Archivi del mese: gennaio 2011

Crema all’arancia: non son mela non son pera , ho la forma d’una sfera. Il mio succo nutriente è una bibita eccellente. Non procuro mal di pancia ho la buccia e son….?

L’arancia no? L”avevate capito tutti lo so :-)

Come promesso oggi  inizio la settimana in dolcezza con questa cremina all’arancia, piacevole, delicata ed elegante, si può presentare nell’arancia stessa o in una cocottina (come ho fatto per la mia parte alla quale ho aggiunto una bella spolverata di cannella).

Sono alla costante ricerca di idee per beneficiare di questi agrumi, anche se la classica spremuta sarebbe perfetta e mi darebbe una bella carica di vitamina C,  la C di “cuore”, “calore, “conforto”, “complicità”, “comprensione”, la C di Calabria, perchè queste sono arance di Calabria, super-biologiche, raccolte con le manine/one sante di Max :-D

Ecco con questo dolcetto Confortante ho atteso il ritorno di ello sabato sera, ho approfittato anche per fare un “esperimento” con “finale a sorpresa” che ha rinforzato la mia teoria (e non solo mia) che non dobbiamo mai dare nulla per scontato, e non dobbiamo MAI dire MAI..le sorprese sono sempre dietro l’angolo (la ricetta nei prossimi giorni ;-) ).

Basta con le chiacchiere (anche se a Carnevale ci stanno di un bene).

Con queste dosi  ho riempito 4 arance ed una piccola cocottina, tra parentesi le mie modifiche per “ello”.

Ingredienti:

  • 5 arance (4 da riempire ed una per la buccia e succo),
  • 3 uova,
  • 3 cucchiai rasi di farina (di riso),
  • 3 cucchiai di zucchero (fruttosio),
  • latte (di riso),
  • poche gocce di estratto di vaniglia,
  • cannella (solo nella cocottina).

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.,

togliere le calottine  e conservarle come coperchio,  vuotare le arance cercando di non rovinare la buccia, asciugarle con un panno carta e capovolgerle.

Preparare la crema sbattendo  i tuorli e lo zucchero rendendo il composto spumoso, aggiungere la farina setacciata e, a poco a poco, il latte bollente fino ad ottenere una crema fluida.

Cuocere a buoco bassissimo per 5 minuti mescolando, togliere dal fuoco,  unire la scorza  grattugiata, il succo dell’arancia messa da parte e l’estratto di vaniglia.

Montare gli albumi a neve ferma ed incorporarli alla crema, riempire le arance, decorare con i fili di buccia d’arancia ed infornare a 180°C: per 5 minuti.

Questa cremina la dedico al mio “ello” che ultimamente mi sta facendo scoprire un uomo nuovo..pensate che ieri sera, mentre Perla si strusciava sulle sue gambe con un guizzo l’ha afferrata e se l’è stretta al cuore, forse per voi sarà normale ma per me, che conosco ello, è una bellissima scoperta e dopo anni, è bellissimo sapere che vicino a te c’è una persona che ti ama per quello che sei, per quello che fai e ti accorgi che quando tu eri convinta che lui “ignorasse” cosa provavi, lui stava “osservando ed ascoltando”.

Grazie “ello” e grazie Perla io vi amo….

Ho trovato su You tube questa canzone..è stato il primo disco (45 giri) che ho comprato…dopo aver fatto i “compiti” lo mettevo nel “mangiadischi (du iu nou mangiadischi? ) e ballavo..ma quanto ballavo….a presto con le mie “strambellerie” :-D


Risveglio malinconico…..

Si stanno allungando le giornate, anche se il freddo è pungente sento arrivare la primavera e come ad ogni cambio di stagione mi cresce dentro un misto tra malinconia ed entusiasmo per qualcosa che finisce e qualcosa che incomincia.

