Simili seconda parte e ricettina……

Aspettando il reportage fotografico con resoconto delle mie compagne di corso ieri, con ancora un po’ di nostalgia, ho pensato di mettere in pratica e condividere con voi qualche Simili-insegnamento e ho fatto la “sfoglina imbranata” per un po’.

Così ho preso la farina 0, le 2 uova che mi ha regalato il vicino….chissà perchè le galline “di casa” non fanno le uova della stessa misura :-( …….

Ho setacciato la farina e l’ho allargata formando un cerchio,   all’interno ho messo le uova ed ho incominciato a battere l’albume con la forchetta per renderlo permeabile alla farina.

Ho iniziato ad incorporare la farina un pò alla volta prendendola dall’interno del cerchio.

Quando l’uovo si è amalgamato alla farina, ho ripulito la forchetta, ho coperto con la farina ed ho iniziato a lavorare a mano.

Le sorelle insegnano alla fine, prima del riposo (coperto), di chiudere il “buco” e fare un bottone che, durante il riposo, dovrà rimanere sotto.

Quando la pasta si è riposata incominciare a stenderla…e qui iniziano i dolori!

Questa forma rotonda può, al massimo diventare ovale, non quadrata, triangolare, rettangolare o frastagliata come le coste della Cornovaglia, no, deve rimanere così e per rimanere così ci vuole l’esperienza delle “sfogline”, una grande spianatoia, un mattarello perfettamente diritto, non dev’esserci nessuna “luce” tra lui e la tavola.

La sfoglia vi farà capire dove vuole andare e non tollera pressioni in verticale e desidera essere accarezzata a lungo e girata, non ama le “pinces” ed una cosa che la fa andare in bestia è essere “spinta” con forza nella macchina, saltando le varie tacche, non parliamo poi se la macchina è elettrica.

Insomma la sfoglia vuole essere trattata bene sennò s’intristisce, si chiude in se stessa e si lascia mangiare malvolentieri non dando il meglio di se.

Ecco, questo è quello che mi hanno trasmesso le Sorelle.

La tagliatella se è fatta con l’amore ed i tempi giusti è perfetta condita con solo burro e parmigiano..e per convincerci ci hanno anche offerto un assaggio.

Adesso..ricetta!!

Chiocciole al caprino con salsa al limone (buonissima!!)

Ingredienti per il ripieno:

  • 400 g di caprino,
  • 80 g di parmigiano,
  • 2 uova,
  • sale, pepe, noce moscata.

Per la sfoglia:

  • 300 g di farina 0,
  • 3 uova.

Per la salsa al limone:

  • 30 g di burro,
  • 250 g di panna fresca,
  • 4 limoni biologici, solo la parte gialla,
  • 2 cucchiai di succo di limone filtrato,
  • sale, pepe bianco, parmigiano.

Procedimento:

In una ciotola mescolare il caprino, unire il parmigiano e le uova.

Tirare la sfoglia e tagliare delle strisce di 30×6 cm.

Al centro delle strisce fare un cordone diripieno.

Raccogliere i lati lunghi ed unirli sopra, al centro, chiudendo perfettamente anche i lati.

Cuocere in acqua salata, scolare, immergere in una ciotola d’acqua fredda salata,

stendere su un canovaccio e far asciugare.

Mettere sul fondo di ogni ciotolina un paio di cucchiaiate di salsa, e disporre sopra le strisce arrotolate a chiocciola.

Versare sopra il resto della salsa e cospargere di parmigiano.

Infornare a 180°C per 10/15 minuti.

Per la salsa:

mettere in n tegame il burro e la panna e portare ad ebbollizione.

Salare, pepare, aggiungere il succo di limone e, per ultima, la scorza grattugiata.

Cuocere 2/3 minuti e togliere dal fuoco.

Volendo si possono cuocere le chiocciole tutte assieme in una teglia grande.

Questa è la ricetta originale, io ho voluto provare cn un ripieno al salmone trovto non ricordo dove, per cui non ho riempito troppo le strisce.

Ho fatto le strisce lunghe 24 cm (per problemi di “pentola”).

Per “legare” il ripieno ho usato una finta besciamella fatta al microonde con latte di soia e farina di riso (il mio lui non tollera il latte).

Le ho condite con il porro brasato ridotto in crema mescolato con la besciamella.

Essendomi avanzato il ripieno ho preparato una teglia di tofe (regalo della Voiello alla spaghettata di Milano) che ho messo in congelatore e che scalderò all’occorrenza.

A volte riesce difficile scrivere e descrivere le emozioni e le sensazioni.

Forse questo resoconto è stato deludente, però ho vissuto questo “incontro” in una maniera che mi è difficile esternare.

Mi ritengo fortunata ad aver conosciuto le Sorelle Simili, un esempio, oltre che di bravura, di grande umanità, semplicità, la loro serenità d’animo è contagiosa e, ho “letto tra le righe” una loro grande generosità a 360 gradi.

Altre persone al loro posto se “la tirerebbero”, sono rimasta stupita del fatto che ci hanno lasciato il numero di telefono nel caso avessimo bisogno di “chiarimenti”…..

Per questa splendida giornata devo ringraziare il mio lievito madre, è da lui che è partito tutto….è proprio vero: nulla succede per caso :-)

Vi auguro una splendida giornata, finalmente oggi c’è il sole e la malinconia lascerà posto alla serenità e mi condurrà verso….l’asse da stiro!!!! ;-)

Un abbraccio!

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