Archivi del mese: gennaio 2012

Tagliatelle con farina di grano arso su crema di zucca al basilico e non solo.

Tagliatelle con farina di grano arso su crema di zucca al basilico.

Non poteva mancare nella mia carrellata la mia adorata farina di grano arso, avevo preparato il panetto assieme agli altri e c’era anche l’intenzione di fare una “full immertion”, ma il sole iniziava a scendere in mare e su di me incombeva l’arrivo di “ello” con un “grande appetito” così sapendo che anche dopo un lungo riposo la farina di grano arso non mi avrebbe tradita l’ho riposto al fresco.

Il sapore affumicato della farina di grano arso (che solitamente viene mescolata alla farina di semola) richiede un abbinamento che ben si sposi con questa particolarità, anche in questo caso ho scelto la zucca, una semplice crema di zucca e basilico.

L’abbinamento zucca/basilico è stato casuale in quanto solitamente uso rosmarino, zenzero, cannella, salvia.

Stavo sgranocchiando la foglia di basilico superstite della bruschetta di panettone quando, simulando Nigella, ho aperto il frigo ed ho incominciato a vedere cosa potevo mangiare ancora e mi è capitata la ciotolina con la marmellata di zucca che avevo messo sopra i muffin, mi è piaciuto talmente tanto che ho spezzettato un’altra foglia di basilico e mi sono fatta un crostino con la marmellata di zucca al basilico (ho una zuccona a casa e credo che proverò a confezionarne qualche vasetto).

L’idea era anche di fare delle trecce e raccoglierle a chignon ma dopo la cottura non rende l’idea quindi bocciata..però mangiata :-)

Le tagliatelle avanzate le ho mescolate, alcune le ho condite con la crema di zucca e qualcuna soltanto con olio di semi di zucca e ricotta affumicata (aggiunta fuori onda ;-) )

Ed ora vi presento quella che sarebbe dovuta essere l’”Unica” mia proposta: le tagliatelle con farina di pane e di castagne con crema di radicchio tardivo e funghi porcini, buonissime ma la percentuale di farina di pane è davvero troppa, le rifarò (avanza sempre pane) aumentando la farina di castagne, con queste proporzioni è perfetta per paste ripiene, ha tenuto perfettamente la cottura ma non ha retto la lunghezza,  avevo già preparato il post ma temendo la figuraccia mi ero trattenuta dal pubblicarlo, ma in cucina si piò anche sbagliare, e poi cosa sarà mai un “Flop”?

Ingredienti per la pasta:

  • 150 g. di farina di pane ottenuta semplicemente macinando il pane finemente,
  • 50 g. di farina di castagne,
  • 3 uova.

Per il condimento:

  • funghi porcini (congelati del mio raccolto), tagliati non troppo sottili e saltati in padella con aglio vestito.
  • il rosso del radicchio tardivo,
  • olio evo,
  • farina di farro,
  • sale affumicato.

Come fare:

perla pasta ho seguito le indicazioni della “predestinata vincitrice di gennaio” mentre il condimento al radicchio  è diverso da quello di ieri.

Annina la vicina mi ha svelato il segreto di Bertilla delle Lady Chef che fa sempre il ru (roux) con l’olio d’oliva, lo adopera per addensare sughi e salse, io ho usato la farina di farro.

Ho frullato il radicchio col sale affumicato, ho versato il ru (roux) caldo, ho frullato ancora, il radicchio si è “addolcito” ed ammorbidito, da provare!

Tagliatelle con farina di pane e di castagne con crema di radicchio rosso tardivo e funghi porcini.

Ora ho finito, anzi, devo ancora “riciclare” gli avanzi di tagliatelle  oggi ne uscirà proprio un bel-buon piattino per ello :-)

Da questo momento ripongo il mattarello/matterello per tirarlo fuori soltanto in casi di litigio furibondo con ello e torno a coccolarmi la mia adorata, vetusta Nonna Papera e tanti saluti :-D


Tagliatelle al caffè con panna e zafferano e non solo.

Tagliatelle al caffè con panna e zafferano.

Le ho condite semplicemente con una riduzione di panna e zafferano dell’Aquila, gentile omaggio di Emanuela che ringrazio di cuore, ha avuto davvero un bellissimo pensiero.

Ingredienti:

  • 90 g. di farina 00,
  • 10 g. di caffè macinato,
  • 1 uovo intero + 1 cucchiaino di uovo sbattuto (il caffè ne ha assorbito di più,
  • pizzichino-ino di sale.