Io che sono mattiniera noto questi cambiamenti, è ancora troppo freddo e gli uccellini non hanno nessuna voglia di cinguettare, la canina di  Danilo non abbaia , i pavoni non “trombettano” il loro richiamo innamorato, le faraone non fanno  più chiasso… se ne sono andati tutti, anche Danilo……qualche mese fa.

Un sabato andai a portare gli ossi per la canina e la moglie mi disse: Danilo non c’è più…

E per me si chiuse un’altra parentesi della mia vita….ero abituata al mattino a vederlo un pò curvo nell’orto, liberava Diana e la faceva correre per l’enorme campo, in primavera portava fuori la capra…mi salutava sempre,  senza guardare verso di me alzava il braccio e mi faceva ciao con la mano, sapeva che a quell’ora ero in terrazza a bagnare le piante o a stendere o soltanto ad osservare il giorno che si stava risvegliando, a volte anche lui stendeva il bucato perchè la moglie era ammalata.

Non so perchè sto scrivendo questo, forse perchè è da quel sabato che ogni giorno penso a lui..ora anche la moglie è via e la casa è vuota, hanno smantellato la catasta di legna per l’inverno che aveva preparato durante l’estate…

Non riesco ancora a “metabolizzare” questa assenza, Danilo non era un mio parente, non ci frequentavamo ma c’era un legame particolare tra noi, io lo sentivo come un padre, un padre di quelli di un tempo al quale si da del lei.

Quando, durante il giorno, guardo verso la sua casa mi rendo conto di quanto poco contiamo  e quanto male ci facciamo l’un l’altro inutilmente, penso a quanto tempo perdiamo a colpire nemici inesistenti.

Mi scuso per questo post poco domenicale, ma forse scrivere quello che da mesi ho dentro mi conforterà un pò, e le lacrime sulla tastiera mi libereranno  da questa tristezza.


Cuore di erbette rosse con tahin e kefir…

Oggi propongo questa ricetta, la posso chiamare ricetta? È la cosa più semplice che si possa fare, uno spuntino leggero, un antipasto, adatto anche a chi è vegetariano.

A casa mia c’è sempre una confezione di erbette rosse precotte, le uso per colorare la pasta, per colorare le glasse, le mangio tagliate a fettine che faccio marinare nell’olio, sale ed aglio (come mi ha insegnato Piero), io le adoro e  mi piace da matti il colore.

Nei miei periodi piemontesi a Mondovì Piero  di lunedì mi portava al mercato dove le vendevano arrostite alla brace, una bontà, mai viste dalle mie parti.

Non voglio addentrarmi in un campo a me sconosciuto  ma ho letto che la barbabietola  aiuta a combattere l’ipertensione, è ricca di antiossidanti, troverete nel web molte indicazioni su come mangiarla e su come ottenere da lei qualche rimedio per la salute.

Preparare la salsina con:

  • tahin chiaro (burro di sesamo),
  • kefir (yogurt),
  • olio evo,
  • aglio schiacciato e passato sulle pareti della ciotola per profumare,
  • fiocchi di fior di sale (o sale marino, meglio integrale),
  • aneto o l’erba che preferite.

Come fare:

prendere una confezione di erbette rosse (barbabietole), tagliarle a fette e ricavare dei cuori, preparare la salsina amalgamando gli ingredienti, metterla in una ciotola ed appoggiarvi sopra il cuore: fatto.

Con questi cuoricini vi lascio ad un fine settimana rilassante, il mio lo sarà, un abbraccio amiche/amici :-)



Panini con licoli: ogni scarrafone è bello ‘a mamma soia.

Ricordate il panettone che può collegare il mondo, quello che mi ha insegnato a convertire un pò della mia Pasta Madre in “Licoli”?

Beh, quel licoli si è diviso in 3 ed è andato a spasso per l’Italia, a Bari ha trovato la sua sistemazione ideale e continua a produrre panini quotidianamente.

