Archivi del mese: agosto 2010

Un treno che si chiama desiderio.

 

Questa musica l’ ho ascoltata  per la prima volta ieri in pizzeria con le amichette, a me da l’idea della vacanza, del sole, della serenità, quello che auguro a tutte/i voi che, pazientemente, mi seguite, un abbraccio forte.

 



Fatto col cuore, il mio piatto d’autore.

 

Mi è sempre piaciuto dare una forma a quello che mettevo nel piatto, anche quand’ero singola mi coccolavo decorando le pietanze, poi per lui mi dilettavo, e mi diletto ancora a fare la pasta, i ravioli, i biscotti, le torte, gli gnocchi a forma di cuore (sbirciando le mie ricette vi accorgerete della mia mania).

Quando ho ricevuto l’invito dalle Sorelle in pentola   per questo contest ho subito pensato a quale opera mi sarei potuta ispirare per dar sfogo alla mia passione.

La risposta l’ho trovata in questo quadro di Giorgio Celiberti :

 

 

Cliccando sulla foto aprirete un documentario sull’Artista.

E’ un pittore che vive e lavora a Udine, la città in cui abito e questo mi ha stimolato ancora di più.

Ora il compito era rendere commestibili i due cuori e rimanere fedele ai colori, considerando che la mia non doveva essere una riproduzione ma soltanto fonte d’ispirazione.

Per il cuore nero ho usato la mia adorata farina di grano arso, per quello rosso il concentrato triplo di pomodoro ed una puntina di colorante alimentare in gel, avrei voluto evitarlo ma per questo piatto sono stata indulgente.

Le pennellate arancioni sono fatte con una crema di peperone, i puntini neri con una salsa al basilico.

 

 

Cuore rosso:

ingredienti per la pasta:

  • farina 00,
  • concentrato di pomodoro,
  • 1 puntina di colorante rosso in gel,
  • acqua.

Ingredienti per il ripieno:

  • salsa al basilico fatta con basilico, sale, olio all’aglio (senza pinoli né formaggio per lasciarlo scuro),
  • Formaggio fresco di pecora.

Come fare:

preparare la pasta mescolando la farina con il concentrato aggiungendo acqua fino ad ottenere la consistenza, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigorifero per 20 minuti.

Stenderla sottile col mattarello (io ho usato la “nonna papera) e ritagliare 2 cuori, 1 grande 1 piccolo.

mettere al centro del cuore piccolo un pò di salsa al basilico, una pallina di formaggio e coprire con altra salsina, chiudere con il cuore grande.

Appoggiare il cuore sulla schiumarola e cuocerlo in acqua bollente salata.

 

Cuore nero:

per la pasta:

  • farina di grano arso,
  • acqua.

Per il ripieno:

Come fare:

impastare farina e acqua fino alla consistenza, avvolgere nella pellicola e riporre in frigorifero.

Stendere la pasta (mattarello o nonna papera) e ricavare 2 cuori come per il cuore rosso.

Appoggiare su quello piccolo un pezzettino di burrata, il datterino confit e ricoprire con un altro pezzettino di burrata,

Chiudere con il cuore grande e cuocere come quello rosso.

Per la salsa di peperone:

Tagliare il peperone rosso a pezzi e farlo cuocere a fuoco vivo con olio evo,  uno spicchio d’aglio vestito e sale.

Togliere l’aglio e frullare. Fatto.

 

Questo piatto partecipa al contest delle Sorelle in pentola  :

 

Era da un pò che stavo pensando di aggiungere la motivazione scelta dai giudici per premiare la mia preparazione, spesso sono troppo umile e bypasso, però in questo caso gongolo proprio e lo pubblico.

“Direi che nella creazione si è riusciti a trovare nell’opera del maestro Celiberti, una fonte di ispirazione ideale e a darne corpo culinario in maniera eccellente. Trasferendo in modalità gastronomica la sua pittura conosciuta per l’innata curva di azione e l’asciutta qualità artistica. A riguardo dello logicità della ricetta, direi che merita un plauso il fatto che si sia utilizzata per la sua realizzazione la farina di grano arso, ingrediente antico. Ottenuta dal grano duro precedentemente tostato, dalla colorazione e profumo intenso, di origine pugliese. E che i prodotti utilizzati per la preparazione siano stati scelti e miscelati sapientemente in un insieme di sapori e di colori. La stesura della ricetta nella consigliata esecuzione di procedimento trova una interessante e ben pianificata metodica di lavoro. I vari soggetti/cibo sono stati assemblati nel piatto con perfetto criterio di ispirazione all’opera d’arte. Ottimo lavoro!!!!! La migliore!!!!!” – Luca Sforzellini  -


Goulash suppe di finferli.

goulash suppe finferli1-001

Oggi ricettina veloce, sperimentata e fotografata lo scorso anno, ora aspetto il nuovo raccolto per replicarla, ne vale davvero la pena, la scrivo paro paro:

Questa zuppa me l’ha passata una signora austriaca che ho incontrato su un sentiero di montagna in Austria, appunto.