Come fare:

per la pasta procedete alla vostra maniera, per il condimento ho riscaldato la panna ed ho messo in fusione i pistilli, le ho trovate divine, temevo fossero amare invece no, il sentore di caffè unito allo zafferano è sublime, è nato un amore :-)

Tagliatelle alla curcuma su crema di cannellini e cappesante.

Ingredienti per la pasta:

  • 97 g. di farina 00,
  • 3 g. di curcuma in polvere,
  • 1 uovo,
  • pizzichino-ino di sale.
  • 1 cucchiaino di curcuma per colorare l’acqua di cottura.

Ingredienti per il condimento:

  • fagioli cannellini lessati o in scatola,
  • brodo vegetale dei cannellini sono in scatola,
  • cappesante,
  • olio evo,
  • sale,
  • pepe verde macinato.

Come fare:

per la pasta il solito procedimento, per il condimento, frullare i fagioli con poca acqua di cottura (se usate quelli in scatola risciacquateli ed aggiungete brodo vegetale), olio evo, sale, pepe.

In una padella antiaderente scottare le cappesante sopra e sotto.

Io ho impiattato così per far vedere le tagliatelle ma le cappesante si possono tagliare a metà, unirle alla crema di cannellini.

Tagliatelle al radicchio rosso tardivo di Treviso.

Ingredienti per la pasta:

  • 110 g. di farina 00,
  • 1 uovo,
  • 1 cucchiaio di succo di barbabietola,
  • 1 pizzichino-ino di sale.
  • 1 barbabietola per colorare l’acqua di cottura.

Ingredienti per il condimento:

  • radicchio tardivo di Treviso (solo la parte più colorata),
  • succo di barbabietola caldo,
  • olio evo caldo,
  • sale q.b.,
  • pepe verde macinato q.b.

Come fare:

per la pasta al solito, per il condimento scaldare il succo di barbabietola con l’olio evo (non far friggere) ed unirlo al radicchio, frullare e ridurre a crema, aggiustare di sale e pepe.

Il colore della pasta, nonostante la barbabietola è rimasto chiaro, volevo ottenere soltanto una tonalità tono su tono.

Tagliatelle al pomodoro e basilico.

Per me rimangono “le tagliatelle”, le preferisco a quelle al ragù e anche se l’ho messa per ultima è stata la prima (anche per una questione di colori), le tagliatelle sono venute un pò larghe, quasi quasi pappardelle :-(

Ingredienti per la pasta:

  • 80 g. di farina 00,
  • 20 g. di semola,
  • 1 uovo,
  • 1 pizzichino-ino di sale.

Ingredienti per il condimento:

  • passata di pomodoro,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • basilico.
  • olio evo,
  • sale,
  • peperoncino.

Come fare:

è un semplice sugo al pomodoro, ho messo in un tegame senza olio, il pomodoro, l’aglio, sale e peperoncino, ho cotto lentamente e fatto asciugare, ho tolto l’aglio e messo il basilico gli ultimi 5 minuti, ho aggiunto un filo d’olio a crudo, in questo caso ho messo il parmigiano.


Bruschetta di panettone con peperoni arrostiti in agrodolce e acciuga…ma che sapore avrà?

Quando una signora mi raccontò estasiata con ancora con l’acquolina in bocca che aveva mangiato da amici una cosa buonissima m’incuriosì, se ti è avanzato il panettone prova, mi disse, ebbene, ieri ho provato.

E non avendo molto tempo è stato il pranzetto perfetto.

Premetto che non amo le acciughe e se posso le evito, le ho messe in foto per “fedeltà” alla ricetta originale, io ho preferito dare profumo con il basilico e l’origano, in stagione di peperoni si possono arrostire ed adoperare quelli, ora è meglio adoperare quelli conservati di buona marca.

Ingredienti:

  • panettone,
  • peperoni arrostiti in agrodolce o semplicemente arrostiti,
  • filetti d’acciuga (come da suggerimento ma a me non piace :-( ),
  • spicchio d’aglio passato sul panettone bruscato (mia variante),
  • basilico e origano (mia variante)

Come fare:

scolare i peperoni dall’olio di conservazione, tagliarli a dadini piccoli e condirli con un buon olio evo, origano o basilico, mescolare (se adoperate l’acciuga tagliatela a striscioline ed unitela) e lasciare  ad insaporire.

Nel frattempo preparare il panettone e bruscatelo, passate lo spicchio d’aglio e coprite con una “copertina” di peperoni.

