Topinambur sott’olio: a che punto è la primavera…un anno dopo…

Topinambur sott’olio.

Topinambur raccolti il 17 marzo 2012

Amo il mio blog per tanti motivi ma quello che m’incanta di più è che mi da la possibilità, anno dopo anno, di “fermare”  immagini,  sensazioni, emozioni e  dopo un pò di tempo poterle confrontare  con il presente che a sua volta diventerà passato e così via.

Ieri,  come faccio spesso, tornando dalla spesa ho fatto la solita deviazione “campagnola”, ora gli sterrati attorno casa sono accessibili soltanto ai mezzi autorizzati,  lì ci sono ancora i campi e le strade servono ai contadini per lavorare, per passare con trattori, trebbiatrici ecc.

Fino ad un mese fa, i detriti/immondizie dell’anno scorso c’erano ancora, mentre ieri, con mia grande sorpresa, era stato portato tutto via e gli argini ripuliti dalle sterpaglie per dar nuovo respiro e nuova vita a sambuchi, gelsi e quant’altro.

Sterpi da bruciare.

Mamme e bambini vanno tutti a passeggio per i centri commerciali che qui a Udine abbondano  e così, questi campi rimangono avvolti nel silenzio, rotto soltanto dal rumore della ghiaia ad ogni passo e, man mano che la primavera avanzerà,  sveglierà i suoi abitanti ed aumenteranno i suoni come una musica, in un crescendo che mi ricorda il Bolero di Ravel.

Soltanto per curiosità, ma senza speranza mi sono avvicinata al campo di topinambur, convinta che fosse stato arato..invece no, era lì:

Sono entrata senza esitare…con le scarpine primaverili, delle ballerine blu traforate e, a mani nude ho iniziato a ravanare e…e li ho trovati.

Ne ho raccolti soltanto un pò, il raccolto vero e proprio lo farò con abbigliamento adeguato.

Ho trovato una ricetta in un libro per conservarli e oggi mi metterò al lavoro, non conserverei mai quelli comperati perchè non si sa  quanto tempo sia trascorso dal campo al bancone, però questi, con una buccia quasi inesistente, sodi, profumati e, raccolti con le mie mani, beh..questi si.

Sembro una matta con questi topinambur ma va bene così…noto, con grande gioia, che molte blogger stanno abbracciando la cucina con le erbe, forse è la moda ma ben venga e che rimanga ben salda nel web per sempre..un pò come le mie ballerine traforate…sempre di moda…certo non adatte a certi terreni.

Tana

Ripeto, come scrivo qui, io non ho fatto corsi, mi piace avere un’infarinatura di tutto, non ho molto tempo per approfondire le mie passioni, io arrivo fin dove mi diverto, oltrepassare l’aspetto ludico non fa per me, ma, e questo concedetemelo, ho una bella fantasia che mi permette di “divertirmi” non poco ;-)

Quest’anno ho conosciuto un appassionato maestro che fa corsi su come riconoscere le erbe commestibili ed essendo anche un cuoco, insegna come adoperarle in cucina, ecco, un corso così lo potrò fare, anche se a me piace sperimentare con le erbe che già conosco e che ho a disposizione però qualche piccolo “segreto” in più non guasta.

Dall’anno scorso ho in archivio un sacco di proposte, tutte riposte nel cassetto della memoria e pronte ad essere portate…nel piatto.

Ora riporto quanto scritto sul libro “Conservare frutta e verdura” di Giunti/Demetra sui topinambur e ricetta che preparerò oggi e quindi foto più tardi:

Il topinambur ebbe un tempo una diffusione sulle mense ben più larga di quanto non avvenga ai nostri giorni; fu però soppiantato dalla patata.

Viene ancor oggi coltivato, ma il tubero commestibile può essere raccolto anche allo stato selvatico.

Pulite dunque con molta cura i bitorzoluti tuberi di topinambur e lavateli molto bene aiutandovi con uno spazzolino morbido, così da poter eliminare completamente ogni traccia di terriccio.

Fate bollire dell’acqua salata e aggiungetevi 1/2 bicchiere d’aceto per ogni litro d’acqua; quando bolle versatevi i tuberi senza spellarli e lasciateli cuocere per circa 1/4 d’ora.

Poi scolateli e lasciateli asciugare distesi su un canovaccio, quando i tuberi sono asciutti, sistemateli accuratamente in vasi di vetro (sterilizzati aggiungo io), aggiungetevi dell’alloro e qualche grano di pepe e ricopriteli perfettamente con dell’olio, infine chiudete i vasi e riponeteli per la conservazione, consumando dopo un paio di mesi come contorno o come antipasto.

Ho trovato nel web qualcosina ma più o meno questa è la ricetta, i miei topinambur sono piccoli e li lascerò interi, qualcuno li taglia a cubetti, insomma proviamo e vediamo cosa succede.

Qualche idea:

        

     

     


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