Archivi del mese: giugno 2012

Biscotti con farina d’orzo, uvetta e pinoli, come un volo di falene…

“Salutiamoci”… Con un volo di falene (biscotti con farina d’orzo, uvetta e pinoli)

Se le va un’altra cena quando volano le falene, venga stasera dopo il lavoro qualsiasi ora andrà bene.

Ho iniziato questo post ieri sera tardi ed è così che queste farfalle sono diventate falene e non ho potuto fare a meno di collegare le falene  alla frase del biglietto che Francesca (Mery Streep) aveva lasciato sul ponte  a Robert (Clint Eastwood) nel film I ponti di Madison County.

Sono una sentimentale lo so, io sarei partita con lui ma forse Francesca non aveva torto scrivendo dopo anni: Quello che io e Robert avevamo avuto non sarebbe potuto continuare se fossimo rimasti insieme e quello che io e Richard avevamo sarebbe svanito se ci fossimo separati.

A volte mi sforzo di essere moderna però non ci riesco, tra Avatar e Heidy, preferisco quest’ ultima e chissà se a Heidy piacerebbero questi biscottini, lei adora le farfalle.

“Salutiamoci”… Con un volo di falene (biscotti con farina d’orzo, uvetta e pinoli)

Ingredienti per 35 biscotti:

  • 200 g. di farina di orzo integrale biologica macinata a pietra,
  • 50 g. di uvetta biologica lavata (accuratamente), asciugata e frullata,
  • 3 cucchiai di olio EVO,
  • 4 cucchiai di succo di succo centrifugato di mela,
  • 30 g. di pinoli,
  • un piccolo pizzico di macis macinato al momento.

“Salutiamoci”… Con un volo di falene (biscotti con farina d’orzo, uvetta e pinoli)

Come fare:

preriscaldare il forno (io statico) a 180°C.

In una terrina formare la fontana con la farina setacciata con la polvere di macis (l’involucro della noce moscata) lasciandone un pò per stendere la pasta.

Mettere al centro l’ uvetta frullata, il miele, l’olio e l’acqua e lavorare fin ad ottenere un impasto omogeneo, incorporare i pinoli.

Stendere la pasta col matterello in uno spessore di c.ca 1/2 centimetro e, con una formina a piacere ritagliare i biscotti, adagiartli su una placca da forno rivestita con l’apposita carta ed infornare per c.ca 15/20 minuti.

Gustarli in terrazza con un bicchiere di sciroppo di fiori di sambuco aromatizzato con foglie di menta fresca, però non oggi, domani

“Salutiamoci”… Con un volo di falene (biscotti con farina d’orzo, uvetta e pinoli)

Vi auguro un sereno fine settimana.


Stroncatura con cozze, non tutte le stroncature vengono per nuocere, alcune arrivano per cuocere.

Non tutte le “Stroncature” vengono per nuocere, alcune vengono per “Cuocere”.

Io mi emoziono sempre quando mi trovo di fronte ad un prodotto che, mentre lo tocco e lo osservo, lui mi racconta una storia, la sua storia e la storia dell’uomo.

Mi è successo tanti anni fa con la Pitina della Val Tramontina, e anni dopo con la Farina di Grano arso; un grande rispetto per l’ingegno umano ed un grande rispetto per noi “foodblogger” che, con la nostra curiosità, la nostra voglia di inventarci sempre qualcosa di nuovo,  stiamo contribuendo a riportare a galla ciò che rischiava di rimanere sepolto sotto strati di polvere.

Posso anche accettare, fino ad un certo punto però, una strumentalizzazione ma, in questi casi il detto: basta che ne parlino, è perfetto.

E così, appena aperto il pacco del mio Amico Max, i miei occhioni di bambina che fa oooooohhhhhhhhhhh si sono spalancati: nascosto tra nespole, albicocche, limoni c’era un sacchetto con la Stroncatura Calabrese, tipico formato di pasta prodotta soltanto nella provincia di Reggio Calabria e precisamente nella Piana di Gioia Tauro (alla fine troverete un link).

Veniva fatta con  le “scopature di magazzino”, resti di farina e crusca che rimanevano sul pavimento dopo la macinatura dei cereali.

