Che bello, la casa nuova, l’ “Open Space” che hai tanto ammirato e sognato sfogliando le riviste di arredamento finalmente è tuo
Con una piccola differenza..che in quelli delle riviste non “si cucina” mentre nel tuo “si”
Allora il bel divano lungo lungo, largo largo si trasforma in pianta carnivora ed inghiotte la tua dolce metà che è “costretta” all’immobilità per tutto il tempo che rimane a casa
Solo il capino e gli occhietti si muovono, e si spostano ritmicamente dallo schermo LCD ultrapiatto che per la 100.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000a volta su History channel trasmette la vita di Adolf
a te che ti stai inventando qualcosa da cucinare nel tuo sfavillante “angolo cottura”.
Amore mettimi qualcosa di romantico o qualche programma di cucina che m’ispiro.
Ammmoooorrreeeeee ma è storia!!
Lo so ammmooooorrreeeeeeee, ma la sappiamo a memoria
Un ripasso non fa male, eppoi io sono in relax
Allora pensi a qualcosa che lo costringa a “liberarsi” dalla morsa del divano e a darsela a gambe…..ma quando mai…..anzi, più friggi e più il suo sguardo attento indugia su di te e Adolf passa in secondo piano ma non si cambia canale no….perchè è la storia
Finte sarde e finte orate ripiene fritte e finte fritte, sembra tutto finto..invece è “tutto vero”
Ingredienti:
- foglie grandi di salvia dello zio in numero pari,
- prosciutto cotto,
- parmigiano a scaglie,
- farina,
- uovo,
- pane grattugiato.
- olio di arachidi per friggere.
Come fare:
lavare le foglie e farle asciugare,
appoggiare sul rovescio della foglia prosciutto cotto, scaglie di parmigiano prosciutto cotto.
Coprire con il rovescio dell’altra foglia.
Procedere all’impanatura nel solito modo:
farina, uovo, pane grattugiato.
A questo punto se volete friggere scaldate abbondante olio di arachidi e …fatelo, tanto “lui” lì rimane
Se non volete friggere, foderate il fondo di una pirofila con carta forno, appoggiate le vostre sarde/orate, versate sopra ognuna qualche goccia d’olio evo ed infornate a 180°C. per 15 minuti, trascorso questo tempo giratele e cuocetele altri 15 minuti.
Al forno.
Fritta.
A questo punto “lui” sarà riuscito a divincolarsi ed in men che non si dica ecco:
Versione con foglie dello zio (sarde) 2009.
Mi scuso per le tante foto e poco testo, ma in questo caso “la foto fa testo” …oh mamma cosa mi sono bevuta stamattina





















