro e farina.

Far cuocere fino a densità abbastanza consistente.

Mettere il composto in una ciotola e far raffreddare in frigorifero.

Servire con le fette di trota (o salmone) con una riduzione di aceto balsamico se vi piace.

Ho pensato di personalizzare la presentazione formando delle palline ripiene.


Pastine nuova delizia.

Si preparano tempi nuovi, tempi “illuminati” e quindi “uomini” illuminati: come Rousseau, convinto assertore del concetto che “L’uomo è, per natura, buono!”. Folgorata dal concetto, Nonna Papera ha lasciato al buon… Ezechiele la scelta di questa ricetta!

E’ trascorso molto tempo da quel bellissimo pomeriggio trascorso con Nonna Papera, ricordate la torta al limone?  Quella con l’errore sulla dose del burro?

Mi sono molto divertita ad “immaginare” un pomeriggio con lei, per essere sincera ne ho immaginati altri, ho dato un seguito alla storia, ma oggi non voglio annoiarvi.

L’ho sfogliato parecchie volte il manuale per cercare la ricetta che, com’è successo l’altra volta, fosse “un colpo di fulmine”, non doveva avere particolari caratteristiche, doveva farmi innamorare alla prima letta…, così stamattina all’alba l’ho sfogliato ancora una volta e la mia attenzione  è caduta sulla pagina 217.

Eccola, è lei, ho pensato e mi sono messa subito al lavoro.

Che cosa occorre:

  • gr. 200 farina bianca;
  • un cucchiaino di lievito;
  • gr. 80 zucchero (50 zucchero muscovado);
  • 2 tuorli d’uovo;
  • gr. 140 burro (100 + 20 di burro salato);
  • la scorza grattugiata di 1 limone:

Per la decorazione:

20 mandorle;

una quindicina di ciliegie candite.

Come si procede:

*fate la pasta (vedi pag. 225)…………………

APERTA PARENTESI:

LA PASTAFROLLA

Molti dolci si preparano facendo prima “la pasta”; per prepararla, usando gli ingredienti nelle dosi indicate dalle singole ricette, si procede così:

mescolate insieme la farina e il lievito e, passandola attraverso un setaccio, versatela sul tavolo ben pulito “a fontana”: formate cioè un monticello in mezzo a cui farete un buco col dito.

Mettete le uova nel buco e impastate ben bene con le mani: poi sbriciolate il burro, e impastate: poi unite lo zucchero, e impastate nuovamente!

A questo punto il più è fatto: non vi resta che aggiungere gli altri ingredienti (se ce ne sono) e impastare (avete capito che è la cosa fondamentale!) fino a ottenere una pala della consistenza voluta.

Non sempre la pasta va usata subito: a volte va lasciata riposare: è indispensabile seguire i tempi di riposo indicati nella ricetta.

Per spianare meglio la pasta all’altezza voluta, senza che si attacchi, infarinate leggermente sia il piano del tavolo sia il matterello.

Se dovete ritagliare la pasta con gli stampini, ricordatevi di impastare i ritagli per utilizzare tutta la pasta.

Basta.

**********************************

*………………..lavoratela velocemente formando una palla e lasciatela riposare al fresco per mezz’ora.

Sbucciate le mandorle e dividetele a metà, come pure le ciliegie (ho usato mandorle già pelate, intere).

Con la pasta, fate delle palline grosse come una noce (ho pesato 20 grammi l’una :-) ) e schiacciate al centro: sarà il “nido” in cui collocare la ciliegina o la mandorla.

Imburrate la lastra del forno (ho usato un foglio di silicone),

spennellate di albume i pasticcini


e cuoceteli a forno caldo per 20 minuti (180°C per 30 minuti).

Con questa dose sono venute 21 pastine, deliziose, semplici, sono piaciute tanto allo zio che nel frattempo che noi 2 eravamo ad “erbe” se l’ è pappate tutte…buone, buone, assomigliano ai biscotti che mangiavo in Germania….. credetemi, è un GRAN COMPLIMENTO!!!



Torta salata con erbe di campo e pasta fillo.

Continua il tormentone “erbe di campo”, abbiate pazienza, ho un anno di arretrato, la scorsa primavera mi è passata davanti senza fossi riuscita ad afferrarne un pezzettino per cui oggi mi trovo come un bambino lasciato libero in un enorme negozio di giocattoli.

Così, come se le erbe fossero i pezzi di un lego io gioco con loro, le metto assieme e costruisco i piatti che porteranno la primavera sulla mia tavola.

