Archivi del mese: marzo 2012

Un pò di relax…

Rimase a lungo immobile e muto.

Strappò alcune spighe di segale, le tenne strette nel pugno e le guardò.

I sentieri della vita, pensò, gli apparivano come un viluppo ingarbugliato, un disegno complesso e tortuoso; né lui né alcun altro essere umano aveva il potere di dominarlo o di dirigerlo.

In quel arabesco si intrecciavano la vita e la morte, la felicità e il dolore, il passato e il presente.

Tuttavia l’iniziato avrebbe potuto decifrarlo con la stessa facilità con cui lo scolaro decifra i numeri  che al selvaggio devono apparire confusi e incomprensibili.

E da questi elementi contrastanti nasceva la concordia…(Karen Blixen- Racconti d’inverno)


Zuppa di topinambur con fontina e riccioli di polenta…nella PAP!

Una scelta coraggiosa, la mia, di pubblicare una zuppa mentre di giorno il sole è talmente generoso da farti sentire già in estate, però alla sera una leggera brezza rende l’aria più frizzante e ridà equilibrio alla stagione ed una zuppa tiepida e confortante chiude la giornata al meglio essendo, per gli ingredienti contenuti, anche un piatto unico.

Il topinambour è soltanto una “patata” è quello che solitamente farei con quel tubero lo posso benissimo replicare col topinambur, con la differenza che posso mangiarlo anche crudo senza problemi, forse vi avrò annoiate/i con questa faccenda ma spero di no perchè in autunno riprenderò l’”attività” con altrettanto entusiasmo.

Una cosa che rende simpatica questa zuppa è che si può fare comodamente nella PAP (Pentola A Pressione..per i non addetti ai lavori).

Riccioli crepes.

Mentre stavo creando i riccioli di polenta mi sono detta: e se facessi così anche con le crepes?

Dopo aver fatto la polenta alla solita maniera con la MDP (oggi tutta tecnologia qui ;-) ) l’ho lasciata riposare nel suo contenitore fino al formarsi della “pellicola”, l’ho sollevata e staccata dal resto lasciando un sottile strato di polenta tenera e ho tagliato a striscioline.

Ho unto dei coni di acciaio ed ho avvolto le striscioline a spirale dalla parte secca, ho messo in forno ventilato ad asciugare (la temperatura non dev’essere alta ma in questo caso si può non essere fiscali, l’importante è che la polenta si asciughi senza tostarsi troppo.

Ingredienti per 2 persone:

  • 250 g. di topinambur,
  • olio EVO,
  • 1/2 litro di brodo vegetale o acqua bollente,
  • 1 fetta di pancetta affumicata,
  • 1 scalogno,
  • 1 piccola foglia di alloro (quelle in fondo al ramo sono più profumate),
  • 60 g. di fontina (quella vera) grattugiata grossa,
  • sale affumicato (anche quello normale),
  • pepe verde,
  • riccioli di polenta sostituibili con pane tostato.

Come fare:

pelare i topinambur al solito come ho spiegato nei post precedenti ed affettarli con la mandolina.

Tritare lo scalogno e farlo rosolare assieme alla pancetta nella pentola a pressione (aperta) con l’olio evo per qualche minuto.

Unire le fettine di topinambur, aggiustare di sale e pepe, rosolare ancora per qualche minuto ed aggiungere il brodo caldo (acqua), unire la foglia d’alloro e chiudere la pentola, al sibilo abbassare il fuoco e calcolare 10 minuti.

Se avete fretta mettete la pentola sotto l’acqua fredda ed apritela, io preferisco aspettare che si abbassi la valvola da sola.

Togliere la foglia di alloro e frullare la zuuppa col frullatore ad immersione (io ho lasciato qualche “pezzettino”).

Appena ottenuta la densità voluta riscaldare la crema e mescolare la fontina grattugiata, se la fate a dadini riscaldate di più la zuppa per farla sciogliere perfettamente, io preferisco “sentirla.

Io ho grattugiato un pò di fontina sopra la fondina ed ho unito i riccioli di polenta che regalano consistenza e croccantezza alla zuppa.

