Archivi del mese: ottobre 2010

Sciroppo di tamarindo.

Ieri ho trovato le bacche di tamarindo, un segno del destino in quanto il mio sciroppo di fiori di sambuco è finito con grande sgomento del mio cliente preferito: ello.

L’ho chiamate impropriamente bacche ma sono dei bacelli che contengono la polpa che viene usata nella preparazione dello sciroppo.

Appena aperto un bacello ho intravisto una specie di lombrico che invece di farmi torcere il naso mi ha stupito, come sempre mi stupisco di fronte all’arte della natura.

Il loro colore è meno rossastro ma ho fotografato al tramonto ed io non sono una gran fotografa.

Le proporzioni per fare lo sciroppo sono:

2 litri d’acqua per 800 g. di polpa di tamarindo, lo zucchero sarà uguale al doppio del peso del liquido che si otterrà dopo aver bollito  la polpa per 1/4 d’ora a fuoco moderato e dopo averla filtrata.

Io non possiedo l’apposito termometro da sciroppo e per verificare la sua esatta consistenza ho preso una goccia di sciroppo tra pollice ed indice bagnati con acqua fredda, aprendo le dita si è formato un filo abbastanza consistente.

Dopo averlo imbottigliato e chiuso ermeticamente l’ho riposto  al fresco.

All’assaggio è risultato gradevole e degno sostituto dello sciroppo di fiori di sambuco.

Provate, se vi va.


O mangi la minestra o salti la finestra….

Zuppa Nuova Inghilterra

Ello: cosa c’è per cena?

Ella: ho fatto una buona minestra,

Ello: minestra? Io non ho voglia di minestra:-(

Ella: beh, almeno un piccolo assaggio intanto che arriva la carne.

Ello: vabbbbbbene :-( ……………………………….(l’assaggio)……………………………..(fine dell’assaggio)

Ello: dammene ancora un pò, non è male :-)

Ed è così che sono riuscita ad “occultare” questa piccola (giuro, piccola..quello è un cucchiaino da caffè :-( ) ) ciotolina per poter assaggiare e fotografare l’indomani :-D

Ingredienti per 4 (dico 4!!) persone:

  • 50 g di pancetta affumicata,
  • 2 cipolle,
  • 300 g di patate,
  • 2 cucchiai di olio evo (extravergine di oliva)
  • 2 dl di latte (soia)
  • 4 cucchiai di mais (io uso quello che sgranato che congelo), va bene anche in scatola,
  • Pane nero tostato per servire,
  • sale.

Come fare:

tagliare la pancetta a listarelle, affettare le cipolle e le patate (vedi collage).

Portare ad ebbollizione il latte con 6 dl d’acqua.

Cuocere a fuoco basso pancetta e cipolle (io non uso grassi, ma aggiungo poca acqua bollente alla volta), aggiungere le patate e la miscela di latte, cuocere fintanto le patate saranno ammorbidite.

Unire il mais e continuare la cottura per altri 5 minuti,scoperto, per far addensare la minestra.

Tostare le fette di pane, disporle nelle fondine e servire caldo.

Qui vorrei introdurre due foto, ho pensato molto se partecipare al contest di Fabiana, non ricordavo cibi legati al nostro primo incontro, anzi si, ricordo il risotto con i funghi mangiato al ristorante la sera del primo appuntamento (ne ho parlato qui), ma poi mi sono ricordata dei week end che trascorrevamo nella casa dove adesso vive lo “zio”.

In quella casa c’era (e c’è ancora) lo sparghert e siccome noi ci siamo conosciuti in autunno, lui mandava un signore ad accendere il fuoco per farmi trovare la casa calda.

Ed ecco affiorare il ricordo delle minestre, spesso inventate con quello che c’era in casa, lasciate lì, ore, sulla stufa nella pentola di coccio, ed il profumo si espandeva nelle stanze lasciate aperte affinchè il caldo le avvolgesse come una coperta.

