A me le vacanze non fanno bene, ormai è appurato, sono ritornata dall’Austria con lo zaino pieno di malinconia e di tristezza, malinconia e tristezza che ho scaricato, riversandole un pò alla volta in ogni mio post, prima “Gehslossen”, poi “The day after” e via così.
Neanche le pennellate di colore dei “gnochi de susini” sono riuscite ad interrompere quel grigiore autunnale.
Me ne stavo ranicchiata tenendo stretta la mia autocommiserazione come fosse un pelouche quando, all’improvviso, si è spalancata la porta ed assieme ad una raffica di vento sono entrati Padre Amorth ed il balzellante devil che non veste Prada.
Ehi bimba, ha gridato Padre Amorth, datti una mossa.
Vestito alla Vasco Rossi, con l’orecchino, un pearcing alla narice, dimagrito, indossava una maglietta con la scritta: Fate l’amore non fate la guerra.
Oh cielo!!! Esclamo, Padre ora dobbiamo trovare qualcuno che “liberi” lei e, vedendo il cesto di frutta che teneva al braccio gli chiedo se mi avesse portato la merenda.
Mentre noi 2 stavamo dialogando il devil non la smetteva di volteggiare il suo mantello fucsia e balzellando tentava di rubacchiare qualche frutto.
Okkei, ho capito, mollate il cesto e andate a farvi un giretto che io inizio a spremere le meningi…
Ho messo nella cassapanca il “pelouche”, ho “convocato i miei 2 neuroni (maschio e femmina così spero che s’innamorino e procreino
), ho rispolverato un libricino che insegna i primi rudimenti dell’intaglio comperato in quei momenti “nonsisamaichepossatornareutile”.
Tutto pronto sulla tavola: anguria, nastro di carta, spilucchino anteguerra e all’opera!!
Ho “copiato” nel limite delle mie possibilità/capacità dal libricino ed usando il nastro-carta come guida ho iniziato ad intagliare il contenitore, ho tralasciato dei particolari in quanto, avendo un’anguria soltanto, non ho voluto rischiare “l’intaglio senza ritorno”, ed ho ovviato a certe stortaggini inserendo mirtilli nei fori del canestro per colorare e dare vita al tutto.
Come succede quando hai un periodo no, le cose un pò se la prendono con la tua “pigrizia di vivere” e cercano di renderti complicata anche una semplice macedonia.
Quali cose?
1) La presenza “imponente” di ello divanato appostato come “Joe falchetto”
2) Il conseguente rallentamento della “serena” esecuzione dell’intaglio.
3) La conseguente impossibilità, causa accorciamento delle giornate, di usufruire al meglio della luce naturale.
4) Rottura nei giorni precedenti della “stanghetta” degli occhiali “da vicino”, quelli chiari ed obbligo di uso lente scura.
5) Conseguente “storpiamento” del fuoco e della luminosità delle foto stesse.
6) Conseguente voglia di “lasciar perdere-sarà per un’altra volta”.
Ma per fortuna Padre Amorth ha intercettato il pericolo ed è intervenuto consigliandomi un “ritocchino”…no, non a me (io sono senza speranza
) con Fotoscape e così la mia “Macedonia” sembra uscita dalla matita di un artista, in questo caso me medesima…
In questo “contenitore” io ho messo:
- palline d’anguria,
- palline di melone,
- pere,
- mirtilli,
- ribes,
- fragole,
- lamponi,
- more,
- susine,
- chicchi di melagrana (portafortuna)
- uva raccolta dal vicino,
- banana,
- noci.
Il tutto “condito” con qualche goccia di zucchero di canna liquido e Prosecco di Valdobbiadene (quello uso
)
Con questa “ricettuzzola” io e Padre Amorth ce la tiriamo un pò
ho tentato di mettere alla prova la sua manualità ma non ne ha voluto sapere: “Io ho portato la frutta”…valli a capire ‘sti “Padri”