Vi presento il mio rabarbaro :-)


Crepes, buone da mangiare e belle da vedere…

Ricordando l’infanzia e non avendo la “marmelata de ermelini” , per farcirle,ho adoperato una “marmelata” di mele cotogne aromatizzata al macis (l’involucro della noce moscata) che metterei assieme al cardamomo anche nell’acqua della vasca dell’idromassaggio ;-)

La ricetta è semplice, fare la “confettura/marmellata” come al solito ed aggiungere il macis negli ultimi minuti e lasciar insaporire.

Per la ricetta delle crepes fate come vi piace di più (nel link troverete una ricetta senza latte), io mi limito a raccontarvi come ho fatto il resto.

Il cucchiaino l’ho sagomato su un cucchiaino messo in forno ventilato a 100° C., la ciotolina per la marmellata l’ho sagomata con una ciotolina di vetro e messa in forno c.s. (come sopra), il piatto per le “omlet” su un piattino arrotondato c.s., la “crepe portatovagliolo” l’ho arrotolata su un cilindro ed infornata ad asciugare.

Le crepes farcite ed arrotolate che vedete nel piattino/crepe sono farcite con la su citata marmellata e sono impilate alla maniera della mia infanzia: 3 orrizzontali, 3 verticali ecc…Le ho cotte nel burro chiarificato.


Insalata di Topinambur e Mela Kanzi: è nato un amore, anzi due…

Qual miglior modo  per iniziare la settimana se non parlando d’amore?

Ormai l’amore nato tra me e il topinambur è noto a tutti ed anche se tra poco dovremo separarci, la certezza che ci ritroveremo tra qualche mese rende meno doloroso il “distacco”, in questi mesi ci siamo conosciuti meglio e c’è l’affinità sufficiente per continuare a sperimentare assieme ;-)

Un altro grande amore è quello nato in febbraio tra me e la mela Kanzi a Identità Golose e alla quale dedicherò presto un post ed una ricetta perchè di questa mela c’è molto da raccontare, ho preparato una scheda su GDF, la potete trovate qui se volete saperne di più.

Mi dispiace che la sua presentazione, peraltro curatissima e raffinata, sia stata “penalizzata” (nelle presenze) dalla concomitanza, nella Sala Auditorium, dall’intervento di un attesissimo Massimo Bottura… peccato, a saperlo prima avrei scelto la presentazione della mela Kanzi,  Massimo Bottura avrei potuto conoscerlo meglio leggendo i resoconti delle altre blogger presenti.

Unire questi miei amori in una ricetta è stato un gioco, la ricetta di topinambur con le mele non è una mia idea, la cooperativa di piccoli produttori locali che c’è a Santa Caterina mi ha regalato un piccolo ricettario che comprende anche quest’insalata.

Ho già gustato il topinambur crudo qui , l’ho apprezzato per la digeribilità ed ho notato che a crudo  il sapore di carciofo che acquista in cottura non si percepisce affatto, “non” amanti del carciofo siete avvisati :-)

Insalata topinambur mela Kanzi part.-1

Ingredienti x 4 persone (facilmente divisibile x 1 :-D ):

  • 400 g. di topinambur,
  • 400 g. di mele (io Kanzi per sempre),
  • 250 g. di coste di sedano tagliate a fiammifero,
  • olio evo (io olio di semi di vinacciolo per non interferire con i sapori),
  • succo di limone sia per evitare l’ossidazione dei topinambur e delle mele che per l’emulsione,
  • sale (fior di sale),
  • pepe (verde),
  • senape al dragoncello (facoltativa ma consigliata),
  • frutti di cappero (facoltativi ma  consigliati),
  • olio di semi di zucca per decorare (facoltativo),
  • prezzemolo per decorare (facoltativo).

Come fare:

lavare e spazzolare i topinambur, asciugarli ed eliminarne i “bitorzoli”, sbucciarli col pelapatate, sbucciare anche le mele.

Affettare sottilmente topinambur e mele con la mandolina ed irrorarli con poco succo di limone per evitare l’ossidazione.