Fatto :-)


Risotto allo zenzero, stracchino e pere…un gustosissimo Ménage à trois ;-)

Ci sono 2 “alimenti” che per me sono “la trasgressione”, quello dolce è la Nutella, quello salato lo Stracchino.

Con questi 2 il cucchiaino spalmato sulla fetta biscottata  non basta, qui si va di cucchiaione e finchè non si è visto il fondo del vaso o la carta bella pulita senza più traccia non si smette, è la vita, a volte bisogna scegliere ed io lo faccio :-D

L’altra settimana ho visto il risotto di Ely (La cucina di Ely) con stracchino e ciliegini e  già sono rimasta un pò stordita poi, quando sfogliando la rivista ne ho trovato un altro con stracchino e zenzero, ho pensato: questo è un segno/sogno :-)

La ricetta stava lì, in bella mostra sulla pagina dedicata a Tiziano Fraccaroli figlio d’arte di Domenico già produttore di vini ed olii nel Veronese che ha deciso di attivare una risaia proprio in Friuli, a Paradiso di Pocenia dove c’è una “frasca” (agriturismo) dove poter degustare i vini assieme a degli assaggi di risotto.

Produce il Vialone Nano che è un riso  semifino, con il chicchi di media lunghezza dalla forma tondeggiante, questo risotto l’ho fatto con un altro Vialone Nano, essendo l’Azienda Fraccaroli vicino a dove abito andrò a visitarla e lo acquisterò così vi farò sapere com’è.

Io adoro i risotti, mi piace farli e mangiarli, secondo me  sono anch’essi un pò come le torte salate e gli sformatini, puoi farli con quello che vuoi, che ti piace e con quello che hai a disposizione.

Ho guardato in rete ed ho trovato sempre la stessa ricetta, cambiava blog ma la “sostanza” la stessa allora ho voluto aggiungerci una pera, così per provare, se ci pensate la pera va d’accordo sia con lo zenzero che con lo stracchino, per questo “ménage à trois” (ora con i Motori Di Ricerca sono cavolacci miei :-D )

Ingredienti per 2 (1 piccolo , 1 grandissimo :-D ):

  • 200 g. di riso Vialone Nano (o il riso che preferite per i risotti),
  • 1 scalogno piccolo (cipolla c.s.),
  • 1 cucchiaio di olio evo,
  • 40 g. di radice di zenzero fresco grattugiata,
  • 1 pera Kaiser sbucciata e tagliata a dadini piccolissimi (quasi come i chicchi di riso :-D ),
  • 150 g. di stracchino di capra (io lo preferisco ma la ricetta contempla quello vaccino),
  • acqua bollente per la cottura (o brodo vegetale)
  • maggiorana fresca per decorare.

Come fare:

tritare lo scalogno e farlo appassire nell’olio aggiungendo poca acqua per mantenerlo morbido, quando è asciugata l’acqua tostare  il riso, portarlo a metà cottura aggiungendo acqua bollente salata o, se preferite, brodo vegetale (io in molte ricette preferisco l’acqua perchè non altera i profumi e qui volevo che lo zenzero si sentisse).

Unire lo zenzero grattugiato e continuare la cottura aggiungendo il liquido e mescolando sempre (io sono per questa scuola di pensiero), regolare di sale se necessario.

A cottura quasi ultimata aggiungere i dadini di pera (devono rimanere sodi) e mescolare, questo risotto deve rimanere sodo e consistente quindi terminate la cottura al dente e, fuori dal fuoco, mantecare con lo stracchino mescolando bene.

Consiglio: fatelo e servitelo subito, lo stracchino lo “compatta” ma non con “l’effetto mozzarella” che lo “impacca”, per esigenze di copione io l’ho mangiato dopo le foto, tiepido/freddo, comunque gradevole, si sente il pizzichino dello zenzero, la dolcezza e croccantezza della pera e la morbidezza ed il sapore particolare dello stracchino di capra.

Impiattatelo, decoratelo e godetevelo…

Consigli per fare un buon risotto

Buona settimana a tutti voi, ah, forse vi chiederete se “ello” ha gradito? Ha dovuto, non c’era altro :-D e adesso l’angolo di Perla:

Anche gli animali hanno le loro simpatie e come gli “esseri umani” possono cambiare opinione ed imparare a voler bene a chi non sopportavano.

É il caso di questo riccio di peluche che mi aveva regalato la veterinaria, non lo sopportava, quando Perla aveva ancora tutti i dentini (una malattia autoimmune le forma il tartaro sotto le gengive e così si devono togliere  :-( ) lo prendeva in bocca e, letteralmente lo sbatteva per terra, non c’era verso, per 6 anni il riccio è stato emarginato.

