Archivi del mese: luglio 2010

Paura dell’abbandono?

Immagine presa dal web.

…..o forse  soltanto la voglia di “staccare la spina”…..sul serio :-( ?

Sta di fatto che il mio pc ha tentato il suicidio, colpendosi all’“hearth disk” :-(

Ora è in terapia intensiva, tentano in tutti i modi di “salvare i suoi dati” e di riportarlo “on line”.

Già, questa volta me la sono vista brutta ;-)

Per non pensarci troppo ho continuato a cucinare ed ho anche acceso il forno ..più volte.

Una puntatina all’internet point per salutarvi e ringraziarvi dei commenti, dei saluti e dei pensieri.

Un saluto anche dal “randagione” che in una settimana di serena convivenza con Perla ha messo su il suo bel kiletto e mezzo :-)

La svizzera viaggia in incognito e la calma regna sui pianerottoli e nel cortile.

Ho un gradevole dialogo con l’altra “pianerottolaia” e questa volta viviamo tutti felici e contenti (meno una ;-) )

A presto.


Linguine di Kamut con zucchine e ricotta affumicata, aspettando il temporale.

Ieri sera, mentre il cielo stava preparando il suo temporale estivo,

io preparavo la cena estiva.

Dopo una domenica trascorsa a fare un pò di repulisti avevo un certo languorino, mi meritavo un piattino di pasta.

Pentola per la pasta con 2 cestelli, ello aveva chiesto con voce flebile un piatto di pasta A.O.P. (aglio, olio, peperoncino), nulla di impegnativo quindi, al lavoro.

Ingredienti:

  • linguine di Kamut q.b.,
  • zucchine piccole, sode e freschissime q.b.,
  • ricotta affumicata q.b.,
  • olio evo per friggere.

Preparazione:

mentre bolle l’acqua, tagliare a fiammifero le zucchine e gettarle in olio evo bollente per pochi secondi, scolarle.

Scolare la pasta, unirla alle zucchine con un cucchiaio di olio dove hanno fritto, una bella grattugiata di ricotta affumicata e la cena è pronta.

Quello che mi piace della pasta di Kamut, oltre il sapore, è la resa ed il potere saziante, provatela.


Riso Sale e Pepe con Cappesante.

Inizio ringraziando chi mi ha lasciato un salutino, certo non sono in “vacanza”, quella classica….semplicemente avendo la testolina altrove mi sono allontanata dal blog per dedicarmi alla mia nuova “creatura”, anzi, aiutatemi a trovargli un nome, oggi gli farò una foto così vi potrete ispirare :-)

Gli sta ricrescendo il pelo, sta mettendo su peso, mi viene sempre dietro, l’altra sera mentre bagnavo il giardino  lui si è disteso sul muretto a guardarmi e si spostava con me, beh, che dirvi, io lo adoro, per il momento rimane nel cortile, non c’è più il problema del “territorio” e tutti (meno una ;-) ) vivono felici e contenti.

Questo riso l’ho chiamato sale e pepe perchè mi ricorda il tessuto che andava di moda tanti anni fa, credo sia un classico, io avevo un cappotto con questo tessuto che mi è durato anni.

Per fare questa semplice ricetta ho utilizzato 2 avanzi prelevati da 2 preparazioni: insalata di riso Basmati e Riso Venere con polpa di granchio

Il riso Venere l’ho preprato con la solita tecnica  in pentola a pressione prolungando di 5 minuti il tempo della ricetta a cui faccio riferimento.

Igredienti:

  • riso Basmati,
  • riso Venere,
  • scalogno,
  • burro chiarificato (poco),
  • succo e buccia di lime (o limone),
  • cappesante.

Come fare:

tritare lo scalogno finemente e farlo diventare trasparente nel burro chiarificato, rosolare per pochi minuti le cappesante da ambo i lati, toglierle dal tegame e far saltare il riso nel condimento aggiungendo una spruzzatina di succo di lime.

Presentarlo nella conchiglia appoggiando sopra la cappasanta col suo corallo, decorare con la buccia di lime ricavata col rigalimoni.

Tutto qui, un piatto unico, colorato e confortante .

Buonissima domenica a tutte/i,  da me e da Perla:

La visione è consigliata senza audio.


Andiamo in vacanza …..