Erano i primi tempi e, come saprete tutte/i, i primi tempi nessuno ha il coraggio di dire: io non mangio la minestra ;-) , i primi tempi puoi propinare all’amato ciò che vuoi perchè ello tutto mangerà :-D

Ecco le foto:

Siccome nelle minestre le patate non mancavano mai, questa l’ho raccolta io tempo fa nel campo dello zio, mi sono accorta della forma a cuore mentre stavo per sbucciarla ma, voi sapete che ho un debole per il cuore vero?

Questa patata si seccherà col tempo ma, anche con le grinze, non perderà la sua forma…come noi, le rughe, i solchi d’espressione sulla pelle non riescono a “nascondere” lo sguardo, anche dopo anni che non vedi una persona, la riconosci dagli occhi, da quella luce che non si può celare, un pò come la luce di questo gioiello che mi ha regalato ello, sono passati molti anni ma la luce è sempre la stessa.

Grazie ello di aver avuto la pazienza di aspettare che il mio cuore ti venisse incontro, ed anche se ora, come succede quando si vive assieme da tanto tempo, fai i capricci per mangiare la minestra io ti amo e ti ringrazio di essermi vicino in questo momento che tu sai bene non essere sereno…..


Ho vinto….il “cuore” vince sempre……

Manco da qualche giorno, stamattina accendo il pc, controllo la posta e la prima mail è quella delle Sorelle in Pentola, strabuzzo gli occhi e rileggo:  “Vincitore Concorso l’Arte in Cucina”.

Stravolti i programmi, stravolta la giornata, stravolta io, ora lo posso dire (mi aveva impedito di farlo prima.. ;-) ) Tiziana (la mia ospite cuoca) aveva insistito molto e quando “recalcitravo” lei insisteva ancor di più, per questo la ringrazio…….col cuore :-)

Poi ringrazio me, blogger polemica..a volte “rompi…” a volte troppo impulsiva, di aver tirato fuori  il bello che c’è in me e di averlo “appoggiato” su questo piatto.

Grazie anche al maestro Celiberti ed alla moglie.

Ora basta sennò si alza la glicemia di chi legge ;-)

Felice giornata a voi.

Mi è arrivato un omaggio floreale da Tiziana, come dice lei: ogni vittoria ha i suoi fiori….


2 pensieri: 1 dolce, 1 salato per la Giornata mondiale del pane 2010

Oggi si celebra  il  world bread day 2010 cioè: La giornata mondiale del pane.

Sono felice di postare questo anello ai cereali proprio il giorno dopo ver celebrato la giornata dell’acqua, perchè senz’acqua questo pane non esisterebbe….

Ingredienti:

  • 1 kg. farina ai 7 cereali (io ho usato 500 g. ai 7 cereali, 200 di segale e 300 integrale, il risultato non cambia,
  • 20 g. lievito di birra fresco (o 200 lievito madre),
  • 600 ml c.ca di acqua tiepida,
  • succo di 1 limone,
  • 60 ml olio evo,
  • 2 cucchiaini da the di sale,
  • olio per la ciotola.

Questo l’ho fatto con il lievito madre

Procedimento:

unire le farine (se ne avete usate più di un tipo) e setacciarle, formare la fontana.

Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida e versarlo al centro, impastare unendo il succo di limone e un po’ dell’acqua, aggiungere il sale, l’olio e continuare ad impastare, dovrete ottenere un impasto morbido ed elastico, non appiccicoso.

Impastarlo vigorosamente sulla spianatoia (aiutarsi anche con una spatola) per almeno 10 minuti.

Formare una sfera e metterla in una ciotola a bordi alti che avremo unto leggermente di olio, coprire con la pellicola ed un canovaccio umido.

Lasciar riposare (non in ambiente troppo caldo) fino a far raddoppiare il volume, portare l’impasto sulla spianatoia e, senza manipolarlo troppo, premere con il pugno al centro fino a raggiungere la tavola con le nocche, aiutarsi con l’altra mano ed allargare il foro e modellarlo, ruotando, ad anello.

Trasferirlo sulla placca da forno rivestita con la carta, io lo copro con un recipiente che lo contenga abbondantemente e metto sopra un telo umido, perchè la carta forno o un canovaccio rimangono attaccati e per staccarli si sgonfia il panozzo!!!

