Addio “Amico”..nostro…
Archivi del mese: novembre 2010
Mezze maniche con zucca,chiodini, castagne, gorgonzola, l’autunno in tavola.
È la prima volta che adopero le “mezze maniche” e devo dire che hanno tenuto benissimo anche la strapazzata in padella durante “il salto”, con loro hanno saltato in padella: la zucca, la salsiccia (per ello), i funghi porcini, le castagne e sopra la mia porzione ho appoggiato fiocchi di gorgonzola dolce, tutti insieme allegramente e con colore
Avevo visto questa ricetta tempo fa, e ieri, complice una giornata freddissima, piovosissima e ventosissima ed un “ello” dormiente mi sono dedicata a lei, con il cuore
Dosi indicative, modificabili a piacere da chi legge, con omissioni o aggiunte, per farla com’è nella foto occorre:
- 200 g. di mezze maniche rigate,
- 1 zucca da usare come contenitore,
- 200 g. di polpa di zucca,
- 1 salsiccia,
- 3 funghi porcini (congelati
), - 6 marroni crudi o 10 castagne,
- 1/2 cipolla rossa di Tropea,
- 1 spicchio d’aglio vestito,
- brodo vegetale,
- pepe verde,
- sale,
- 2 cucchiai olio evo,
- gorgonzola dolce.
Come fare:
tritare la cipolla e farla appassire in 1 cucchiaio d’olio, tagliare a cubetti la polpa della zucca, pelare le castagne, tritarle ed unire tutto alla cipolla, bagnare col brodo vegetale e portare a cottura.
A parte tagliate i funghi a cubetti e fateli saltare con lo spicchio d’aglio vestito, toglierli dal tegame e nello stesso olio fate rosolare la salsiccia sbriciolata, eliminare l’aglio, scolare la salsiccia dal grasso e metterla da parte.
Quando zucca e castagne saranno cotte passarle al setaccio o, come me, schiacciatele lasciando qualche pezzetto intero, unire la salsiccia ed i funghi, aggiustare di sale e pepare ed ultimare la cottura della pasta nel condimento allungando con la sua acqua.
“Inzuccare” (impiattare) ed ultimare con parmigiano grattuggiato (ello) o con fiocchi di gorgonzola (io).
Bene, con questo primo piatto succulento e neanche tanto “pesante” vi auguro una deliziosa, colorata settimana….vostra Libera
Filetto in crosta aromatizzato al Pimenton e la neve si è sciolta ….
Mi sto rendendo conto che sto postando un pò troppo…..è un problema? Forse sarebbe meglio poco e di qualità, ma dipende sempre dal significato che ognuno di noi da alla parola qualità, e per me, anche senza nozioni fotografiche, Reflex, box, questa qualità mi soddisfa e, quel che conta soddisfa il palato.
Girellando qua e là mi chiedo spesso: ha un senso il mio blog? Piace? E’ utile a qualcuno che non sa cucinare e cerca qualche idea? Si, mi rispondo, il discorso è più serio di quanto si possa immaginare.
Anche qui, come nella vita, bisogna fare delle scelte, o fai delle splendide fotografie con splendide ricette difficili, però, da replicare per i comuni mortali, o fai foto gradevoli, carine, con ricette replicabili senza difficoltà anche dalla casalinga che fa la ricerca su Google e sceglie fra le varie proposte la più consona alle sue capacità, poi, certo per vanità anche da me troverete la fava tonka ed il pepe lungo o il sale nero di Cipro (che si trova facilmente nei supermercati).
Alla fine giungo sempre alla conclusione che ho un senso e finchè mi diverto e l’avere un piccolo spazio tutto per me dove liberare la mia fantasia aggiunge qualcosa alla mia vita..beh, io ci sarò.
Quest’anno sento particolarmente il Natale, mi è venuta voglia di creare gli addobbi per la casa, ci sto pensando da giorni, ho già in preparazione il calendario dell’Avvento, che bello ogni mattina fino alla mattina di Natale aprire la propria casella e scoprire cosa regala il giorno, ogni giorno un piccolo pensiero, una dolcezza, fino al giorno di Natale quando arriverà la suocera, il cognato e lo zio..ricordate lo zio vero?
