Archivi del mese: maggio 2010

Crostata del cid …

E’ arrivata l’ora…Nonna Papera parte, torna a Paperopoli, doveva già partire alla fine di aprile ma faceva ancora troppo freddo…..

Volevo salutarla  così la mamma ieri pomeriggio mi ha preparato un cestino con le uova, le mandorle e la marmellata  e sono partita pedalando a tutta forza verso casa sua.

E’ stata felice di vedermi:

Nonna: quanto tempo tesoro!

Io: lo so, avrei voluto venire prima ma la scuola mi ha impegnato molto, sai che per la mamma la scuola viene prima   di  tutto..ma ora sono qua per salutarti e…..indovina!!!

Nonna:  vuoi fare una torta :-)

Io: si :-)

Nonna: quale torta vuoi fare?

Io: la crostata del cid, quella a pagina 114

Nonna: ma non ho le mandorle :-(

Io.: non importa, la mamma ti ha preparato un cestino con l’occorrente :-D , però la marmellata di ciliege l’aveva finita,  ma ti ha mandato una che ha preparato questo autunno con l’uva fragola e le pere cotogne.

Nonna: va benissimo, noi faremo “finta” che sia di ciliege ;-) , però prima aiutami a chiudere le valige.

Io: ma nonna!!! Quante cose hai messo dentro, dai che mi siedo sopra sennò chi le chiude :-D

Nonna: finisce sempre così, dico sempre di portare meno roba….ok.. fatto, andiamo tesoro, lavati le mani.

Che cosa occorre:

  • gr 400 di zucchero;  (300)
  • gr 270 di mandorle;
  • gr 250 di farina 00;
  • gr 225 di burro;
  • 6 uova;
  • un limone;
  • una bustina di vanillina; (1/2 cucchiaino di vaniglia bourbon)
  • marmellata di ciliegie; (uva fragola e pere cotogne)
  • qualche pistacchio; (granella di nocciole e mandorle a lamelle)
  • sale.

Come si procede:

sbucciate le mandorle e mettetele in forno ad asciugare, ma senza farle colorire; poi mettetele da parte.

(io le ho lasciate con la buccia).

Intanto preparate la pasta con:

  • 125 gr di zucchero (100), la farina,la scorza grattugiata di mezzo limone
  • 1 uovo intero, 1 tuorlo (ricordatevi di mettere da parte tutti gli albumi)
  • e 140 gr di burro.

Lavorate solo quanto basta per amalgamare gli ingredieni, e fate una palla che metterete nel frigorifero, avvolta in carta oleata, per circa un’ora.

Pestate nel mortaio gr 170 di mandorle e 170 di zucchero (140) (unito un cucchiaio alla volta) setacciando la polveree ripestando le briciole che restano nel setaccio (robot!).

Unite alla polvere, sempre pestando, un uovo intero e tre tuorli, poi la vanillina.

Fate sciogliere gr 80 di burro in un pentolino e lasciatelo raffreddare.

Imburrate ed impanate una tortiera (circa cm 24).

Togliete la palla dal frigorifero e stendetela in un disco grande abbastanza da coprire fondo e bordi della tortiera, rimboccando la pasta agli orli e sforacchiandola sul fondo con una forchetta.

Stendeteci sopra uno strato di marmellata.

Montate tre albumi e unitevi le mandorle e il burro sciolto.

Versate tutto sopra la marmellata, livellate, e mettete in forno già caldo (170°) per 40 minuti.

Intanto che la torta cuoce, pestate il resto delle mandorle e dello zucchero al solito modo, e unite la scorzagrattugiata dell’altro mezzo limone e il quarto albume, fino a ottenere una specie di purè.

Scaldate in un pentolino un pò di marmellata, in modo che si sciolga bene.

Pelate i pistacchi.

Quando la crostata si sarà raffreddata, mettete in una siringa la pasta di mandorle, e disegnate un reticolato sulla superficie; sempre con la siringa riempite di marmellata i quadretti.Guarnite con i pistacchi…e finalmente la torta è pronta!

Sarà meglio però farla riposare al fresco ancora un paio d’ore.