Ieri sera li ho trovati così, sul mio divanetto, assieme alla pigotta :-)

Perla con la sua pigotta ed il riccio.


Anin a nolis (Andiamo a noccioline)

 
Anin a nolis                                                                         Andiamo a noccioline
in montagne,                                                                      in montagna,
anin insieme                                                                       andiamo insieme
col profum dal bosc                                                         nel profumo del bosco
dal ciclamin,                                                                       del ciclamino,
dal pez, dal cil,                                                                   dell’abete, del cielo,
lassù, in cime,                                                                     lassù in cima,
tun tuf di paradis.                                                             in un tuffo di paradiso.
 
Tocjâ il soreli                                                                      Toccare il sole
tocja il Signôr,                                                                    toccare il Signore,
distirâsi par tiare                                                              distendersi a terra,                                                 
in jarbe musulite,                                                              sull’erba soffice,
e scoltâ il cidìn                                                                   ascoltare il silenzio
tun respîr di pâs:                                                               nel respiro della pace
tante pâs,                                                                              tanta pace,
nome pâs                                                                               solo pace
ch’a muart il cûr.                                                               che morde il cuore
 

Questa è una poesia di Luigi Bevilacqua, un collega del papà di ello che, andato in pensione, ha iniziato a scrivere poesie “Per regalare emozioni” spiega nella “conclusione” di questo libricino La cjampane dal mont.

L’ho trovato ieri nella libreria di ello mentre riordinavo un pò e, con quella malinconia che solitamente mi avvolge come un caldo, soffice scialle, l’ho sfogliato e mi sono soffermata su questa poesia.

Una coincidenza dopo il post per Paola, ripeto era soltanto una conoscenza virtuale, saltuaria ed all’apparenza  superficiale ma ci sono persone che lasciano un segno e lei l’ha lasciato.

Beh, siamo soliti a dire, quando una persona muore: era una brava persona, era una persona buona.

Un giorno, con Annina la vicina, durante la nostra passeggiata, abbiamo parlato proprio di questo e lei, che è una persona “pratica” e dice  sempre le cose come stanno mi ha detto: se ci fai caso muoiono soltanto i buoni, vorrei sapere dove seppelliscono i cattivi.

Già, è vero, è come se i sensi di colpa attanagliassero le persone che fino al giorno prima sono state non proprio “magnanime” con lo sfortunato e sapendo che ormai non potranno essere smentite, si sciolgono in lacrime…

É un pò come per il comandante schettino (rigorosamente minuscolo), prima tutti contro, ora leggo molto la frase “non me la sento di accusare una persona soltanto” ecc, frase pronunciata spesso da chi non si tira indietro quando c’è d’attaccare qualcuno, ma questo è l’essere umano.

Io non ne volevo parlare però per me, e qui lo dico e qui lo confermo, senza falsi buonismi e moralismi, deve finire in galera e rimanerci…punto!!!

Vedete un pò come scorrono i pensieri? Indipendenti,  s’incrociano, fanno qualche passo assieme e poi si lasciano per incontrarne altri.

Ieri, mentre ero assorta nel mio silenzio mi sono resa conto che per me la malinconia è serenità, io che solitamente sono “agitata, impulsiva, “istintiva” (vero dada :-P ) quando sono malinconica mi sento tranquilla, riflessiva, mi piaccio…beh, era ora no?

Vi lascio così, tra un pensiero e l’altro, sconclusionato o meno non importa, vi auguro una serena domenica, domani cucinerò ma ora…. vado a noccioline :-)

P.S.: se notate le vocali nella lingua friulana hanno l’accento circonflesso, queste vocali si pronunciano allungandole, esempio: Tocjâ si pronuncia tocjaa…beh, detto da una Triestina fa quasi ridere :-D


L’ultima passeggiata di Paola…

Conoscevo Paola, solo virtualmente certo, però c’era sintonia…

La ricordo, sì, era una delle poche persone che venivano a commentare con entusuasmo le mie ricette.

Ci univa la passione per la natura, per i funghi, per le conserve, le marmellate.

Spesso il lunedì ci raccontavamo le nostre reciproche esperienze nei boschi, chi tornava col cesto pieno e chi col cesto vuoto, era comunque un motivo per scambiarci qualche pensiero.

Quando ci fu  l’iniziativa di mandare ad ognuno una cartolina per “rispolverare” così quella meravigliosa quanto romantica usanza, lei mi chiese l’indirizzo…e mi diede il suo.