Lui adora le mie lenticchie e gliene preparo sempre una pentola da portar via.
La suocera “Emiliana” DOC fa i tortellini, a me resta il banale cotechino con le lenticchie
…..a loro piace così, quest’anno farò il panettone ed il pandoro (già fatto l’anno scorso).
Sono stata coinvolta da Maria61 è adorabile, come dirle di no?
Andate a trovarla, ne vale la pena
Bene, nel frattempo è arrivato un sole meraviglioso che ha sciolto la neve di ieri, anche se i campi resistono e la conservano gelosamente, loro sanno quanto fa bene la neve alla terra , la ricopre come un caldo mantello e si prende cura dei semi rimasti nelle zolle.
Bene, vi va che vi lasci una ricettina veloce veloce?..ma davvero veloce
?
La ricetta la espongo così, come se fossero davvero quattro chiacchiere tra di noi:
se non avete il “Pimenton”, potete avvolgere il filetto di maiale nelle spezie che preferite, semi di finocchio, timo, salvia, quello che vi va, lo massaggiate bene, se volete fare dei tagli per far entrare il profumo bene, fatelo.
Poi lo rosolate da tutti i lati in una pentola senza grassi e lo lasciate intiepidire, stendete la sfoglia (fatta da voi o comperata va benissimo), avvolgete il filetto nelle foglie di porro sbollentate (quelle avanzate dalla torta salata, vedi “post monotematico”) o se vi va nel lardo, nel prosciutto, nel guanciale (però attenzione stiamo leggeri
) e lo avvolgete nella sfoglia, una pennellata d’uovo ed una spolverata di semi di zucca tritati, se non li avete vanno bene anche il sesamo. le nocciole ecc..
In forno a 200°C. per 30/35 minuti
Affettarlo e servirlo, se vi va, con il fondo di cottura.
Adesso, visto che vi piace più Perla di me
vi lascio alcune foto..non chiedetemi, vi prego, come ha fatto il tecnico della caldaia, se ha le lenti a contatto….gli occhietti del mio amore sono proprio così
La prima neve….
Me ne sono accorta guardando su, verso l’abbaino e…..ed ho visto la neve….sono corsa giù ed ho visto che era veramente la prima neve:
Dopo mezz’ora circa sono andata a vedere le piante della mia terrazza:
Allora ho pensato, è vero, nevica davvero:
Aggiungo una foto del mio “fiocco di neve” Perla (avevo anche un gatto che si chiamava così, ma ne ha viste così tante nella sua breve vita che ………
)
Post “monotematico”….
Polpettine di lenticchie e cavolviore
Quante volte ho letto nelle presentazioni dei blog questa frase: questo blog nasce per l’esigenza di raggruppare le mie ricette ..e, aggiungo io, buttare finalmente tutti i “foglietti, ritagli, appunti ecc” che stazionano occupando spazio utile ad altre cose.
Per me è così, a parte lo studio e la particolare attenzione che metto nel preparare una ricetta per un contest “intrigante” il resto delle ricette che trovate qui sono la mia cucina di tutti i giorni ed essendo una “personaggia strana”, anche nella cucina di tutti i giorni mi piace “non annoiarmi”, il tempo che perdo in più per presentare le pietanze in maniera invitante non è poi molto ed ormai “ello” è talmente abituato a questo che (me tapina
) non mi porta più al ristorante: perchè mangio meglio a casa..ecco dove sta “la trappola”
Noi siamo in due, ed è difficile preparare e consumare tutto in una volta, avanza sempre qualcosa ed allora perchè non pensarci prima e pianificare già il pasto successivo?
Ricordate le mie zuppe? Una nasceva proprio da un “avanzo” di lenticchie..ello mi dice: amore fai le lenticchie che le mangio volentieri…invece quella sera la sua attenzione mangereccia viene catturata da “altro..e le lenticchie rimangono lì
Con una parte di quelle ho fatto delle polpettine col cavolfiore (altro “alimento” a rischio
) al forno, aggiungendo del parmigiano, un uovo, timo, sale e pepe verde (lo uso sempre, ha un profumo particolare) le ho rotolate nei semi di zucca tritati e tostati (al posto del pane grattugiato) ed infornate a 180°C. per 35 minuti e..fatto:
le ricette delle prime foto partono tutte tre da una base di porri stufati con poco burro di soia e bagnati con l’acqua di cottura delle foglie usate per decorare e dai piselli surgelati sbollentati per 5 minuti e buttati in acqua gelata (per mantenere il colore).
