Gentilissima Direttrice,
mi presento sono Elena Pravato, sebbene non sia una cuoca esperta, ma solo un’universitaria con tanta passione per la cucina , mi diverto scrivendo fiabe cui abbinare le ricette, naturalmente eseguibili anche da bambini.
La fiaba, per quel che ho visto, è riuscita a persuadere i miei cuginetti a mangiare anche la verdura.
La disturbo in quanto aprrezzo la Sua cucina ( complimenti per i semi di papavero macinati, che io adoro e nella pasta hanno dato un gusto pazzesco) e sarei felice se qualche mia fiaba potesse esser correlata alle Sue ricette.
La mia è una passione e quindi non miro ad alcun tipo di compenso.
Le allego
un link ad una mia fiaba pubblicata su mammachebuono : http://mammachebuono.altervista.org/fiabericette.htm
La ringrazio per l’attenzione rivolta alla lettura della mia mail e mi scuso per il tempo rubatoLe.
Cordialmente
Elena Pravato
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Questa è la mail che ho ricevuto tempo fa, devo dire che ho provato tenerezza per questa ragazza, nessuno mai mi ha chiamata “direttrice” e mi ha dato del Lei con la elle maiuscola, e mi è piaciuto anche che la mail sia stata “per me”, nel senso che non è come chi ti vuol promuovere un prodotto e ti scrive: il tuo blog ci è piaciuto.bla, bla, bla……
Ed è così che ho atteso il momento giusto e la ricetta giusta per lei, le ho mandato questo piatto e le ho raccontato la “mia” storia..ecco quello che mi ha spedito:

Il Mulino Farineo e il Fiocco Rosso…..
Tanto tanto tempo fa viveva felice nel Mulino Farineo, il mastro mugnaio Gedeone e sua moglie Glorina.
La famiglia del mugnaio non era molto ricca, anzi spesso non avanzavano neppure la farina per impastare il pane per la loro cena ma questo non era importante perchè i due coniugi si amavano ed erano anche in attesa di un pargoletto.
Una sera però all’ora di cena bussò alla porta di Gedeone, una vecchia signora, un po’ ingobbita, che chiedeva di entrare e scaldarsi, Gedeone non esitò e fece subito accomodare la vecchia davanti al camino.
La vecchia però non aveva esaurito le richieste e con tono assai sgarbato intimò:” E ora datemi il vostro cibo!”
Gedeone usando la sua abituale cortesia, anche se stupito dall’aggressività della vecchia disse:” Cara ospite , ti posso dare la mia pagnotta ma non quella di mia moglie perchè è incinta e deve nutrirsi per due” .
La vecchia allora, togliendosi il mantello rattoppato e lurido, andò su tutte le furie e si rivelò nella sua vera identità:” Tu hai osato negare alla strega Orronza ciò che desidera, e per qusto sarai punito: tuo figlio non potrà mai nutrirsi del grano che macini al tuo mulino e se vorrai salvarlo e non farlo morire di fame dovrai allontarlo dal mulino!” e se ne andò infuriata.
Gedeone e Glorina rimasero terrorizzati da quella maledizione e per i rimanenti mesi di gravidanza pregarono giorno e notte che quell’anatema non si realizzasse.
Arrivò, poi , il giorno previsto per la nascita, Gedeone e Glorina, non appena videro che il piccolo era tutto sano, gioirono sperando che la strega Orronza si fosse ricreduta, ma dopo poco , il bimbo, che chiamarano Moreno, iniziò a non mangiare pane e pasta e tutto ciò che conteneva il grano del Mulino Farineo.
Gedeone e Glorina disperati decisero di recarsi dalla Fata del Grano e di chiederle come fare ad annullare la maledizione, la fata rispose:”purtroppo non posso fare nulla contro le magie della strega Orronza ma l’incantesimo si scioglierà quando una ragazza dal fiocco rosso, vostro figlio incontrerà.”
Gedeone e Glorina, non comprendendo le parole della fata, tornarono a casa e decisero di affidare il loro bambino alle cure del Podestà del paese, perchè non riuscivano a nutrire il proprio figlio con l’unico cibo che potevano permettersi.
Il Podestà era una brava persona ma lui e sua moglie non avevano figlie e di buon cuore accolsero Moreno, senza rivelargli chi fossero i veri genitori.
Moreno, crebbe forte e in buona salute , cibandosi con verdure, carne e frutta che in casa del Podestà abbondavano.
Un giorno però mentre stava facendo una passeggiata in carrozza vide una fanciulla minuta intenta a sradicare delle strane spighe.
Il giovane si fermò spintò dalla beltà della ragazza e incuriosito da quello che stava facendo esclamò: “ Ehi, cosa stai facendo? E cos’è questa strana pianta! “
La fanciulla rispose: “ Queste spighe sono regalo della Fata del Grano, la leggenda racconta che la Fata commossa dalla storia di un mugnaio e sua moglie pianse calde lacrime e da queste lacrime cadute sul terreno nacque questa strana spiga, ecco tieni, aiutami a legarne una fascina e dopo ti farò assaggiare il pane di questo grano “ .
La fanciulla si sfilò una nastro rosso dai capelli e legò la fascina.
Moreno se ne innamorò subito e la seguì fino al cestino che aveva lasciato ai bordi del campo, Moreno addentò la pagnotta offerta dalla ragazza, ne fu deliziato e non se ne sentiva mai sazio.
Chiese, poi, alla giovane se poteva accompagnarla a casa con la sua carrozza, il viaggio in carrozza fu però interrotto da una vecchia, che all’improvviso si parò dinnanzi a loro.
La vecchia era la strega Orronza e riconosciuto Moreno chiese: “Puoi darmi quella fascina di grano e quel cestino pieno di pane? “.
Fu però la fanciulla a rispondere subito:”Certo, cara vecchina, questo grano è regalo della Fata del Grano, prendine quanto ne desideri”.
La strega Orronza allora commossa dalle parole e dalla generosità della ragazza, svelò al giovane che il Podestà non era il suo vero padre e annullò la maledizione.
Moreno, quindi si recò di gran fretta al Mulineo Farineo a conoscere i suoi veri genitori, che non appena lo videro entrare dall’uscio di casa scoppiarono in lacrime di gioia per il ritorno del figlio.
Moreno sposò la ragazza dal fiocco rosso e Gedeone e Glorina iniziarono a macinare al Mulino Farineo oltre al loro grano, anche quello scoperto dalla giovane e dono della Fata del Grano.
Domani la ricetta e la “mia favola”…Buona settimana… e…Grazie Elena