..andiamo? Si, il blog,  io,  Gin e Duecalzini ci prendiamo una pausa, speravamo che con la sterilizzazione e la cura del gatto randagio fosse finalmente tutto della serie: …..e vissero tutti felici e contenti, invece non è così, c’è sempre, nella vita, qualcosa o qualcuno che ti rema contro, ma lo fa DAVVERO, non chiacchiere…..

La vicina svizzera (che svizzera non è ) sta facendo un gran baccano, coinvolgendo vicini, condomini e chiunque passi per la sua strada.

Ha chiamato l’amministratore dicendogli che ci sono 10 (?) gatti che c……. e p…..o sulle scale….ovviamente è frutto della sua fantasia.

L’  amministratore stamattina  ha verificato il perfetto stato delle scale e delle parti comuni, compreso il giardino (che curo io GRATIS) e si è, giustamente, soffermato sulle reali problematiche del nostro piccolo palazzo: pitturazioni da rifare, terrazze da isolare, piastrelle da sostituire.

Comunque il mio stato d’animo non è dei migliori e mi prendo una pausa per vedere di dare un pò di serenità ad un animale che non ha altra colpa di essere un giorno capitato nel nostro cortile, ammalato, denutrito e cacciato a colpi di scopa.

Spero di tornare presto,  serena, con tante belle storie da raccontarvi e tante ricette da condividere…..

Più conosco gli uomini, più amo gli animali… parole sante, almeno per ciò che mi riguarda…


Blanca e i suoi pupazzi di neve, dolci e salati.

C’è una cosa che, agli occhi dei  bambini, rende perfetto il Natale, è la neve.

La neve  avvolge tutto come una lieve e candida coltre silenziosa che  soltanto le loro grida di entusiasmo riescono a sollevare.

Chi non ricorda le battaglie a “palle di neve” o i pupazzi fatti in giardino o in mezzo ad un prato?

Tutti a correre dalla mamma a chiedere  carote, carboncini, bottoni, sciarpe, cappelli e tutto ciò che serviva a “vestirlo”.

Bisognava premerla bene la neve per far durare il pupazzo più a lungo possibile e, quando attorno l’erba era già spuntata “lui” resisteva ancora.

Ed è ricordando la neve, il suo pupazzo e la sua gioia che oggi Blanca farà assieme a voi dei pupazzi speciali da guardare e soprattutto da mangiare tutto l’anno.

Per i pupazzi dolci:

  • 250  g. di ricotta,
  • 60 g. farina di cocco,
  • 100 g. d cioccolato bianco,
  • M&Ms,
  • pinoli,
  • caramelle gelatinose,
  • riccioli di cioccolato.

Prepariamo i pupazzi dolci:

sciogliere il cioccolato bianco nel microonde ed aggiungerlo alla ricotta, unire anche la farina di cocco , amalgamare bene il tutto e riporre  in frigo per circa mezz’ora.

Con il composto formare una pallina di circa 5 cm. di diametro…..sovrapporre quindi a questa un’altra pallina più piccola.

Fare gli occhi con due riccioli di cioccolato, il naso con un pinolo, la bocca con un pezzetto di caramella, i bottoni del vestito con altri riccioli di cioccolato, il cappello con un’altra caramella e infine le scarpe con due M&Ms.

Posizionare i pupazzi sul piatto di portata cosparso di farina di cocco.

Fatto!!

Per i pupazzi salati:

  • 150 g. ricotta,
  • 150 g. di formaggio “Kaori” o equivalente,
  • 120 g. di mandorle pelate e tritate finemente,
  • mais,
  • piselli,
  • carote,
  • pinoli,
  • 2 limoni,
  • sale.

Prepariamo i pupazzi salati:

amalgamare bene la ricotta ed il formaggio Kaori con un  pizzico di sale e le mandorle tritate (conservarne 2 cucchiai), riporre in frigo per mezz’ora circa.

Formare ora una pallina di circa 5 cm. di diametro, sovrapporre un’altra pallina più piccola e quindi fare gli occhi con due piselli, il naso con un pinolo, la bocca con metà rotellina di carota, i bottoni del vestito con il mais, il cappello con la parte finale della buccia di limone e infine le scarpe con due mandorle.

Spargere un po’ di mandorle tritate sul piatto, prima di posizionare i pupazzi.