Una parte dei porri è stata usata per un semplice risotto fatto col solito procedimento, modellato in un mini stampo da plum cake ed “infiocchettato” con le foglie dei porri.
La seconda proposta è una torta salata preparata mentre cuoceva il lesso con della pasta brisè (pronta) i porri ed i piselli, 2 uova sbattute con panna di soia, pepe verde, forno a 200°C. per 35 minuti, negli ultimi 5 minuti ho aggiunto del gorgonzola dolce a fiocchetti ed una manciata di piselli (decorazione), ho fatto un fiocco con le foglie del porro, tutto qui.
La minestra è ancora più veloce: PAP (pentola a pressione) porro, piselli, brodo vegetale (ho usato l’acqua di cottura delle foglie di porro e dei piselli) dal sibilo 5 minuti..fatto
ho aggiunto un pò di erba cipollina del mio vaso (finchè c’è
)
Vi abbraccio tutte/i
Zuppa carote e zenzero e Zuppa di lenticchie con trota affumicata ed aceto balsamico.
Per una bloggherina debilitata quale miglior medicina della cucina? Certo che per sentirmi bene dovrò cucinare ancora per un pò…ma ce la posso fare
Quante zuppe e minestre esistono e quante di queste zuppe e minestre cambiano identità in corso d’opera?
Un pò anche grazie a chi ha inventato il minipimer, a quel sant’ uomo dovrebbero dedicargli una piazza alla Città del Gusto.
Senza far uso di burro, besciamelle e farine varie, drrrrrrrrrrr-drrrrrrrrr ed una minestrina coi tocheti (pezzetti) diventa una vellutata.
Contento ello: (tocheti) ed ella: vellutata.
Occhei, occhei, vado con la/le ricette:
Zuppa di carote, zenzero e quant’altro.
Ingredienti (2 persone):
- 2 carote,
- 1 fetta di sedano rapa,
- 1/2 gambo di sedano costa,
- 1/2 cipolla,
- 1 spicchio d’aglio,
- radice fresca di zenzero (una grattuggiata c.ca 1/2 cm),
- sale,
- sale nero di Cipro (per decorare),
- olio evo (omesso),
- pepe verde,
- pepe nero lungo (facoltativo),
- 1/4 litro brodo vegetale,
- succo di mezza arancia,
- 1 manciata di pistacchi pelati e tostati (sostituibili con pinoli, noci ecc.),
- 1 cucchiaio di panna acida.
Come fare:
se usate l’olio rosolare la cipolla con l’aglio vestito in una pentola, aggiungere le verdure tagliate a pezzetti, le carote a rondelle e lo zenzero grattugiato, io ho usato poco brodo vegetale e dopo averlo scaldato bene ho aggiunto l’altro ed il succo d’arancia.
Coprire e cuocere per mezz’ora a fuoco basso, togliere l’aglio, dividere a metà la zuppa e ridurre a purea una parte.
salare, pepare col pepe verde e riportare a bollore.
Nel mio piatto (zuppa) ho aggiunto la panna acida, i pistacchi, una grattatina di pepe lungo, un pizzico di sale nero di Cipro, e col rigalimoni ho ricavato dalla buccia d’arancia i filetti per la decorazione.
Ed ecco la seconda zuppa:
Zuppa di lenticchie con trota affumicata ed aceto balsamico.
Per questa ricetta ho preso ispirazione dal libro Sopis e mignestris /Cento e una minestra in Friuli e… dintorni a cura di Germano Pontoni (marito di Bertilla di Lady Chef) e Giorgio Busdon (il creatore di questa zuppa)
Avevo già delle lenticchie cotte che, senza saperlo, erano preparate allo stesso modo, una confezione di trota affumicata ed è stata subito zuppa.
Amo i piatti unici, il piatto completo e questo l’ ho trovato perfetto, non trascurabile il fatto che a noi fanciulle le lenticchie fanno un gran bene ![]()
Ho trovato, questo link che vi racconterà qualcosa in più sulle lenticchie.