Questa volta si sono trasformate in torta salata ma, per rimanere ligia al mio regime e non appesantire lui ho imbrogliato un po’ sui volumi usando la pasta fillo che ha reso “grande” una tortina miserella, ed ho puntato sul “devi mangiare piano”…..sfido chiunque a divorare in un lampo questo involucro schioccherello e friabilissimo.

Come succede quasi sempre per questo tipo di ricette le dosi sono a piacere.

Per una tortiera da 24 cm. :

  • 4 fogli di pasta fillo,
  • cus cus di kamut o di altro cereale q.b. a formare una base di 1 cm.,
  • erbe di campo a piacere, le mie sono ortiche e luppolo selvatico,
  • 2 uova “di campo”,
  • 1 spicchio d’aglio vestito,
  • 50 g di prosciutto cotto tagliato a striscioline sottili,
  • 1 manciata di parmigiano,
  • sale q.b.,
  • olio evo per spennellare la pasta alla fine.

Come fare:

ho insaporito le erbe in pochissimo olio con lo spicchio d’aglio che poi ho tolto, in una terrina ho sbattuto le uova ed ho aggiunto tutti gli ingredienti ed ho amalgamato.

Ho steso, incrociandone i fogli, la pasta fillo, ho sparso sul fondo il cus cus  dello pessore c.ca di 1 cm. ed ho versato il composto di uova.

Ho richiuso i fogli di parta fillo stropicciandoli e li ho spenellati con l’olio evo.

Ho infornato a 180°C per c.ca 1/2 ora.

Quando la crosticina era dorata ho sfornato.

Con lo stesso sistema si possono fare dei fagottini monoporzione da servire come antipasto.

Qui il tempo è “muffo”, vedrò di illuminare la mia giornata in qualche maniera.

Vi auguro un buon fine settimana e vi regalo un fiore:


Coniglio all’aglio …più facile di così!!!

Dovete fare il cambio di stagione? …Dovete portare la suocera a comperare le piantine per l’orto? …Dovete stirare una collina di panni? ….Il vostro ometto vuole cenare alla solita ora ed essendo viziato (mea culpa) non “si accontenta”?

Ecco la ricetta che ho “sposato” per questi tragici momenti della vita da casalinga per nulla disperata…..facendo anche un gran figurone :-D

Sto baciando ancora il libretto sulle carni bianche da dove ho “attinto” questa bontà.

Per chi..e non faccio nomi ma saluto caramente ed abbraccio, non compera il coniglio per motivi sentimentali, c’è anche la possibilità di adoperare i “fuselli di pollo” liberati dalla pelle (per chi fosse a dieta…..).

Ingredienti:

  • 700 g di spalla di coniglio (o fuselli di pollo),
  • 20 spicchi d’aglio vestiti,
  • 2 foglie di alloro spezzettate,
  • olio evo q.b.,
  • peperoncino,
  • sale q.b.

Come ho fatto:

io di solito lavo ed asciugo la carne, ho acceso il forno a 190°C, mi sono versata un po’ d’olio evo sulle mani ed ho massaggiato i pezzi di carne.

Li ho messi i una pirofila da forno senza aggiungere altri grassi, ho aggiunto i 20 spicchi d’aglio vestiti, le foglie di alloro ed il peperoncino spezzettato, ho coperto la teglia con la stagnola ed ho infornato a 190°C per 70 minuti.

Dopo questo tempo ho scoperto la teglia, ho aggiunto il sale, ho alzato la temperatura a 200°C ed ho fatto colorire per 5 minuti da un lato e 5 dall’altro.

Se amate l’aglio cotto potete ricavarne la polpa e spalmarla sulla carne.

Per sorridere un po’:

http://www.superedo.it/foto/immagini/Uomo%20e%20Donna/pozzo_dei_desideri.jpg

E se fosse il contrario?  ;-) :-D


Zuppa di Sclopit e patate.

Oggi ricettina veloce, veloce.

Dopo aver allestito una passerella in salotto per la sfilata di moda  del mio indossatore che ha perso peso (malgrado le mie ricettine golose ;-) ) urge cambio di stagione con impacchettamento abiti importabili e trasferimento scatoloni a casa della suocera che, fedele al motto non si butta  MAI via nulla, penserà alla distribuzione.

Il mio modello ha ereditato questa tendenza ma io sono riuscita nel tempo, con svariate motivazioni e  misteriose sparizioni a non ridurre la casina in un  outlet :-)

Ieri sera zuppetta, questa ricetta l’ho trovata su un libro di Lady Chef, ne parlerò ampiamente più in là …quando avrò sistemato tutto, intanto vi consiglio di sbirciare  il loro sito (purtroppo la fondatrice del gruppo è mancata mesi fa dopo una lunga malattia :-( ) .