Mi ha svelato i suoi posti segreti dove raccogliere i funghi e questa ricetta che io, volentieri condivido con voi.

I finferli si trovano anche al supermercato in questo periodo, chi non avesse il modo e tempo di andar per boschi ecco qua.

Ingredienti, le dosi le decidete voi in base ai funghi che decidete di cuocere:

  • finferli,
  • cipollotto o cipolla bianca,
  • vino bianco,
  • paprica dolce,
  • panna acida,
  • sale, pepe q.b.

Come fare:

tritare finemente la cipolla o cipollotto, farla appassire in un tegame con poco burro ed olio evo e sfumarla col vino bianco e continuare la cottura fino a renderla cremosa.

Unire i finferli tagliati a pezzi non troppo piccoli e cuocerli aggiungendo all’occorrenza acqua bollente o, se preferite, brodo vegetale, sciogliere la paprica in poca acqua calda ed unirla alla zuppa, regolate di sale e pepate se vi piace, cuocere per c.ca 10 minuti.

Spolverizzare con poca farina e far addensare per qualche minuto, servire la zuppa con un cucchiaio di panna acida e crostini all’aglio o quadretti di polenta.

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Buona domenica a tutte/i.


Kefir, la famiglia si allarga…

Ieri sera ho assaggiato il primo frutto dei fratellini: il kefir e mi è piaciuto tantissimo, credo che prima di adoperarlo per qualche ricetta mi prenderò una bella indigestione.

Questo qui sotto è il kefir, non vedo l’ora che arrivi questa sera per papparmelo ancora.

Un abbraccio ed un buon fine settimana a voi.

N.B.: a scanso di equivoci, il kefir non è dimagrante, non credo  esistano cibi dimagranti…


Pane integrale alle susine: pioggia d’agosto rinfresca il bosco.

Pane integrale alle prugne

Maturano le susine e si riaccende il forno per fare un buon pane per la colazione o da portare in gita in montagna.

Quest’anno ho arricchito il ripieno facendo macerare le susine con il fruttosio e cannella, praticamente lo stesso sistema che uso per fare i gnocchi de susini , in questo caso le susine vanno tagliate piccole.

Ingredienti per la biga:

  • 100 g di farina 0,
  • 80 ml d’acqua,
  • 2 g di lievito di birra.

Prepariamo la biga:

in una terrina mescolare la farina col lievito sciolto nell’acqua, impastare e mettere in una ciotola unta d’olio, coprire con un telo umido e lascia riposare una notte.

Ingredienti per l’impasto:

  • 300 g di farina di segale,
  • 250 g di farina 0,
  • 350 ml d’acqua,
  • 15 g di lievito di birra,
  • 12 prugne denocciolate e tritate,
  • 2 cucchiai di zucchero semolato (sostituito con malto d’orzo),
  • 1 cucchiaino di sale,
  • olio evo per la ciotola.

Prepariamo l’impasto:

setacciare le farine e disporle a fontana, mettere al centro la biga, l’acqua ed il malto (o lo zucchero), preparare la fossetta per il sale.

Sciogliere bene la biga ed incorporare un pò alla volta la farina, alla fine unire il sale.

Impastare bene, ricavare una sfera e metterla nella ciotola unta.

Coprire con la pellicola (o telo umido) e far lievitare fino al raddoppio (c.ca 90minuti).

Stendere la pasta ottenuta e ricavarne un rettangolo sul quale disporremo le prugne scolate dal liquido.

Arrotolare, chiudere le estremità e trasferire sulla placca da forno rivestita con la carta.

Coprire con la pellicola bagnata e lasciar riposare per 40 minuti.

Accendere il forno, portare la temperatura a 200°C. ed infornare per 35 minuti o fino a doratura.

Far raffreddare su una gratella.

Per evitare la spaccatura consiglio di cuocere il pane in uno stampo da pan carrè o da plum cake.

Buon fine settimana a tutti voi!


Zuppa di Bacche di Sambuco (Sùf di Pomule di Savut)

Un tale ordinò all’oste di portargli da mangiare e da bere, facendo nel contempo un patto:se avesse cantato una canzone

che gli piacesse, non avrebbe pagato niente.