L’altra mattina all’alba qualcuno bussa alla porta..chi può essere a quest’ora mi sono chiesta..”sono io, licoli” Ohhhhhhhh bello de mamma, sei scappato da casa? No, i miei fratelli sono rimasti lì ma io avevo nostalgia di te :-) e ti ho portato anche qualche regalino, orecchiette fatte a mano una ad una, burrate..treccine freschissime di mozzarella ed un bacio da “lei”.

Come ho fatto:

il licoli era stato rinfrescato sabato sera, da me è arrivato il lunedì, ne ho prelevato 2 cucchiai, ho aggiunto 100 g. di farina tipo Manitoba, 100 g. di acqua, ho mescolato ed ho messo al caldino tutta la notte.

La mattina, ho aggiunto (senza pesare) farina, sale ed 1 cucchiaio di olio, avrei potuto aggiungere  acqua ed ancora farina per avere una maggior quantità ma lo faro la prossima volta.

Ho lasciato raddoppiare di volume, ho ricavato 4 panini da c.ca 90 g. l’uno, ho fatto con le forbici una croce e li ho messi a lievitare ancora.

Ho preriscaldato il forno a 200°C. e li ho cotti per c.ca 20 minuti.

Primo esperimento riuscito, “ello” lo ha gustato con del pecorino sardo stagionato, con della marmellata di pompelmo rosa (che poi ha mangiato anche col formaggio).

Io l’ho gustato semplicemente così.

Eccoli qua i miei panini “bruttarelli” ma tanto buoni :-)

Colgo l’occasione per presentarvi il regalo ce ho ricevuto per il contest “L’arte in cucina”, aspettavo l’occasione giusta, sapete che mi piace dedicare un post a chi mi ha omaggiato di qualcosa ;-) e questa mi sembra perfetta.

Questo coltello a forma di baguette, c’è anche una candela a forma di coppa di gelato ma quella la inaugurerò questa estate per una cenetta romantica in terrazza.

P.S.: il licoli è esclusiva della signora Anna del blog c’è di mezzo il mare (non vorrei mai ;-) .


Murrine di verza con cuore di tofu, c’è anche sul libro WOW :-)

Considero già di per sè la verza un’opera d’arte, se potessi ne terrei una come centro  tavola tutto l’anno, mi piace il suo colore, il sapore, la sua versatilità, è un ortaggio molto in uso dalle mie parti ed ho colto al volo l’occasione di partecipare inventandomi qualcosa di goloso, colorato e leggero (mi sa che ho il periodo “colorato” ;-) ), m’intriga molto vedere quante idee, quanti diversi modi d’interpretare un ingrediente, e poi l’appuntamento mensile, quando  ci sentiamo un pò “fiacche” e senza stimoli..ecco che  ci “dobbiamo” tirar su le maniche, indossare il grembiulino e metterci al lavoro.

L’idea delle murrine mi è nata così, per caso, avevo le patate viola, la zucca, una confezione di barbabietole ed avendo (finalmente!!) trovato del tofu che non “suona” sotto i denti ho pensato di farci il cuore (si possono anche usare altri formaggi).

Una ricetta che si “presta” al riciclo,  con gli “avanzi” di purè, di ragù ecc. ci si può veramente sbizzarrire.

La prima volta sembra complicato ma presa “pratica” si naviga a gonfie vele.

Ingredienti:

  • foglie di verza sbollentate per 2 minuti in acqua bollente salata ed immerse in acqua e ghiaccio,
  • tofu arrotolato nei semi di papavero tostati,
  • purè di patate viola salato con sale affumicato,
  • polpa di zucca salata, profumata con lo zenzero ed asciugata in padella,
  • polpa di barbabietola salata ed asciugata in padella con uno spicchio d’aglio vestito (tolto alla fine),
  • olio di olive taggiasche per il passaggio in forno.