Lasciar riposare 1 ora, accendere il forno a 190°, disporre sul fondo una teglia d’acqua calda e quando l’anello avrà raddoppiato il volume infornarlo, vaporizzare un po’ d’acqua sulle pareti del forno e cuocere per c.ca 20 minuti.

sfornarlo, capovolgerlo sulla tavola (occhio a non scottarvi) e battere il fondo con le nocche, se il suono sarà “vuoto” il pane sarà pronto altrimenti metterlo direttamente sulla griglia del forno e terminare la cottura.

L’ideale è gustarlo  a tavola con gli amici accompagnato da belle fette di Culatello di Sauris.

Ed ora il contributo di Tiziana.

BISCOTTINI O MINIPANINI ?

  • gr. 200 farina ai 7 cereali (Spadoni)
  • gr. 100 zucchero di canna,
  • gr. 130 kefir,
  • gr. 200 nocciole ( gr. 100 tritate e gr. 100 intere ),
  • 1 bustina vaniglia,
  • 1 cucchiaino lievito per dolci.

Unire gli ingredienti (conservare gr. 100 di nocciole intere) e amalgamarli bene, formare quindi delle palline e su ognuna appoggiare una nocciola.

Infornare a 180° per 15/20 minuti.

Con la speranza che queste continue “sensibilizzazioni”  cambino qualcosa nel mondo vi auguro un sereno fine settimana.


Blog Action Day 2010: l’acqua

Sprecate pure le parole e le occasioni, ma non l’acqua.

Per firmare la petizione cliccare sulla foto.



Tutto è bene quel che finisce bene…..

Recupero dei minatori in Cile

Avrei voluto gioire così anche quella notte di tanti anni fa (1981)

Guardate qui

Erano altri anni, avevano mandato giù una foto della Madonna di Pompei, un cane, un nano ed avrebbero voluto mandare anche una scimmia ma, suppongo, lei si sia rifiutata.

Beh, io che da bambina in un posto che non nomino  venivo rinchiusa  per punizione in un uno stretto sgabuzzino mi rendo conto dell’angoscia provata da quei 33 minatori, anche se esperti e col “pelo sullo stomaco”.

Forse peggiore  quella di chi, in superficie aspettava.

Belle notizie, bel impegno, bella gara, è forse l’unico caso in cui non abbia “intravisto” interessi e cavilli burocratici, qui veramente le maniche si sono rimboccate senza se e senza ma….e queste grandi mani sono riuscite ad entrare per 800 metri e tirar fuori ad uno ad uno i 33 minatori.

Quale migliore occasione per postare un premio?

Me lo ha dato lei ed io lo regalo, col cuore:

al Presidente Cileno Sebastian Pinera che si è davvero prodigato risolvendo con un mese di anticipo questo salvataggio;

Manuel Gonzalez, un tecnico con 20 anni di esperienza nell’affrontare questo tipo di incidenti. Prima di risalire, e’ rimasto per circa mezz’ora solo nella cavita’ sotterranea e le tv cilene l’hanno definito ”l’uomo che ha spento la luce”;

alla capsula Fenix: un tubo attrezzato che pesa 250 chili, è lungo quattro metri a ha un diametro di 53 centimetri. Dei quattro metri, due e mezzo erano il “modulo vitale”, la “bolla di vita” che ha protetto chi è sceso e poi chi è risalito;

a Luis Urzua, l’ultimo degli uomini a risalire;

all’Estetica Palumbo di Copiapo che non ha mai avuto tanto lavoro come negli ultimi tre giorni, non meno di 32 fra mogli e fidanzate dei 33 minatori intrappolati, si sono rivolte alle sue “cure” per rifarsi il look prima di riabbracciare i loro uomini, dopo due mesi trascorsi accampate nella miniera.

“Si sono rifatte la tinta, le mani, i massaggi, di tutto”, ha raccontato il manager, Cristian Delgado, al Times.

Tutti i trattamenti, per le donne dei minatori, sono stati gratuiti.

“Tutte le donne vogliono farsi belle per i loro uomini”, ha detto Lilian Ramirez, 57 anni.

