origano (volendo si può usare il timo che sta d’incanto con i funghi)
olio evo,
sale,
peperoncino.
Come fare:
tagliare a fette sottili le patate (io uso la mandolina), staccare i gambi dalle cappelle dei funghi, lasciando quest’ ultime intere.
Fare un composto con i gambi tritati, l’aglio schiacciato, il prezzemolo, l’ origano, sale peperoncino.
Ungere una pirofila e fare uno strato di patate, continuare col composto di funghi e sopra mettere l cappelle intere, continuare così e terminare con le cappelle intere, io sull”ultimo strato ho aggiunto una piccola cipolla di Tropea tagliata sottile ed ho irrorato con olio evo.
Bagnare con poco brodo vegetale, coprire con la stagnola ed infornare a 180°C. per mezz’ora coperto e per mezz’ora scoperto.
Non ho messo le dosi perchè si fa in base ai funghi che si hanno a disposizione.
Autunno
Il cielo ride un suo riso turchino
benché senta l’inverno ormai vicino.
Il bosco scherza con le foglie gialle
benché l’inverno senta ormai alle spalle.
Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,
benché senta nell’onda il primo gelo.
é sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo
un fiore strano,un fiore a ombrello,un fungo.
M.Moretti.
..mi è stato detto che in questo periodo sono un pò malinconica, sì, diciamo che sono “autunnale”, seguo, senza volerlo fare, le stagioni, così sceglie il mio cuore e il mio modo di essere.
Non è “tristezza” è “malinconia”, non vedo nulla di negativo nell’essere malinconici, anzi.
Io mi sento chiusa in un bel bozzolo caldo, al riparo dal rumore e dal freddo, me ne sto chiusa in questo silenzio ovattato con i miei pensieri, le mie emozioni..quindi il frastuono c’è, eccome
Ritorno dal bosco, il cesto pieno di tutto, oggi ci sono le cimette di ortica, piccoli finferli, forse troppo piccoli, ma si sono trovati bene in questa minestrina, tutti assieme hanno reso ricca una cena, hanno temuto un pò l’ortica, e se ci “punge” ..mi hanno sussurrato, tranquilli, li ho rassicurati, l’ortica non vi pungerà, aggiungerà colore e sapore alla minestra……
Minestra di finferli e ortiche.
Ingredienti per 2 persone:
un pugno di cime di ortica,
qualche finferlo,
2 patate (kennebeck),
2 carote,
1 cipolla (ho usato quella di Tropea),
olio evo (pancetta se volete arricchire la minestra),
sale,
peperoncino.
Come fare:
in una pentola di coccio rosolare in olio evo (pancetta se la usate) le patate e le carote grattugiate, la cipolla tritata finemente, aggiungere i funghi interi se sono piccoli sennò tagliati grossolanamente.
Coprire con brodo vegetale, salare, aggiungere peperoncino o pepe se lo preferite e continuare la cottura.
Gli ultimi 10 minuti aggiungere le ortiche tritate grossolanamente.
..o forse si, però a me è sorto il dubbio leggendo la ricetta vedendo che “non era proprio così’”
Dalla foto e dalla spiegazione la torta sarebbe dovuta essere: 2 strati di pasta ripieni d’uva.
Vi dirò che il risultato finale, bertolina o meno è piaciuto tantissimo, tanto che abbiamo fatto “lotta all’ultima fetta” e così questa torta è entrata di diritto nelle cose “da rifare”
Ingredienti (chi se ne intende può verificare le proporzioni delle dosi e dirmi dov’è “l’inghippo”?:
150 g di farina 00,
50 g di farina gialla,
1/4 di latte,
200 g di zucchero,
1 pezzetto di burro,
1 bicchiere di olio (ho usato quello di mais),
30 g di lievito di birra,
700 g di uva bertolina (fragola, americana),
1 pizzico di bicarbonato,
1 pizzico di sale.
Procedimento:
sciogliere il lievito con il latte tiepido, amalgamare il burro con lo zucchero, unire gli altri ingredienti (meno l’uva) ed impastare bene.