Ricordo che girai in tutte le cartolerie di Udine e del paese: no, signora, non le fa più nessuno, ora ci sono le mail e gli sms :-(

Ne trovai una datatissima del paese dove vivo, un pò scolorita e nella foto compariva un’automobile certamente uscita di produzione da un bel pò.

La spedii ed io ricevetti la sua che conservo ancora, sarà il ricordo di una persona che è stata poco nella mia vita ma è un ricordo positivo, gioioso, ed è un ricordo che mi confermerà ancora una volta che trascorriamo spesso la vita a scannarci inutilmente per poi andare a passeggiare tutti assieme nello stesso posto, uno accanto all’altro, con i simpatici, gli antipatici, i buoni, i cattivi ecc.

Prima Nino, ora Paola…magari ora stanno facendo colazione assieme…

Voglio immaginarla dietro quella curva, serena a respirare a pieni polmoni l’aria frizzante della montagna, quei polmoni che l’hanno tradita ed hanno tradito tutti quelli che la amavano…

Ciao Paola, buona passeggiata, non è detto che un giorno non andremo a funghi assieme ;-) tu aspettami, però io porto anche Perla :-)


La passione del riciclo in un Muffin (Farina di Panettone e bucce di Zucca) e già che c’ero ho riciclato anche la carta forno :-)

Oggi ho una di quelle giornate che io definisco ludico-culinarie, mi sono svegliata ed ho ripreso subito il “pensiero” che avevo prima di addormentarmi cioè quello di fare una ricetta adoperando la farina di panettone che avevo già utilizzato per fare le lasagne (più sotto c’è il link).

Neanche il tempo “muffo” è riuscito a smontare il mio entusiasmo e complice una trasferta di lavoro di ello che lo terrà fuori casa fino a sera, io, topolina biricchina sto ballando follemente per la cucina..ora no, ora sono al pc e non posso farlo :-)

Questi muffin nascono da una  serie di combinazioni che conferma la mia (e non solo) tesi che nulla succede per caso.

Tutto ha avuto inizio da 2 “boccioni” di plastica, si, avete letto bene 2 semplici, insignificanti, odiosissimi “boccioni” di plastica di “ello”.

Dovete (ma anche no ;-) ) sapere che “mister ello” ormai beve acqua soltanto se proviene dal distributore del comune ed è contenuta  in uno dei suoi 2 “boccioni” che a turno sposta da una macchina all’altra per cui quando è su una i boccioni sono sull’altra e viceversa.

Durante il giorno mi telefona ed io spero sempre che mi dica: amore mi manchi, ti amo ecc…invece mi dice:

dove sono i boccioni?

Amore saranno nell’altra macchina…

Tutti 2?

Non so amore, io non li adopero i tuoi “boccioni” :-D

Mah, fai sparire sempre tutto…e chiude la comunicazione :-D

Ieri mattina, stremata ho deciso di andargliene a comperare uno stock :-D , però non è facile trovare i “boccioni” di plastica ma soltanto tanichette, o boccioni di vetro che sono anche più igienici… o no?

L’ultima spiaggia è stata (grazie a messer pc) l’ Enologica Friulana che sta dall’altra parte della città.

Cicola e ciacola alla fine il titolare mi dice: le faccio un regalino e mi regala una rivista, l’ho sfogliata e mi si è aperto un mondo:

ma ci sono anche ricette, perfetto, perchè sa, io ho un piccolo blog di cucina :-)

Ah si? Allora non è un caso se è arrivata fin qui, la invito lunedì alla presentazione di un libro e le presento una persona che fa corsi su come adoperare le erbe e i fiori in cucina, s’intende di funghi e quant’altro.

Evvai!!!

Allora ci vediamo lunedì, mi ha fatto piacere conoscerla.

Anche a me, arrivederci e grazie :-)

Oh mamma, mi sto facendo prendere la “tastiera” :-D … okkei arrivo alla ricetta però non senza condividere con voi quanto ho trovato sulla storia dei muffin, io non la conoscevo ed ora mi sento molto più “informata” :-D

“Il muffin è un dolce simile al plum cake, di forma rotonda con la cima a calotta semisferica senza glassa di rivestimento.

Si possono preparare con ripieno di mirtilli, cioccolato, cetrioli (?), lampone, cannella, zucca, noce, limone, banana, arancia, pesca, fragola, mandorle e carote (e molto altro aggiungo io ;-) ).

In genere i muffin si tengono in un palmo della mano e si consumano in un sol boccone.