Per la salsa:

  • gli “avanzi” delle foglie di verza sbollentate,
  • semi di zucca tostati e tritati,
  • sale affumicato,
  • olio di olive taggiasche,
  • 1 spicchio d’aglio schiacciato col quale profumeremo soltanto le pareti del bicchiere del mixer, senza “attentare” all’alito :-D

Costruiamo le murrine:

dopo aver preparato i vari ripieni,  stendiamo la prima foglia di verza ed appoggiamo sopra il tofu arrotolato nei semi di papavero (possono cambiare i semi, fate voi).

Il secondo passaggio l’ho fatto col purè di patate viola per compattare e dare forma al cuore della murrina.

Stendo la purea di zucca su un foglio di pellicola (per arrotolare meglio), appoggio sopra il rotolo ottenuto in precedenza e chiudo con la verza.

Stesso procedimento con la purea di barbabietola, dopo aver completato con la foglia di verza, avvolgere nella pelicola e mettere in congelatore per c.ca 20 minuti, tagliare il rotolo  a fettine.

Disporle su una pirofila leggermente unta ed infornare a 200° C: per 20 minuti, io non l’ho fatto per non coprire i colori ma si può grattugiare sopra del tofu o parmigiano o ricotta affumicata che con la verza e tutti gli altri ingredienti ci sta benissimo.

Prepariamo la salsa:

mettere nel bicchiere che avremo “profumato” con l’aglio gli avanzi di verza, i semi di zucca, il sale affumicato e l’olio di olive taggiasche, frullare e versare a specchio sul piatto di portata appoggiando le murrine e creando dei raggi con uno stecchino.


Coppette di zucca…..

Inizio la settimana con qualcosa di dolce, di leggero, di profumato e di colorato, perchè noi non ci facciamo mancare nulla, siamo  viziati e golosi e, in fondo, ci accontentiamo di poco.

Per fare queste coppette (io ho messo la crema nei bicchierini, ma dopo cotta) servono:

  • 750 g. di zucca,
  • 50 g. di miele,
  • 30 g. di maizena,
  • 500 ml di latte di soia,
  • 1 pizzico di sale,
  • scorza grattugiata di limone,
  • 1/2 cucchiaino di cannella,
  • 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere,
  • chicchi di melagrana per decorare (sostituibili con frutta a piacere).

Come fare:

preriscaldare il forno a 200°C., dopo aver pulito la zucca e tagliata a fette disporle sulla piastra e cuocere per 15 minuti, volendo la potete cuocere al vapore.

Frullare la polpa cotta o passarla nello schiacciapatate e trasferirla in una casseruola.

Unire il miele, lo zenzero, la cannella, la scorza di limone ed il sale, stemperare la maizena nel latte ed unire al composto.

Mescolando portare ad ebbollizione e sobbollire per 5 minuti finchè la crema sarà più asciutta.

Versarla nelle pirofile da porzione ed infornare per 20 minuti, finchè la superficie sarà dorata.

Servire nelle coppette o, come me, travasarle nei bicchieri e decorare.


Petto d’anatra, qualche idea…..

Petto d’anatra al cioccolato - Petto d’anatra all’aceto balsamico e pinoli

Il petto d’anatra l’ho scoperto qualche anno fa in un noto ristorante di Udine, la versione era quella con i pinoli e aceto balsamico, la stessa versione che ho propinato a ello usando truffaldinamente il tacchino :-D

Anche in questo caso ho voluto raccogliere qui vecchie foto e vecchia ricetta, ho un petto d’anatra in frigorifero ed ho un’altra versione in programma ispirata dalla mia recente vacanza Austriaca.

La versione al cioccolato mi lasciava perplessa ma è stata una sorpresa per tutti due, la fonte è il libro “Golose tentazioni”.

Chiedo scusa per le foto che riconosco non essere di qualità, ma queste ho.

