Cracco batte Parodi 1 a 0.

Oggi post piccino picció, tanto per non perdere la mano, la mia é stata una Pasqua anomala: a neanche 1000 metri s.l.m. é nevicato, giá, proprio cosí  e soltanto oggi potró dedicarmi alle mie raccolte per i campi.

Sabato, giorno della partenza della mini vacanza, é  iniziato col sorriso (vi racconteró) e col sorriso l´ho concluso, guardando su ma che tempo che fa il giocoso duello tra una simpatica, ridanciana, bella ed aggiungerei ricca Benedetta Parodi ed un sempre piú affascinante Carlo Cracco con la sua parlata lenta, chiara, suadente, quasi ipnotica.

Lei ha difeso a spada tratta le donne in carriera e/o impegnate tra lavoro famiglia e quant´altro, concedendo loro quasi tutto, il congelato, il dado il minestrone pronto ma i 4 s. no, quelli no, una pasta al pomodoro si può sempre fare al momento.

A questo punto el Craco scuotendo il capo ha detto serafico: ma é difficilissimo fare la pasta al pomodoro!

Io non sono cuoca ha replicato lei, io sono cuoco ha affermato lui, la differenza é che per fare il cuoco bisogna andare a scuola, fare la gavetta e poi aprire un ristorante (forse).

I dialoghi hanno avuto un´altra sequenza, ma questo é il succo.

Lui, sempre scuotendo il capo sconsolato, ha ribadito piú volte che il segreto della buona cucina sta nella semplicitá, nell´adoperare i prodotti di stagione, nel non complicarsi la vita.

Ma quello che cucino é davero buono, ripeteva lei, si puó fare meglio, rispondeva lui.

Diciamo che la partita sarebbe potuta finire con un pareggio, sia l´uno che l´altra, ognuno con e per motivazioni diverse se la sono giocata bene se Fazio non avesse fatto l´ultima domanda: cosa mangerete domani che é Pasqua.

Lei senza esitare ha risposto: l´agnello, sempre e comunque e  ha anche condiviso una semplice ricettina.

Lui ha risposto: nulla, io digiunerei domani, ma, Fazio insiste e lui risponde: le uova, a Pasqua si mangiano le uova.

Cracco forever!!!

Con la scusa della tradizione religiosa spesso si compiono azioni discutibili, ma oggi é Pasquetta e, nel cestino del picnik non c´é posto per la pesantezza, gli argomenti agnello e religione richiederebbero tempo, energia ed esponendo quello che é il mio pensiero, arrabbiatura certa, quindi ci rinuncio.

Dico soltanto che io da 3 anni non lo compero, non lo cucino e non lo mangio (e di conseguenza neanche ello), non nego che mi piaceva molto quella carne ma dopo aver visto lo sguardo dei capretti di Danilo ed aver sentito il loro respiro sulle mani mentre mangiavano il pane che gli davo, beh, non ho piú avuto voglia di mangiare nè l´uno nè l´ altro.

Non mangio piú  tonno fresco, pesce spada, compero soltanto le uova che so provenire da galline che fanno la bella vita, non compero peperoni, zucchine e melanzane se non in stagione con eccezione dei peperoni se devo colorare qualche piatto.

Certo, non sono vegetariana, mangio il pollo ma sempre meno, il mio apporto proteico lo attingo dalle uova, formaggi e derivati dalla soia.

I muscoli li ho giá formati tanti anni fa e mi hanno dato anche tante soddisfazioni, ora per me, é giunto il momento di nutrire la mente, sento che dentro di me sta avvenendo una metamorfosi, spero solo non sia come quella descritta da Kafka in un suo racconto.

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