Ingredienti:
- lenticchie secche,
- 1 spicchio d’ aglio (omesso),
- 1 piccola cipolla,
- 1 foglia di alloro,
- rosmarino,
- 1 filetto di acciuga (omesso)
- olio evo (omesso),
- trota affumicata,
- aceto balsamico a piacere.
Come sfare (premetto che l’aceto è stata una mia scelta, trovo stia benissimo con i legumi.):
risciacquare le lenticchie e metterle in un tegame di coccio assieme agli odori coperte con acqua fredda (Busdon scrive 1 litro e 1/2 per 400 g. di lenticchie).
Coprire e cuocere a fuoco basso mantenedo la cottura al dente, salare e pepare.
Se decidete di usare il filetto d’acciuga intanto che cuociono le lenticchie, far imbiondire nell’olio evo lo spicchio d’aglio , eliminarlo e, fuori dal fuoco, ridurre l’acciuga in poltiglia aiutandosi con una forchetta.
Eliminare dalle lenticchie il rosmarino e l’alloro e frullarne metà, Busdon dice di setecciarle..fate voi.
Se usate l’olio d’acciuga a questo punto unitelo assieme alla trota tagliata a striscioline, io ho condito con una riduzione di aceto balsamico.
E prossimamente:
Vista l’ora vi auguro: buona notte
Ecco il “dolcetto scherzetto” :-D
E perchè “dolcetto scherzetto” chiederete voi? Semplicemente perchè c’è la zucca e perchè in quel post non ho messo la ricetta
Io non amo halloween, se avessi bambini probabilmente si (non potrei mica emarginarli) ma non amo l’halloween degli adulti, quelli che prendono a pretesto questa festa per combinarne di tutti i colori e non sono certo i colori dell’arcobaleno
Finita l’introduzione passo alla ricetta che, in questo caso accontenterà anche chi è a dieta o preferisce mangiare sano.
Qui non c’è burro che è sostituito dal Tahini, chiamato anche “burro di sesamo” perchè è ottenuto dai semi di sesamo tostati.
Come sempre vi informerò delle difficoltà incontrate e delle mie “soluzioni” (anchesenonvenepofregardemeno
)
Essendo il ripieno una crema di zucca profumata alla cannella ho diviso il composto, lasciandone uno al naturale, in 4 parti ed ho unito ad una aghi di rosmarino fresco tritato e nell’altra zenzero fresco grattugiato che, come dico sempre, si sposa alla perfezione con la zucca.
- 300 g. di farina integrale biologica,
- 1 uovo di gallina felice (come dice Gaia
), - 3 cucchiai di olio evo(volendo potete usare quello di sesamo o di mais),
- 1 cucchiaio di miele,
- 20 g. di tahini (consiglio di aumentare la dose),
- 2 cucchiai di kefir (aggiunto da me per ammorbidire l’impasto che non si amalgamava),
- 1 pizzico di sale,
- scorza grattugiata di 1/2 arancia.
Per la farcitura:
- 500 g. di zucca,
- 70 g. di zucchero di canna,
- scorza grattugiata e succo di 1/2 limone,
- un pizzico di cannella,
- rosmarino fresco tritato e zenzero fresco grattugiato per variare il ripieno.
- semi di zucca tritati e tostati.
Come fare:
sulla spianatoia fare la fontana e rompere al centro l’uovo, unire gli altri ingredienti e lavorare per una decina di minuti, avvolgere il composto nella pellicola e riporlo in frigorifero per 1/2 ora.
Accendere il forno a 180°C. ed intanto preparare il ripieno.
Sbucciare la zucca e tagliarla a fette spesse 1cm. , distribuitele sulla piastra forno senza sovrapporle avvolgendole nella stagnola e cuocerle per 1/4 d’ora.
Mettere la polpa di zucca nel robot con gli altri ingredienti (senza le spezie) e ridurla a purea.
Stendere la pasta ad uno spessore di 1/2 cm. e ritagliare dei rettangoli, adesso spetta a voi decidere se farcire tutto con un ripieno o, come me, variare usando l’impasto anche per qualche crostatina.