Ed ora qualche fase della preparazione:

Blanca  vuole augurare  a tutti i bambini del mondo  un sereno Natale.

Partecipiamo all’ iniziativa della  Cometa Pasticciona.


Penne quadrate al pesto e gamberi.

Io adoro il pesto, è un amore antico, nato quand’ero fanciulla quando, per ragrannellare il soldino, d’estate andai a lavorare in un bar/ristorante vicino alla spiaggia gestito da una famiglia di Genova.

No, non lo faceva col mortaio, ma col frullatore e, quando sentivo il rumore tipico, mi armavo di cucchiaino e fetta di pane e correvo con occhio seduttore da lui che non resisteva al mio fascino e mi preparava una tartina.

Mi sarebbe piaciuto partecipare a gare di pesto,  solo per imparare ad usare il mortaio, quando lo vedo fare agli altri sembra un gioco da ragazzi: questo basilico che si frantuma in un attimo, il mio rimane lì, non collabora, ed io, famelica, lo trasferisco, riluttante, nel frullatore, ma l’appetito è appetito.

Ingredienti:

  • pesto fatto con basilico, pinoli, aglio, parmigiano, olio evo.
  • Pasta (il formato che preferite),
  • patate tagliate a cubetti,
  • fagiolini lessati a parte,
  • gamberi cotti al vapore.

Procedimento:

preparare il pesto, cuocere la pasta assieme alle patate, calcolando i tempi per mantenere i cubetti sodi.

Scolarla, ungerla con olio evo affinchè non si attacchi e farla raffreddare.

Unire tutti gli ingredienti, mescolare e mangiare voluttuosamente.


Il prato di Blanca…..

Per ottenere questo bel prato fiorito occorrono:

pesto fatto con:

  • basilico,
  • parmigiano,
  • pinoli,
  • olio evo.
  • sale.

**********************************

  • Sfoglia di mozzarella (possono  andar bene anche galbanino o sottilette).
  • Carote  al vapore,
  • Pane per tramezzini.

Costruiamo il prato:

lavare e pelare le carote, cuocerle al vapore lasciandole un po’ al dente,

quando si saranno raffreddate tagliarle a rotelline.

Ritagliare dal pane da tramezzini dei quadrati di circa 5 cm. di lato e spalmarli con il pesto.

Dalla sfoglia di mozzarella ottenere con uno stampino dei fiorellini che andranno posizionati al centro del quadrato di pane.

Cliccare sulle foto per ingrandirle.

Dalle rotelline di carota, con uno stampino rotondo più piccolo del fiorellino,

ottenere dei bottoncini che si posizioneranno al centro di ogni fiore.

IL PRATO E’ FIORITO!!!!!!!!!! ED ORA SI MANGIAAAAAAAA :-)

Con questo prato Blanca da il suo contributo alla COMETA PASTICCIONA.

E…e….e…? E ha vintooooooo, brava Blanca e brava la nonna Tiziana, io ho fatto solo da ambasciatrice :-)

Voglio regalare questo prato a lei, al suo bambino ed a tutti i bambini che la mattina dicono:

“Io non ci voglio andare a fisioterapia, basta sono stufo”



Il benvenuto di Heidy per Blanca.

Voi che spesso vi fermate qui accanto al camino conoscete già  Tiziana e Blanca.

Sono nonna e nipote ma non vivono vicine.

Beh, oggi Blanca arriva e Tiziana, lo so già, è agitatissima, mi sembra di vedere quella luce nei suoi occhi.

Blanca è una fan sfegatata di Heidy, saputo questo, come se avessimo un filo che ci lega maria61m ed io abbiamo avuto la stessa idea:

fare una torta dedicata a Blanca con Heidy.

Certo, ho pensato, mi sono messa in un bel guaio, vista l’esperienza dei messicani col sole a picco che scioglieva i mantelli di marzapane, cosa succederà con la torta di Heidy ?

Un breve giro di telefonate con lei ed il mio destino era segnato.

Non avendo più scampo ho seguito come una diligente scolaretta tutte e dico tutte le sue indicazioni arrivate puntualmente via mail.