La parola muffin viene citata per la prima volta in Inghilterra nel 1703 con la scritta moofin.

Qualcuno la fa derivare dal francese mouflet, che significa soffice, inteso come il pane, altri dal tedesco muffen che significa piccole torte.

Le prime versioni di muffin erano meno nobili.

Il fornaio di famiglia, inizialmente, cucinava i muffin per la servitù, con i rimasugli del pane del giorno prima e con i rimasugli di lavorazione di biscotti, mescolando il tutto con delle patate schiacciate.

Il tutto veniva fritto facendo divenire il composto così ottenuto leggero e croccante.

Quando questo dolcetto venne scoperto dai signori inglesi dell’epoca diventò l’accompagnaento preferito per l’ora del te.

La ricetta che mi ha ispirato questo riciclo l’ho trovata proprio in quella rivista ed è di un giovane chef che, assieme ad altri 2 giovani gestisce un ristorantino (soltanto per la metratura però ;-) ) di pesce che ha dato una geniale alternativa alla clientela delle prosciutterie di San Daniele del Friuli.

Dal momento che in 3 non arrivano ai 75 anni voglio fargli un pò di pubblicità, se vi trovate dalle parti di San Daniele del Friuli, frazione Villanova per l’esattezza, andate a trovarli, Giulia, Nicola e Stefano (l’ideatore del muffin) vi accoglieranno in un ambiente informale, accogliente, luminoso, fresco e giovane, mangerete benissimo spendendo il giusto, qui la qualità/prezzo è indiscutibilmente rispettata:

Ristorantino ai Sapori                       Telefono: 0432 95 30 25

Via Giacomo Bernè, 33                             Giorno di chiusura: domenica

Villanova frazione di                                 Coperti: 25-30 (esterni 20)

(San Daniele del Friuli)                             Prezzo medio: 25, 30 €.

Ci siamo, ecco la ricetta originale con tra parentesi le mie varianti:

  • 350 g. di farina (250 g. farina di panettone, 50 g. farina di mandorle, 50 g. farina di castagne),
  • 200 g. di zucca (io (Butternut)gli scarti, buccia e polpa, della pumpkin pie),
  • 60 g. di zucchero bianco (50 g. zucchero aromatizzato alla vaniglia),
  • 60 g. di zucchero di canna (omesso),
  • 3 uova,
  • 150 g. di burro (di soia),
  • 1 bustina di lievito per dolci,
  • 100 ml di latte (di soia),
  • 1 cucchiaio di cannella (fiori di cannella macinati),
  • 3 cucchiaini da caffè di zenzero in polvere (io 1/2 radice di zenzero fresco grattugiato),
  • 1 pò di noce moscata (omessa).

Per fare la farina di panettone, mettere il panettone sbriciolato grossolanamente in forno a 110°C. per 10 minuti poi abbassate a 90°C. muovendo e sbriciolando il panettone,lasciare lo sportello leggermente aperto.

Il procedimento è diverso dal primo (quello dell”insolito menù) ma questa volta le fette erano più grosse, l’importante è non “abbrustolirlo” troppo.

Mettere le briciole ottenute nel robot (io assieme alla farina di mandorle e quella di castagne) e ridurre a farina (vedi collage).

Come fare da ricetta originale tra parentesi le mie varianti:

far asciugare la polpa della zucca in una padella antiaderente per circa 20 minuti

(avevo bucce e polpa già cotte).

Schiacciare la polpa rendendo il composto cremoso.

(ho frullato col minipimer assieme a poco latte di soia).

Far sciogliere il burro e lasciarlo raffreddare, unire lo zucchero e lavorare finchè risulti ben spumoso.

(ho lavorato il burro con lo zucchero ridotto a velo assieme ai fiori di cannella).

Aggiungere le uova ed incorporare nell’ordine: farina, lievito e la polpa di zucca, infine unire il latte e le spezie, mescolando delicatamente.

(soltanto lo zenzero in quanto i fiori di cannella erano già nell’impasto di burro).

Versare il composto nelle formine o in stampino di alluminio e cuocere in forno per circa 25 minuti a 180° C.

Stefano, nella sua ricetta, alla fine scava il muffin al centro ed lo farcisce con della mostarda di zucca (che proverò e condividerò) e lo serve con della crema Chantilly calda.

( io li ho farciti con la  marmellata di zucca fatta da me).

Con questa dose sono venuti 13 muffin che io ho diviso in sacchetti e messi in congelatore (Nigella docet),all’occorrenza tirarli fuori qualche ora prima e, volendo riscaldarli in forno (meglio no MW).