Un tempo era la norma “Far di necessità virtù” e, se ci fate caso, la maggior parte dei prodotti di nicchia di oggi che vengono venduti a caro prezzo sono nati dalla necessità di sopravvivere nelle cucine dei Poveri di un tempo.

Per gustarla ho atteso il momento giusto, la ricetta tradizionale della Stroncatura richiede le alici salate ma, aimeh, le alici sono  uno dei pochi cibi che non riesco a mandar giù,ma non ho voluto comunque privarla del sapore del mare e, non essendo arrivati gli Scampi che avevo ordinato,  (l’idea era di farla con gli Scampi alla Busara (la ricetta che avrei fatto)), ho ripiegato, per modo di dire, su dei freschissimi, ciccioni Pedoci (cozze) nostrani, testati la settimana prima.

Per questa ricetta ho voluto unire con un filo invisibile la mia Trieste alla Calabria, attraversando il Territorio POMÍ, con una sosta a Sorrento ma andiamo in cucina a vedere cosa ho preparato.

Non tutte le “Stroncature” vengono per nuocere, alcune vengono per “Cuocere”.

Ingredienti per 2 persone (la quantità che ho adoperato io):

  • 500 g. di Stroncatura,
  • 1 kilo e mezzo di cozze,
  • 200 g (1 brick) di passata di pamodoro POMÍ,
  • 4 spicchi d’aglio vestiti,
  • prezzemolo, gambi compresi,
  • 4 cucchiai di olio EVO,
  • 1 bicchiere di vino bianco (Friulano),
  • peperoncino di Calabria (Garofalo),
  • 1 coccio di Calabria per cucinare.

Non tutte le “Stroncature” vengono per nuocere, alcune vengono per “Cuocere”.

Come fare:

per prima cosa lavare e spazzolare le cozze eliminando la barba e, se ci sono, i denti di cane, aiutandovi con una lama.

Metterle in un tegame capiente assieme all’olio EVO, gli spicchi d’aglio, il prezzemolo, coprire e far cuocere a fuoco alto scuotendo il tegame dal basso verso l’alto per far prendere il calore alle cozze in maniera omogenea e completa.

Quando le cozze saranno aperte (quelle chiuse eliminarle) sfumare con il vino bianco e far evaporare, togliere le cozze dal guscio e metterle da parte, filtrare il liquido rilasciato (che profuma irresistibilmente di mare).

Riscaldare il coccio e versare una parte di liquido di cottura delle cozze, portare a bollore ed aggiungere la stroncatura cruda e trattarla come fosse riso, procedendo con una cottura Risottata.

Man mano che la pasta si ammorbidirà, unire altro liquido che avrete mantenuto bollente, soltanto a questo punto aggiungere la passata di pomodoro anche lei bollente ed il peperoncino in polvere.

Non salare perchè l’acqua che rilasciano le cozze è già salata, aggiungendo sale rovinereste la preparazione.

Continuare la cottura, dopo 10 minuti assaggiare per testarne la consistenza e, soltanto poco prima della fine aggiungere le cozze, amalgamare e servire, io non ho messo formaggio.

Non tutte le “Stroncature” vengono per nuocere, alcune vengono per “Cuocere”.

Con questo piatto ringrazio POMÍ per avermi dato la possibilità di giocare con i loro prodotti che trovo, indipendentemente dal concorso o dal pacco ricevuto, prodotti di qualità, presentati e promossi con eleganza.


Crumble di Asparagi, Crumble di zucchine: sotto i Crumble un mondo.

Asparagi, zucchine: sotto i Crumble un mondo.

Credo che per i foodblogger sia complicatissimo rendere appetibile ed esaustiva la fotografia di un crumble, lì, sotto quella crosticina profumata ed invitante si può nascondere di tutto, carne, pesce, frutta, verdura.

Volevo farne uno un pò scenografico ma dal momento che alla fine viene tutto coperto non vale la pena ingegnarsi.

Per chi ama le sorprese il crumble è perfetto.