Occorrente per una torta di benvenuto a Blanca:

  • la solita dose di incoscenza e la solita dose di coraggio,
  • una confezione di pan di Spagna già tagliato in tre parti (se sapete farlo fatelo voi),
  • un vaso di amarene sciroppate (io ho usato  quelle in composta senza zucchero),

Ingredienti frolla da utilizzare per i personaggi:

  • 350 g farina 00,
  • 150 g burro,
  • 100 g zucchero a velo,
  • 1 uovo,
  • 1 bustina di vanillina (vaniglia bourbon 1 punta di cucchiaino)
  • 1-2 cucchiai di acqua se necessaria x impastare (non usata).

Come fare:

preriscaldate il forno a 180° C.

mescolare la farina, lo zucchero a velo e la vaniglia e formare la fontana sulla tavola, aggiungere al centro il burro e l’uovo leggermente sbattuto.

Impastare e riporre in frigorifero minimo 1/2 ora.

Trascorso questo tempo e, dopo aver riprodotto su carta le figure scelte per la torta, stendere la frolla ad un altezza di 8 mm. c.ca.

Appoggiare sulla sfoglia le sagome e ritagliarle con una lama tagliente (ho usato un bisturi).

Infilare sul fondo degli stuzzicadenti che  permetteranno di mettere in piedi le sagome.

Infornare per c.ca 15/20 minuti.

Per la farcia:

  • 4oo g. ricotta mista,
  • 200 g. panna fresca,
  • 120 g. zucchero,
  • 2 fogli colla di pesce.

Prepariamo la farcia:

montare ricotta e zucchero, aggiungere la colla di pesce ammollata in acqua fredda, strizzata e sciolta su fuoco dolce con due cucchiai di latte ed infine la panna montata, mescolando delicatamente.

Componiamo la torta:

separare gli strati di pan di Spagna, prepararli già sul piatto di portata e far posto in frigorifero (passaggio INDISPENSABILE), bagnare gli strati di pan di Spagna con lo sciroppo delle amarene diluito con acqua (se usate quello zuccherato), farcirli con la crema, adagiare uno strato di amarene, coprire, farcire un’altra volta con amarene comprese e chiudere.

Stringere la torta con un cerchio richiudibile (quello usato per i cheesecake per intenderci) e riporre in frigorifero.

Trascorse due ore c.ca, prepariamo la crema al burro per glassare la nostra torta e prepararla ad accogliere i nostri personaggi illustri.

Seguiamo le indicazioni di Maria per una riuscita perfetta:

*Importante per le proporzioni: perchè la crema riesca bisogna rispettare le proporzioni di 2-4-8, ovvero se 2 è il peso degli albumi, va usato il doppio del loro peso di zucchero semolato ed il quadruplo del loro peso di burro.*

Ingredienti (pesati secondo la spiegazione ):

  • 54 g di albumi (circa 2),
  • 108 g di zucchero semolato,
  • 216 g di burro ammorbidito ma non sciolto,
  • un pizzico di sale,
  • vanillina (vaniglia bourbon).

Come fare la glassa:

la prima parte del lavoro va fatta a bagnomaria; versare gli albumi con il sale in una ciotola e montarli con una frusta.

Appena gli albumi sono spumosi aggiungere, sempre sul fornello, lo zucchero e continuare a montare per almeno 5 minuti, finchè la meringa sarà lucida e lo zucchero completamente sciolto.

Togliere la ciotola dal bagnomaria, aggiungere poca vanillina e continuare a montare finchè la meringa non si è raffreddata.

Aggiungere il burro con la frusta in funzione, un pezzetto alla volta, finchè la crema sarà ben montata e spumosa.

A questo punto la crema è pronta all’uso e può anche essere colorata.

Il giudizio dell’ assaggiatore: buonissima, ed ha mangiato 4 (quattro) fette: personaggi a parte è una torta da fare anche usando altra frutta, ancora grazie a Maria che mi ha fatto scoprire questa crema/ricotta.

Con questa torta partecipo all’iniziativa di Albertone


Torrette di melanzane, tofu e pomodori.

torretta melanzane tofu pirofila pronta forchetta-001

Da un’idea di Tiziana.

Tempo fa mi aveva mandato una ricetta: le parmigianine, ieri sera, in corso d’opera ho fatto questo esperimento col tofu, stravolgendo, ma neanche tanto la ricetta originale.

