Pur essendo “accasata” con il figlio di un emiliana che ha fatto l’università a Parma mai avevo fatto la torta fritta per cui è stata ben accolta la proposta e ben tollerato l’odore di fritto che permaneva nella stanza, malgrado l’ aspiratore a “tutta”, finestre e porte finestre spalancate.
Niente da fare, l’umidità non aiutava a diradare la “nube”, la frittura procedeva lenta, la sfoglia troppo sottile, facciamola più grossa, la pentola non va bene, cambiamo pentola e così, tra una cosa e l’altra è calato il buio della sera, i miei progetti fantasiosi scemavano e si limitavano ad un cestino di carnevale, con stelle filanti, farfalle e cuoricini guardato con sospetto dal nostalgico universitario.
L’ambizioso progetto di fare dei “coriandoli” colorati è soltanto rimandato ai momenti di “solitudine” e le foto insoddisfacenti offuscano la gioia di aver sperimentato per la prima volta questa ricetta.
Ho optato per il lievito di birra fresco, sia nella versione “classica” che quella con le patate nell’impasto.
Copio/incollo dal blog di Dauly
1kg di farina
20gr di lievito di birra
20gr di sale
acqua
latte quanto basta per impastare
sciogliere il lievito in acqua leggermente tiepida, impastare e lasciare lievitare coperto per circa 1 ora.
formate l’impasto e fatelo riposare dieci minuti, tagliate a pezzetti e tirate le strisce con la macchinetta o se volete col mattarello alte 2-3 millimetri, tagliate a losanghe e friggete in abbondante strutto o olio profondi.

*per impastare si possono usare indifferentemente sia acqua che latte, non cambia granchè, per cui se al momento si è sprovvisti di latte in casa non scendiamo a comprarlo, usiamo l’acqua.
*nella macchinetta la tiro alla terzultima tacca.*
Per la versione con le patate ho attinto alla fonte consigliata da lei: Trattoria cavallo
Ho farcito qualche “torta” con lo stracchino, “ello” mi ha detto che la mamma faceva anche dei “panzerotti” ma l’esperimento lo rimando a quando ci sarà un pò di vento
E per finire una riflessione che avrete fatto in molti, mentre preparavo la ricetta scorrevano in televisione le immagini dell’alluvione di Genova (senza dimenticare però la gravità di quella recente in Lunigiana)…beh, la natura ci sta presentando il conto, e mi sa che sarà “salato”, nessuno ci può aiutare, soltano noi con il nostro buonsenso, con il rispetto e la consapevolezza che se monti, fiumi, mari, laghi sono dove sono c’è un perchè, un perchè che l’uomo ha sempre ignorato e continua ad ignorare…