Io: nonna, non la so usare la siringa..e l’impasto è così duro, posso fare dei rotolini?

Nonna: ho visto, potevamo aggiungere un albume, ma va bene così, fai tu, vediamo cosa combini :-D

Io: ti piace?

Nonna: si è fatto tardi, ti metto la torta in una tortiera e la porti a casa…domani quando la mangerete mi penserete ……

Io: non possiamo assaggiarla adesso?

Nonna: no, è troppo tenera ancora…domani sarà più buona.

Io: spero di non rovinarla :-(

Nonna: dai, vieni qui che ti abbraccio :-) ma, ma..cosa vedo, una lacrimuccia?

Io: no, ho il raffreddore :-)

Così Nonna Papera mi strinse forte forte, ho visto che anche lei aveva una lacrima ma non le ho detto nulla.

Nonna: ciao tesoro, vai piano!

Io: fai buon viaggio e saluta zio Paperone e Pluto ….

Ciao Nonna Papera, mi mancherai..e mi mancherà anche il manuale, oggi lo riporto in biblioteca, assieme ai miei sogni di bambina.


Pane arabo con Lievito Madre o semplice, per tutti.

..ancora… sì, perchè questo cesto con pane arabo, grissini e crakers con il LM mi riporta indietro all’aprile dello scorso anno quando, per distrarmi un pò, a Vicenza ho comperato un libro sul pane.

Mi ero ripromessa, al ritorno, di farmi il mio lievito madre..e così è stato.

Nel libro è fatto con il lievito di birra e lo chiamano pane arabo, io, consigliata nelle dosi da Germana della Terra dei Violini ho fatto l’esperimento.

Un pane leggero, senza grassi, poco cotto, ideale da farcire, nel paese d’origine viene servito col kebab, pomodori, cetrioli ed una salsina allo yogurt
Io l’ho farcito con della carne trita insaporita con un mix di spezie che mi ricorda il sapore, appunto, del kebab.
Primo esperimento, senza prove né conferme, un successo, da provare….

Ingredienti: (tra parentesi le mie modifiche)

  • 600 g farina 00 (tipo manitoba),
  • 300 ml acqua (350),
  • 20 g. lievito di birra fresco (200 g. lievito madre, preso dal frigo senza rinfrescarlo),
  • 1 cucchiaino da te raso di sale,
  • 1 cucchiaino da te raso di zucchero semolato,
  • 1 cucchiaio di olio evo per penellare la ciotola,
  • farina di semola per spolverizzare le pagnottelle,

Procedimento:

dopo aver setacciato la farina e formata la fontana, mettere al centro il lievito sciolto in precedenza nell’acqua con lo zucchero (ho fatto lo stesso

col mio LM)  partendo dal centro incorporare la farina un po’ alla volta, unire il sale e lavorare bene per 10 minuti fino ad ottenere un impasto elastico.

Formare una sfera e metterla in una ciotola a bordi alti spennellata d’olio, coprire con la pellicola ed un panno e lasciar riposare per 1 ora (3 ore).

Formare 6 pagnottelle e renderle sottili col mattarello, foderare con carta forno le teglie e cospargete di semola, appoggiare i dischi che avrete ottenuto spolverizzando anche la superficie con la semola.

Coprire con carta forno bagnata e strizzata e lasciar lievitare per 40′ (2 ore), preriscaldare il forno a 250° (statico) e far cuocere il pane per 10′ in modo che sia solo leggermente colorato.

Con questo pane vi auguro una serena domenica!

LIEVITO MADRE – DISPENSA MPB


Semifreddo al sambuco …..

Dopo aver fatto lo sciroppo, ora devo trovare nuovi modi  di applicazione….questo è un semifreddo di Nigella, lei usa il miele, io l’ho sostituito con lo sciroppo di sambuco.

Ingredienti:

  • 3 dl panna fresca,
  • 100 g. di sciroppo di sambuco (sostituibile a piacere),
  • 1 uovo intero,
  • 4 tuorli,
  • pistacchi tritati,
  • nocciole tritate.

semifreddo sambuco rett1

Procedimento:

montare la panna, scaldare a bagno maria l’uovo intero ed  i tuorli, montare tutto con la frusta, lasciar intiepidire ed incorporare lo sciroppo  e, delicatamente, la panna.

