Il cavallo fuori dal pozzo
Un giorno, il cavallo di un contadino cadde in un pozzo, non riportò alcuna ferita, ma non poteva uscire da lì con le sue proprie forze.
Per molte ore l’animale nitrì fortemente, disperato, mentre il contadino pensava a cosa avrebbe potuto fare e finalmente il contadino prese una decisione crudele: pensò che il cavallo era già molto vecchio e non serviva più a niente, e anche il pozzo ormai era secco ed aveva bisogno di essere chiuso in qualche maniera.
Così non valeva la pena sprecare energie per tirarlo fuori dal pozzo, allora chiamò i suoi vicini perchè lo aiutassero a interrare vivo il cavallo.
Ciascuno di essi prese una pala e cominciò a gettare della terra dentro il pozzo, tuttavia, con sorpresa di tutti, dopo che ebbero gettato molte palate di terra, il cavallo si calmò.
Il contadino guardò in fondo al pozzo e con sorpresa vide che ad ogni palata di terra che cadeva sopra la schiena, il cavallo la scuoteva, salendo sopra la stessa terra che cadeva ai suoi piedi. Così, in poco tempo, tutti videro come il cavallo riuscì ad arrivare alla bocca del pozzo, passare sopra il bordo e uscire da lì, trottando felice.
La vita ti getta addosso molta terra, tutti i tipi di terra, soprattutto se tu sei già dentro un pozzo.
Il segreto per uscire dal pozzo è scrollarsi la terra che portiamo sulle spalle e salire sopra di essa.
Ciascuno dei nostri problemi è un gradino che ci conduce alla cima.
Possiamo uscire dai buchi più profondi se non ci daremo per vinti.
Adoperiamo la terra che ci tirano per fare un passo verso l’alto !
Ricordati delle 5 regole per essere felice:
1 – Libera il cuore dall’odio.
2 – Libera la mente dalle eccessive preoccupazioni.
3 – Semplifica la tua vita.
4 – Dà in misura maggiore e coltiva meno aspettative.
5 – Ama di più e … accetta la terra che ti tirano, poichè essa può essere la soluzione e non il problema.
Chi ha la fortuna (?) di conoscere ello saprà già perchè sabato mattina ho riso quando mi ha letto questo racconto “augurale” speditogli da un suo cliente.
Cliente che è stato apostrofato con epiteti vari, in quanto ello non brilla per romanticismo ed “inutili” moralismi e filosofeggiamenti.
Più io dicevo: ma è stato carino e gentile più lui sottolineava che era stata un’idea “……”, e dal momento che a me, al contrario, piacciono i racconti con una morale e mi piace filosofeggiare, ho cercato il racconto nel web, trovandolo e lo condivido volentieri con i tanti “cavalli” che ora si trovano nel pozzo e che stanno per essere ricoperti di terra, in fondo il mondo è pieno di “contadini” (nel senso dispregiativo che usa la gente ignorante) e di “vicini” pronti con la pala in mano
Insalata calda d’orzo e cime di rapa di Tiziana.
Ed ecco la ricettina, arrivata fresca, fresca via mail da una Tiziana che vuole farmi tornare la voglia di cucinare e che la smetta di “filosofeggiare”
Ingredienti (non ha messo le dosi ma so essere per 2 persone):
- orzo lessato in acqua salata,
- cime di rapa tritate finemente (non sbollentate),
- 1 spicchio d’aglio tritato (si può metterlo vestito e togliero se non si desidera mangiarlo),
- peperoncino,
- olio EVO.
Come fare:
lessare l’orzo in acqua bollente salata e nel frattempo saltare in padella con l’olio, l’aglio ed il peperoncino le cime di rapa (crude) tritate finemente, portare a cottura ed unire l’orzo con poca acqua, amalgamare fino a far assorbire il liquido.
Impiattare con un coppapasta a forma di fiore, decorare con delle viole mammole, salutare l’inverno e servire la primavera in tavola.
Non c’è nulla da fare vero? É irrecuparabile