Tagliare a fiammifero le coste di sedano, a parte preparare il condimento con olio, limone e senape, mescolare bene e condire l’insalata mescolando delicatamente, decorare con una goccia di olio di semi di zucca ed un frutto di cappero.

Nelle foto vedete la versione così descritta, ho voluto provare anche la versione con i frutti di cappero frantumati ed uniti al condimento, consiglio questa variante, se non avete i frutti di cappero potete usare i capperi normali controllando però la sapidità.

Vi auguro una splendida settimana…la vostra Liberuccia, graffiante, solitaria e malinconica… ;-)

P.S.: non sono malinconica, né graffiante (a quello ci pensa Perla ;-) ) solitaria si…vi bacio, oggi c’è un sole talmente bello che proprio non c’è posto per la malinconia :-D


PAI CIAMPS DI DOMENIE (PER I CAMPI DI DOMENICA)

La sera a sculurìs

il blanc da li nulutis

e i ciamps a son scurìs.

Ma blancs tal tarmizìn

a brilin i narcìs.

Dongia i flòurs na veciuta

si mòuf ta l’ultin lun

lontana da la vila,

a ingrumà bachetùs.

Se Domenia tranquila!

L’alba a la jodarà

pleta cun chè fassina

tal so spierdùt fugùt:

ultins dis inciantàs:

di un vivi scunussùt.

La sera scolorisce

il bianco delle nuvolette

e i campi sono al buio.

Ma bianchi in fondo al filare

brillano i narcisi.

Presso quei fiori una vecchietta

si muove nell’ultima luce,

lontana dal paese,

a raccogliere sterpi.

Che Domenica tranquilla!

L’alba la vedrà

piegata con quella fascina

sul suo sperduto fuocherello:

ultimi giorni incantati

di un vivere sconosciuto.

(Da “tal cur di un frut” di Pier Paolo Pasolini 1953)


Coppa speziata alle pere e fiocchi di latte.

Ingredienti per 4 coppette:

  • 2 confezioni di fiocchi di latte da 150g.,
  • 8 piccole pere (le mie erano grandicelle Kaiser),
  • succo e scorza di limone,
  • 2 cucchiaini di cannella in polvere,
  • 1 cucchiaio di zucchero Muscovado,
  • 80 g. di albicocche secche.

Come fare:

sbucciare 4 pere e tagliarle a pezzetti, metterle in una casseruola con lo zucchero, la cannella, il succo e la scorza di limone ben lavato e cuocere a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto fino a che saranno disfatte.

A circa metà cottura aggiungere anche le albicocche secche tagliate a pezzettini.

Intanto lavare le altre pere e cuocerle con la buccia in un cartoccio di stagnola ben chiuso, in forno a 180° C. per circa 30 minuti.

Servire in coppette individuali alternando cucchiaiate di composta di pere tiepida a cucchiaiate di fiocchi di latte e servire mettendo al centro della coppetta una pera cotta al forno.

La mia pera è stata in forno troppo e si è raggrinzita :-(

Buon fine settimana.


“Corolla di pesche e mandorle”

torta alle pesche-001

Ingredienti per una teglia di 26 cm.:

  • 500 g. di farina 00,
  • 1 bustina di lievito di birra secco PA,
  • 1 pizzico sale,
  • 1 grattatina di noce moscata,
  • 100 g. di zucchero,
  • 2 dl di latte tiepido,
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia,
  • 2 uova,
  • 150 g. di burro a fiocchetti,
  • 800 g. di pesche fresche/1 scatola di pesche sciroppate,
  • 100 g. di biscotti secchi sbriciolati,
  • crema pasticcera (2 dl di latte, 20 g. di maizena, 40 g. di zucchero, 2 tuorli e scorza di limone),
  • 4 cucchiai di miele fluido,
  • 15 mandorle spellate per decorare.

Indicazioni se usate pesche fresche:

immergerle un attimo in acqua bollente, sbucciarle e tagliarle a metà, eliminare il seme/osso.