Mentre il panettone si stava asciugando in forno ho preparato gli stampini con la carta forno riciclata, quella dove appoggio il pane a riscaldare per ello.

L’ho stropicciata, l’ho bagnata e strizzata bene, l’ho appoggiata sopra uno stampino rotondo in alluminio ed ho appoggiato sopra un altro stampino per dargli la forma ed ho messo in forno ad asciugare, volevo avessero un aspetto “rustico” ed il risultato mi ha soddisfatta :-)

Qui come fare la farina di panettone ed altre ricette e se avete dubbi io sono a disposizione…ah dimenticavo: sono sublimi :-)

Altre informazioni sul muffin qui, certamente il sito più completo, tecnico, esaustivo che esiste in rete (sempre secondo me)

Occhio che Perla vi tiene d’occhio ;-)

P.S.: sapete dov’erano i “boccioni”? Erano sotto il sedile della macchina…però me l’ha detto stamattina… con fare mogio mogio :-D


Gugelhupf al vin brûlé del Sacher Hotel, l’ho sempre chiamato Kuguluf.

É il dolce della mia infanzia, delle mie colazioni e merende, il Kuguluf era la normalità, la Signora Gisella lo comperava in una panetteria che ora non esiste più, mi sembra si chiamasse Forcessini, era una panetteria piccola piccola dove andavo a comperarmi il panino con la vaschetta di Nutella per la scuola, 2o Lire il panino, 30 Lire la Nutella, spesso quei soldi, al ritorno da scuola, finivano in Pescheria dove comperavo del pesce per i gatti randagi.

Lì il Kuguluf lo vendevano anche a fette, c’era marmorizzato, alla vaniglia, al cacao, ecc., a me piaceva bianco inzuppato nel te o nel caffèlatte era una goduria, per questo dopo aver visto delle bellissime ricette e fotografie di kuguluf tra le colleghe blogger mi son detta: devo/voglio provarci anch’io, ultimamente adoro tornare indietro nel tempo…

Quale migliore fonte dalla quale attingere se non dal mio amato libro di ricette del Sacher Hotel (Giunti Editore 29 €.), voi sapete che a me non piacciono i cloni ed evito di fare la replicante, così ho scelto questa ricetta col vin brûlé e spezie che adoro.

Il mio stampo è, probabilmente, troppo grande  per questa dose, manca la base, ci sono anche delle bolle la cui causa sia da addebitare al fatto che ho aggiunto gli albumi a neve alla fine (come faccio di solito, dandolo per scontato) mentre la ricetta dice di farlo prima dell’aggiunta della farina, li ho montati senza lo zucchero che senza accorgermi ho messo nell’impasto, forse avrei dovuto battere lo stampo per distribuire bene l’impasto… insomma lo devo dire, se lo volete rifare tenete conto di tutto questo

Oggi la ricetta direttamente dal libro, il vin brûlé lo sapete fare di certo:

come miscela di spezie ho usato del pepe garofanato e fiori di cannella macinati nel macinino da caffè assieme a poco zucchero (Carbellotto Mestre), al posto dello zucchero vanigliato ho aggiunto una puntina di cucchiaino di Vaniglia Bourbon.

Certo che l’estetica lascia un pò a desiderare però a questo c’è rimedio, importanti sono il sapore e la consistenza, su questi non c’è nulla da migliorare, potrebbe essere una buona base per la Krümmeltorte anche se troppo  sostanziosa.

Comunque lo rifarò molto presto, la sfida è aperta.

Ora vi lascio, c’è una fetta di kuguluf che aspetta soltanto di essere pucciata nel te, buona giornata.

Il link vi racconterà un pò di storia.

Perla vuole presentarvi le sue amichette: Holga e Monty sembrano positivo/negativo vero?


Pumpkin Pie (Torta di zucca)…

Eccomi qui, la mia prima volta a “Rifatte Senza Glutine”..che non è una rubrica di striscia la notizia :-D ma è una cosa seria, molto seria, perchè la celiachia per molto tempo sconosciuta ai più, ora inizia ad avere la “giusta” attenzione, non è ancora presa sul serio da molti ristoratori che sottovalutano la pericolosità della “contaminazione” del cibo glutinoso con quello non glutinoso, mandando a volte le persone all’ospedale :-(

Ed è anche per questo che è importante parlarne, anzi “cucinarne” di cibo senza glutine e se lo fanno anche persone che non sono celiache dimostra che il cibo per celiaci è semplicemente “cibo”, buono, saporito,certo, sarà più complicato “panificare”, impastare perchè le farine senza glutine non “collaborano” in questo senso.