Il padrone non ebbe difficoltà ad accettare, ma poi nessuna canzone gli andava bene.

Alla fine il furbo cantò: “Tasca di dietro viene avanti, che l’oste vuole soldi e non canti!”

Questo piacque all’oste e…il furbo non pagò.

(Lenzone)

Questo è uno dei tanti racconti popolari carnici che si trovano ad intercalare le ricette del libro di Gianni Cosetti: Vecchia e Nuova Cucina di Carnia.

Questo libro è in mostra nella mia cucina da anni, da quando l’ho visto in una vetrina  a Feletto, non avevo ancora il pc, nè un blog, nè mai avrei immaginato di scrivere qui oggi.

In quel tempo avevo  soltanto una grande passione per la cucina, per tutto ciò che offriva la natura  ed un “moroso” friulano..e per una triestina come me era tutto un programma.

Coincidenza anche il fatto che ora io abiti nel paese dove è stato stampato il libro.

Purtroppo non ho avuto la fortuna di assaggiare le ricette fatte con le sue mani ma il suo libro è per me grande fonte d’ispirazione.

Questa zuppa l’ho fatta l’anno scorso, avendo a disposizione campi ricchi di sambuco, ieri sono andata a raccogliene altri di grappoli per rifarla usando latte di soia, burro di soia e farina di riso (il mio lui è intollerante al lattosio).

Ingredienti (1/2 dose):

  • 400 g. di bacche di sambuco mature,
  • 1/4 litro di latte,
  • 20 g. di burro,
  • 50 g. di farina00,
  • sale q.b.

Procedimento:

passare le bacche al passaverdura, bollire il succo ottenuto assieme al latte e burro.

Salare e versare la farina mescolando con la frusta facendo attenzione che non si formino grumi.

Cuocere a fuoco basso finchè si formerà una crema.

Servirla così o con dei crostini di pane, (io ho aggiunto la ricotta affumicata che adoro)

Questa ricetta mi è particolarmente cara, essendo una zuppa originale della cucina Carnica, racconta una storia di povertà ma anche di ricchezza, la ricchezza d’animo e di fantasia di chi trovava sempre e comunque qualcosa da presentare in tavola e questo mi emoziona sempre.

Buona giornata a voi.


Zuppa estiva di melone invernale.

zuppa melone invernale-001

Buona settimana!! Eccomi di nuovo in postazione con il mio pc sano e salvo, ma non è ancora lui, stento a riconoscerlo :-( mancano 2 installazioni che mi facilitavano la vita,  sarà la volta buona che imparerò a destreggiarmi un pò di più?

Il tecnico mi ha pensata, così ha detto, perchè era quasi ora di cena: lui stava ripristinando i file e gli scorrevano continuamene davanti ricette e foto di cibo e gli era aumentata oltremodo la fame, beh un bel complimento, supportato anche (per modo di dire) dalla frase: brava, è raro che signore della sua età si destreggino così bene col pc.

Torniamo alla zuppa, il melone invernale si chiama così perchè si conserva a lungo ed è facile trovarlo anche in inverno, ha una polpa soda e croccante ed il sapore delicato assomiglia poco a quello del melone comune, quello che mangiamo col prosciutto per intenderci.

Ho trovato questa ricetta in un libro sulle spezie, a parte il pepe della Giamaica, che ho trovato in un mix, non richiede l’uso di ingredienti introvabili.

zuppa melone invernale libro-001

Ingredienti per 2:

  • 1/2 melone invernale tagliato e privato dei semi,
  • 1 noce di burro di soia,
  • 1/2 porro o cipollotto fresco,
  • 1 foglia di alloro,
  • grani di pepe nero macinati a piacere,
  • 2 bacche di pepe di Giamaica macinate,
  • 300 ml. di brodo vegetale,
  • 30 g. di pinoli tostati.

Come fare:

accendere il forno a 190° C. , avvolgere la metà del melone nella stagnola ed infornare per 45 minuti, sfornare e, con un cucchiaio, staccare la polpa dalla buccia.

Sciogliere il burro a fuoco medio ed unire il porro, l’alloro, il pepe e cuocere per ammorbidire il porro, unire la polpa del melone, il brodo vegetale e regolare la consistenza aggiungendo acqua; portare ad ebbollizione e continuare la cottura per c.ca 1/4 d’ora.

Eliminare l’alloro e frullare la zuppa col frullatore ad immersione, aggiungere i pinoli, ottenuta una crema omogenea rimettere la zuppa sul fuoco per riscaldarla (è perfetta anche fredda).

Se la servite calda accompagnatela con crostini di pane.

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