Stranamente quest’anno, nonostante sia un anno mal-predisposto, mi sento inaspettatamente avvolta dalla magia del Natale.
Ho addobbato la casa con le luci che la sera creano davvero un’atmosfera rasserenante, l’ho profumata posizionando negli angoli delle arance decorate con i chiodi di garofano..(ello mi ha detto che le metterà in un grande pentolone di vino e farà un vin brulè…), ho appeso una decorazione anche sulla porta della palazzina e…udite, udite!!! La “svizzera”, si, proprio “lei” per la prima volta ha appeso una decorazione sulla sua porta quindi anche sul mio/nostro pianerottolo finalmente è Natale
Ho sempre odiato (è la parola giusta) il Natale e non è difficile immaginare il perchè…è una festa che fa sentire più solo chi è solo, non c’è da stupirsi se le cronache del “giorno dopo” sono piene di casi di suicidi avvenuti nella notte…
Per fortuna io, che sono sempre stata sola, ho avuto anche la fantasia d’inventarmi qualche diversivo, quando ancora gareggiavo ne approfittavo per fare gli allenamenti lunghi ed era una sensazione bellissima pedalare al centro della strada senza paura di venire travolta, erano tutti a pranzo
Quando non pedalavo andavo a sciare, fondo o discesa non importava e lì, tra il candore della neve, gli auguri fioccavano da tutte le parti, sulla seggiovia, nel rifugio, alla fine di una diagonale prima della curva, in una pista in mezzo al bosco: Auguri!!! Buon Natale, Buon Natale anche a lei, tutte le voci rompevano il silenzio ovattato, mentre il freddo colorava i nasoni (il mio compreso
), tutti erano felici,tutti si volevano bene, un pò come succede nel web, ci si vuole tutti bene, siamo tutti belle persone poi..il giorno dopo non ci si vuole più bene e si è diventati di nuovo brutte persone..anche questa è la magia del Natale.
A volte, chi sapeva che ero sola, m’invitava a pranzo, invito che declinavo senza esitare proponendo una mia visita dopo, per un brindisi e per quattro chiacchiere informali.
Per me non c’era cosa più triste dell’invito a pranzo proprio quel giorno, oggi molte famiglie ospitano qualche persona sola, qualche anziano della casa di riposo, qualche senza tetto, qualche bambino dalla casa famiglia.
Ecco, in quel caso l’affetto ed il calore umano possono regalare ore liete a chi non ha nessuno e per chi l’alternativa non sarebbero certo una gita in bicicletta o una giornata sulla neve ma la compagnia di una bottiglia, di una sigaretta e ricordi…tanti ricordi…
Il Natale affina anche “l’arte del riciclo” e non soltanto il riciclo del cibo che, inevitabilmente (a noi) avanza, ma si riciclano i regali.
Pratica che io personalmente aborro, io amo i regali pensati ad personam, spesso reprimo l’espressione perplessa nel ritrovarmi in mano qualche regalo inadatto a me pensando che “basta il pensiero”, ma l’idea che mi venga regalato qualcosa di riciclato mi mette più tristezza del famoso invito a pranzo.
Però, aimeh, quest’anno anch’io sono costretta a riciclare, lo so che questo renderà felice i prescelti perchè avranno in dono 3 teglie (35×28) di torta caprese, 3 pani alla birra (1 l’ha mangiato ello), la cassa di cavolo nero l’ho già divisa con Solema.
Vi auguro un sereno Natale, da soli o in compagnia ma che sia il Natale perfetto per ognuno di voi…
SORPRESA!!!
Ecco qui, arrivare la parte “dolce” del post, la parte golosa..una telefonata, l’invio delle foto, la ricetta detta a voce ed ecco che Tiziana lascia alle lettrici del blog (e anche a me
) questo semifreddo, semplice e d’effetto, ha scelto le formine monoporzione perchè avendo già il “mio” semifreddo ai marroni da affettare farà un piatto di assaggini golosi.
Ingredienti per 15 formine come da foto:
- 500 g. di ricotta,
- 2 dl di panna fresca da montare,
- 100 g. di zucchero semolato (possibilmente quello finissimo),
- 5 tuorli,
- uvetta ammollata nel succo d’arancia (se voi avete ospiti adulti va benissimo il rum),
- pinoli,
- la buccia di 1 arancia e mezza (abbondate pure),
- marmellata d’arancia per nappare.
Come fare:
setacciare bene la ricotta e lavorarla assieme alla scorza d’arancia, l’uvetta ed i pinoli.
Montare a bagno maria i tuorli con lo zucchero, far raffreddare, unire il composto di ricotta ed alla fine, delicatamente, la panna montata.
Rivestire le formine o, se preferite, uno stampo unico con la pellicola e riporre in freezer.
Prima del servizio riporre in frigorifero, se ci fosse difficoltà nello sformare immergere il fondo per qualche secondo in acqua bollente.
Sciogliere in un pentolino a fuoco bassissimo la marmellata e diluirla poi con il succo fresco o col rum se scegliete quello.
“Nappare” il piatto, appoggiare il semifreddo e…BUON NATALE e..GRAZIE TIZIANA!!
E con gli albumi che vi sono avanzati fate i biscottini di Nigella.




