Stendere il ripieno, se usate i semi di zucca spargeteli sopra e chiudere, arrotolando i rettangoli dalla parte della lunghezza e ritagliarli in tronchetti di 3 cm. , non è un’operazione facile, usare un coltellino affilato e cercare di non premere per non far uscire il ripieno (sarà per questo che ho fatto le crostatine?
)
Appoggiare i cannoncini e le crostatine sulla piastra, mettere in frigorifero per 1/4 d’ora ed infornare per 30 minuti.
Sapendo che “ello” non ama la cannella e “stranezze” ne ho lasciata una parte senza aromi, ricoprendo il ripieno di zucca con i semi tritati e tostati…….non serve dire che “ello” ha mangiato anche gli altri
Oggi avrei dovuto essere a Schio con Tiziana e Lucy alla festa della Cometa, ma il destino ha voluto che questa gita “non s’avesse da fare”
Il bambino di Lucy ammalato, Tiziana “sequestrata” dal marito per un altro impegno, io, fino a ieri sera sana, stamane “riammalata”…….sarà per la prossima volta, speriamo che il brutto tempo non rovini la festa ma, si sa, i bambini si divertono comunque, quand’ero piccola mi divertivo a prendere la pioggia e bagnami il grembiulino che da azzurro diventava blu in un momento..poi le “prendevo” anche dalle suore….ma questa è un’altra storia
Buonissima domenica !!
Soufflè di ricotta di kefir nella mela avvolta in mantello croccante di Ernst Knam.
Sono contraria ai titoli troppo lunghi ma questa volta proprio non sapevo come introdurre questo dessert.
Avvicinarmi per la prima volta ad una nuova ricetta, soprattutto se dolce mi spaventa non poco, il flop è sempre in agguato e, mentre per le ricette salate la fantasia e la fortuna riescono a riparare, per il dolce no, non c’è scampo.
Se questa nuova ricetta poi è un soufflè di formaggio di capra nella mela diventa una bella sfida.
Mai fatto un soufflè, attendevo un afflosciamento immediato, invece la cupoletta è rimasta bella sostenuta ed ho potuto offrirlo a ello con orgoglio e soddisfazione.
È d’obbligo citare la fonte (magari fossi così brava
) pag. 100 del libro L’ arte del dolce di Ernst Knam, libro comperato a Mestre in una bancarella dell’usato.
Io trascrivo le dosi del libro per 8 mele, io ne ho fatte 2 con i relativi calcoli e lascio a voi la scelta di quante prepararne.
A cose fatte mi rendo sempre conto di cosa avrei dovuto fare invece: non avrei dovuto togliere prima il torsolo ma tagliare la mela in modo da fare una base larga e poi scavarla, non sarebbe cambiato nulla nel sapore ma la mela sarebbe stata meno sbilenca.
Ingredienti per 8 persone:
- 8 mele Golden,
- 120 g. di mandorle a lamelle,
- 3 uova,
- 20 g. zucchero a velo,
- 220 g. di formaggio fresco di capra (ricotta di kefir setacciata e leggermente salata),
- 30 g. di maizena,
- 100 ml di panna liquida (panna di soia),
- 60 ml di latte (latte di soia),
- 1/2 stecca di vaniglia (vaniglia bourbon in polvere),
- 1/2 limone,
- 30 g. di zucchero semolato,
- 150 g. di miele di castagno (miele di grano saraceno),
- 1 pizzico di sale.
Ingredienti per la massa Tulipè (il mantello croccante):
- 50 ml di latte (latte di soia),
- 50 g. di farina 00,
- 50 g. di zucchero semolato.
Qualche parola per la massa tulipè:
il nome della massa tulipè si ispira al tulipano in fiore.
Originariamente questo wafer veniva infatti modellato, ancora caldo e morbido nella coppa di un bicchiere, in modo da assumere la forma “a tazza” di un tulipano aperto.
Preparazione:
accendere il forno a 200° C.
Iniziare preparando la massa tulipè, mescolando bene in una ciotola ampia i 3 ingredienti.
Sbucciare le mele, tagliare la base per renderle stabili e svuotarle con uno scavino lasciando un bordo di 1/2 cm.
Rotolarle nella massa tulipè, avvolgerle con le lamelle di mandorle e disporle in una pirofila.
