Sono ancora sotto l’effetto-Simili ed avendo visto ancora ricette con la zucca ho rispolverato questo raviolo.
E’ fatto con la farina di grano arso, una farina che racconta una storia di fatica e povertà, di tempi in cui anche i chicchi di grano bruciati avevano un valore.
Oggi è un prodotto di nicchia, proprio come tanti altri prodotti che hanno origine dalla capacità dell’uomo di “far di necessità virtù”.
Questa farina mi è molto cara, me l’ha spedita dalla Puglia una cara amica che aveva “letto tra le righe” il mio desiderio di averne un po’…grazie
Mi piace il suo sapore un po’ amaro ed affumicato, mi piace giocare con il ripieno che dev’essere capace di completarlo regalandogli un po’ di “dolcezza”.
“Ho letto in un blog (non ricordo quale) che usata in purezza può essere tossica, ma non si presta ad essere consumata in grandi quantità, quindi seppofà!!”
Ho scelto la zucca, ma potrebbe essere la carota, oppure il topinambour…..ma trovo elegante questo effetto cromatico nero-arancione.
Per fare la pasta:
- acqua e farina.
Per il ripieno:
- polpa di zucca tagliata a cubetti cotta a vapore lasciandola croccante,
- polvere di zenzero o zenzero fresco grattugiato,
- sale.
Per il condimento:
- ricotta vaccina o di pecora,
- purea di zucca q.b. a colorare la fonduta,
- latte q.b.
- sale.
Per fare la pasta procedete come al solito, trovo l’impasto molto piacevole da lavorare.
Stendete la sfoglia, appoggiate il ripieno, richiudete con l’altra sfoglia e date la forma che preferite.
Cuocete per qualche minuto in abbondante acqua salata.
Scolate e condite con la fonduta ottenuta setacciando la ricotta e la purea di zucca, amalgamate il composto con il latte e fate cuocere fino alla densidà desiderata.
Una “sfurfugliata” di pepe per decorare il piatto et..voilà… les jeux sont fait. !!
Ed ora una storia d’amore:
video con fotocamera digitale, la qualità non è alta ma c’è tanto, ma tanto sentimento
Il pavone che corteggia la sua amata che continua a …… “sbeccottare”
viene circuito dalla faraona che vorrebbe le sue attenzioni, tutto accade nell’indifferenza dell’altro pavoncello che aspetta di compiere i 2 anni per veder, finalmente, crescere la sua splendida coda e diventare, quindi, il suo “rivale…….
Purtroppo devo fare una triste postilla a questo post:
il padrone di questo (e altri pavoni) ci ha lasciato in ottobre, loro sono stati comperati da un signore che li terrà bene (spero) le faraone saranno già finite in pentola (è..purtroppo il loro destino)
Sarà una primavera diversa dalle altre..purtroppo……