Foderare con la pellicola uno stampo da plum cake o forme diverse da monoporzione come preferite.

Mettere sul fondo nocciole tritate e pistacchi tritati, versare il composto e coprire lo/gli stampi  con la pellicola, mettere nel congelatore per c.ca 3 ore.

Rovesciare su un vassoio o piatti singoli e decorare a piacere.

Buon fine settimana a voi!!


“Kanten” che ti passa….il tuo peso vale oro…

Sono uscita un po’ abbacchiata dallo studio medico l’altro giorno.

Gin (il mio ginocchio ;-) ) ha cercato di consolarmi:

dai, non essere triste, farà bene a tutti 2 un po’ di piscina, io potrò finalmente riposare e tu ti risolleverai il morale…i glutei ed il seno :-D

Brutto screanzato!! Come ti permetti?

Dai che hai ragione..andiamo!

Così io e Gin ci siamo messi alla ricerca della “piscina perfetta”.

Abbiamo scelto quella di Feletto, è una piscina  costruita da una Banca  in cambio della  concessione di un terreno  comunale abbandonato ed incolto.

Così, come raramente succede, la logica e la ragione pratica hanno avuto la meglio su inutili lungaggini burocratiche.

Detto fatto, Banca, piscina, albergo tutto in piedi in poco tempo!!

Siamo entrati e nell’attesa la mia attenzione è andata immediatamente su un cartello publicitario:

“IL TUO PESO VALE ORO” per ogni Kg del tuo peso 1 € di sconto

es.: 80 kg di peso= 80 € di sconto!

Allora ho benedetto lo spaghetto mangiato la sera prima e la banana della colazione ;-)

Lei mi pesi ma non mi dica nulla, non so far di conto quindi perfetto così!

Devo dire che lo sconticino è stato bello sostanzioso ;-)

Per immergermi completamente nella fitness-atmosfera ho comperato occhialini e cuffia, e da lunedì metterò in ammollo le mie carni bianche e mollicce :-(

A Trieste diciamo: non xe mai un mal sensa un ben!

E con questo meraviglioso ottimismo nel vedere sempre il bicchiere mezzo pieno io e Gin siamo tornati a casa a preparare un bel dessert dietetico perchè, chi ben comincia è a metà dell’opera!!

Questa ricetta l’ho vista qui , ed è qui che ho scoperto l’alga kanten, o agar agar e me ne sono innamorata.

Le mie variazioni sono tra parentesi, vi consiglio di visitare il suo blog, ne vale la pena anche se è da un po’ che non è attivo.

Ingredienti:

  • mezzo litro di succo di mela,
  • ½ limone – succo e buccia,
  • 10 o 12 fragole (12),
  • un pizzico di sale integrale,
  • 3 cucchiaini di agar agar in polvere (5 g di barra),
  • 1 cucchiaio di malto di riso (facoltativo), ho usato il fruttosio,
  • una punta di vaniglia in polvere.

Come fare:

mettere  il succo di mela, la barra di kanten, il sale in una pentola d’acciaio, portare ad ebbolizione e bollire per far sciogliere il kanten  mescolando di tanto in tanto per evitare che di attacchi.

Grattugiare il limone e spremerne il succo.

In una terrina di vetro mettere le fragole lavate e tagliate a pezzetti, il succo e la buccia del limone, la vaniglia, il fruttosio.

Appena l’agara agar sarà sciolto versare il succo di mela bollente sulle fragole.

Lasciare raffreddare per un paio d’ore.

Una volta che si sarà formata la gelatina frullare e mettere in fresco in uno o più contenitori alimentari.

Ha la consistenza di una mousse, quindi se volete sformarlo dovete aumentare la dose di agar agar.

Questa “scoperta” mi è tornata utilissima l’altra estate quando ho aperto un’anguria ed ho scoperto che era troppo matura, perfetta per me ma “immangiabile per “lui”.

Di buttare nell’umido kili di anguria proprio non mi andava giù!!

