Insalata di barbabietole in agrodolce con pesto ai semi di zucca.

Non è un mistero che io sia innamorata dell’Austria, non sono esterofila e ritengo la mia/nostra Italia il paese più bello del mondo, ricco di tutto e di più ma, quando oltrepasso quel confine (che ora non c’è più e torna solo in alcune circostanze), cambia l’atmosfera, cambia il paesaggio ed entro in una dimensione quasi magica.

L’erba sembra più verde (forse perchè è “l’erba del vicino”?), iniziano subito i pascoli, vedi mucche e cavalli e penso che  soltanto qualche centinaio di metri più in là ci sono gli stessi prati, la stesse valli ma…di mucche e cavalli nemmeno l’ombra.

Paesaggio invernale Austria.

Sui lati delle stradine le cataste di legna pronte per essere portate nelle segherie a dimostrazione di una pulizia sistematica e controllata dei boschi che, si sa allunga la vita agli stessi mentre, soltanto qualche kilometro più in là se ti viene in mente di andare a fare una passeggiata su qualche sentiero del Cai e non torni a casa pieno di zecche perchè l’erba ti arriva alla vita, ed entrare al’interno del bosco diventa un’impresa titanica.

In primavera la sezione alla quale sono iscritta organizza le prime gite proprio per ripulire i sentieri ed io sono orgogliosamente in prima fila, pregusatando già le passeggiate future senza necessariamente il “machete” in mano (per tagliare l’erba né? ;-) )

Ho scritto questo perchè spesso mi domando perchè in certi posti la natura sia così poco curata e lasciata a se stessa, anche nelle nostre Valli abbiamo boschi impraticabili e ricchi di  castagni  ormai quasi tutti ammalati, in autunno le famiglie percorrono la strada sterrata che costeggia la montagna e raccoglie i ricci caduti sulla strada, perchè è tutto soffocato dai rovi e raggiungere un albero è quasi impossibile, sarebbe bello ed educativo che i bambini potessero avere accesso sicuro alla natura…ma speriamo in un futuro

Beh, ho davvero “sconfinato” stavolta… tutto per un’insalata, però un’insalata del Hotel Sacher, libro fonte d’ispirazione e dal quale attingo a piene mani quando ho a disposizioni gli ingredienti.

Ci giravo intorno da un pò perchè, me tapina edi incapace d’informarsi con i potenti mezzi del web, non sapevo che si trovassero anche qui le “rape rosse”, ma rosse rosse, proprio come quelle che vendono precotte nei negozi o quelle che in Piemonte vendono cotte al forno.

Ma è arrivata in soccorso la mia “super-Milva” con una cassa di barbabietole.

Ma sono di due colori :-)

Si, dice, qualcuna è di quelle rosse rosse.

Ailoviu le ho detto sorridendo e ne ho prese 2, mi mancavano proprio quelle rosse per fare questa ricetta.

Il meraviglioso Cavolo rapa

Ingredienti per 4 “tortine”:

  • 1 barbabietola rossa media,
  • 1 carota gialla (va bene anche la nostra arancione),
  • 1/2 cavolo rapa,
  • 2 scalogni tritati finemente,
  • 2 cucchiai di uvetta sultanina tritata finemente,
  • olio evo,
  • 1 cucchiaio di zucchero,
  • cumino macinato al momento,
  • semi di coriandolo tostati e macinati al momento,
  • 50 ml di aceto di mele,
  • pesto ai semi di zucca
  • sale e pepe q.b.

Per la vinaigrette:

  • 2 cucchiai di olio evo, 1 cucchiaio di aceto di mele,
  • 1 pizzico di sale,
  • una punta di coltello di senape dolce (ho usato quella all’estragone/dragoncello).

Per la guarnizione:

  • a piacere speck (io), o prosciutto affumicato crudo o cotto, bresaola..insomma, quel che vi pare ;-)
  • listerelle di pan carrè tostate o col burro o in una pentola antiaderente,
  • frutti di cappero,
  • foglie di rucola (io) o spinacina, bieta o le foglie stesse della barbabietola.

Come fare:

pelare la barbabietola, la carota, il cavolo rapa e tagliare a dadini di c.ca 3 mm.

Far appassire gli scalogni nell’olio con lo zucchero, unire i dadini di verdura e rosolare bene tutto, irrorare con l’aceto ed aggiungere l’uvetta, aromatizzare con le spezie, aggiustare di sale e pepe e portare a cottura (c.ca 20 minuti), le verdure devono rimanere croccanti, mettere in fresco.

Nel frattempo preparare il pesto ai semi di zucca come spiegato qui.

Preparare le porzioni con un coppapasta, decorate con l’insalata condita con la vinaigrette, i frutti di cappero e le striscioline di pane tostate.

A parte la presentazione da “Hotel” quest’insalata, mangiata in una terrina con un bel panozzo in parte è quanto di più godurioso ci sia, pensate che l’ha mangiata persino il mio “ello” (però non gli ho detto che c’era l’uvetta ;-) )

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