La terza foto, quella “olio e limone” è stata vittima del mio periodo “Picasa grana pellicola” e non avendo l’abitudine di salvare una copia è l’unica superstite…sob :-(

Ingredienti per 2 persone:

  • 1 petto d’anatra,
  • 50 g cioccolato fondente,
  • 50 g tra pinoli ed uvetta,
  • 1 noce di burro,
  • 1 bicchiere di marsala,
  • olio evo,
  • sale,
  • pepe.

Come fare:

ammollare l’uvetta, incidere la pelle del petto facendo attenzione a non tagliare la carne, metterlo in una terrina e dopo averlo salato e pepato aggiungere l’olio e 1/2 bicchiere di marsala.

Lasciare nella marinatura per 1 ora mescolando spesso, trascorso il tempo scolarlo e metterlo a cuocere  in una padella antiaderente dalla parte della pelle.

Rosolare a fuoco vivace per c.ca 4 minuti, girare e completare la cottura pe altri 4 minuti, la carne dovrà risultare rosata all’interno, scolarla dal grasso e farla riposare.

Nel frattempo sciogliere a bagnomaria il cioccolato, aggiungere poco burro  ed il marsala rimasto ottenendo una crema.

Tostare i pinoli (tostare anche la quantità per l’altro petto), scolare l’uvetta ed aggiungere tutto al cioccolato.

Affettare il petto e disporlo sul piatto accompagnato dalla salsa.

Per il petto all’aceto balsamico e pinoli ho adoperato ugualmente il petto marinato, solitamente lo cuocio senza averlo marinato.

Dopo il riposo tagliarlo a fettine, metterlo in una padella calda e irrorarlo con l’aceto balsamico, farlo evaporare per qualche secondo, salare, pepare ed aggiungere i pinoli.

Fare a fettine il petto rimasto e condirlo con olio limone sale e pepe.

Petto d’anatra olio e limone

Buona domenica a voi.



Zuppa di puntarelle, cicerchie e chips di patate viola..

Zuppa di puntarelle, cicerchie e chips di patate viola.

In questo piatto ho unito le puntarelle, le cicerchie ed avendo (finalmente) trovato le patate viola ho giocato con quel meraviglioso colore.

Non me ne vorrete vero se non vi do le dosi? Le minestre sono nate così nel tempo, poche cose che da sole non sfamano ma messe assieme rallegrano lo stare a tavola.

Quando ero ancora un’atleta d’estate amavo andare ( se non avevo gare), i fine settimana, ad allenarmi a Krk in Croazia (l’isola di Veglia) e durante una delle mie cinghialate rimasi senz’acqua e trovai una casa col pozzo, sapete quelli con il secchio che butti giù vuoto e torna su pieno? Beh, Maria mi fece dissetare e da quel momento nacque una bella amicizia ed una bella favola.

Da lei ho imparato a fare le minestre, ricordo che raccoglieva sul tavolo le poche verdure che l’orto in quel periodo di siccità  con quel terreno pietroso le donava e con quelle faceva miracoli, da lei ho mangiato le minestre più buone della mia vita.

Sono molti anni che non passo più di là e so che non passerò, l’idea di non trovarla più mi rattrista, preferisco ricordarla così, curva e vestita di nero, con il  fazzoletto  in testa, la mascella forte, gli occhi azzurri velati dalla stanchezza di una vita di lavoro, dalla perdita di tanti figli (ne aveva 11) ma sempre col sorriso e la generosità di chi, pur avendo poco riesce a trasformare il poco in un tanto da dividere.

L’unica cosa che ho pesato sono:

  • 100 g. di cicerchie secche,
  • 3 cipollotti freschi,
  • 1 cespo di puntarelle,
  • peperoncino,
  • sale affumicato (sostituisce il prosciutto ;-) ),
  • olio evo,
  • 1 patata viola (facoltativo..non è facile trovarle).
  • Pentola di coccio (obbligatoria…scherzo :-D ).

Andiamo accanto al camino:

rosolare i cipollotti, unire le puntarelle tagliate ed insaporire.