Spesso, mentre preparo qualcosa mi accorgo che cucino senza glutine e non è così difficile ed il sapore è sorprendente.

Così è stato nel preparare questa torta, come farina ho scelto la mia “solita” farina di grano saraceno con spiga di certificazione ovviamente.

Per la ricetta integrale vi mando da lei, nel suo Castello in Giardino.

Ingredienti per la pasta brisè che, non ci crederete, è la prima volta che faccio e se avessi immaginato com’è facile avrei iniziato molto prima ;-) , ho scelto la versione che consiglia Felix (quella con l’uovo):

per una teglia di 14 cm.di diametro:

  • 100 g di farina di grano saraceno,
  • 40 g. di burro di soia,
  • 1/2 uovo,
  • pizzichino-ino di sale,
  • 1 cucchiaino d’acqua.

Come fare:

mettere il sale nella farina e mescolare assieme al burro, aggiungere l’uovo e l’acqua, riporre in frigorifero 2 ore.

Ingredienti per il ripieno:

  • 220 g. di polpa di zucca già asciugata (Butternut), ottenuta mettendo le fette in forno avvolte da stagnola (180°C. x 40 minuti),
  • 100 g. di panna di soia,
  • 50 g. di zucchero Muscovado,
  • 1 uovo,
  • 1/2 Fava Tonka grattugiata (sa di mandorla amara e “simula” gli amaretti che ci stanno benissimo con la zucca),
  • 50 g. di gocce di cioccolato fondente,
  • cioccolato fondente fuso e “bon bon arancioni” per decorare.

Come fare:

preriscaldare il forno a 200°C.

Setacciare (o frullare come consiglia la “capa”) la polpa della zucca ed unirla agli altri ingredienti, per ultime le gocce di cioccolato.

Versare il composto nella teglia foderata con la pasta brisè ed infornare a 200°C. per 15 minuti, abbassare poi a 180 °C. per 40/45 minuti.

Io, data la grandezza della mia teglia ho variato i tempi in 10 minuti a 200°C. e 35 minuti a 180°C.

Avrete notato che ho “riesumato” la Fava Tonka, perchè noi blogger seguiamo spesso le mode e la povera “Tonkita” dopo mesi di luci della ribalta era finita nel dimenticatoio.

Non sono una fanatica delle mode ma se una cosa mi piace mi piace e basta,  l’aroma di mandorla che rilascia è perfetto per questa torta, avrei voluto “giocare” col rosmarino o rimanere fedele a cannella e zenzero ma volevo cambiare.

Le gocce di cioccolato e l’uso dello zucchero muscovado completano l’opera.

Certamente una torta da “Rifare”…


Ah..non ho messo il nastrino per tenere assieme la torta, sono “crepe di assestamento”, potevo almeno fotografarla dall’altra parte, ma è andata così..è un pò “rustega”..come me what else?

Buona domenica e..alla prossima :-)


Biscotti quasi O.S. per il mio secondo Blog-Compleanno.

Ingredienti come da fonte:

  •  500 gr di farina 00 (200 g. 00 + 300 integrale),
  • (1 cucchiaino di semi di anice macinati),
  •  175 gr di zucchero semolato (150 g. zucchero di canna),
  • 60 gr di zucchero di canna
  • 65 gr di strutto (oppure burro o olio) (70 g. di st rutto, li rende più croccanti),
  • 1 bustina di lievito per dolci (meglio quello all’ammoniaca) (cremortartaro),
  •  buccia di limone grattugiata,
  •  1 albume montato a neve (omesso)
  •  un pizzico di sale.
  • (io ho setacciato assieme alle farine dei semi di anice macinati).

Procedimento da fonte:

Impasta la farina con lo strutto, lo zucchero, un pizzico di sale, la scorza grattugiata del limone e aggiungi qualche cucchiaio di latte per ammorbidire l’impasto, infine unisci il lievito (deve risultare un composto da poter tirare con il matterello)

Stendi la pasta di 1 cm circa e fanne tante formine a piacere: rotonde, a ciambellina, rettangolari, a parte monta un albume a neve e prendi ogni biscotto con le dita passandolo prima sull’albume bagnando la superficie poi lo passi nello zucchero a canna e lo metti infine sulla placca da infornare (quest’ultima parte l’ho omessa).

Inforna i biscotti a 180° C. per 13/15 minuti, devono essere color miele.

Buon Blog-Compleanno a me :-)