Un tale ordinò all’oste di portargli da mangiare e da bere,
facendo nel contempo un patto:se avesse cantato una canzone
che gli piacesse, non avrebbe pagato niente.
Il padrone non ebbe difficoltà ad accettare,
ma poi nessuna canzone gli andava bene.
Alla fine il furbo cantò:
“Tasca di dietro viene avanti, che l’oste vuole soldi e non canti!”
Questo piacque all’oste e…il furbo non pagò.
(Lenzone)
Questo è uno dei tanti racconti popolari carnici che si trovano ad intercalare le ricette del libro di Gianni Cosetti: Vecchia e Nuova Cucina di Carnia.
Questo libro è in mostra nella mia cucina da anni, da quando l’ho visto in una vetrina a Feletto, non avevo ancora il pc, nè un blog, nè mai avrei immaginato di scrivere qui oggi.
In quel tempo avevo soltanto una grande passione per la cucina, per tutto ciò che offriva la natura ed un “moroso” friulano..e per una triestina come me era tutto un programma.
Coincidenza anche il fatto che ora io abiti nel paese dove è stato stampato il libro.
Purtroppo non ho avuto la fortuna di assaggiare le ricette fatte con le sue mani ma il suo libro è per me grande fonte d’ispirazione.
Questa zuppa l’ho fatta l’anno scorso, avendo a disposizione campi ricchi di sambuco, ieri sono andata a raccogliene altri di grappoli per rifarla usando latte di soia, burro di soia e farina di riso (il mio lui è intollerante al lattosio), aggiungerò foto e considerazioni.
Ingredienti (1/2 dose):
- 400 g. di bacche di sambuco mature,
- 1/4 litro di latte,
- 20 g. di burro,
- 50 g. di farina00,
- sale q.b.
Procedimento:
passare le bacche al passaverdura, bollire il succo ottenuto assieme al latte e burro.
Salare e versare la farina mescolando con la frusta facendo attenzione che non si formino grumi.
Cuocere a fuoco basso finchè si formerà una crema.
Servirla così o con dei crostini di pane, (io ho aggiunto la ricotta affumicata che adoro)
Questa ricetta mi è particolarmente cara, essendo una zuppa originale della cucina Carnica, racconta una storia di povertà ma anche di ricchezza, la ricchezza d’animo e di fantasia di chi trovava sempre e comunque “qualcosa” da presentare in tavola..e questo mi emoziona sempre.
Buona giornata a voi.