Il suo compagno di lunga data, Mario Gomez, 63 anni, il più anziano dei minatori intrappolati, l’ha chiesta in moglie dalle viscere della terra.

A tutti gli altri, sotto la terra e sopra….e….alla first lady Cecilia Morel perchè “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”.

Per chi non mi conosce ancora ;-) ecco le 10 cose che mi rendono felice, in ordine sparso:

  1. notizie come queste;
  2. stare a contatto con la natura;
  3. salvare animali sfortunati;
  4. piccoli gesti e piccole attenzioni inaspettate;
  5. cucinare e rendere “belli” i miei piatti;
  6. fotografare, con la macchina fotografica riesco a fermare i bei momenti  che in un secondo tempo posso rivivere;
  7. svegliarmi la mattina e decidere di “volermi bene”;
  8. sapere che “qualcuno” mi vuole bene e mi stima;
  9. il borbottio della caffettiera al mattino ed il profumo del caffè;
  10. sapere che la mia mica Anna è uscita dall’ospedale e sta bene (è in ultima posizione ma nel mio cuore è la prima).

Ultime dal Cile..no, non faccio la giornalista, ho ascoltato in macchina le news di Radio Montecarlo ;-) in questo caso le “luci della ribalta” capitano a fagiuolo, i minatori hanno fondato un’associazione per aiutare le famiglie di chi non è stato fortunato come loro quindi, devolveranno gli introiti delle loro “serate”…(altrochè i tronisti o i “grandefratellari” ;-) ) proprio aqueste famiglie, beh, in questo caso la televisione è proprio una grande invenzione (per nulla sono nata lo stesso anno…scherzoooooooooo :-D :-D )


Jota….

La jota è un piatto della tradizione triestina che ha subito, per la cucina, l’influenza della vicina Slovenia (oltre che dell’Austria) dove questo piatto la fa da padrone, considerata l’estesa produzione dei “cappucci” che vengono conservati sotto sale fino alla fermentazione che li trasforma nei famosi “capuzi garbi”.

Premetto che questa è la mia versione “alleggerita”, in quanto non  faccio uso di soffritti o grassi, il gusto non ne risente e la linea è salva.

Ingredienti:

  • fagioli borlotti (faccio ad occhio)
  • 3 patate medie,
  • crauti (ad occhio anche questi),
  • 2 foglie di alloro,
  • 1 cucchiaino di Kümmel o carvi che a volte viene associato al “cumino”, lo chiamano “cumino tedesco, il cumino ha chicchi rotondi ed ha un altro sapore….
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale,
  • pepe.

Come faccio io:

in una pentola di coccio metto i fagioli, 1 foglia di alloro ed aggiungo c.ca 2 litri d’acqua e li porto a metà cottura.

Nel frattempo:

cuocio a parte i crauti, coperti abbondantemente d’acqua fredda con la foglia d’alloro, lo spicchio d’aglio ed il kummel.

Taglio a cubetti le patate e continuo la cottura, aggiungo i crauti e lascio al fuoco ancora 1/2 ora.

Metto nel passaverdura 3/4 della minestra per renderla cremosa, mescolo e servo con un filo d’olio evo (extravergine di oliva).

Volendo si può cuocere assieme qualche cotenna o qualche ritaglio di prosciutto.

Partecipo alla raccolta di “Provare per gustare”

“Ragassuole belle” :-D ecco un link che vi aprirà gli orrizzonti “kümmelliani” leggo spesso che lo associano al cumino ma io ho il cumino e l’aspetto e l’aroma sono diversi da quelli del kümmel, si usa in queste preparazioni, diciamo “pesantine” perchè facilita la digestione, io non sono “maga/erborista” ma credo che wikipediando un pò sarete illuminati.

Ecco foto presa dal web, scusate ma in questi giorni il tempo è tiranno :-(

Questa versione di Jota leggera ma non meno gustosa è anche per l’Abbecedario Culinario ospitato per la lettera T di Trieste da Fior di sale:


La prima doccia……

Buona settimana a voi, oggi voglio lasciarvi questo video tratto dal film “Vai e vivrai” che mi ha consigliato Tiziana (musa ispiratrice di ricette e non solo) :-)

A volte bisogna fermarsi a riflettere, anche se la nostra vita sembra lontana anni luce da tutto ciò.

