La leggenda di Prinzessa Luzja e la Trota negata.

C’era una volta un drago che viveva in una grotta da qualche parte in Slovenia vicino al fiume Isonzo.

Stanco di stare da solo decise di uscire a cercar moglie, si fece bello, si lavò, si pettinò (era un drago con i capelli) ed uscì.

Camminò per molte ore e all’improvviso vide una fanciulla bellissima, i lineamenti delicati, i capelli così lunghi che le accarezzavano tutta la schiena, il passo lieve ed elegante.

Il cuore iniziò a battergli così forte nel petto che la fanciulla sentì, si voltò e quando lo vide cominciò ad urlare e scappò.

Lui, avvilito e triste, andò a trovare la sua amica strega che viveva accantoalcamino.

Cos’hai che sei così triste? E come mai non sei nella tua grotta?

Mi sento troppo solo e voglio trovar moglie.

E allora perchè non lo fai?

L’ho fatto ma la fanciulla dei miei sogni quando mi ha visto è scappata, e pensar che mi ero anche fatto bello.

Caro amico drago, non potrai mai diventare bello, nemmeno io potrei aiutarti, se vuoi in moglie quella fanciulla  dovrai rapirla.

Il drago ritornò a cercare la fanciulla e così fece, la rapì e la portò nella grotta.

La fanciulla era infelice e piangeva sempre, pianse per giorni, mesi, anni finchè le sue lacrime formarono un lago.

Un giorno passò di lì con la barca un principe, era giovane, bello, ricco, vide la fanciulla in lacrime che lo chiamò e gli disse:

aiutami, sono prigioniera del drago, ti prego portami via.

Lui, senza pensarci 2 volte impugnò la spada ed andò a cercare il drago che, ignaro, stava dormendo, lo colpì dritto al cuore ed il drago morì.

Il suo sangue iniziò a scorrere e si riversò nel lago dipingendo l’acqua di verde.

Ed è così che oggi il lago (nella realtà un lago artificiale, voluto per una centrale idroelettrica) ha l’acqua di questo splendido colore ed è per questo che il battello di capitano Dean si chiama Lucija.

Capitano Dean racconta questa leggenda (io l’ho un pò adattata ;-) ) ogni volta che il battello attraversa una piccola gola tra le rocce.

L’acqua è così verde e l’atmosfera così magica che per un pò credi  che quelle siano davvero le lacrime della prinzessa Luzja colorate dal sangue del drago.

Non è la prima volta che andiamo su quel battello e capitano Dean è così speciale che io non scenderei più, i suoi occhi sono di un azzurro/verde così intenso che mi piace pensare sia un “dono” della “prinzessa” per ringraziarlo di farla vivere ancora col suo racconto, sembra nato per stare con i bambini.

Inizia stringendo loro le mani,  e se i grandi l’allungano per primi lui li ferma dicendo: otroci prva (prima i bambini).

Sul battello li chiama uno alla volta, li mette al timone, gli mette il cappello da capitano e li fa guidare e suonare la sirena.

Un giorno ello mi disse: andiamo a mangiare la trota a Most na Soči?

Io non  conoscevo quel posto ed amando la trota ho risposto: certo che sì!! Ma, aimeh, questa volta la trota era finita e, scesi dal battello affamati ed avviliti, siamo ritornati a casa.

Ma… ma la strega che abita accantoalcamino come per magia ha tirato fuori dal frigorifero un “Filetto di trota verace salmonata affumicata”   e in quattroequattrotto ha imbastito una cenetta a dir poco magica.

Iniziamo dall’antipasto:

Carpaccio di trota affumicata e pesche nettarine con citronette di lime, olio di semi di vinacciolo e sale nero di Cipro.

Questo abbinamento mi frullava per la testa da un pò, siccome né ello né io amiamo molto il sapore di pesce ho pensato di smorzarlo un pò con le pesche nettarine, quelle dure che si prestano ad essere tagliate con l’affettatrice, per non coprire l’equilibrio di sapori non ho usato l’olio d’oliva ma un olio di semi di vinacciolo e l’ho emulsionato con il succo di lime.

Ingredienti:

  • fettine di trota affumicata,
  • fettine di pesca noce,
  • olio di semi di vinacciolo,
  • succo di lime,
  • sale nero di Cipro macinato.

Come fare:

alternare le fettine di trota e pesca, irrorarle con la citronette, far insaporire per 15 minuti e mangiare :-D

La mia porzione.

Ed ora passiamo al primo piatto: vermicelli di soia conditi “a freddo” con la trota affumicata, una salsa al basilico ottenuta usando ancora l’olio di semi di vinacciolo ed il sale nero di Cipro.

Come faccio spesso ho profumato la ciotola dove ho condito con uno spicchio d’aglio passandolo sulle pareti.

Porzione di ello.

Ingredienti:

  • vermicelli di soia,
  • pezzetti di filetto di trota affumicata,
  • basilico,
  • olio di semi di vinacciolo,
  • sale nero di Cipro macinato,
  • spicchio d’aglio.

Come fare:

cuocere i vermicelli di soia come da indicazioni (io li metto nell’acqua bollente a fuoco spento per 3/4 minuti) e nel frattempo dopo aver spezzettato le fettine di trota preparare la salsa al basilico.

Passare lo spicchio d’aglio sulle pareti della ciotola, mettere sul fondo un pò di salsa e qualche pezzetto di trota, versare i vermicelli caldi, aggiungere la salsa e la trota avanzate e mescolare velocemente amalgamando bene il tutto.

La mia porzione.

“Capitano Dean” vi saluta.

Vado anch’io, vi ho portate/i un pò a spasso, vi ho raccontato una storia, vi ho offerto il pranzo e adesso torno “accantoalcamino” a preparare altre “magie”, a pensare ad altre “storie”…a presto…

Riassunto e link: Gita in battello a Most na Soči

Dal web qualche informazione sull’olio di semi di vinacciolo che, diciamolo, non ha nulla a che vedere con il nostro straordinario olio extravergine di oliva, ma essendo incolore/inodore/insapore ed avendo qualche “pregio” può essere adoperato tranquillamente quando non si vuole rinunciare al condimento ma non si vuole l’aroma “prepotente” dell’olio evo.

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