Confettura di corniolo e petali di rosa, poesia sotto vetro.

Una domenica di sole, la voglia di essere in mezzo alla natura, un cesto e via, camminare per sentieri semi abbandonati, abbracciati da una vegetazione bramosa di riappropriarsi del suo spazio.

Lui con me, con gli anni ha imparato a godere di questi momenti dimenticando le zone industriali ed i capannoni, il passo sicuro e curioso.

Non è più contrariato se, per raccogliere le more, si ferisce con le spine, fa parte del gioco, la prossima volta sarà più rispettoso.

Un corniolo! Esclama stupito, ma è sul terreno del nonno, è sempre quello, a terra ci sono le bacche!

Allora è il momento di raccoglierle, farò una marmellata, quanto mi piace il suo entusiasmo.

Lo zio  accortosi che  guardavo le sue rose mi ha concesso di raccoglierne qualcuna.

I petali di questo rosaio li ho usati anche per questa confettura.

Queste cose mi emozionano, rendono le mie giornate diverse, affascinanti, uniche e tutte da assaporare proprio come questa confettura.

Le bacche non erano molte, ho navigato un pò alla ricerca di una ricetta poi, come sempre o quasi, ho fatto a modo mio.

Per questa poesia sottovetro ho usato:

  • 1/2 kilo di bacche di corniolo,
  • 100 g di petali di rosa,
  • 1 piccola mela con i semini,
  • 150 g di zucchero,
  • acqua q.b.

Come ho composto la poesia:

ho messo le bacche in un tegame coperto ed a fuoco bassissimo per ammorbidire le bacche.

Le ho trasferite in un setaccio a maglie larghe ed ho schiacciato per ottenere la polpa eliminando i noccioli.

Ho usato poca acqua bollente per risciacquare i residui e non perdere nulla del prezioso nettare.

Avevo già sfogliato le rose ed ho versato il liquido bollente sui petali  lasciando macerare per mezz’ora.

Ho messo tutto sul fuoco assieme allo zucchero e 1 mela (dello zio) sbucciata ma con i semi (per la pectina dicono).

Ho fatto cuocere raggiungendo la consistenza ed invasato bollente in barattoli sterilizzati in forno a 100°C. per 20 minuti.

I prezzi di certe confetture sono giustificati, ora l’ho capito.

Il corniolo (cornus mas.) appartiene alla famiglia delle cornacee ed è un alberello alto tre-quattro metri con corteccia di colore verde-grigiastra ed è proprio qui che sono presenti sostanze tanniniche, mucillagini (ne sono ricchi i frutti), zuccheri e acido malico.

E’ una pianta di gradevole aspetto coltivata come ornamentale. Le sue bacche sono di colore rosso vivo. Il corniolo è famoso per la sua longevità: la leggenda narra che nei primi anni dell’era volgare vivesse sul colle Palatino un corniolo nato dal legno della lancia con cui Romolo aveva tracciato i limiti della futura città di Roma.

Ho trovato questo sul corniolo, la longevità della pianta è reale, il corniolo dal quale provengono le bacche è in quel posto da molti anni, ha osservato la crescita del nonno e del mio lui ed ha resistito al terremoto del 1976, quando si dice avere carattere.

Buona giornata.

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