Vi presento: Sua Maestà la Pitina della Val Tramontina.

 

 Pacchetto di pasta al basilico ripieno di pitina e patate con fonduta di parmigiano.

Era da molto tempo che pensavo di riproporre un post che parlasse della Pitina, i filmati raccolgono immagini da me scattate nel 2009 e la ricetta che seguirà appartiene allo stesso anno.

Tramonti di Sopra l’ho scoperta con il mio amico di pedalate che mi  portò a fare una cinghialata indimenticabile, con l’improbabile illuminazione della pila che si applica alle bicicletta abbiamo attraversato una vecchia, interminabile galleria militare: buio, buio pesto, la luce del giorno non s’intravedeva mai ed ho temuto di rimanere lì, ma sono qui e vi racconto le mie solite storie che ruotano attorno alle mie ricette.

Il periodo in cui non riuscivo ad entrare nella mia bacheca è stato particolare, mi sono resa conto che il blog è il mio amico di penna, lo so, leggono tutti ma io non vedo nessuno e quando scrivo lo faccio per me e per coloro che sanno leggere le mie parole.

Forse un blog di cucina dovrebbe essere più leggero, più rilassante per chi legge ma il bello del web è che puoi scegliere di cambiare pagina senza che nessuno se ne accorga e si offenda.

Ma torniamo alla pitina e alla meravigliosa domenica che ho trascorso con ello.

L’intenzione era di andare alla Locanda Vittoria, dove ho mangiato la prima volta i gnocchi viola ma, come racconto nel post quel cuoco che mi ha svelato la ricetta non c’è più.

Allora ci siamo incamminati per il paese e ci siamo imbattuti in un cartello ed abbiamo deciso di andare a provare com’era quel posto.

Siamo stati accolti da due sorelle che gestiscono il ristorante e producono la pitina, nel video vedete l’affumicatore e le pitine già confezionate per la vendita (Le sorelle sono andate in pensionema ci sono delle belle novità ;-) ).

Dopo l’affumicatura vengono fatte stagionare stagionare per un mese su una griglia e girate più volte.

Dopo aver degustato la pitina, ci siamo incamminati senza meta per il paese, era da poco che avevo la mia Lumix ed ero desiderosa di fotografare ogni cosa.

Sulle facciate delle case ci sono gli affreschi che riproducono gli antichi mestieri di un tempo:

Gironzoliamo ancora un pò, con un ello stufo di camminare e desideroso di sedersi nella macchinina, ma stavolta vinco io, o vince il mio entusiasmo, fatto sta che riesco a farlo camminare ancora e posso godermi  lo spettacolo della natura, vecchie case abbandonate, una Chiesa Valdese, vicoli, balconi, montagne in lontananza.

Si è fatto tardi (anche se io sarei rimasta lassù tutta la vita :-) ) tornando indietro vedo una coppia che rastrella il fieno, faccio qualche foto, anche un video ma senza esperienza mi accorgo, quando arrivo a casa, che è capovolto (a nulla sono valsi i miei appelli per farmi aiutare a raddrizzarlo :-( ) ma le foto raccontano ugualmente di una coppia di anziani che, la domenica pomeriggio  rastrellano assieme il fieno e a me, che sono una sentimentalona/romanticona questa immagine è piaciuta e, vi dirò, mi ha anche commossa.

Con le pitine che comperai allora preparai questi pacchettini ripieni di Pitina della Val Tramontina, formaggio di capra, nell’impasto della pasta ho aggiunto delle foglie di basilico fresco tritate, per la pasta usate le vostre solite dosi edil solito metodo.

Ingredienti per il ripieno:

  • 1 pitina,
  • 1/2 patata lessata,
  • ricotta di pecora q.b.,
  • porro,
  • burro,
  • poco parmigiano grattugiato,
  • pepe (verde) q.b.

Ingredienti per la fonduta:

  • parmigiano grattugiato,
  • pepe (verde) pestato nel mortaio,
  • panna di soia.

 

Come fare:

dopo aver steso la pasta tagliarla a rettangoli e mettere al centro un composto fatto con la pitina sbriciolata, la patata lessata passata in padella col porro precedentemente stufato nel burro, la ricotta di pecora e parmigiano grattugiato aggiunti a composto freddo.

Chiudere il pacchettino, legarlo con la foglia di porro precedentemente sbollentata e cuocere in acqua bollente salata per qualche minuto.

Preparare la fonduta facendo sciogliere il parmigiano nella panna di soia, aggiustare di sale e pepe, rosolare in una padella antiaderente qualche briciola di pitina ed usarla come decorazione sulla fonduta.

 

Mi scuso per le foto ma sono le prime foto di anni fa.

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