In questo caso ho sostituito il succo di mela con il succo di anguria che ho ricavato setacciando la polpa in un colino, dopo aver eliminato i semi.

Per non buttare nulla ho messo in frigorifero il succo avanzato  con poco succo di limone, con altro succo ho formato dei ghiacciolini.

Altre varianti con il latte di soia, qui  però volevo una consistenza che mi permettesse di “sformare”, l’ho ottenuta aumentando la grammatura dell’agar agar a 7 g.

Per lo stampo da budino ho messo in fusione nel latte di soia  il macis (l’involucro della noce moscata),

Per quello piccolo semini di cardamomo pestati,

L’effetto marmorizzato l’ho ottenuto versando lentamente lo sciroppo d’acero.

Se non mi sono spiegata bene chiedete, a volte da cosa nasce cosa, quindi dosi e grammi mi sono ostici!

Vi lascio con la foto di questa meridiana che ho visto domenica, assieme alla donnina sopra, fuori da un’abitazione.


Crespelle e Pasticcio agli asparagi di Tiziana.

Tiziana, ricordate questa ricetta? Beh, proprio lei, riporto la sua ricetta, le mie varianti, tra parentesi in corsivo.

Per 12 crespelle:

  • 120 g di farina (farina di grano saraceno),
  • 3 uova,
  • 250 cc di acqua minerale frizzante,
  • 1 pizzico di sale.

Per il ripieno:

  • 1kg. asparagi bianchi, vanno benissimo anche i verdi (verdi),
  • 1 cipolla piccola,
  • sale,
  • pepe,
  • olio evo.

Come fare:

pulire e pelare gli asparagi,tagliarli a pezzetti mettendo da parte le punte.

Tritare finemente la cipolla, unirla agli asparagi, l’olio e saltare il tutto in padella, a metà cottura aggiungere le punte (se si mettono prima si spappolano) e ultimare aggiungendo sale e pepe.

Far raffreddare il composto e quindi farcire le crespelle, piegarle a fazzoletto e disporle in una pirofila imburrata.

(Ho arrotolato le crespelle, decorate con gli asparagi e coperti con la besciamella di soia e parmigiano).

In questo periodo io uso gli asparagi in tutti i modi, perciò quando li  lesso, conservo l’acqua di cottura con la quale poi faccio la besciamella per coprire le crespelle, grattugio sopra del parmigiano e le passo in forno per gratinare.

Con gli stessi ingredienti faccio anche il pasticcio, aggiungendo però del fontina a dadini fra uno strato e l’altro di asparagi.

Ho riportato fedelmente la sua ricetta, io ho usato il latte di soia per la besciamella omettendo il burro.

Per il pasticcio ho usato le lasagne verdi senza fontina ma abbondando col parmigiano  (per ello).

La mia piccola porzioncina l’ho farcita con il gorgonzola mascarponato.

Buona giornata.


Fiori di zucchina ripieni, impastellati e cotti al forno.

..vi spiego, il mio primo amore è stato la natura, i suoi colori, i suoi frutti, nei miei post si evince l’amore che nutro per lei…la natura non delude, non ferisce, non tradisce, la natura si da…e basta, in cambio chiede solo rispetto ma… questa è un’altra storia.

La storia di oggi parla di Milva, la mia (non proprio mia ;-) ) verduriera di fiducia.

Dopo una primavera fredda ed avara per chi coltiva la terra finalmente le prime zucchine…..sono capitata lì per caso, per un saluto e me ne sono andata con una cassettina piena di meravigliose, piccole, lucenti zucchine.

Milva è una donna “tonica”, chi la vede in altra sede può pensare che sia assidua frequentatrice di palestre, invece è assidua frequentatrice di “orti”, di campi infiniti che..udite, udite, coltiva da sola.

Il marito fa un altro lavoro e l’aiuta nei momenti liberi, i figli studiano all’università e lei, estate, inverno è sempre lì, sorridente, non sembra mai stanca, in più ha conigli, galline con le quali convivono dei fagiani (che moriranno di vecchiaia) in stagione i maiali (che non morirano di vecchiaia :-( )….in più due adorabili pastori tedeschi che mi conoscono, non abbaiano più e mi lasciano scorazzare per il cortile…sarà perchè porto loro “i vuess” (ossi) ;-) ?

