Gnoco di zucca con susine e rosmarino.
Avendo già confezionato il modello base, questa volta ho dato qualche pennellata di colore per rallegrare questo anticipo di autunno che da giorni vela l’atmosfera.
E, dopo aver saputo la triste notizia della morte della cagnona adorata di Dauly, sua compagna fedele per 13 anni la mia storia intorno parlerà di animali, di un tordo.
Per una giusta e naturale legge di compensazione la mia intrinseca difficoltà a relazionarmi con le persone ha fatto si che avessi, al suo posto, un rapporto speciale con gli animali.
Tanti anni fa, abitavo ancora a Trieste, stavo facendo la mia solita corsetta sulla Napoleonica, quando volli deviare verso un sentiero interno ed è lì che lo vidi: era senza piume, gli occhi chiusi, mi tolsi la maglietta, lo avvolsi e via di corsa dal mio amico per sapere cosa fare per farlo vivere.
Mah, mi disse, el xe tropo picio (è troppo piccolo), difficile ch’el vivi (difficile che viva).
Ma che specie sarà? Non si può sapere, potrebbe essere un merlo, un tordo, una ghiandaia.
Dopo aver avuto le informazioni su come nutrirlo lo portai a casa (nb, a quel tempo avevo anche Lorenzo, il mio gatto rosso).
Lo chiamai Amore e per un pò di tempo lo portai di nascosto al lavoro, davo qualche colpo alla scatola, lui spalancava il becco tutto agitato e col contagocce lo “imbeccavo”.
Pian piano gli crebbero le prime piume, aprì gli occhietti ed incominciammo ad amoreggiare, mi dava bacini col becco mentre Lorenzo guardava immobile e rassegnato.
Lo lasciai a casa, ormai il gatto lo considerava un suo parente e lo osservava un pò indispettito quando Amore andava a farsi il bagnetto nella sua ciotola dell’acqua.
Crebbe bene e sano, 2 volte volò dalla finestra lasciata innavertitamente aperta, ma ormai mi conosceva e se lo chiamavo arrivava anche attratto dal boccone di carne macinata che stringevo tra le dita.
Quando tornavo a casa mi volava direttamente tra i capelli e se ne stava lì tranquillo mentre io facevo le cose.
Arrivò il momento che dovetti metterlo in gabbia, una grande gabbia, una voliera, ormai non potevo più lasciarlo libero, la mattina dovevo coprire con un enorme nylon la “sua” stanza e la cosa diventava impegnativa anche per una come me che mette sempre gli animali al primo posto.
Quando lo misi in gabbia mi guardò in un modo che ricordo ancora, oserei dire con odio e da quel momento non mi venne più sulla testa, non mi dette più “bacini” e si limitò a mangiare e a starsene per conto suo.
Ed è allora che presi la decisione di liberarlo.
Una domenica lo misi in una gabbia più piccola e lo portai nel campeggio in Istria (Medulin) dove una mia amica aveva la roulotte e rimaneva lì tutta l’estate.
Arrivati a destinazione, aprii la gabbia e lui volò via, ce n’erano molti di merli e tordi nel campeggio ma lui si riconosceva perchè era un pò più piccolo degli altri ed anche perchè, quando lo chiamavano Amoreee, lui chinava il capino verso il basso e buttava l’occhio.
Non si avvicinò mai a nessuno di loro ed io non lo rividi mai più, là ho avuto la conferma che a volte, anche se è doloroso, devi lasciar andare chi ami.
Ingredienti per gli gnocchi (io ho fatto metà dose):
- 1 kilo di polpa caldissima di zucca,
- 250 g. di farina (c.ca),
- 1 tuorlo,
- 1 cucchiaino di rosmarino secco in polvere (aggiunta personale).
Ingredienti per il ripieno:
- susine mature snocciolate e tagliate a metà,
- zucchero quantità a piacere (ho usato il fruttosio),
- aghi di rosmarino fresco leggermente schiacciati ma lasciati interi.