Se usate le pesche sciroppate scolarle dal liquido di governo, in tutti e 2 i casi tagliate a fettine 2 mezze pesche.

Come fare:

setacciare la farina in una grande ciotola ed aggiungere, mescolando, il lievito, il sale, la noce moscata e lo zucchero, formare la fontana e versare il latte tiepido, l’estratto di vaniglia, 1 uovo intero e 1 tuorlo.

Mescolare bene gli ingredienti fluidi quindi, poco per volta, intridere la farina e lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Stendere sulla spianatoia e distribuire sulla superficie i fiocchetti di burro, ripiegare la pasta ed impastarla, stenderla ancora 1 volta e reimpastarla, formare una palla e metterla in una ciotola unta, coprire con un telo pulito e far riposare in luogo tiepido 2/3 ore.

Tenere da parte una porzione di pasta grande come 1 uovo ed impastare il resto stendendolo poi sulla tavola infarinata.

Ricavarne un disco sufficiente a ricoprire la base ed i bordi, a metà altezza, della teglia.

Distribuire sul fondo della pasta i biscotti sbriciolati e coprire con crema pasticcera livellandola, disporre le fettine di pesca e bagnare con 2 cucchiai di miele.

Stendere il terzo di pasta tenuta da parte ed appoggiarlo sopra la frutta, sigillare i bordi premendo.

Dividere la pasta tenuta da parte (misura uovo) in 6 parti e ricavarne dei rotolini lunghi e sottili, intrecciarne 2 per volta e formarne una spirale.

Distribuire le mezze pesche con il taglio in giù sulla pasta nella teglia e circondarle con le spirali formando un anello chiuso, decorare con le mandorle e lasciar lievitare in luogo tiepido per 1 ora.

Nel frattempo preriscaldare il forno a 190°C., battere l’albume tenuto da parte e penellarlo sulla pasta, infornare per 50 minuti e, quando la corolla sarà dorata, pennellare le pesche con i rimanenti 2 cucchiai di miele.

Questa torta è buonissima però la sua esecuzione mi ha lasciato dei dubbi, io ho seguito le indicazioni senza trasgredire ma credo ci siano dei punti da rivedere, se provate a farla fatemelo sapere e condividete con me (se avrete piacere) le vostre impressioni.


21 marzo 2012


Lasagne (o Pasticcio) con quel che resta della polenta…dalla Puglia con amore.

Lasagne di polenta con besciamella alla zucca.

Ore 4 e 30, l’alba è ancora intrappolata nella buia rete della notte…il trillo del telefono rompe il silenzio, un sussulto:

si?

Sono io, ho la “merce”…

Arrivo…

Sono stanca, temendo di non svegliarmi ho dormito poco, sono emozionata e agitata…quella è “merce” che scotta…

Metto in moto la macchina,  le maglie della buia rete della notte si allargano davanti a me per poi richiudersi al mio passaggio.

Ecco, lo vedo, è laggiù, scendo furtiva dall’auto, mi guardo attorno, via Libera… è arrivato il momento:

ecco la “merce”…

Ecco la mia, mettila in un posto sicuro, potrebbe far gola a qualcuno…

Appena fatto lo scambio ci salutiamo , neanche il tempo per un caffè (il bar è chiuso ;-) ) e riparto…vorrei guardare nel pacco ma non c’è tempo, mi fido e lui deve fidarsi di me, se non dovesse “filare liscio” so dove trovarlo.

La buia  rete della notte si apre e si richiude al mio passaggio..arrivo a casa, apro… c’è tutto: “Orecchiette” e “Caciocavallo”, ora tutto “filerà” liscio ;-)

Cliccando sulla foto un pò di notizie sul Caciocavallo.

Finalmente ho potuto realizzare la ricetta che avevo in serbo da un pò, aspettavo la “merce”, ed è arrivata, dalla Puglia con furore e….dalla Carnia col trattore ha aggiunto “ello” in un raro momento di “spiritosaggine”quando, mentre stava mangiando le orecchiette gli ho fatto notare che quello che aveva nel piatto arrivava dalla Puglia, direttamente per lui, con amore :-D

É il regalo di Maria, le sue orecchiette erano già comparse sulla mia tavola ma il caciocavallo no, mai, quello che mi ha mandato è quello “dolce” e mi ha conquistata al primo assaggio, mi piace la sua storia e linkando sulla foto troverete qualche informazione.

