Archivi del mese: luglio 2010

Paura dell’abbandono?

Immagine presa dal web.

…..o forse  soltanto la voglia di “staccare la spina”…..sul serio :-( ?

Sta di fatto che il mio pc ha tentato il suicidio, colpendosi all’“hearth disk” :-(

Ora è in terapia intensiva, tentano in tutti i modi di “salvare i suoi dati” e di riportarlo “on line”.

Già, questa volta me la sono vista brutta ;-)

Per non pensarci troppo ho continuato a cucinare ed ho anche acceso il forno ..più volte.

Una puntatina all’internet point per salutarvi e ringraziarvi dei commenti, dei saluti e dei pensieri.

Un saluto anche dal “randagione” che in una settimana di serena convivenza con Perla ha messo su il suo bel kiletto e mezzo :-)

La svizzera viaggia in incognito e la calma regna sui pianerottoli e nel cortile.

Ho un gradevole dialogo con l’altra “pianerottolaia” e questa volta viviamo tutti felici e contenti (meno una ;-) )

A presto.


Linguine di Kamut con zucchine e ricotta affumicata, aspettando il temporale.

Ieri sera, mentre il cielo stava preparando il suo temporale estivo,

io preparavo la cena estiva.

Dopo una domenica trascorsa a fare un pò di repulisti avevo un certo languorino, mi meritavo un piattino di pasta.

Pentola per la pasta con 2 cestelli, ello aveva chiesto con voce flebile un piatto di pasta A.O.P. (aglio, olio, peperoncino), nulla di impegnativo quindi, al lavoro.

Ingredienti:

  • linguine di Kamut q.b.,
  • zucchine piccole, sode e freschissime q.b.,
  • ricotta affumicata q.b.,
  • olio evo per friggere.

Preparazione:

mentre bolle l’acqua, tagliare a fiammifero le zucchine e gettarle in olio evo bollente per pochi secondi, scolarle.

Scolare la pasta, unirla alle zucchine con un cucchiaio di olio dove hanno fritto, una bella grattugiata di ricotta affumicata e la cena è pronta.

Quello che mi piace della pasta di Kamut, oltre il sapore, è la resa ed il potere saziante, provatela.


Riso Sale e Pepe con Cappesante.

Inizio ringraziando chi mi ha lasciato un salutino, certo non sono in “vacanza”, quella classica….semplicemente avendo la testolina altrove mi sono allontanata dal blog per dedicarmi alla mia nuova “creatura”, anzi, aiutatemi a trovargli un nome, oggi gli farò una foto così vi potrete ispirare :-)

Gli sta ricrescendo il pelo, sta mettendo su peso, mi viene sempre dietro, l’altra sera mentre bagnavo il giardino  lui si è disteso sul muretto a guardarmi e si spostava con me, beh, che dirvi, io lo adoro, per il momento rimane nel cortile, non c’è più il problema del “territorio” e tutti (meno una ;-) ) vivono felici e contenti.

Questo riso l’ho chiamato sale e pepe perchè mi ricorda il tessuto che andava di moda tanti anni fa, credo sia un classico, io avevo un cappotto con questo tessuto che mi è durato anni.

Per fare questa semplice ricetta ho utilizzato 2 avanzi prelevati da 2 preparazioni: insalata di riso Basmati e Riso Venere con polpa di granchio

Il riso Venere l’ho preprato con la solita tecnica  in pentola a pressione prolungando di 5 minuti il tempo della ricetta a cui faccio riferimento.

Igredienti:

  • riso Basmati,
  • riso Venere,
  • scalogno,
  • burro chiarificato (poco),
  • succo e buccia di lime (o limone),
  • cappesante.

Come fare:

tritare lo scalogno finemente e farlo diventare trasparente nel burro chiarificato, rosolare per pochi minuti le cappesante da ambo i lati, toglierle dal tegame e far saltare il riso nel condimento aggiungendo una spruzzatina di succo di lime.