Ingredienti per 2 torrette:

  • 1 melanzana viola grande,
  • 180 g. di tofu,
  • 2/3 pomodori rossi ramati (dipende dalla grandezza),
  • basilico,
  • origano,
  • pane grattugiato,
  • olio evo,
  • sale.

collage torretta melanzane tofu

Come fare:

tagliare a fette di 1 cm la melanzana e grigliarla, eliminare i semi dai pomodori, tagliarli a cubetti piccoli e condirli con olio evo, sale, basilico e origano.

Grattugiare finemente il tofu ed unirlo ai pomodori, lasciandone da parte un po’ per la copertura, amalgamare bene  e distribuire il composto sulle fette di melanzane fino ad esaurimento (io ho usato 4  fette per porzione).

Mescolare bene  e distribuire il composto sulle fette di melanzane fino ad esaurimento (io ho usato 4  fette per porzione).

Mescolare il tofu rimasto con il pane grattugiato, origano e basilico, coprire l’ultima fetta di melanzana, irrorare con olio evo ed infornare a 200° C. fino a doratura.

torretta melanzane tofu pirofila prontapp-001


Liquore all’erba Luigia.

Ogni frutto ha la sua stagione, mi diceva la mamma quando chiedevo le ciliegie in dicembre, o l’uva in febbraio…beh oggi è tutta un’altra cosa, trovi tutto tutto l’anno , il sapore le accomuna tutte queste primizie perenni non sanno di niente.

Quindi? Chiederete voi, quindi, facciamo come le nonne che avevano comunque la primizia perenne, ma sotto vetro.

La frutta diventava marmellata, si, quand’ero piccola non c’era distinzione tra la marmellata di agrumi e la confettura di frutta, le verdure venivano messe  nei vasi condite con profumi e coperte con prezioso olio che veniva usato per condire la carne, le patate bollite o per fare una goduriosa soppa  (scarpetta).

Questo liquorino come lo chiama Tiziana, la generosa dispensatrice di questa ed altre ricette fa parte dei suoi ricordi.

Quand’era bambina una pianta di erba Luigia che cresceva accanto alla  finestra profumava tutta la sua cameretta e quel profumo le evoca ancora ricordi e le procura un pò di nostalgia, ecco allora che ogni anno racchiude un pò di quei ricordi in una bottiglia ed invece di affidarla al mare oggi  la affida a noi.

Ingredienti per il liquore all’erba Luigia:

  • 1 litro di grappa,
  • 350 g di zucchero,
  • 60 foglie di erba Luigia (intere),
  • 4 limoni BIO (se sono grandi come quello della foto ne bastano 2)

Procedimento:

tagliare a striscioline la parte gialla della buccia dei limoni (attenzione perchè la parte bianca rilascierebbe l’amaro).

Inserire tutti gli ingredienti in una bottiglia da 2 litri, shakerare spesso per far sciogliere lo zucchero e dopo 40 giorni (meglio di più che di meno),

filtrare ed il vostro digestivo casalingo profumatissimo è pronto.

Mi raccomando, bevete consapevole

 


Biscottoni ai fiori di Sambuco: prima che l’estate li trasformi in bacche.

… lunedì mattina sono andata a cercare le ultime piante fiorite di sambuco, le piante più giovani e quelle nascoste nell’ombra regalano ancora il profumo dei loro  candidi ombrelli.

Li ho fatti seccare per 3 giorni e ieri ho preparato questi biscottoni.

Vi do subito la ricetta.

Ingredienti per 12 biscottoni:

  • 1 cubetto di lievito di birra (25 g.),
  • 3 cucchiai di latte tiepido,
  • 200 g di burro (150),
  • 150 g di semolino,
  • 230 g di farina “0”,
  • 100 g. di farina gialla,
  • 150 g di zucchero,
  • un pizzico di sale,
  • 3 cucchiai di fiori di sambuco secchi,
  • 2 uova,
  • zucchero vanigliato (fatto in casa e macinato col macinacaffè).

Procedimento:

sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido,

fondere il burro a bagnomaria,

sbattere le uova,

setacciare in una ciotola le farine, aggiungere lo zucchero, il sale e 2 cucchiai di fiori secchi.

Fare la fontana e versare all’interno il lievito, il burro fuso e le uova mescolando.