Domenica sera avevo fatto la polenta, rigorosamente con la MDP come sempre da quando Francesco 330 me l’ha fatta conoscere nel 2009, Francesco è un esperto conoscitore della MDP e se andate nel suo blog troverete molte ricette facili da replicare e di sicura riuscita.

La prima volta che feci la polenta con la MDP non dissi nulla a “ello” (lui è per metà carnico ;-) ) e dopo i suoi complimenti “confessai”, fino ad allora, ripeto, mescolavo per 40 minuti ;-)

Con gli “avanzi” si possono fare un sacco di cose, alla fine del post vi lascerò qualche idea.

Anche la besciamella, che prima evitavo perchè i grumi non mi davano tregua ora, con Questa fatta al microonde (anche quella del 2009, che fosse l’anno dei “geni”? ;-) ), per me è diventata un gioco, io non adopero grassi, soltanto latte (di soia) e farina (di riso), alla fine aggiungo qualche verdura ecc. a seconda della ricetta che desidero fare.

Lasagna di polenta da infornare.

Per questa “lasagna” che, come molte delle mie preparazioni nascono per “esigenze di copione” ho adoperato la polpa di zucca che avevo congelato e la polvere di porcini che faccio con i porcini secchi nel macinino da caffè, è comodissima da adoperare, ne basta un pizzico per profumare ed insaporire una pietanza.

Ingredienti per una cocottina 10×10, (è preferibile fare delle mono-porzioni):

  • 4 quadrati di polenta 10×10,
  • funghi porcini o altri a piacere,
  • polpa di zucca cotta,
  • polvere di funghi porcini,
  • caciocavallo grattugiato.

Per la besciamella:

  • 30 g. di farina di riso,
  • 200 ml di latte di soia naturale (senza aromi né zuccheri aggiunti),
  • sale.

Come fare:

se l’avete in programma, appena la polenta è pronta prelevarne una parte, lasciarla intiepidire, stenderla con una spatola su carta forno e lasciarla rapprendere, ritagliarne dei quadrati 10×10.

Per la besciamella seguire le  Sue indicazioni, io, ottenuta la densità desiderata (2 cotture di 3+3) ho aggiunto la polpa di zucca e la polvere di porcini, ho controllato la sapidità e ne ho messa un pò sul fondo della cocottina, ho adagiato la lasagna di polenta, altra besciamella, ho aggiunto i porcini tagliuzzati con le forbici (Nigella docet) ed il caciocavallo grattugiato, lasagna, besciamella e via di seguito per 4 strati terminando con besciamella e porcini.

Ho chiuso la cocottina ed infornato a 200°C. per 1/4 d’ora, ho tolto il coperchio, aggiunto il caciocavallo grattugiato e fatto gratinare fino a scioglimento del formaggio evitando la crosticina.

Buona giornata.

Come promesso, altre idee con la polenta MDP:

   


Topinambur sott’olio: a che punto è la primavera…un anno dopo…

Topinambur sott’olio.

Topinambur raccolti il 17 marzo 2012

Amo il mio blog per tanti motivi ma quello che m’incanta di più è che mi da la possibilità, anno dopo anno, di “fermare”  immagini,  sensazioni, emozioni e  dopo un pò di tempo poterle confrontare  con il presente che a sua volta diventerà passato e così via.

Ieri,  come faccio spesso, tornando dalla spesa ho fatto la solita deviazione “campagnola”, ora gli sterrati attorno casa sono accessibili soltanto ai mezzi autorizzati,  lì ci sono ancora i campi e le strade servono ai contadini per lavorare, per passare con trattori, trebbiatrici ecc.