L’originale prevede alla fine di rompere al centro un uovo di quaglia ma qui sembra che le quaglie siano estinte :-( .

Ingredienti che ho usato io:

  • 200 g di sclopit (silene),
  • 250 g di patate,
  • 1 cipollotto,
  • sale,
  • pepe verde,
  • acqua q b.

Come ho fatto:

ho messo in una casseruola atiaderente il cipollotto tritato e le patate tagliate a cubetti con un filo d’acqua ed ho fatto cuocere a fuoco allegro.

Asciugata la prima acqua ho salato, pepato ed  aggiunto lo sclopit (solo le foglie), ho fatto insaporire e portato a cottura con altra acqua.

Alla cottura delle patate ho frullato con un mixer ad immersione e fatto bollire ancora qualche minuto.

Fatta!! Io non ho usato l’olio e non ho aggiunto il parmigiano perchè mi piace sentire il sapore al naturale ma voi fatela come più vi piace.

Vi auguro una splendida giornata!!

Se non avrete più mie notizie, sarà perchè sono stata travolta aprendo l’armadio della suocera ;-)

Bacioni!!


Cheese cake con salmone affumicato.

Mi è piaciuto “costruire” questo cheese cake, dico costruire perchè, a differenza della mia solita maniera “istintiva” di cucinare stavolta ho pensato a come fare.

Lo volevo senza uova, senza colla di pesce, senza  base  burrosa, insomma, volevo fare qualcosa di diverso.

Ho usato uno stampo apribile da 18 cm.

Per la base:

  • 125 g di vermicelli di soia (mezzo pacchetto),
  • 50 g di anacardi,
  • 20 g di salmone affumicato,
  • sale al limone (Ikea),
  • 1/2 cucchiaio olio evo.

Come ho fatto:

ho cotto i vermicelli seguendo le indicazioni sul pacchetto,

li ho messi nel mixer assieme al salmone,  gli anacardi, l’olio ed il sale.

Ho distribuito il composto sulla base dello stampo compattandolo ed infornato a 200°C per c.ca 20 minuti, risulterà una base croccante con l’interno morbido.

Per il ripieno:

  • 300 g di Kaori light,
  • 250 g di panna acida,
  • 100 g di salmone affumicato,
  • erba cipollina,
  • pepe rosa macinato,
  • sale al limone,
  • 5 g di agar agar da sciogliere in 150 g di latte.

Procedimento:

ho ridotto in crema il salmone affumicato e l’ho unito agli altri ingredienti amalgamando bene.

Ho sciolto l’agar agar in fiocchi per 15 minuti, mescolando spesso, nel latte a fuoco lento.

L’ho unito velocemente al composto di salmone sbattendo bene con la frusta.

Ho preparato lo stampo appoggiando la pellicola sotto la base con il fondo del cheese cake,

ho richiuso il cerchio tenendo all’interno la pellicola che ho tirato e fermato con un elastico.

Ho versato il composto e richiuso la pellicola senza farla appoggiare alla superficie.

Non sapendo il potere gelificante della dose di agar agar ho lasciato in frigorifero tutta la notte.

La mattina ho aperto il cerchio e, sperando che tutto fosse andato per il verso giusto, ho tolto la pellicola e sfilata la base dello stampo.

Per la decorazione:

  • taccole,
  • pepe rosa e verde in grani.

Procedimento:

ho sbollentato in acqua salata le taccole per 3 minuti, le ho immerse in acqua e ghiaccio per fermare la cottura e conservarne il colore.

Le ho stese su un canovaccio per farle asciugare.

Le ho tagliate a misura ed appoggiate tutte nello stesso verso sul bordo del cheese cake.

L’idea iniziale era di fermare le taccole con un filo d’aglio selvatico ma non ne avevo uno lungo a sufficenza, ho quindi ripiegato sul nastro di raso.

All’assaggio mi è piaciuto, il sapore del salmone non prevale sugli altri ingredienti, la consistenza  un po’ “mousse”  ha superato la prova  taglio, la base è rimasta legata, cosa volere di più?


Orzotto e frittatina con erbe di campo.

Domenica, contrariamente alle previsioni metereologiche, ci ha regalato un pomeriggio soleggiato, luminoso, l’ideale per armarsi di borsa di tela, coltellino, guantini e via con la micia, ovviamente.

Ho coinvolto nella raccolta anche il pigrone di casa, allettato dai racconti di come avrei cucinato tutto al nostro ritorno.

Io mi sono inoltrata tra le sterpaglie, lui è rimasto sul sentiero ed esclamava: torniamo anche domenica eh!

