Polacche: insolite fettine.

Se digitate su google il termine Polacche tutto uscirà meno che questa ricetta,  come scrivo più sotto non ho mai saputo perchè queste fettine si chiamino così.

C’è stato un periodo della mia vita, mentre aspettavo che mi assumessero in un negozio, nel quale ho lavorato in un Buffet, mi piaceva un sacco addobbare ogni mattina il banco dei salumi e formaggi del quale ero responsabile, ricordo che portavo da casa rami di alloro, e varie erbe aromatiche per rendere i prodotti più appetibili (ora non si può più fare per una questione d’igiene), diciamo che probabilmente questa passione per la cucina è sempre stata, come va di moda dire oggi, nel mio DNA.

Era un Buffet molto in, ben frequentato di proprietà di un gentiluomo che aveva le mani d’oro, non si perdeva mai d’animo e riusciva a colmare i vuoti lasciati dalle intemperanze della cuoca ed in 4 e 4-8 ti spadellava delle prelibatezze.

L’ì ho imparato a fare il filetto alla Voronoff, al pepe verde, ho imparato ad usare, sopra la parmigiana, la crescenza perchè non diventa plasticacome la mozzarella, ho imparato a fare il fondo bruno, la maionese, il Liptauer e tante altre cose, ho imparato a tagliare le forme di parmigiano e porzionarlo, disossare il prosciutto, tagliare il salmone affumicato (era la mia specialità) , diciamo che il detto: impara l’arte e mettila da parte nel mio caso è perfetto.

Se prima ero curiosa e basta poi sono diventata operativa e la mia più grande soddisfazione era stupire i miei ospiti assemblando i pochi ingredienti che avevo a disposizione per vedere la soddisfazione nei loro occhi (si evince che la mia nostalgia per il passato si sta facendo prepotentemente strada in me?)

Le polacche erano molto richieste, diciamo che andavano a ruba, una preparazione perfetta per la breve pausa pranzo a disposizione della clientela, un pasto completo e saporito.

Il timo fa certamente la differenza, non ho mai provato a sostituirlo (forse il rosmarino potrebbe) perchè le polacche sono queste, rigorosamente col timo.

In questa versione che ho fatto ultimamente (ah dimenticavo, ello ne va matto) ho giocato con i colori alternando le patate viola con le cipolle bianche e viceversa ma, diciamolo, si può anche farne a meno.

Ingredienti (non dò le dosi perchè dipende da quante fettine avete o volete fare):

  • fettine di carne di manzo (nell’ultima versione in cocotte, ho usato carne di vitello cuocendola meno),
  • patate (ho usato sia bianche che viola),
  • cipolle (ho usato sia rosse che bianche),
  • timo,
  • olio extravergine di oliva,
  • sale e pepe.

Come fare:

copio incollo come postato anni fa da un’altra parte :-D

Se dopo le feste nel frigo stazionano delle bistecchine che aspettano solo di essere mangiate dal bestiolino di casa? Alt, no, non lo fate!

Le battete un po’, le infarinate leggermente e le rosolate in una padella con un goccino d’olio, le appoggiate su una carta da cucina.

Sbucciate e tagliate con la mandolina le patate, affettate sottilmente le cipolle.

Prendete una teglia, ungetela e fate uno strato di carne, salate e pepate, fate uno strato di cipolle uno di patate, salare e cospargere con del timo, ripetete ancora una volta, finire con le patate, sale, timo, coprire con un filo d’olio.

Coprire con la stagnola ed infornare a 180° x 45′, togliere la stagnola e cuocere ancora 10′ fin quando si sarà dorata la superficie.

Queste sono Le polacche, non chiedetemi perchè si chiamano così, non l’ho mai saputo.

Con questa ricetta vi auguro una straordinaria settimana .

Postilla:

Gunther nel commento mi chiede delucidazioni sugli strati che compongono queste polacche, l’originale sarebbe:

carne, cipolle, patate, timo, da ripetere per 3 volte.

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