Imburrare una teglia apribile (io uso la carta forno), versare metà impasto, fare uno strato con gli acini d’uva e completare con l’altra metà di pasta.
Livellare la superficie e far lievitare coperto con un canovaccio per 2 ore in luogo tiepido.
Infornare a 160°C. per 1 ora.
Ed ecco come esce dal forno e com’è l’interno, umido, godurioso…
Buona settimana a voi con un fiorellino che “sfuggito” al controllo dello “zio” ha preferito crescere lì:
Ancora funghi, dopo i funghi viola, i porcini, i chiodini….. ecco glisteccherini dorati, profumano di farina e sono compatti.
Questi risalgono al raccolto dell’anno scorso, in ottobre, quindi la stagione è ancora lunga e qualche varietà in più (controllata) da mettere nel cesto non guasta, anzi!
Un modo è conservarli sott’olio.
Visti molte volte, mai raccolti, finchè la mia amica austriaca me li presentò magnificandone la bontà, la consistenza e la facilità della loro pulizia, in quanto si prestano ad essere lavati ad “immersione”.
Se avete dubbi sulla freschezza assoluta, fateli bollire e quell’amarognolo che in questo caso hanno se ne andrà con l’acqua.
Per convincermi ulteriormente ed allargare, quindi, i miei orrizzonti “funghiferi” li ho fatti controllare all’Ispettorato Micologico e mi sento di condividere questa ricetta con chi è appassionato di raccolte e non.
Ho pensato di utilizzarli come primo piatto facendo delle tagliatelle con la farina di ceci (ricetta presa dal sacchetto della stessa)
Tagliatelle con farina di ceci, salsiccia e funghi steccherini.
Ingredienti per la pasta (2 persone):
100 g. di farina di ceci
125 g. farina 00
2 uova
Procedimento:
fare la fontana sulla spianatoia con le 2 farine, aggiungere un po’ per volta le uova precedentemente sbattute leggermente.
Lavorare bene l’impasto e renderlo omogeneo, risulterà un po’ “duro”, ma dopo il riposo sarà elastico.
Io l’ho lasciato riposare nella pellicola, a temperatura ambiente, per qualche ora.
Stendere la pasta e tagliarla a piacere.
Cuocerla in acqua bollente salata per 5 minuti e farla saltare in padella con i funghi.
Ingredienti per il condimento:
funghi steccherini…a piacere,
2 salsicce di casa (omaggio della mia verduriera);
1 scalogno;
burro chiarificato;
parmigiano se gradito, io non lo metto, l’ometto si;
coriandolo fresco o prezzemolo.
Procedimento:
pulire i funghi eliminando le parti terrose, metteterli in ammollo e risciaquarli.
Farli bollire in acqua salata per 20 minuti, scolarli e tagliarli finemente.
Rosolare in una padella capiente lo scalogno tritato con il burro chiarificato aggiungere le salsicce sbriciolate e far asciugare a fuoco vivace, unire i funghi, insaporire, aggiungere un mestolo di acqua di cottura della pasta che starà cuocendo contemporaneamente.
Incoperchiare ed abbassare la fiamma.
Questi funghi non diventeranno mai mollicci quindi, anche se si prolunga la cottura, non succede nulla.
Aggiustare di sale, una macinata di pepe, se gradito.
Versare la pasta con un po’ d’acqua di cottura e saltatela, aggiungere il coriandolo (prezzemolo) tritato e servite.
Un modo semplice e “diverso” per valorizzare e gustare al meglio un prodotto di stagione.
Chi, in questo periodo non si è cimentato con marmellate, confetture e sciroppi, azzardato abbinamenti mettendo assieme ingredienti improbabili ottenendo, invece, un prodotto straordinario e, quel che conta “commestibile”?
Allora è proprio il caso che andiate a trovare Antonella, architetto, riservata, perfezionista, non lascia nulla al caso, sa “raccontare” le sue ricette con ironia, gusto ed intelligenza.
Si, lo so..forse sono la persona meno adatta a promuovere un’iniziativa ma io non promuovo, suggerisco.
