Neanche i linguisti Devoto e Oli sono riusciti ad “illuminarmi” sul significato della parola “Schiscetta”, forse perchè a quei tempi la pausa pranzo la trascorrevano comodamente seduti a tavola serviti in piatti di porcellana e posate d’argento o perchè il termine schiscetta (narra la leggenda) nasce a Milano dall’esigenza di una portinaia di “schisciare” (schiacciare) il suo pranzo in un contenitore per comodità di trasporto……forse…non si sa.
Le mie pause pranzo, negli anni, le ho sempre saltate a piè pari, riprendere il lavoro col pancino pieno mi risultava faticoso perciò ho “immaginato” la mia “schiscetta” ideale: nutriente, leggera, completa, golosa e bella da vedere.
Per me, anche se frugale il pasto deve contenere i tre nutrienti fondamentali: proteine, carboidrati, grassi……e così è nata la mia “schiscetta”.
La mia proposta per il contest sono questi spiedini formati da: Focaccine ricotta, salvia e fiori di rosmarino, alternate a pomodorini datterini, bocconcini di bresaola con punte di asparagi.
Ingredienti per le focaccine:
- 240 g. di ricotta setacciata (ho usato quella di kefir),
- 240 g. di farina 00,
- 3 uova,
- 60 g. di formaggio di capra semistagionato (o formaggio a piacere),
- 2 foglie di salvia,
- fiori di rosmarino (facoltativi),
- sale,
- pepe (verde).
Come fare (io ho usato il robot da cucina con le lame in plastica da impasto):
preriscaldare il forno a 200°C.
Lavorare la ricotta e la farina, aggiungere le uova leggermente sbattute, il formaggio grattugiato, le foglie di salvia tritate finemente, i fiori di rosmarino (facoltativi), sale e pepe (io uso il verde).
Attenzione, adoperare una ricotta asciutta altrimenti sarà necessario aumentare la quantità di farina e questo renderebbe le focaccine meno soffici.
Stendere l’impasto sulla tavola abbondantemente infarinata all’altezza di c.ca 1 cm , per farlo si dovrà infarinare abbondantemente anche la superficie (la farina non verrà incorporata al composto ma servirà soltanto per stenderlo meglio).
Ritagliare dei cerchi o delle forme a piacere, disporre le focaccine sulla piastra da forno rivestita con l’apposita carta e cuocere fino a doratura (per un diametro di 7/8 cm. la cottura sarà di 15 minuti).
Io ho ritagliato delle mini forme da fiore da infilare nello spiedino (cottura 10′), si può giocare con le forme e, dopo aver pennellato col latte spargere semi di papavero, sesamo, zucca, girasole ecc….io l’ho evitato perchè “sporcherebbero” la scrivania
Ingredienti per lo spiedino:
- fettine sottili di bresaola,
- punte di asparagi (sbollentate in acqua salata),
- pomodorini datterini,
- focaccine, ricotta e salvia.
Come fare:
chiudere le punta d’asparago nelle fette di bresaola tagliate a metà, formare dei fagottini ed alternarli agli altri ingredienti…..più semplice di così
Ed ora, fuori concorso la ricetta dei dolcetti:
Brutti ma buoni con pinoli e pistacchi di Ernst Knam (L’arte del dolce pag. 96)
Ingredienti:
- 2 albumi,
- 150 g. di zucchero semolato,
- 70 g. di pinoli,
- 70 g. di pistacchi.
Come fare:
preriscaldare il forno a 170°C.
In una terrina capiente montare gli albumi aggiungendo lo zucchero poco alla volta, unire i pinoli ed i pistacchi ed incorporarli delicatamente alla massa.
Versare il composto in una pentola e far “asciugare” a fuoco bassissimo per c.ca 10 minuti (passaggio giustificato da Kamt per rendere più friabile il prodotto finale).
Disporre a cucchiaiate il composto su una teglia rivestita con la carta forno e cuocere a 170°C. per 10 minuti o fino a quando i brutti ma buoni risulterano ben dorati (quelli della sua foto finale sono diversi dai miei ma avevo paura di bruciarli).
Ecco..tutto questo è racchiuso in questa scatola:
Ho vinto!
