Presentarlo nella conchiglia appoggiando sopra la cappasanta col suo corallo, decorare con la buccia di lime ricavata col rigalimoni.

Tutto qui, un piatto unico, colorato e confortante .

Buonissima domenica a tutte/i,  da me e da Perla:

La visione è consigliata senza audio.


Andiamo in vacanza …..

..andiamo? Si, il blog,  io,  Gin e Duecalzini ci prendiamo una pausa, speravamo che con la sterilizzazione e la cura del gatto randagio fosse finalmente tutto della serie: …..e vissero tutti felici e contenti, invece non è così, c’è sempre, nella vita, qualcosa o qualcuno che ti rema contro, ma lo fa DAVVERO, non chiacchiere…..

La vicina svizzera (che svizzera non è ) sta facendo un gran baccano, coinvolgendo vicini, condomini e chiunque passi per la sua strada.

Ha chiamato l’amministratore dicendogli che ci sono 10 (?) gatti che c……. e p…..o sulle scale….ovviamente è frutto della sua fantasia.

L’  amministratore stamattina  ha verificato il perfetto stato delle scale e delle parti comuni, compreso il giardino (che curo io GRATIS) e si è, giustamente, soffermato sulle reali problematiche del nostro piccolo palazzo: pitturazioni da rifare, terrazze da isolare, piastrelle da sostituire.

Comunque il mio stato d’animo non è dei migliori e mi prendo una pausa per vedere di dare un pò di serenità ad un animale che non ha altra colpa di essere un giorno capitato nel nostro cortile, ammalato, denutrito e cacciato a colpi di scopa.

Spero di tornare presto,  serena, con tante belle storie da raccontarvi e tante ricette da condividere…..

Più conosco gli uomini, più amo gli animali… parole sante, almeno per ciò che mi riguarda…


Blanca e i suoi pupazzi di neve, dolci e salati.

C’è una cosa che, agli occhi dei  bambini, rende perfetto il Natale, è la neve.

La neve  avvolge tutto come una lieve e candida coltre silenziosa che  soltanto le loro grida di entusiasmo riescono a sollevare.

Chi non ricorda le battaglie a “palle di neve” o i pupazzi fatti in giardino o in mezzo ad un prato?

Tutti a correre dalla mamma a chiedere  carote, carboncini, bottoni, sciarpe, cappelli e tutto ciò che serviva a “vestirlo”.

Bisognava premerla bene la neve per far durare il pupazzo più a lungo possibile e, quando attorno l’erba era già spuntata “lui” resisteva ancora.

Ed è ricordando la neve, il suo pupazzo e la sua gioia che oggi Blanca farà assieme a voi dei pupazzi speciali da guardare e soprattutto da mangiare tutto l’anno.

Per i pupazzi dolci:

  • 250  g. di ricotta,
  • 60 g. farina di cocco,
  • 100 g. d cioccolato bianco,
  • M&Ms,
  • pinoli,
  • caramelle gelatinose,
  • riccioli di cioccolato.

Prepariamo i pupazzi dolci:

sciogliere il cioccolato bianco nel microonde ed aggiungerlo alla ricotta, unire anche la farina di cocco , amalgamare bene il tutto e riporre  in frigo per circa mezz’ora.

Con il composto formare una pallina di circa 5 cm. di diametro…..sovrapporre quindi a questa un’altra pallina più piccola.

Fare gli occhi con due riccioli di cioccolato, il naso con un pinolo, la bocca con un pezzetto di caramella, i bottoni del vestito con altri riccioli di cioccolato, il cappello con un’altra caramella e infine le scarpe con due M&Ms.

Posizionare i pupazzi sul piatto di portata cosparso di farina di cocco.

Fatto!!

Per i pupazzi salati:

  • 150 g. ricotta,
  • 150 g. di formaggio “Kaori” o equivalente,
  • 120 g. di mandorle pelate e tritate finemente,
  • mais,
  • piselli,
  • carote,
  • pinoli,
  • 2 limoni,
  • sale.