Mi ha fatto tenerezza vedere l’imperturbabile uomo trasformarsi in fanciullo gioioso…

Ecco il raccolto:

Ho adoperato lo sclopit, gli ortisons, le cimette di ortica ed aglio selvatico.

Ho lavato lo sclopit, ho eliminato le parti dure e l’ho sbollentato in acqua salata, l’ho scolato e conservato l’acqua per l’orzotto.

In un’altra pentola ho sbollentato le cime del luppolo selvatico (solo le cime, le altre parti tenere le ho usate per un’altra ricetta).

Le cimette d’ortica le ho sbollentate la sera stessa.

Per l’orzotto:

  • 200 g di orzo Socchievino,
  • 1 salsiccia di Lovison (ecco il riferimento al pacco dono),
  • birra chiara per sfumare (o vino),
  • erbe di campo (sclopit, luppolo selvatico, aglio selvatico),
  • pepe verde,
  • sale q.b.

Come ho fatto:

ho messo la salsiccia sbriciolata a rosolare senza altri grassi in una pentola di rame, ho sfumato con un po’ di birra chiara ed ho aggiunto i fili d’aglio selvatico tagliuzzati.

Ho fatto insaporire ed ho aggiunto l’orzo lavato.

Dopo aver amalgamato ho aggiunto l’acqua di cottura dello sclopit (calda) ed ho portato quasi a cottura, i tempi variano a seconda del tipo di orzo.

Ho aggiunto le altre erbe ed ho finito di cuocere.

Non ho mantecato con nessun formaggio per non coprire il sapore di verde.

Per la frittata:

  • 3 uova delle galline del padrone dei pavoni..ricordate?
  • le erbe di campo c.s.,
  • parmigiano grattugiato,
  • pepe verde,
  • olio evo.

Procedimento:

ho rosolato in olio evo le erbe che non ho tritato,

ho sbattuto le uova in una terrina, ho aggiunto 1 po’ di parmigiano, pepe e le erbe.

Ho cotto la frittata nella stessa padella, ne ho preso un pezzettino, ho composto…la mia cenetta!!

Ed ora vi spiego lo strano collegamento con il pacco dono di Loison.

Prima ve lo faccio vedere, no, non ho vinto nulla però l’Azienda Loison ha voluto premiare anche quelli giù dal podio, per l’impegno e la fantasia.

Stavo rosolando la famosa salsiccia di Lovison, quando suona il telefono, il corriere mi avvertiva che era giù con un pacco da Lovison…oh mannaggia, ho pensato, hanno già saputo che adopero le loro salsicce? Boh…

Sono scesa ed invece era Loison, non salsicce, ma colomba, sbrisola, biscottini, ed un libro meraviglioso dal quale scopiazzerò subito qualche ricettina.

Ho immediatamente improvvisato un set fotografico prima dell’arrivo del golosone che invece è arrivato durante e così via di corsa e, per farmi perdonare il disordine, gli ho subito offerto un biscottino.


Insalata di pollo, il bello della dieta….

Quand’ero ragazza ed ero perennemente a dieta,  leggevo 100 modi per dimagrire… ce n’erano 100 appunto, uno addirittura diceva di prendere per 3  dico 3 giorni,  soltanto 1 litro (al giorno) di una soluzione di acqua tiepida e sale amaro (sale inglese), ricordo che alla fine del consiglio c’era scritto: lascio il commento a chi avrà il coraggio di provare! Io non ero e non sono ancora così coraggiosa!!

Non ne ho mai seguito uno, concordo con Luisanna Messeri che la dieta delle 3 EMME è la più efficace: Mangia Meno Maialona :-D …. però tra i consigli ce n’ era uno che mi piaceva molto, quello di concentrarsi sul pasto, anche se miserello.

Apparecchiate la tavola, anche se siete sole, come se aveste ospiti di riguardo, mettete un piccolo fiore davanti a voi e impiattate con stile ed eleganza anche il “solito” petto di pollo……

Io così ho fatto, ieri, sotto lo sguardo esterefatto di colui che se non fossi attenta mangerebbe anche me :-D

Ho gustato, masticando lentamente, boccone dopo boccone, piano piano ed ho capito che stavo mangiando il petto di pollo, le mele, sgranocchiavo le noci, assaporavo l’amaro dell’indivia belga e l’aspro dello yogurt, le mie papille cercavano, trovandolo, l’affumicato del sale.

Muoviti che alle 2 ci aspetta lo zio e dobbiamo andare a riempire le bottiglie d’acqua….

Ed immediatamente sono ritornata sulla terra,  anche il narciso  si era un po’ piegato da una parte………ah gli uomini!!!!