Fino ad un mese fa, i detriti/immondizie dell’anno scorso c’erano ancora, mentre ieri, con mia grande sorpresa, era stato portato tutto via e gli argini ripuliti dalle sterpaglie per dar nuovo respiro e nuova vita a sambuchi, gelsi e quant’altro.

Sterpi da bruciare.

Mamme e bambini vanno tutti a passeggio per i centri commerciali che qui a Udine abbondano  e così, questi campi rimangono avvolti nel silenzio, rotto soltanto dal rumore della ghiaia ad ogni passo e, man mano che la primavera avanzerà,  sveglierà i suoi abitanti ed aumenteranno i suoni come una musica, in un crescendo che mi ricorda il Bolero di Ravel.

Soltanto per curiosità, ma senza speranza mi sono avvicinata al campo di topinambur, convinta che fosse stato arato..invece no, era lì:

Sono entrata senza esitare…con le scarpine primaverili, delle ballerine blu traforate e, a mani nude ho iniziato a ravanare e…e li ho trovati.

Ne ho raccolti soltanto un pò, il raccolto vero e proprio lo farò con abbigliamento adeguato.

Ho trovato una ricetta in un libro per conservarli e oggi mi metterò al lavoro, non conserverei mai quelli comperati perchè non si sa  quanto tempo sia trascorso dal campo al bancone, però questi, con una buccia quasi inesistente, sodi, profumati e, raccolti con le mie mani, beh..questi si.

Sembro una matta con questi topinambur ma va bene così…noto, con grande gioia, che molte blogger stanno abbracciando la cucina con le erbe, forse è la moda ma ben venga e che rimanga ben salda nel web per sempre..un pò come le mie ballerine traforate…sempre di moda…certo non adatte a certi terreni.

Tana

Ripeto, come scrivo qui, io non ho fatto corsi, mi piace avere un’infarinatura di tutto, non ho molto tempo per approfondire le mie passioni, io arrivo fin dove mi diverto, oltrepassare l’aspetto ludico non fa per me, ma, e questo concedetemelo, ho una bella fantasia che mi permette di “divertirmi” non poco ;-)

Quest’anno ho conosciuto un appassionato maestro che fa corsi su come riconoscere le erbe commestibili ed essendo anche un cuoco, insegna come adoperarle in cucina, ecco, un corso così lo potrò fare, anche se a me piace sperimentare con le erbe che già conosco e che ho a disposizione però qualche piccolo “segreto” in più non guasta.

Dall’anno scorso ho in archivio un sacco di proposte, tutte riposte nel cassetto della memoria e pronte ad essere portate…nel piatto.

Ora riporto quanto scritto sul libro “Conservare frutta e verdura” di Giunti/Demetra sui topinambur e ricetta che preparerò oggi e quindi foto più tardi:

Il topinambur ebbe un tempo una diffusione sulle mense ben più larga di quanto non avvenga ai nostri giorni; fu però soppiantato dalla patata.

Viene ancor oggi coltivato, ma il tubero commestibile può essere raccolto anche allo stato selvatico.

Pulite dunque con molta cura i bitorzoluti tuberi di topinambur e lavateli molto bene aiutandovi con uno spazzolino morbido, così da poter eliminare completamente ogni traccia di terriccio.

Fate bollire dell’acqua salata e aggiungetevi 1/2 bicchiere d’aceto per ogni litro d’acqua; quando bolle versatevi i tuberi senza spellarli e lasciateli cuocere per circa 1/4 d’ora.

Poi scolateli e lasciateli asciugare distesi su un canovaccio, quando i tuberi sono asciutti, sistemateli accuratamente in vasi di vetro (sterilizzati aggiungo io), aggiungetevi dell’alloro e qualche grano di pepe e ricopriteli perfettamente con dell’olio, infine chiudete i vasi e riponeteli per la conservazione, consumando dopo un paio di mesi come contorno o come antipasto.

Ho trovato nel web qualcosina ma più o meno questa è la ricetta, i miei topinambur sono piccoli e li lascerò interi, qualcuno li taglia a cubetti, insomma proviamo e vediamo cosa succede.

Qualche idea: