Ogni volta che mi accingo a preparare una ricetta con fiori o erbe che raccolgo direttamente nei campi penso che quei gesti, che per me sono estasi, divertimento, emozione e desiderio di ritornare al passato, per le nostre nonne sono stati i normali gesti quotidiani dettati dalla necessità parola che racchiude molte cose, non soltanto quella materiale.
Non si accontentavano di nutrire e nutrirsi, ma volevano dare un tocco in più al piatto ed è così che un risotto con gli spinaci in estate diventava risotto allo sclopit, al tarassaco e, come in questo caso al trifoglio.
In fondo era sempre la solita minestra ma lo sapevano solo loro, mentre chi mangiava era convinto fosse una nuova prelibatezza.
Rispondo già ora, come ho fatto nei commenti per la crostatina a chi mi chiederà di raccontare che sapore abbia il trifoglio dei prati:
non è un sapore definito, i petali (mi riferivo al papavero) sanno di erba, come dire, di campagna, il sapore che ti lascia al palato l’assaggio di una foglia o di un fiore mentre sei a spasso.
A volte quando si ha davanti un piatto se ne apprezzano il colore, la presentazione, il significato, la storia..ecco, per me questa crostatina racconta di una passeggiata nei campi in una splendida e luminosa mattina di maggio……
Trifoglio dei prati
Aggiungo qualche notizia: è denominato anche rosso, è solo una delle circa 300 specie di trifolium.
Oltre che importante pianta foraggera, è anche in agraria per l’arricchimento del suolo e, in alcune località, quale unica fonte di nettare e polline per le api nei mesi estivi.
Ingredienti per 4 persone (io metà dose):
- 300 g. di riso Vialone nano,
- 50 g. di burro di soia con un filo d’olio evo,
- 1 cipolla (cipollotto fresco),
- 1 litro di acqua bollente,
- 2 manciate di trifoglio dei prati,
- qualche pisello,
- salvia,
- parmigiano reggiano grattugiato.
Come fare:
tritare il trifoglio e farlo soffriggere in pentola di rame (facoltativa) con cipolla e burro e la manciatina di piselli.
Aggiungere il riso e portare a cottura come un normale risotto come siete solite/i fare.
Nel frattempo sciogliete il burro e fatelo insaporire con la salvia.
Quando il riso sarà cotto, mantecarlo a fuoco spento con il burro profumato ed il parmigiano grattugiato, decorare a piacere.
Domani mattina si parte per l’Austria, terme, passeggiate, sole (se ci sarà), l’ultimo giorno farò il pieno di fiori ed erbette che qui ormai stanno per finire e così potrò rivivere ancora l’emozione/estasi di ripetere i gesti antichi di chi ci ha lasciato in eredità questo meraviglioso, profumato e salutare patrimonio
Altra idea col trifoglio:
