Io rifletto, spesso concentrata su cose di poca importanza, perdendo di vista altre più importanti.

Forse non c’entra con la cucina, ma l’acqua la usiamo in cucina, a volte …..(diciamocelo in un orecchio che non ci sente nessuno) ne sprechiamo parecchia ;-(

Sono riuscita dopo qualche anno ad insegnare a “lui” a non far scorrere l’acqua durante tutto il tempo della rasatura e del lavaggio-denti, ora che ha imparato anche a riconoscere i funghi ho l’uomo perfetto ;-) ah dimenticavo…divide la spazzatura per la differenziata :-)

Spesso, quando mi sento triste, insoddisfatta o sono abbagliata  da finti lustrini e paillettes, passo da lui ed entro in un’altra dimensione, di colpo mi sento fortunata, anche se l’impotenza non mi fa sentire completamente serena.

Andate a trovarlo, si può rimanere delle blogger sciccose, raffinate, eleganti anche uscendo dai salotti, un’occhiata in giro e di corsa si rientra, ma intanto, volta per volta alla collana del cuore si aggiunge una piccola perla, arricchendo l’anima e lo spirito..is it?

Quale musica migliore?


Ovi in fonghet 2….

……la vendetta? No, soltanto un’idea per inaugurare la mia cocottina e provare un piatto unico, veloce e completo, ho usato il forno ma nulla vieta di usare il microonde nella funzione “forno”, solitamente l’uovo “scoppia” e non era quello che volevo.

Ingredienti:

  • finferli o funghi a piacere,
  • scalogno tritato,
  • burro di soia,
  • prezzemolo o coriandolo fresco tritato,
  • brodo vegetale,
  • panna di soia,
  • sale,
  • peperoncino o pepe,
  • ricotta affumicata, o altro formaggio a piacere.

Come fare:

tritare lo scalogno e metterlo in un tegame con il burro, far stufare a fuoco basso, alzare la fiamma ed aggiungere i funghi  lavati e tagliati a pezzi, salare e pepare, bagnare un pò alla volta col brodo vegetale e portare a cottura, alla fine aggiungere poca panna di soia e mantecare.

Metterli in una cocottina, creare  il buco al centro per appoggiare l’uovo, coprire ed infornare fino a farlo rapprendere.

Grattugiare il formaggio scelto e servire.

Ed ora vi faccio vedere il primo “raccolto” del mio lui  che andando ad un appuntamento di lavoro all’andata aveva intravisto una “macchia gialla” sotto un albero…..:-) , al ritorno, incurante che le scarpe non fossero adatte a “cinghialar nei campi” è andato a vedere (munito di coltellino, non si sa mai ;-) ) ..et voilà!!!! Bravo el me omo :-D

Buona domenica a tutte/i.


Un pò di the..un pò di me..un pò di relax….

Da quando ho “riaperto” il blog, finalmente senza intoppi “tecnologici”, ho avuto già delle belle soddisfazioni.

Per carattere tendo a sminuire i miei successi  ma oggi, in questa splendida giornata soleggiata e ventosa, mi voglio dedicare a me stessa ed a quelle persone che hanno dato fiducia al mio impegno….

Inizio con la vittoria del Prato di Blanca alla Cometa Pasticciona(a lei dedicherò un post tutto speciale), poi una sorpresa essere  nella top ten del contest“La torta della bontà”, con la generosità della dittaLoison, ed infine il contest di Lucy (qui la fortuna più della bravura) che mi ha premiato con questa serie di tisane della Pompadour, prodotti che conosco e che uso apprezzandone la qualità.

Ecco, tutto qui, grazie a voi io, nel mio piccolo, vi offro una fetta di torta, è la melosa soltanto con un procedimento diverso:

si tagliano le mele a spicchi, l’impasto, compresi gli albumi, viene fatto a parte ed alternato nella teglia alle mele.

Prima della cottura ho spolverizzato con dello zucchero caramellato alla vaniglia.

Guardate una versione anche qui.


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