Zuppa di topinambour, patate viola, yogurt e barbe di porro: dalla terra con amore.

Zuppa di topinambour, patate viola, yogurt e barbe di porro.

Eccomi qua, qualche giorno di disintossicazione forzata da pc ed ora  ritorno in postazione, un pò frastornata perchè qualcosa non è esattamente come e dove l’avevo lasciato, nessun virus per fortuna, però mi rendo conto di essere troppo vecchia per questi stress, la prossima volta ci lascerò le penne.

Comunque sono stata bene, domenica mattina ho preparato dei dolcetti esclusivi per ello che sta diventando geloso del blog: fai sempre le ricette per il blog e per me niente.

Mi piacerebbe sapere chi le mangia le ricette per il blog.

Sono andata in biblioteca, ho fatto qualche ricerca, ho letto, mi sono rilassata, c’è una biblioteca fornitissima qui (ricordate il manuale di Nonna Papera?), pulita, silenziosa, gestita da persone gentili e pazienti (spesso restituisco i libri in ritardo forse perchè so che prendo libri poco ambiti

Poi ho finalmente preparato una delle ricette che avevo in programma con i topinambur, con quelli che ho raccolto con Annina la vicina, ricordate vero? Mi sono anche emozionata mentre lavavo dalla terra i tuberi bitorzoluti.

Vi sarà certamente capitato, in tarda estate, di vedere delle macchie gialle sparpagliate per i campi, vicino al mais o sugli argini dei fiumi ebbene, quelli sono i fiori di topinambour, se vi capita di ripassare in autunno/inverno al loro posto troverete degli sterpi rinsecchiti però, là sotto, scavando  troverete i tuberi, è quello che succede con le patate, fintanto sono in fiore i tuberi non sono maturi poi, quando tutto sembra ormai finito ecco che sotto la terrà crescono i frutti.

Dalla fabbrica al consumatore.

In questa zuppa ho voluto mettere anche le patate viola che hanno sostituito degnamente quelle  classiche legando il tutto senza bisogno di farina, burro o panna, ed hanno regalato alla zuppa una delicata nota rosata, elegante oserei dire, e per non farmi mancare nulla l’ho decorata con le Barbe Stufe, idea presa in prestito dal libro di Lisa Casali  La cucina ad impatto (quasi) zero.

Le barbe stufe altro non sono che le radici dei porri o cipollotti cotte.

Ho avuto la fortuna d’imbattermi in Milva proprio mentre li stava decapitando e ne ho fatto incetta, è proprio il caso di dire, i frutti della terra:

Cassettina di porri.

Topinambour, patate viola, barbe di porro.

Ingredienti per la zuppa (1 persona):

  • 200 g. di topinambour,
  • 2 patate viola,
  • barbe di porro o cipollotto,
  • 1 cucchiaio di yogurt greco,
  • qualche rondella di porro,
  • acqua (o brodo vegetale se preferite),
  • olio evo,
  • sale.

Come fare:

Lavare bene i topinambur e le patate e lessare con la buccia, scolare, tagliare a metà e schiacciare con lo schiacciapatate (le bucce rimangono nell’attrezzo, parola di Anna Moroni e mia )

In una pentola far appassire qualche rondella di porro con poco olio evo, unire la purea, far insaporire e coprire con acqua bollente salata (o brodo vegetale), cuocere per 30 minuti.

Frullare col minipimer, versare nella fondina, aggiungere un cucchiaio di yogurt greco e le barbe di porro stufate (segue ricetta).

Perla al Controllo Qualità.

Ingredienti per le Barbe Stufe (integralmente trascritta dal libro di Lisa Casali: la cucina ad impatto (quasi) zero) pag. 74:

  • le radici di 4 porri o 6 cipollotti:
  • aceto balsamico,
  • zucchero,
  • olio evo,
  • sale, pepe.

Come fare:

porre sul fuoco una padellina con un cucchiaio di olio, aggiungere le radici e farle saltare per qualche minuto.

unire qualche cucchiaio d’acqua (o brodo se disponibile), sale pepe, lasciar cuocere per 10 minuti.

Quando le radici saranno stufate, versare qualche goccia di aceto balsamico e poco zucchero, lasciar caramellare per un minuto.

Zuppa e barbe di porro.

Sul topinambur (dalla mia ricerca in biblioteca):

è una pianta di origine nordamericana (Canada), importata in Europa verso il XVI secolo e quivi naturalizzatasi facilmente.

Presenta radici profonde, molto ramificate e tuberi che costituiscono la parte commestibile; la parte epigea è costituita da fusti eretti, tormentosi, con foglie ovate e fiori giallo-dorati riuniti in eleganti corimbi terminali.

Per questo, oltre che farne uso in cucina, la pianta è coltivata anche a scopo ornamentale.

Parente prossimo del girasole, è infatti detta “girasole tuberoso”; per l’aspetto esterno e il colore bruno-rossastrodei suoi tuberi è chiamato anche “tartufo bastardo”.

Nei Paesi Anglosassoni, infine, è conosciuta come “carciofo di Gerusalemme”, i tuberi, infatti, hanno un sapore leggermente dolciastro, un pò simile a quello del carciofo.

Se ne inizia la raccolta verso ottobre, ma si trovano nel mercato tutto l’inverno.

Principali costituenti:

ai topinambur si riconosce un elevato valore nutritivo: sono presenti proteine, glicidi, sali minerali, vitamine A e C.

Per l’elevato contenuto di inulina, sono consigliati nelle diete dei diabetici, e per il valore nutriente ed energetico ed essendo facilmente assimilabili sono indicati nell’alimentazione di bambini, anziani e convalescenti.

Preparazione e utilizzo:

si lavano spazzolandoli, si pelano e s’immergono in acqua acidulata.

Crudi, si gustano tagliati a sottili fette e intinti nella bagnacauda; cotti, si mangiano lessati, conditi semplicemente oppure con salsa verde, trifolati, fritti, anche in pastella.

Si realizzano minestre delicate come la crema di topinambur, ottenuta con l’aggiunta di cipolla, cetriolo, prezzemolo, brodo e alla fine panna.

Il loro sapore dolciastro lega bene coi porri, e assieme accompagnano piatti di pesce oppure carni bianche.

Per oggi ho finito, vi ringrazio di essere passati così numerosi qui, accantoalcamino.

 

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