I due crumble che presento oggi li ho trovati su quelle schede del giornale Elle (quelle che mi mette da parte la mia parrucchiera ), solitamente sono la presentazione di qualche libro e le foto sempre meravigliose,  asparagi e zucchine sembrano crudi (e forse lo erano) ma sono esigenze di copione.

Un  appunto devo farlo per quanto riguarda il procedimento sulle briciole di quello agli asparagi, io ho risolto a modo mio ma credo ci sia qualche inesattezza.*

Iniziamo proprio da quello agli asparagi che avevo fatto tempo addietro con degli asparagi raccolti la mattina stessa da una contadina.

Asparagi, zucchine: sotto i Crumble un mondo.

Ingredienti per 2 persone:

  • 300 grammi di asparagi verdi,
  • 2 fette di prosciutto di Sauris,
  • olio EVO,
  • sale.

Asparagi, zucchine: sotto i Crumble un mondo.

Come preparare gli asparagi:

i miei asparagi, essendo sottili e freschissimi non li ho pelati, ho eliminato soltanto la parte finale e li ho cotti nell’asparagera per 5 minuti (se sono più grossi 8/10).

Scolarli ed appoggiarli sulla carta assorbente, ungere un piatto o una pirofila da forno, disporre il prosciutto tra gli asparagi, spennellare con l’olio e disporre le briciole, infornare per 5/10 minuti (io 10).

Asparagi, zucchine: sotto i Crumble un mondo.

Ingredienti per le briciole:

  • 40 g. di mollica di pane ai cereali raffermo,
  • 30 g. di burro,
  • 40 g. di parmigiano reggiano grattugiato,
  • 1 cucchiaio di olio EVO.

Come preparare le briciole:

scaldare il forno a 180°C. e rivestire una teglia con la carta forno, tritare la mollica con il robot, unire il parmigiano, il burro a pezzetti e l’olio.

Mescolare con la punta delle dita e stendere il composto sulla teglia, infornare e cuocere per 10 minuti.

Asparagi, zucchine: sotto i Crumble un mondo.

Qui la mia osservazione: il calore del forno scioglie il burro e il parmigiano e si forma in pratica una cialda compatta.

*Io ho fatto raffreddare tutto, ho spezzato la cialda e l’ho rimessa nel robot assieme ad altro pane raffermo ed ho ottenuto le briciole, ho ottenuto un buon risultato ugualmente ma mi sfugge qualcosa, avete un’idea per migliorare il procedimento?

Asparagi, zucchine: sotto i Crumble un mondo.

Crumble di zucchine e formaggio di capra.

Ingredienti per 2 persone:

  • 400 g. di zucchine piccole,
  • 2 cucchiai di basilico fresco tritato,
  • formaggio fresco di capra a piacere,
  • olio EVO,
  • sale (affumicato),
  • pepe verde.

Come preparare le zucchine:

dopo aver lavato e asciugato le zucchine, eliminare le estremità e tagliarle a rondelle.

Ungere il piatto o la pirofila da forno, disporre le zucchine, il formaggio, se lo adoperate, e cospargere con il basilico tritato.

Salare, pepare e coprire con le briciole, infornare per 20/25 minuti.

Ingredienti per le briciole:

  • 40 g. di burro,
  • 50 g. di farina,
  • 2 cucchiai di pane grattugiato,
  • 30 g. di pinoli,
  • 1 cucchiaio di olio EVO,
  • sale q.b.

Come preparare le briciole:

in una ciotola mescolare il pane grattugiato, la farina e il sale, incorporare il burro tagliato a pezzetti e l’olio, mescolare con la punta delle dita ed aggiungere i pinoli.

Asparagi, zucchine: sotto i Crumble un mondo.

Buona giornata a tutte/i


Torta di zucchine: solo piccole, freschissime meravigliose zucchine per una torta fantastica.

Torta di zucchine: solo piccole, freschissime meravigliose zucchine per una torta fantastica e… Conta sul mio affetto…

Per questa ricetta faccio un copia/incolla del testo, con qualche modifica, dal momento che questa ricetta l’avevo presentata per un concorso nel 2009, ieri l’ho rifatta, complici delle splendide zucchine piccole appena raccolte nel campo di Milva, ieri ho cambiato tipo di formaggio adoperando della Fontina Valdostana (no Fontal) ed ho variato i tempi di cottura avendo, pur con lo stesso peso, un volume più grande.

Il bello di questa torta di zucchine è che non dovete avere pasta sfoglia, brisè o quant’altro…soltanto zucchine e il formaggio che vi piace di più!!

Potrete sgranocchiarla anche in spiaggia, tra un tuffo ed una partita di Beach Volley, senza appesantirvi… Buona estate a tutti!!!

Torta di zucchine: solo piccole, freschissime meravigliose zucchine per una torta fantastica e… Conta sul mio affetto…

Ingredienti per una teglia da Ø 24 cm.:

  • 1 kg. di zucchine piccole con i fiori (devono, ovviamente, essere freschissime),
  • 5 cipollotti ( o cipolle bianche),
  • 2 uova,
  • 2 cucchiai di panna o latte se preferite, io ho usato quella di soia,
  • 100 g.di Fontina Valdostana che potete sostituire con il formaggio che vi piace (anche tofu affumicato), nella prima versione ho adoperato della provola affumicata che con le zucchine ci sta proprio bene,
  • semi di zucca tritati per la teglia (se le zucchine sono più grandi adoperate il pane grattugiato che, in cottura, assorbirà il liquido in eccesso),
  • olio EVO,
  • sale affumicato,
  • pepe verde.

Torta di zucchine: solo piccole, freschissime meravigliose zucchine per una torta fantastica e… Conta sul mio affetto…

Come fare:

grattugiare con la grattugia grossa il formaggio, tagliare a rondelle sottili le zucchine, io ho adoperato il robot ma va bene anche la mandolina, tagliare a rondelle anche i cipollotti (o cipolle) e, quest’ultimi fateli appassire a fuoco basso in un tegame con olio evo assieme ai fiori delle zucchine (privati del pistillo) sminuzzati grossolanamente e cuocere per c.ca 15 minuti (le cipolle non devono colorarsi), aggiustare di sale e pepe.

Ungere la tortiera e cospargerla con i semi di zucca o, pane grattugiato (se siete celiaci adoperate quello da prontuario), fare uno strato con le zucchine crude e seguire con qualche cucchiaio del composto di cipollotto con i fiori di zucca ed il formaggio, continuare con gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti.

Torta di zucchine: solo piccole, freschissime meravigliose zucchine per una torta fantastica e… Conta sul mio affetto…

Infornare a 180° per 30 minuti, dopo questo tempo estraete la torta e cospargerla col composto di panna o latte e uova,  infornare ancora per altri 30 minuti, far intiepidire prima di sformarla, ottima anche mangiata fredda.

Una piccola nota, la prossima volta aumento un pò la cottura ed aggiungo un pò di formaggio nel composto di panna-uova per ottenere una crosticina sempre gradevole agli occhi e al palato.

Torta di zucchine: solo piccole, freschissime meravigliose zucchine per una torta fantastica e… Conta sul mio affetto…

Si può accompagnare con una salsina alla menta, fatta usando foglioline di menta fresca, qualche pinolo, poco succo di limone (o lime), olio evo, sale affumicato e pepe, per vederla vi lascio questo mio carpaccio di zucchine, basta cliccare sulla foto:

Torta di zucchine: solo piccole, freschissime meravigliose zucchine per una torta fantastica e… Conta sul mio affetto…


Celeste ha trovato casa e festeggia facendo Pilates.

Celeste ha trovato casa e festeggia facendo Pilates :-)

É proprio quello che ho pensato quando ho scaricato questa foto, mi ricordava un esercizio di Pilates, qui si vedono benissimo i suoi spelendidi occhi “Celeste”, un pò strabici, che le danno un’aria quasi da nobil-gatta.

Celeste ha trovato casa e festeggia facendo Pilates :-)

Appena entrata nella clinica con le sue scatolette preferite e con addosso sempre quel senso di colpa nei confronti dello staff che ha avuto giorni pieni, le gabbie non erano sufficenti per tutti i gatti in cura, senza contare che nel frattempo erano arrivati altri 2 trovatelli (una da oggi è già nella nuova casa), più piccoli, ma gli Angeli dell’Animal Care non hanno fatto una piega e non mi hanno mai fatto sentire a disagio, neanche per un attimo, il Dottor Monino mi dice:

ciao, stavo proprio cercando il tuo numero di telefono per chiamarti.

É successo qualcosa?

Si, ma qualcosa di bello, Celeste oggi pomeriggio va nella nuova casa ma preferivo avvisarti prima.

E così, in un lampo mi sono scivolate via la preoccupazione e l’ansia che mi hanno accompagnato sin dalla prima volta che la vidi nel cortile dell’ asilo.

Devo essere sincera, mi mancherà, è normale, ma saperla amata, coccolata e serena è per me un grande sollievo.

Celeste ha trovato casa e festeggia facendo Pilates :-)

Ciao piccola Celeste, questa gabbia ti ha salvata ma ora che sei uscita, vai libera e, come dicono qui, nel mondo virtuale: Buona Vita Celeste mia adorata…


Con i Fiori di Sambuco: un cheesecake è per sempre…

L’ho capito subito, appena l’ho visto, ho capito subito che sarebbe stato per sempre, poi l’ho assaggiato, ho chiuso gli occhi per assaporarlo meglio e gli ho sussurrato: tu ed io faremo grandi cose insieme… e così è stato.

Tranquille/i, non voglio annoiarvi con le mie storie d’amore, nè raccontarvi di avventure amorose, sto parlando di un cheesecake, si, proprio quello, quello di Annalisa.

D’altronde l’avevo detto che si prestava ad un’infinità di varianti ed io ho iniziato con questa, con fiori e sciroppo di sambuco.

Scipione è riuscito a surriscaldarmi il cervello e la “Cima” del camino ;-) ma non è riuscito ancora a far sfiorire i fiori di sambuco per trasformarli in bacche e così ho elaborato questa versione profumata che consiglio a tutte/i quelle/i che sono estimatrici/tori di questa pianta.

Ingredienti per una teglia apribile da 18 cm. Ø:

  • 250 gr di ricotta vaccina,
  • 50 ml di panna fresca,
  • 60 gr di zucchero semolato aromatizzato con i fiori di sambuco*,
  • 1 cucchiaio di maizena  (15 g.),
  • 1 cucchiaio di sciroppo di fiori di sambuco per il composto,
  • 2 uova,
  • burro q.b. per la teglia,
  • sciroppo di fiori di sambuco, fiori freschi di sambuco per lo zucchero e per la”lucidatura” finale,
  • sale e succo di limone per montare gli albumi.

*Come preparare lo zucchero:

la sera prima mettere dei fiori freschi nella dose di zucchero che deciderete di adoperare sia per l’impasto che per lo sciroppo, scuotere il barattolo, il giorno dopo eliminare i grappoletti (conservateli per lo sciroppo)lasciando pure tranquillamente i fiori che si saranno scuriti un pò.

Per la glassa lucida, mettere in un pentolino i fiori e lo zucchero preparato la sera prima e acqua q.b. (io ho fatto a occhio ma la proporzione sarebbe 50 zucchero 120 acquase non usaste lo sciroppo al sambuco) , ridurre a fuoco basso, filtrare, aggiungere lo sciroppo di fiori di sambuco in proporzione e ridurre ancora qualche minuto, lasciar raffreddare.

Come fare il cheesecake (il procedimento con il Bimby lo trovate da Annalisa):

preriscaldare il forno a 180° C.

Montare gli albumi, io ho aggiunto sale e succo di limone per non farli smontare dal momento che dovevano “attendere”,

In una terrina ridurre a crema la ricotta con la panna e lo zucchero al sambuco,  aggiungere la fecola e, uno alla volta, i tuorli,  amalgamare ed aggiungere lo sciroppo dei fiori.

Imburrare la teglia e versare il composto ed infornare (ho omesso il passaggio dello zucchero sulla base della teglia) per 40/45 minuti fino a leggera doratura della superficie.

Sfornare, a questo punto, essendo sera dopo un primo raffreddamento ho  capovolto delicatamente il dolce e l’ho riposto in frigorifero “chiuso” con un altro cerchio apribile più piccolo per mantenere la forma, questa mattina sono andata a raccogliere fiori freschi per la decorazione, fiori che ho coperto con la glassa lucida trasparente.

Vi fidate di me? Allora provatela, ve ne innamorerete… A presto (dopo i puntini va lo spazio e la maiuscola, per fortuna che ci sono le professoresse ;-) ) con un’altra versione.

Con questo cheese cake festeggio, cosa? C’è sempre un motivo per festeggiare no? ;-)


Orzo mondo con barbabietola, olio e semi di zucca e riduzione di aceto di mele.

Ingredienti per 1 persona:

  • 80 g. di orzo mondo,
  • 1 piccola barbabietola rossa (quelle rosso scuro) non precotta e con la buccia,
  • acqua di cottura dei bacelli di piselli bio (Milva garantisce) o l’acqua di ammollo dell’orzo,
  • olio di semi di zucca,
  • semi di zucca tritati e leggermente tostati,
  • aceto di mele,
  • malto d’orzo per la riduzione,
  • sale marino integrale.

Come ho fatto la riduzione di aceto di mele:

non ho trovato in rete una ricetta che comprendesse i miei ingredienti quindi ho fatto a modo mio, ho messo un cucchiaino di malto d’orzo in un bicchiere di aceto di mele (bio), ho amalgamato ed ho messo sul fuoco a ridurre fino ad ottenere una consistenza non troppo densa, fatto :-)

Come fare:

controllare l’orzo, lavarlo e lasciarlo in ammollo per 6 ore.

Scolarlo (nel caso adoperiate l’acqua di cottura dei bacelli) e metterlo, assieme alla barbabietola, lavata ma non sbucciata tagliata in 3 parti, nella pentola a pressione, coprire con il liquido scelto, salare a piacere e, dal sibilo, cuocere per 45 minuti.

L’acqua di ammollo dell’orzo…udite, udite!!! L’ho messa in frigorifero e l’ho trasformata in bevanda salutare e dissetante per il mio Happy Hour :-)

Togliere le fette di barbabietola, privarle della buccia e tagliarle a dadini piccolissimi, condire con olio di semi di zucca, la riduzione di aceto di mele ed i semi di zucca tritati e tostati, verificare la sapidità.

Aiutandovi con un coppapasta o con una ciotola come ho fatto io, dare la forma voluta al vostro orzo, condito a sua volta con poco olio di zucca (per non alterarne il colore, l’olio di zucca è molto scuro), anche qui controllare la sapidità.

Sformare e terminare con la dadolata di barbabietola e decorare con semi di zucca…provare per credere.


Un “Mondo” d’orzo…e la carezza del vento…

(Foto dal web)

♥♥♥

…Trieste ha una scontrosa grazia.

Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.

Da quest’erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all’ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l’ultima, s’aggrappa.

Intorno
circola ad ogni cosa
un’aria strana, un’aria tormentosa,
l’aria natia.

La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.”

(Umberto Saba)

Ieri, mentre ritornavo dalla visita a Celeste ho preso la strada secondaria che attraversa le immense campagne circostanti.

Il cielo era limpido e c’era una strana atmosfera nell’aria, quando ho aumentato un pò la velocità il vento è entrato a spettinarmi e rinfrescarmi, ed è allora che è successo qualcosa, quel vento profumava di mare, il mio mare di Trieste, quello che mi fa sentire spesso un’emigrante malinconica in una terra meravigliosa ma che non mi appartiene.

Erano anni che non provavo più quella sensazione di pace e serenità, sentire quel profumo e quella sensazione di calore sulla pelle, è stato come se il mare avesse mandato quel vento a farmi una carezza…

Tortino di orzo mondo con porri e sedano.

Ingredienti per 2 persone:

  • 100 g. di orzo mondo Bio,
  • 1 porro ,
  • 1 bella costa di sedano,
  • 1 cucchiaio di olio EVO,
  • brodo vegetale,
  • parmigiano grattugiato,
  • 1 cucchiaio di burro di soia,
  • sale.

Come fare:

controllare che l’orzo non abbia sassolini ecc. lavarlo e metterlo in ammollo per 6 ore.

Metterlo nella pentola a pressione aggiungendo brodo vegetale, dal sibilo cuocere 50 minuti.

Nel frattempo tagliare porro e sedano a rondelle sottili e far stufare in olio EVO per circa 10 minuti, aggiungere l’orzo con poco liquido di cottura, aggiustare di sale e far insaporire per qualche minuto a fuoco vivace.

Versare il composto in una pirofila unta d’olio e spolverizzare con parmigiano grattugiato e fiocchetti di burro di soia, infornare per 30 minuti fino al formarsi della crosticina.

Essendomi avanzato un pò di composto ho preso 2 foglietti di pasta fillo, li ho unti con olio EVO ed ho fatto una tortina salata.

Pensando che ello non si sarebbe neanche avvicinato alla preparazione ho lasciato metà tortino per il giorno dopo…ma…ma…ello l’ha intercettato e se l’è pappato tutto, compresa la tortina, quasi tutta perchè ho voluto assaggiarla anch’io…mai dare nulla per scontato con ello ;-)

Buona domenica, io aspetterò un’altra carezza del vento…


Rifatte Senza Glutine: il Cheese Cake di Annalisa..buonissimo!!!

L’ultimo appuntamento, poi vacanze, fino a ottobre.

Come brave scolarette in questi mesi abbiamo appreso (parlo di noi non celiache) a preparare straordinarie ricette senza glutine, buone, belle da vedere, abbiamo imparato, come ho scritto sempre, a pensare senza glutine e a renderci conto delle difficoltà che incontrano i celiaci nell’approciarsi a ristoranti, pizzerie, pasticcerie e negozi.

Ma abbiamo anche contribuito a far capire e conoscere a chi non capiva e conosceva che la celiachia si può affrontare con serenità, che la celiachia non è “punirsi” mangiando pietanze incolori, insapori e spesso costosissime.

Qualche attenzione in più ci dev’essere, certo, ma tutto si può fare nel migliore dei modi, d’altronde, andando a visitare i blog delle amiche celiache chi non si è reso conto della fantasia, della bravura, della grinta e dell’entusisamo che esprimono?

Per chi si fosse perso qualcosa o non conoscesse ancora questa iniziativa clicchi sul banner :-)

Ed ora la mia ricetta in ritardo all’appuntamento che si rinnova alle ore 9 di ogni 15 del mese, problemi al pc, e molti impegni tra Celeste, ello, casa,terrazze con infiltrazioni, devo dire che questi giorni di “digiuno informatico” sono capitati a fagiuolo e mi hanno fatto bene.

Per quanto riguarda lo splendido dolce di Annalisa, è stata un’altra sorpresa, un dolce che offre la possibilità per un’infinità di varianti, io ho scelto il Lime che ho sciroppato alla fine per decorazione assieme alle zeste, per la ricetta originale vi rimando da lei, io ho fatto metà dose, di seguito i miei ingredienti.

Ingredienti per una teglia da 18 cm Ø:

  • 250 gr di ricotta di pecora,
  • 50 ml di panna fresca,
  • 80 gr di zucchero semolato vanigliato (ne ho adoperato meno perchè ho glassato la torta con lo sciroppo),
  • 1 cucchiaio di maizena come da prontuario (15),
  • il succo e la buccia di 1 lime,
  • 2 uova,
  • burro q.b. per la teglia,
  • zucchero muscovado per il fondo della teglia,
  • sale e succo di limone per montare gli albumi.

Come fare:

Annalisa indica anche il procedimento per chi possiede il Bimby, io ho usato le fruste elettriche.

Preriscaldare il forno a 180° C.

Montare gli albumi, io ho aggiunto sale e succo di limone per non farli smontare dal momento che dovevano “attendere”,

In una terrina ridurre a crema la ricotta con la panna e lo zucchero con le zeste di lime tritate finemente,  aggiungere la fecola e, uno alla volta, i tuorli,  amalgamare ed aggiungere il succo di lime.

Imburrare la teglia e cospargere il fondo con lo zucchero, versare il composto ed infornare per 35/40 minuti fino a leggera doratura della superficie.