Ingredienti per il condimento:
- burro chiarificato o burro (io uso il burro di soia),
- pane grattugiato,
- aghi di rosmarino,
- lo sciroppo della maceratura delle susine.
Prepariamo il ripieno:
mettere tutti gli ingredienti in una terrina e lasciar macerare per qualche ora mescolando di tanto in tanto, nel frattempo prepariamo gli gnocchi.
Come fare gli gnocchi:
Togliere semi e filamenti alla zucca, tagliarla a fette senza sbucciarla, avvolgerle nella stagnola ed infornarle a 180° C. per c.ca 30 minuti (controllare con una forchetta la consistenza della polpa).
Togliere la polpa con un cucchiaio ed aggiungere la proporzione di farina e tuorlo, unire la polvere di rosmarino.
Il composto sarà molle ma non aggiungere troppa farina, cercare piuttosto di infarinare bene il tavolo e la superficie dell’impasto (nel frattempo l’acqua salata sarà sul fuoco).
Con un coppapasta o un bicchiere ritagliare dei cerchi che assottiglierete aiutandovi con le mani infarinate, al centro mettere mezza susina, riempire l’incavo del nocciolo con un pò di sciroppo e richiudere, formare delicatamente lo gnocco ed appoggiandolo sulla schiumarola metterlo a bollire e intanto prepariamo il condimento.
Come fare il condimento:
far sciogliere in un padellino il tipo di burro scelto assieme agli aghi di rosmarino “stropicciati” (che poi toglieremo) e far tostare il pane grattugiato, la colorazione è a vostra discrezione, questa volta ho scelto di lasciare il condimento più liquido e chiaro.
Prepariamo il piatto:
scolare lo/gli gnocchi ed irrorarli con il burro e pangrattato, aggiungere a piacere lo sciroppo di maceratura delle susine.
Zucca/Rosmarino, Susina/Rosmarino, 2 abbinamenti sperimentati con successo in altre preparazioni ed apprezzate, provate!!
Ecco la seconda versione:
Gnocchi di patate viola con albicocche e cardamomo.
Come potete immaginare questi li avevo preparati quando avevo ancora le albicocche fresche dello “zio”, avevo anche le patate viola (sotto, anche se è già stato divulgato, vi darò l’indirizzo mail di una ragazza che le coltiva e vende in piccole quantità) ed è stata folgorazione.
Ingredienti per gli gnocchi (metto le proporzioni della mia ricetta originale), ho fatto metà dose:
- 1 Kg di patate kennebek (qui viola),
- 250 g di farina 00,
- 1 uovo + 1 tuorlo,
- sale q.b.
Ingredienti per il ripieno:
- albicocche fresche dolci,
- cardamomo in polvere,
- zucchero (fruttosio).
Ingredienti per il condimento:
- burro a scelta (vedi ricetta sopra),
- pane grattugiato (facoltativo, io non l’ho messo),
- semi di papavero leggermente tostati.
- sciroppo della maceratura albicocche.
Come fare il ripieno:
snocciolare le albicocche e tagliarle in quarti, zuccherarle ed aggiungere la polvere di cardamomo, lasciar macerare alcune ore mescolando di tanto in tanto.
Come fare gli gnocchi:
in questo caso il procedimento è il solito , essendo un impasto più consistente del primo, per stenderlo, ho usato il mattarello.
Nel frattempo far bolire l’acqua salata per la cottura.
Ritagliare i cerchi,allargarli, appoggiare al centro le albicocche, richiudere e procedere come sopra.
Come fare il condimento:
nello stesso pentolino dove sono stati tostati i semi di papavero, far sciogliere il burro scelto.
Prepariamo il piatto:
Scolare gli gnocchi, irrorarli col burro fuso e semi di papavero, aggiungere lo sciroppo di macerazione e gustare
















