Ho trovato questa foto nel web, la bora a Trieste, quand’ero bambina, era proprio così.
Ora sono molti anni che manco e non lo so se ci sono ancora le corde e se si usano ancora “i iazzini”, dei piccoli “ramponi” da applicare alle scarpe per non “sbrissar zo per le rive col iazzo”.
Beh, ormai è ciclica la nostalgia della mia città ed ho pensato di condividere la mia versione e qualche variante per quando la stagione dei susini” sarà passata.
Per la pasta degli gnocchi:
- 1 Kg di patate (kennebek),
- 250 g di farina 00,
- 1 uovo + 1 tuorlo,
- sale q.b.
Per il ripieno:
- prugne fresche,
- zucchero*,
- cannella.
*la dose è a piacere, serve a fare lo “sciroppo” che poi si aggiungerà al condimento.Non temete di esagerare perchè l’impasto dello gnocco è neutro.
Per il condimento:
- burro chiarificato,
- pangrattato,
- cannella (facoltativa).
Procedimento:
denocciolare le prugne e metteterle per qualche ora in una terrina con zucchero e cannella, mescolare di tanto in tanto.
Preparare l’impasto per gli gnocchi come sempre, stenderlo col mattarello e ricavare dei cerchi.
Al centro porre 1 prugna, chiudere a gnocco o a fagottino come più vi piace.
Cuocerli in acqua bollente salata.
Quando vengono a galla scolarli e condirli con il pangrattato rosolato nel burro ed un pò dello sciroppo delle prugne che si è formato.
Le varianti per il ripieno che conosco sono queste:
- prugne secche sciroppate o reidratate,
- confettura di albicocche, (quand’ero piccola si diceva “marmellata”
) - albicocche fresche,
- albicocche secche reidratate.
Essendo una preparazione lunga io ne faccio sempre molti e dopo cotti li metto nel congelatore pronti per quando ho un attacco di “nostalgia”.
(Foto e ricetta 2009)
Buona giornata

