Preparare il ripieno separando i tuorli dagli albumi, montare i tuorli con lo zucchero a velo, incorporare il formaggio di capra (o la ricotta come ho fatto io), la maizena, la panna, il latte, la vaniglia e la scorza grattugiata del limone, io ho salato la ricotta altrimenti va aggiunto un pizzico di sale.
Mescolare bene ed unire delicatamente gli albumi montati a neve, riempire le mele ed infornare per 20 minuti.
A piacere irrorarli col miele, servirli caldi (anche freddi sono buonissimi).
Anna, cosa “non” farei senza di te ?….il brasato :-)
…e sì, Anna che vive a Fiano Romano, ridente paese del Lazio famoso per aver dato i natali alla Sabrina nazionale (vedi Ferilli) e non solo
è la “coautrice” della nostra cena di ieri sera.
Dovete sapere che Nannarè (nome d’arte
) ha 2 figlie, Giulia e Noemi, Noemi sta facendo la scuola di cucina, è molto talentuosa e quest’estate è stata presa sotto l’ala amorevole di uno chef che le ha fatto fare pratica nel suo ristorante aumentando così la sua passione e convinzione , finita la scuola, di “emigrare” per specializzarsi.
Nannarè a questo pensiero è un pò preoccupata (cuore di mamma) ma Noemi sa il fatto suo e, come ho già scritto, sentiremo presto parlare di lei….
Bene, dopo aver violato la “privacy” di Nannarè arrivo alla ricetta che è su un testo scolastico di Noemi e che ha “promosso” anche me, superando il giudizio severo del “carnivoro” di casa.
Le foto? Le foto sono quelle fatte di corsa cercando l’angolo meno infelicemente illuminato, ma d’altronde chi legge spesso non ha un blog e le foto non le guarda con i “nostri occhi”
quindi vanno bene così…..il profumino? Delizioso…. Il sapore? Provate e lo scoprirete…
Perla controllava…
Ingredienti, tra parentesi le mie “sostituzioni”
- 1 kilo carne (io avevo il girello), consiglierei anche il guanciale di manzo,
- 100 g di pancetta (speck),
- 300 funghi champignon (porcini),
- 150 g di carote tagliate a rondelle (200),
- 20 cipolline novelle (ne ho usate di più senza contarle, ma vanno bene come contorno),
- 2 + 1 cucchiai di olio e.v.o.,
- 1 foglia di alloro,
- 1 mazzetto di prezzemolo,
- un mazzetto di basilico,
- 1 rametto di rosmarino fresco,
- 1 rametto di timo fresco o secco a piacere,
- qualche bacca di ginepro,
- 2 bicchieri di vino rosso (ho usato il raboso…quello avevo),
- brodo di carne (non ho aggiunto liquidi perchè i funghi hanno rilasciato l’acqua),
- sale,
- pepe (peperoncino),
- se adoperate i funghi champignon dopo averli puliti e tagliati lasciateli in acqua acidulata col succo di limone.
Come brasare:
nella ricetta la carne andrebbe rosolata nel trito fatto con la pancetta e la cipollina ed i 2 cucchiai d’olio e.v.o., avendo a disposizione lo speck che si sarebbe seccato ho preferito rosolare la carne soltanto nell’olio.
Ho legato la carne e, dopo averla rosolata bene da tutti i lati, l’ho salata, pepata e tolta dalla brasiera, ho eliminato il grasso ed ho pulito la pentola con la carta cucina.
Ho messo a freddo il cucchiaio d’olio col trito di pancetta e 2 cipolline ed ho fatto stufare, nel frattempo ho preparato il trito con prezzomolo, basilico, timo, rosmarino.
Ho rimesso la carne nella brasiera assieme al trito di erbe, i funghi (puliti e tagliati), le carote tagliate a rondelle, l’alloro “stropicciato” (evito di sbriciolarlo perchè rimane coriaceo e trovarselo in bocca può essere fastidioso).
Ho aggiunto il vino, ho fatto evaporare l’alcool a fuoco forte, ho coperto, abbassato la fiamma e lasciato cuocere per 2 ore, girandolo di tanto in tanto e bagnandolo col liquido di cottura.
Ho aggiunto le cipolline che nel frattempo avevo pulito ed ho lasciato cuocere sempre a fuoco dolce per altre 2 ore.