Per non parlare dei premi in palio, da leccarsi i baffi, rimboccarsi le maniche e correre da lei a vedere di cosa si tratta.
Quanti bambini hanno riso a crepapelle seduti sul divano assieme a mamma e papà guardando Sbirulino?
In un’epoca in cui i “cartoni “ erano riservati al pomeriggio e “soltanto” dopo aver fatto i compiti, in un’epoca orfana di internet, di play station, di videogames, noi bambini guardavamo Sbirulino.
Oggi Sbirulino è volato via, è andato a far sorridere altri bambini, in un altro mondo, in un altro cielo…….finalmente ha raggiunto il Suo Raimondo….
Oggi avrei voluto festeggiare un’altra “storia di bambini”, ma lo farò domani.
La minestra de bobici è tipica triestina con derivazione istriana, l’ Istria è stata territorio italiano ed ha influenzato ed influenza tutt’ora la nostra cucina, i bobici sono nient’altro che i chicchi del granturco.
Ieri sera ho rifatto questa minestra, la faccio spesso, per me è ritornare indietro nel tempo e lasciarmi cullare dall’onda dei ricordi.
Ingredienti per 6 persone, tra parentesi metto le varianti che uso per renderla più leggera:
300 g. fagioli freschi,
1 pannocchia di mais da latte,
200 g. patate,
1 pomodoro maturo (non lo metto),
50 g di lardo (uso l’olio evo a crudo alla fine),
1 spicchio d’aglio,
1 piccola cipolla,
1 gambo di sedano,
osso di prosciutto o ritagli (metto una fetta spessa di crudo),
sale,
pepe (peperoncino),
olio evo.
Procedimento:
pulire e lavare gli ingredienti, tagliare le patate a cubetti, per chi usa il pomodoro pelarlo e privarlo dei semi, sgranare la pannocchia.
Far bollire a fiamma bassa per c.ca 40 minuti il granoturco, i fagioli, le patate, il pomodoro (se lo usate) ed il prosciutto (io aggiungo anche gli odori).
**Fare a parte un soffritto con aglio, cipolla, sedano e lardo tagliato a listarelle, far bollire ancora fino ad ottenere una buona densità.**
Aggiustare di sale e pepe e servire con olio evo.
**La parte evidenziata con gli asterischi la ometto.
Fare questa minestra è molto semplice, fatene pure grandi quantità (senza pomodoro) la porzionate e la mettete in congelatore, nelle giornate più fresche avrete una deliziosa zuppa da gustare.
Volendo farla fresca potete sgranare le pannocchie e mettere i chicchi nei sacchetti in congelatore, avrete mais pronto tutto l’anno.
Come avevo già scritto, questo fine settimana ero sola soletta, la pioggia ha fatto “saltare” la gita fuori porta con Oxana a caccia di funghi quindi, sconsolata, ho comperato quelli coltivati.
Ieri lui è ritornato dal trentino con delle belle salsicce, un pò hanno condito un buon piatto di pasta, un pò si sono fatte “arrostire” sul BBQ (riacceso per l’occasione), e l’ultima ha riempito questi funghi.
Così è nata l’idea di usare, per me, il tofu, quello che avevo a casa, quello che “suona” un pò quando lo mangi così, nature e che dà il meglio di se grattugiato e mescolato ad altri ingredienti che lo tirano su di morale
Però esiste un altro tofu, un tofu, delizioso, quasi cremoso, fatto alla griglia, saltato nel wok, fritto in tempura, scoperte fatte ultimamente nel ristorante dove mi ha portata il mio lui e dove siamo andate noi triestine a fare danni con i bastoncini
Proverò a farlo a casa con la ricetta di Luby, una cultrice ed intenditrice del tofu e per la quale ho pensato a questo utilizzo.
Gli ingredienti sono a occhio, diciamo che in questo caso i funghi sostituiscono degnamente la torta salata/salvatutto.
