Rimase a lungo immobile e muto.
Strappò alcune spighe di segale, le tenne strette nel pugno e le guardò.
I sentieri della vita, pensò, gli apparivano come un viluppo ingarbugliato, un disegno complesso e tortuoso; né lui né alcun altro essere umano aveva il potere di dominarlo o di dirigerlo.
In quel arabesco si intrecciavano la vita e la morte, la felicità e il dolore, il passato e il presente.
Tuttavia l’iniziato avrebbe potuto decifrarlo con la stessa facilità con cui lo scolaro decifra i numeri che al selvaggio devono apparire confusi e incomprensibili.
E da questi elementi contrastanti nasceva la concordia…(Karen Blixen- Racconti d’inverno)