Nel frattempo ho preparato questo “dolcetto scherzetto”:
Prossimamente
Se volete sapere qualcosa in più sul “brasare” leggete qui e se volete sapere quale taglio di carne adoperare leggete qui e come direbbe Csaba : bon appetit
La polenta….go dimenticà la polenta
meno male che Sara me l’ha ricordata, beh, quella pallina in mezzo al brasato è una pallina di polenta bianca (Polenta Socchievina).
Dopo anni di “mescolamenti” di 40 minuti è arrivata in soccorso la MDP
in un forum lessi la ricetta per fare la polenta express (ci vuole sempre 1 ora e 20, ma nel frattempo potete fare altre cosette..magari la “manicure”
Vi do la ricetta “testè”:
mettere nel cestello 1 litro di acqua bollente sale a piacere e 300 g di farina di polenta (non quella istantanea please
), programma marmellata e via….vi assicuro, la prima volta ho fatto la “furbetta” e non ho svelato l’imbroglio (ello è friulano
) alla sua quinta esclamazione: da rifare!..ecco, allora mi sono confessata.
Bacioni
Pollo al forno alla maniera di Nigella… o di Jamie Oliver?
Il minimo che possa fare per ringraziare e dimostrare la mia riconoscenza (in fondo chi sono io?..no, non dite parolacce
) per questo splendido primo premio è dedicargli un post, e cosa potrei cucinare per lui se non un “pollo”?
Non vorrei sembrare “ruffi-ruffi”, ma a me quel signore lì è sempre stato simpatico, è un uomo che ha una sola parola: la “Parola di Francesco Amadori”.
Per questa ricetta si è scomodata pure Nigella Lawson dalla quale ho preso ispirazione o Jamie Oliver?, non ricordo.
Ingredienti:
- 2 confezioni di Coscia di pollo 10 E PIÙ,
- patate (a piacere),
- scalogni o cipolle di Tropea (a piacere),
- zucca (a piacere),
- 1 peperone rosso (quello avevo),
- 1 cucchiaio di olio e.v.o.,
- aglio,
- origano,
- zenzero in polvere,
- peperoncino,
- sale.
Come si fa:
lavare le cosce , asciugarle ed adagiarle appoggiate sul lato con la pelle in una teglia foderata con carta forno, salarle, aggiungere gli scalogni privati soltanto del primo strato di “pelle”, gli spicchi d’aglio vestiti, il peperoncino e cospargere tutto con l’origano.
Accendere il forno a 200° C.
Sbucciare le patate, lavarle, asciugarle e tagliarle a spicchi, sbucciare la zucca e ricavarne dei cubetti non troppo piccoli, dividere a falde il peperone.
Mettere il tutto in una terrina capiente, salare, unire un’abbondante spolverata di zenzero in polvere e l’origano.
Aggiungere 1 cucchiaio abbondante di olio evo e mescolare il tutto con le mani, versare sulla carne coprendola.
Informare e rosolare per c.ca 2o minuti, coprire la teglia con la stagnola e continuare la cottura per altri 20 minuti, scoprire nuovamente, girare le cosce con la pelle in alto ed appoggiarle sopra le verdure, alzare la temperatura a 220° C. e lasciare ancora 15 minuti per far sì che la pelle diventi croccante.
In stagione si possono aggiungere altre verdure, oggi ho usato la zucca ma anche le carote vanno bene, evitere i peperoni verdi perchè li trovo poco carnosi ed alla fine non rimarrebbe nulla, insomma, spazio alla fantasia, solitamente tolgo la pelle ma in questo caso ho usato pochissimo olio e la carta forno ha assorbito tutto il grasso rilasciato nella prima fase di cottura.
Ecco Signor Francesco: il pranzo è servito
ed è a “cuor leggero” che le dico ancora GRAZIE….
Ed ora mi faccio un regalo anch’io: un pò di musica, quella che ascoltavo ai “vecchi tempi” …..
In questo momento ho visto “questo”: el Sior Francesco che guarda i miei bocconcini..ditemi voi se queste non sono “soddisfazioni” ![]()






















