A me è avanzato un pò di ripieno e se domani trovassi qualche bella mazza di tamburo la riempirò così :
Ingredienti per la versione con tofu:
funghi champignon quanti volete riempire,
tofu grattugiato (se quello “musicale” ) sennò quello morbido usato come una ricotta,
qualche pomodoro secco sott’olio,
basilico fresco,
sale.
Ingredienti per la versione con salsiccia:
funghi come sopra,
salsiccia fresca sbriciolata e rosolata senza grassi,
parmigiano grattugiato,
tofu grattugiato abbondante,
timo.
Ingredienti per la versione al tonno:
tonno al naturale,
parmigiano grattugiato,
tofu grattugiato abbondante,
prezzemolo.
Preparare i funghi:
accendere il forno a 180°C.,
pulire bene i funghi con un panno carta inumidito, eliminare la terra dai gambi e separarli dalle cappelle,
disporre quest’ultime in una teglia coperta con carta forno e farle asciugare per 10 minuti.
Sfornarle ed appoggiarle, capovolte, su carta assorbente per eliminare l’acqua che hanno rilasciato.
Tritare i gambi finemente e saltarli con pochissimo olio evo e poco cipollotto tritato.
Assemblare :
dividere i gambi in tre parti e metteteli in 3 ciotole, in ognuna di esse preparare i tre ripieni.
Riempire le cappelle che avrete leggermente salato, ricoprite con una spolveratina di pane grattugiato ed un filo d’olio evo.
Infornare a 180°C. per 15 minuti e altri 5 con funzione grill.
Finalmente sono riuscita, a casa, a far capire l’importanza della prima colazione, sana abitudine che ho da sempre.
Per me la prima colazione è il momento più intimo della giornata, mi alzo molto presto e spesso preparo i biscotti o il dolce a quell’ora, la casa profuma di buono ed il “suo” risveglio diventa speciale.
Questo come il “pane fichi alloro” non richiedono l’uso di frullini, impastatrici e quant’altro, hanno un procedimento veloce ed accendere il forno prima delle 7 del mattino fa anche risparmiare energia, il che non guasta.
Il lavoro più lungo è sgranare la melagrana, ma il colore è così bello che per me è un piacere.
Ingredienti:
220 g farina 00,
10 g lievito in polvere per dolci,
1/2 cucchiaino di bicarbinato di sodio,
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere,
1/2 cucchiaino di cannella in polvere,
1 melagrana media,
100 g di zucchero,
60 g di burro fuso,
2 uova grandi,
2 vasetti di yogurt,
1 cucchiaio di succo di limone,
1 manciata di foglioline di menta fresca,
latte q.b.
Come fare:
imburrare o foderare uno stampo da plum cake e accendere il forno a 190°C.
Sgranare la melagrana e mettere i chicchi in una ciotola assieme alla farina mescolata con il lievito ed il bicarbonato, lo zucchero, lo zenzero e la cannella.
In un’altra ciotola sbattere le uova con il burro fuso ed il succo di limone.
Unire il composto agli ingredienti secchi, mescolare brevemente, il tempo di amalgamare il tutto.
Aggiungere lo yogurt, le foglioline di menta ed il latte necessario a rendere la massa morbida ma non liquida.
Versare nello stampo ed infornare per 35 minuti (prova stecchino!).
Sfornare ed aspettare 10 minuti prima di metterlo a raffreddare su una gratella.
Questo pane andrebbe servito, per il significato che ha il melagrano, le mattine di Natale e Capodanno, servito con miele d’acacia e burro aromatizzato alla menta.
Questa mattina ho trovato delle bellissime melagrane, sono sola, piove, a Trieste (incontro a parte) in clinica mi hanno un pò “avvilita”, lui torna domani, non mi resta che mettermi d’impegno ed iniziare a “sgranare” così non ci penso
E’ un pane che ho già testato e quindi posso garantire sulla sua bontà e sul suo profumo e, come accade qualche volta “faccio di necessità virtù” e metto le fotografie già fatte…, non avendo “set fotografici” nè lampade professionali ed essendo il mio posticino “allagato” non avrei potuto fare altrimenti. Mi perdonate?