 Ingredienti per 1 persona:

  • 1/2 petto di pollo c.ca 120 g,
  • 1 mela Granny Smith.
  • 1 gambo di sedano bianco,
  • 1 vasetto di yogurt magro (sostituibile con olio extravergine di oliva),
  • 2 cucchiai di succo di lime,
  • 30 g  di gherigli di noci,
  • sale affumicato (o normale),
  • pepe verde (facoltativo),
  • 1 insalata belga per decorare.

Come fare:

cuocere il petto di pollo sulla bistecchiera, preferibilmente vintage ;-) e farlo raffreddare.

Questa bistecchiera è deceduta pochi mesi dopo :-(

Sbucciare la mela, pulire il sedano dai filamenti e tagliare tutto con la mandolina, irrorare con 1/2 succo lime.

Tritare grossolanamente le noci  lasciando 2 gherigli per la guarnizione, preparare il condimento con lo yogurt (olio), il succo di lime, sale e pepe.

Tagliare il pollo a striscioline ed amalgamarlo con gli altri ingredienti, coprire con la salsa allo yogurt (emulsione all’olio) e far riposare in frigorifero per 1/2 ora, mescolare nuovamente ed appoggiare sul piatto che avrete guarnito con le foglie d’ indivia belga.

decorare con i gherigli e godetevi questo pranzo bello, buono, leggero come fosse una carezza…….

Non c’entra con l’insalata di pollo, ma volevo presentarvi la micia dello zio, non ha un nome, lo zio non umanizza gli animali :-D , ieri mi ha accompagnata per i campi ed al ritorno, stanca, si è messa in posa per me!!

Anche la micia dello zio se n’è andata :-(

 


Raviolo con farina di grano arso ripieno di zucca e…piccola storia d’amore…

Sono ancora sotto l’effetto-Simili ed avendo visto ancora ricette con la zucca ho rispolverato questo raviolo.

E’ fatto con la farina di grano arso, una farina che racconta una storia di fatica  e povertà, di tempi in cui anche i chicchi di grano bruciati avevano un valore.

Oggi è un prodotto di nicchia, proprio come tanti altri prodotti che hanno origine  dalla capacità dell’uomo di “far di necessità virtù”.

Questa farina mi è molto cara, me l’ha spedita dalla Puglia una cara amica che aveva “letto tra le righe” il mio desiderio di averne un po’…grazie :-)

Mi piace il suo sapore un po’ amaro ed affumicato, mi piace giocare con il ripieno che dev’essere capace di completarlo regalandogli un po’ di “dolcezza”.

“Ho letto in un blog  (non ricordo quale) che usata in purezza può essere tossica, ma non si presta ad essere consumata in grandi quantità, quindi seppofà!!”

Ho scelto la zucca, ma potrebbe essere la carota, oppure il topinambour…..ma trovo elegante questo effetto cromatico nero-arancione.

Per fare la pasta:

  • acqua e farina.

Per il ripieno:

  • polpa di zucca tagliata a cubetti cotta a vapore lasciandola croccante,
  • polvere di zenzero o zenzero fresco grattugiato,
  • sale.

Per il condimento:

  • ricotta vaccina o di pecora,
  • purea di zucca q.b. a colorare la fonduta,
  • latte q.b.
  • sale.

Per fare la pasta procedete come al solito, trovo l’impasto molto piacevole da lavorare.

Stendete la sfoglia, appoggiate il ripieno, richiudete con l’altra sfoglia e date la forma che preferite.

Cuocete per qualche minuto in abbondante acqua salata.

Scolate e condite con la fonduta ottenuta setacciando la ricotta e la purea di zucca, amalgamate il composto con il latte e fate cuocere fino alla densidà desiderata.

Una “sfurfugliata” di pepe per decorare il piatto et..voilà… les jeux sont fait. !!

Ed ora una storia d’amore:

video con fotocamera digitale, la qualità non è alta ma c’è tanto, ma tanto sentimento :-)

Il pavone che corteggia la sua amata che continua a …… “sbeccottare” :-)   viene circuito dalla faraona che vorrebbe le sue attenzioni, tutto accade nell’indifferenza dell’altro pavoncello che aspetta  di compiere i 2 anni per veder, finalmente, crescere la sua splendida coda e diventare, quindi, il suo “rivale…….

Purtroppo devo fare una triste postilla a questo post:

il padrone di questo (e altri pavoni) ci ha lasciato in ottobre, loro sono stati comperati da un signore che li terrà bene (spero) le faraone saranno già finite in pentola (è..purtroppo il loro destino)

Sarà una primavera diversa dalle altre..purtroppo……