In attesa che Milva vada a raccogliere altre verdure io vi do la ricettina della cena di ieri:

Fiori di zucca ripieni al forno.

Per 10 fiori:

  • ricotta di pecora,
  • parmigiano grattugiato,
  • 3 zucchine cotte al vapore e schiacciate,
  • 1 scatoletta di tonno al naturale,
  • timo,
  • 1 tuorlo
  • sale affumicato (facoltativo).

Per la pastella:

  • farina di riso,
  • birra ghiacciata,
  • sale,
  • 1 albume montato a neve.

Come fare:

preparare una pastella semi-densa con gli ingredienti, aggiungendo all’ultimo l’albume a neve.

Preriscaldare il forno (ventilato) a 180°C

Aprire i fiori e togliere il pistillo.

In una terrina mescolare gli ingredienti per il ripieno.

Riempire i fiori,

chiuderli, immergerli nella pastella e sistemarli in una teglia coperta con carta forno.

Cuocerli per 20/25 minuti fino a dorarli leggermente.

Ecco l’interno, se vi piace potete metterci la famosa “acciuga”! Smack!


Rotolini di trota affumicata alla mela verde.

L’anno scorso ho sperimentato questi rotolini mangiati in un ristorante, ero riuscita a “strappare” la ricetta ad un titolare riluttante…..

Erano venuti buonissimi però..però qualcosa non mi aveva convinto, troppa differenza di consistenza, anche se avevo fatto sgocciolare le mele grattugiate così, visto che la trota affumicata entra spesso a casa mia ho riprovato a farli.

Le dosi sono incomplete perchè il ripieno lo faccio a “occhio”.

Ingredienti:

  • trota affumicata a fette,
  • 1 mela Granny Smith,
  • mascarpone, panna acida.
  • rucola
  • riduzione di aceto balsamico (glassa)
  • sale e pepe (se gradito).

**Foto dell’anno scorso**

Come fare:

sbucciare la mela, tagliarla a julienne finissima, salarla e metterla in un colino,

mescolare la panna acida con il mascarpone nella percentuale 1 a 2, mettere in frigorifero.

Quando la mela avrà perso il liquido, strizzarla delicatamente, asciugarla con un panno carta ed unirla al composo di panna e mascarpone, pepate se gradite.

Riporre nuovamente in frigorifero.

Stendere le fette di trota, disporre al centro un po’ di composto, formare i rotolini ed appoggiarli su foglie di rucola che avrete condito in precedenza.

Irrorate con la riduzione di aceto balsamico.


Pitta cu maju (fiori di sambuco)

Una conoscente mi raccontava che  le donne di Calabria, a maggio (maju), raccolgono i fiori di sambuco, li stendono, allargandoli, su un telo e li coprono con un altro telo, li fanno seccare girandoli ed arieggiandoli per qualche giorno, li salano e li mettono sott’olio.

Quando fanno la “pitta” (pizza) aggiungono nell’impasto un po’ di maju.

Mi stupisco sempre, e lo dico, della fantasia delle donne che riescono a fare” magie” in cucina, a volte mi chiedo se le “donne di un tempo” avessero un blog :-) ci farebbero arrossire.

Quando scrivo di queste cose non finirei mai, più in là vi racconterò della ricetta carpita ieri ad una signora di 94 anni che ho incontrato

mentre fotografavo un campo di papaveri.

L’altra mattina, in un’alba splendida, accompagnata dal canto di passerotti, rondini, gazze e…cornacchie :-( me ne sono andata a spasso per i campi.

Ogni tanto un trattore intento ad allenarsi per qualche rally mi scuoteva dall’estasi facendomi sobbalzare e velocemente  spostare sul ciglio estremo della strada, chissà cosa avrà pensato di quella “fanciulla” a quell’ora per i campi..mah!!! :-)

Tra una foto, qualche puntina di ortica, qualche grande sospirone ho messo nel cestino  fiori di sambuco….. qualcosa farò, ho pensato..così, pensa che ti ripensa ne è uscita questa “pitta”, focaccia, pizza? Comunque chi mi guardava con sospetto mentre “elaboravo” se l’è pappata tutta, lasciando lì il pane che avevo fatto apposta per lui :-( .