Lavorare l’impasto sulla spianatoia infarinata per 10 minuti (sarà un impasto molle ma non appicicoso).

Formare una palla e metterla in una ciotola unta e coprire con un canovaccio umido.

Far riposare fino al raddoppio (2 ore).

Accendere il forno a 190°C.

Lavorare energicamente l’impasto e ricavarne 12 pezzi.

Formare delle palline e mettererle ben distanziate sulla teglia coperta con carta forno,

appiattirle e spolverizzarle con i fiori di sambuco avanzati e lo zucchero vanigliato.

Infornare per 30 minuti fino a doratura.

Far raffreddare su una griglia.

Ora, se avete un pò di tempo vi porto a spasso con me nei campi.

Vi aspetto nel pomeriggio per sorseggiare un te assieme, rigorosamente freddo.


Gelato allo zenzero e datteri, senza gelatiera.

Ingredienti per la prima fase:

  • 3 dl di panna da montare,
  • 5 tuorli,
  • 100 g di zucchero,
  • 1 cucchiaino di zenzero grattugiato.

Procedimento prima fase:

riscaldare in una casseruola a fuoco dolce la panna fino quasi a bollitura.

A parte lavorare i tuorli con lo zucchero e lo zenzero, battere leggermente e versare a filo la panna calda continuando a montare a bagnomaria per c.ca 15 minuti, lasciar raffereddare.

Ingredienti seconda fase:

  • 3 dl di panna montata,
  • 50 g  di zenzero grattugiato,
  • 50 g di datteri freschi tritati finemente,
  • zenzero candito per decorare.

Procedimento seconda ed ultima fase:

montare la panna, unire alla crema raffreddata, mescolando bene, lo zenzero e i datteri, incorporare delicatamente la panna montata, mettere in un contenitore e riporre nel congelatore per tutta la notte.

Decorare a piacere con lo zenzero candito e datteri.

Gelato zenzero datteri n.-001


Foglie di salvia ripiene, per la serie: Sorvegliata speciale con licenza di… friggere.

Che bello, la casa nuova, l’ Open Space  che hai tanto ammirato e sognato sfogliando le riviste di arredamento finalmente è tuo.

Con una piccola differenza, che in quelli delle riviste non si cucina mentre nel tuo si.

Allora il bel divano lungo lungo, largo largo si trasforma in pianta carnivora ed inghiotte la tua dolce metà che è costretta all’immobilità per tutto il tempo che rimane a casa.

Solo il capino e gli occhietti si muovono, e si spostano ritmicamente dallo schermo LCD ultrapiatto che per la 100.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000a volta su History channel trasmette la vita di Adolf  a te che ti stai inventando qualcosa da cucinare nel tuo sfavillante angolo cottura.

Amore mettimi qualcosa di romantico o qualche programma di cucina che m’ispiro.

Ammmoooorrreeeeee ma è  storia!!

Lo so ammmooooorrreeeeeeee, ma la sappiamo a memoria.

Un ripasso non fa male, eppoi io sono in relax.

Allora pensi a qualcosa che lo costringa a liberarsi dalla morsa del divano e a darsela a gambe, ma quando mai, anzi, più friggi e più il suo sguardo attento indugia su di te e Adolf passa in secondo piano ma non si cambia canale no, perchè è la storia.

Finte sarde e finte orate ripiene fritte e finte fritte, sembra tutto finto..invece è tutto vero.

Ingredienti:

  • foglie grandi di salvia  dello zio in numero pari,
  • prosciutto cotto,
  • parmigiano a scaglie,
  • farina,
  • uovo,
  • pane grattugiato.
  • olio di arachidi per friggere.

Come fare:

lavare le foglie e farle asciugare, appoggiare sul rovescio della foglia prosciutto cotto, scaglie di parmigiano prosciutto cotto e coprire con il rovescio dell’altra foglia.

Procedere all’impanatura nel  solito modo:

farina, uovo, pane grattugiato.

A questo punto se volete friggere scaldate abbondante olio di arachidi e fatelo, tanto lui lì rimane.

Se non volete friggere, foderate il fondo di una pirofila con carta forno, appoggiate le vostre sarde/orate, versate sopra ognuna qualche goccia d’olio evo ed infornate a 180°C. per 15 minuti, trascorso questo tempo giratele e cuocetele altri 15 minuti.