Unire le cicerchie, una puntina di peperoncino e coprire con acqua bollente, far riprendere il bollore e cuocere, coperto, a fuoco lento fino a completa cottura del legume, 10 minuti prima salare.

Pelare e tagliare con la mandolina la patata viola, asciugarla e friggerla in olio evo.

Servire la minestra con le chips di patata e bon appetit.


Peperoncini ripieni sott’olio.

Due anni fa  presi in prestico alla biblioteca il libro di Simone Rugiati e, vista la  produzione di peperoncini di quell’anno (20)  pensai di copiare.

Ingredienti:

  • 20 peperoncini rotondi,
  • 300 g. tonno sott’olio,
  • 100 g. capperi dissalati,
  • 50 g. filetti di alici sott’olio,
  • scorza di 1 limone bio,
  • olio evo (extravergine di oliva) quanto basta a coprirli nella teglia per il forno (io ho usato quella da plum cake).

Come si fa:
con un coltellino affilato togliere la calotta dalla parte del picciolo ai peperoncini, batterli delicatemente per togliere i semini aiutandosi anche con un coltellino (attenzione a non inciderli) e man mano  buttarli  in acqua fredda.

Scolarli, asciugarli, porli in una teglia a bordi alti e coprirli di olio, infornarli a 160° per 20/30 minuti, devono cuocersi ed ammorbidirsi.

Prepariamo il ripieno:

mettere gli ingredienti su un tagliere e tritarli a coltello, quando i peperoncini saranno tiepidi, riempirli con il composto e metterli in un contenitore a chiusura ermetica, coprirli d’olio e chiudere.

L’olio va filtrato (lui dice che a 160°C l’olio non brucia, quindi si può utilizzare) e si può imbottigliare aggiungendo aglio, rosmarino e pepe in grani, diventerà un ottimo condimento per pasta, carne, verdure ecc.

A me è avanzato abbastanza composto, quindi l’ho messo nel mixer con una manciata di nocciole tostate e tritate ho allungato con l’olio dei peperoncini ed ho fatto un pesto per condire la pasta.


Terrina di carne con cuore di carciofi: la cultura del riciclo….

Forse il nome terrina è improprio, leggo qua e là che le terrine sono piuttosto da mangiare fredde, questa no, va mangiata calda o tiepida.

Questa estate ne avevo fatta una con il cuore di zucchine,senza formaggio però.

Sono piatti che non hanno una storia, nascono così, da un “avanzo”, un esubero di ripieno, dalla necessità di far mangiare “le verdurine” ai familiari e, oltre al risparmio, permettono anche di non annoiarsi in cucina e  non annoiare i commensali con la “solita minestra”.

È stata l’occasione per inaugurare la mia terrina da forno, dimensioni 28 cm x 5 cm, ed utilizzare al meglio il:

ripieno di carciofi fatto così:

  • 500 g di carne macinata magrissima di manzo,
  • 1 uovo,
  • 1 manciata di parmigiano,
  • timo,
  • fiocchi d’aglio macinati,
  • prezzemolo,
  • semi di zucca tritati (volendo pistacchi),
  • sale affumicato.

Per il cuore:

  • gambi di carciofo tagliati a rondelle e cotti al vapore,
  • tomino piemontese (quello  con la crosticina tipo velluto bianco :-) ), o altro formaggio a piacere.

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C. , oliare la terrina e spolverizzarla con i semi di zucca tritati (o pangrattato).

Dividere l’impasto in 2 parti e formare il primo strato, appoggiare le fette di formaggio, continuare con i gambi di carciofo, formaggio e chiudere con la carne, premere bene, coprire ed infornare a 180° per c.ca 30 minuti, scoprire, mettere la funzione grill e far dorare per qualche minuto.

Per farla più grande, usare lo stampo da plum cake e foderare tutti i lati con la carne, riempire con quello che vi piace e richiudere con la carne (come la terrina ripiena di zucchine).

Con questo “riciclo d’autore”  vi auguro una bella settimana……