La frase esatta è questa:

cosa stai facendo?

Sto facendo un esperimento ……

perchè non fai un pane “normale”?

Perchè il “pane normale” è già in forno :-) , non preoccuparti, questa la mangio io :-D

Va sempre a finire così !!

Ingredienti per una pitta:

  • 250 g di farina manitoba,
  • 1 bella manciata di fiori di sambuco (nel mio caso freschi)
  • 1 bustina di lievito di birra secco (mezzo di birra fresco),
  • 2 cucchiai di olio evo,
  • 1 puntina di cucchiaino di malto d’orzo,
  • 1/2 cucchiaino di sale,
  • 125 g di acqua.

Per la farcitura della pitta:

  • pomodorini Piccadilly o quelli che preferite,
  • poco aglio,
  • sale,
  • zucchero a velo,
  • fiori di sambuco.

Io ho fatto l’impasto nella MDP, ho formato una palla e l’ho fatta lievitare, coperta, per 2 ore in una terrina unta d’olio.

Nel frattempo ho preparato i pomodorini, tagliandoli a metà, li ho messi in una teglia foderata con carta forno, spolverati con poco zucchero a velo e salati.

Li ho infornati a 160°C, verso la fine ho aggiunto una bella manciata di fiori di sambuco, poco aglio, ho mescolato ed ho continuato la cottura.

Raddoppiato l’impasto, l’ho steso, coperto con carta forno bagnata e strizzata e l’ho fatto riposare per 1 ora.

Ho preriscaldato il forno a 240°C, ho farcito la “pitta” con i pomodorini edinfornata per 20 minuti.

L’anno scorso l’avevo fatta con il LM senza farcitura, era venuta più alta e l’ho farcita con del meraviglioso prosciutto di Sauris.


Un “Tipo strano” …….

In attesa di riprendere i ritmi “culinari” vi auguro un bel fine settimana con questa vignetta che a me è piaciuta molto!!

Appena riprendo a tempo pieno verrò a ringraziarvi per le  visite ed i graditissimi commenti! Un abbraccio!


Cheese cake ai mirtilli

Ingredienti per la base, teglia da 24 cm:

  • 100 g farina bianca,
  • 40 g di burro a pezzetti non freddissimo,
  • 40 g. zucchero,
  • 1 tuorlo.

Procedimento per la base:

setacciare la farina, porre al centro il burro, lo zucchero ed il tuorlo.

Lavorare velocemente, avvolgere in una pellicola e far riposare in frigorifero per 30 minuti.

Stendere la pasta sul fondo della tortiera coperta con carta forno, bucherellarla con i rebbi di una forchetta e cuocere in forno preriscaldato a 200°C  x 15 minuti.

Farla raffreddare.

Ingredienti per la crema di yogurt:

  • 1 kg. di yogurt naturale (greco),
  • 2 dl latte,
  • 150 di zucchero,
  • 30 g di gelatina in fogli,
  • 4 tuorli,
  • il succo di 1 limone,
  • 300 g. di mirtilli.

Procedimento per la crema di yogurt:

mettere la gelatina in abbondante acqua fredda, lavorare i 4 tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungere un po’ alla volta il latte che avremo fatto bollire in precedenza, mettere il composto ottenuto in un tegame  e portarlo ad ebollizione, mescolando, aggiungere la gelatina ben strizzata.

Togliere dal fuoco il composto ottenuto, porlo in una terrina capiente e lasciarlo raffreddare, unire lo yogurt ed il succo di limone.

Lavare i mirtilli ed asciugarli delicatamente.

Nella tortiera (che io ho foderato con la stagnola e pellicola, per evitare la fuoriuscita della crema) sistemare il fondo di pasta, versare la crema, alternandola con i mirtilli, io ho aggiunto la confettura di bacche di sambuco.

Far raffreddare in frigorifero per almeno 4 ore.