Al forno.

Fritta.

A questo punto lui sarà riuscito a divincolarsi ed in men che non si dica ecco:

Versione con foglie dello zio (sarde) 2009.

Mi scuso per le tante foto e poco testo, ma in questo caso “la foto fa testo” …oh mamma cosa mi sono bevuta stamattina ;-)


Pacchettini di salmone al pepe rosa.

Questo pacchettino è stato il mio pranzo, dopo piscina, mi è piaciuto comporlo, fotografarlo e mangiarlo.

Ingredienti per 6 pacchettini:

  • 2 tranci di salmone da 125 g l’uno,
  • 1 porro,
  • aneto, (non ci crederete ma è cresciuto brado in un vaso di tradescanzia detta miseria)
  • pepe rosa,
  • *una stecca di lemongrass,* (facoltativa, ometterla o sostituirla con aromi di vostro gradimento)
  • limone,
  • olio evo,
  • sale affumicato.

Come fare:

tagliare i tranci in 3 cubi da c.ca 4 cm. l’uno (6), sbollentare il porro in acqua salata, toglier e le foglie esterne e tagliare a rondelle il cuore.

Disporre a croce le foglie, appoggiare il cubo di salmone dopo aver salato la base col sale affumicato, salare anche la superficie, aggiungere qualche grano di pepe rosa e qualche rondella di porro.

Richiudere e cuocere a vapore per 10 minuti.

Preparare un’emulsione con olio e limone, schiacciare nel mortaio il pepe rosa e tagliare con le forbici l’aneto, mescolare tutto e versare sul pacchettino.

*La stecca di lemongrass la taglio a pezzi e la metto nell’acqua della vaporiera per dare profumo.*

Più bello, dietetico, gustoso, scenografico ed appagante di così, mi è piaciuto così tanto che mi farò spesso un pacchetto così.

Buon fine settimana a tutte/i.


Pollo in carpione.

pollo in carpione n. 

il carpione.

Il Carpione è una preparazione tipica Piemontese, in Veneto questo metodo di conservazione viene chiamato saor a Trieste da dove arrivo io savor, nel sud scapece, si possono conservare carni, pesci, verdure (le famose zucchine).

Tenute al fresco queste preparazioni si conservano per una settimana, sono ideali da portare in gita.

Queste cotolette sono fritte ma proverò  a riprodurre il finto fritto così da  rendere questo piatto adatto anche a chi di fritto non ne vuol sentir parlare :-)

Ingredienti per 4 persone:

le dosi sono indicative per 4 ma potete farne di più, considerate che più “riposano” più buone diventano,

  • 600 g di fettine di petto di pollo,
  • 2 cipolle (rosse di tropea),
  • 1 costa di sedano,
  • 1 carota,
  • 1 rametto di timo,
  • rosmarino (facoltativo, a me piace)
  • 1 pezzetto di stecca di canella,
  • 4 chiodi di garofano,
  • 1,5 dl di aceto di vino bianco secco,
  • 1,5 dl di vino bianco secco,
  • peperoncino (lo uso al posto del pepe nella marinatura),
  • farina 00,
  • pane grattugiato (home made),
  • 2 uova,
  • olio di semi di arachidi,
  • olio evo,
  • sale, pepe.

pollo in carpione1 

Prepariamo la carne:

pulire dall’eventuale grasso le fettine di petto di pollo,

impanarle alla solita maniera:

farina, uovo, pangrattato (io lo faccio 2 volte quindi devo aggiungere un uovo),

Friggerle in olio profondo  4 minuti per lato girandole solo una volta.

Sgocciolarle e metterle sulla carta assorbente, salare e pepare.

Prepariamo la marinata:

preparare le verdure tagliando ad anelli sottili le cipolle, a dadini sedano e carote.

Far appassire  in olio evo, versare l’aceto, il vino, il timo, l peperoncino, il rosmarino (se lo usate) e le spezie.

Completiamo:

trasferire le cotolette in un contenitore a piacere   (se dovete trasportarlo meglio uno con coperchio a chiusura ermetica).

Alternarle alla marinata calda,

far raffreddare e conservare in frigorifero un giorno prima dell’assaggio :-)

pollo in carpione   

Appena faccio la versione finto fritto vi farò sapere il risultato, buona giornata :-)


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