Prepariamo i pupazzi salati:

amalgamare bene la ricotta ed il formaggio Kaori con un  pizzico di sale e le mandorle tritate (conservarne 2 cucchiai), riporre in frigo per mezz’ora circa.

Formare ora una pallina di circa 5 cm. di diametro, sovrapporre un’altra pallina più piccola e quindi fare gli occhi con due piselli, il naso con un pinolo, la bocca con metà rotellina di carota, i bottoni del vestito con il mais, il cappello con la parte finale della buccia di limone e infine le scarpe con due mandorle.

Spargere un po’ di mandorle tritate sul piatto, prima di posizionare i pupazzi.

Ed ora qualche fase della preparazione:

Blanca  vuole augurare  a tutti i bambini del mondo  un sereno Natale.

Partecipiamo all’ iniziativa della  Cometa Pasticciona.


Penne quadrate al pesto e gamberi.

 

Io adoro il pesto, è un amore antico, nato quand’ero fanciulla quando, per ragrannellare il soldino, d’estate andai a lavorare in un bar/ristorante vicino alla spiaggia gestito da una famiglia di Genova.

No, non lo faceva col mortaio, ma col frullatore e, quando sentivo il rumore tipico, mi armavo di cucchiaino e fetta di pane e correvo con occhio seduttore da lui che non resisteva al mio fascino e mi preparava una tartina.

Mi sarebbe piaciuto partecipare a gare di pesto,  solo per imparare ad usare il mortaio, quando lo vedo fare agli altri sembra un gioco da ragazzi: questo basilico che si frantuma in un attimo, il mio rimane lì, non collabora, ed io, famelica, lo trasferisco, riluttante, nel frullatore, ma l’appetito è appetito.

basilico-001

Ingredienti:

  • pesto fatto con basilico, pinoli, aglio, parmigiano, olio evo.
  • Pasta (il formato che preferite),
  • patate tagliate a cubetti,
  • fagiolini lessati a parte,
  • gamberi cotti al vapore.

Procedimento:

preparare il pesto, cuocere la pasta assieme alle patate, calcolando i tempi per mantenere i cubetti sodi.

Scolarla, ungerla con olio evo affinchè non si attacchi e farla raffreddare.

Unire tutti gli ingredienti, mescolare e mangiare voluttuosamente.


Il prato di Blanca.

Per ottenere questo bel prato fiorito occorrono:

pesto fatto con:

  • basilico,
  • parmigiano,
  • pinoli,
  • olio evo.
  • sale.

**********************************

  • Sfoglia di mozzarella (possono  andar bene anche galbanino o sottilette).
  • Carote  al vapore,
  • Pane per tramezzini.

Costruiamo il prato:

lavare e pelare le carote, cuocerle al vapore lasciandole un po’ al dente,

quando si saranno raffreddate tagliarle a rotelline.

Ritagliare dal pane da tramezzini dei quadrati di circa 5 cm. di lato e spalmarli con il pesto.

Dalla sfoglia di mozzarella ottenere con uno stampino dei fiorellini che andranno posizionati al centro del quadrato di pane.

Cliccare sulle foto per ingrandirle.

Dalle rotelline di carota, con uno stampino rotondo più piccolo del fiorellino,

ottenere dei bottoncini che si posizioneranno al centro di ogni fiore.

IL PRATO E’ FIORITO!!!!!!!!!! ED ORA SI MANGIAAAAAAAA :-)

Con questo prato Blanca da il suo contributo alla COMETA PASTICCIONA.

E, e, e? E ha vintooooooo, brava Blanca e brava la nonna Tiziana, io ho fatto solo da ambasciatrice.

Voglio regalare questo prato a lei, al suo bambino ed a tutti i bambini che la mattina dicono:

“Io non ci voglio andare a fisioterapia, basta sono stufo”



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