Sfornare, a questo punto, essendo sera dopo un primo raffreddamento ho riposto la cheese cake in frigorifero fino al mattino, non l’ho capovolta e l’ho decorata con fettine e zeste di lime sciroppate (50 zucchero, 120 acqua, sciogliere e far bollire il lime fin quando sarà trasparente), ho fatto restringere lo sciroppo e, tiepido, l’ho versato sulla torta per lucidarla.

É tutto, ci ritroveremo il 15 ottobre nella cucina di Elena con la sua pasta con crema di peperoni:

Buona giornata a tutte/i e vi ringrazio per la pazienza, ora “scappo” da Celeste, appena ritorno passo a salutarvi, intanto vi mando un bel bacio con schiocco…senza glutine ;-)


Sciroppo di Fiori di Sambuco Vanigliato, per cambiare un pò.

Era l’agosto del 1995 (non conoscevo ancora ello), quando, dopo una gara vittoriosa a Gemona, una mia amica/avversaria m’invitò a casa sua per una doccia ed un bicchiere freschissimo di bevanda dissetante ai fiori di sambuco.

Fino ad allora non ne avevo mai sentito parlare e, certamente, durante le mie gare in MTB, non mi soffermavo sulle piante e fiori che incontravo sulla mia strada sterrata ma puntavo dritta al traguardo.

Quello sciroppo  oltre a dissetarmi, m’ incantò e chiesi la ricetta: questa, che ormai tutti conoscete bene, un pò per la “storia intorno” un pò perchè qualcuno l’ha provata a fare con successo.

Ne esistono molte versioni, chi prepara lo sciroppo, chi fa bollire l’acqua, io seguo sempre la ricetta base; soltanto ultimamente, dal momento che ho un frigorifero di riserva dove conservarlo tranquillamente ho ridotto del 50% l’acido citrico che lo conserva perfettamente ma gli da una nota acida forse troppo accentuata.

Ho anche provato ad assaggiare lo sciroppo fatto con procedimenti a caldo e non mi soddisfa, preferisco questo, in fondo non lo devo vendere e fin’ora chi lo ha assaggiato non ha avuto problemi.

Da quella volta lo preparo ogni anno, un pò per regalarlo, un pò per dissetarmi, da allora per me si è aperta una porta che era soltanto socchiusa, la porta che conduce nei campi e nella natura, campi che ho a disposizione a pochi metri da casa e quest’anno, per la stagione bizzarra, la fioritura è ancora in corso.

Come ripeto spesso sono fortunata a vivere in un posto dove, forse la gente no, però la natura si, è accogliente e generosa e mi da la possibilità di sciogliere i nodi della mia anima, di stemperare i colori del cuore, di profumare le stanze della mia vita…

Quest’anno, volevo cambiare, io mi annoio a fare sempre le stesse cose e così, dopo aver messo nello sciroppo i semini di cardamomo ho pensato: e se provassi con la Vaniglia? Potevo provare con la Lavanda, col Macis ma non c’è fretta, se non lo faranno altri lo farò io la prossima volta, l’importante è che qualcuno lo faccia, noi “food-blogger” abbiamo il dovere di raccontare qualcosa di nuovo, di fare esperimenti, di osare…io oso.

L’idea però non è nata da questa voglia di cambiamento ma bensì dalla mancanza di zucchero, si, all’ultimo momento mi sono accorta di aver finito lo zucchero e quindi ho pensato di adoperare lo zucchero aromatizzato alla vaniglia che ho sempre di riserva, quello che preparo con la bacca di Vaniglia Bourbon.

Ecco la ricetta originale, per questa variante ho fatto metà dose per la componente “ignota” ma, dopo l’assaggio ho capito che potrò raddoppiare :-)

  • 25 (12) bei grappoli di fiori di sambuco,
  • 4 kili di zucchero (2),
  • 4 litri d’acqua (2),
  • 10 limoni biologici (6 (3) spremuti e 4 (2)tagliati a pezzi).
  • 1 stecca di Vaniglia Bourbon).
  • 100 g. di acido citrico (25).

Come fare:

in un contenitore capiente per uso alimentare mettere gli ingredienti e lasciar macerare per 48 ore, mescolando di tanto in tanto.

Trascorso questo tempo filtrare ed aggiungere l’acido citrico.