Ma quanto è bella e vera questa frase….
Oggi è domenica, se avete 7 minuti di tempo guardate questo video, se amate la natura e la montagna “ascoltatelo”: questo è Cibo per l’Anima.
La prima volta che sentii parlare di Mauro Corono fu anni fa, con ello passammo per Erto e chiesi se ci vivesse ancora qualcuno, lui rispose: si, un “pazzo” che non vuole abbandonarlo e vorrebbe farlo sistemare…beh, ello fa parte di quelli che cementificherebbero tutto il mondo rendendolo tutto “zona industriale”
Anni dopo ello mi disse: ecco, quello è Mauro Corona, era in televisione, parlava di un suo libro, il giorno dopo andai a comperarlo e così, libro dopo libro li comperai tutti e, dopo averli letti, volli conoscerlo, mi piaceva quell’uomo che sapeva parlare alla natura, quell’uomo silenzioso, forte e concreto.
Dovendo andare a Pordenone misi i libri in macchina e mi diressi verso Erto, erano i primi di settembre, faceva ancora molto caldo e le mie probabilità di incontrarlo minime.
Solitamente in estate i “turisti” vanno a cercarlo per farsi fare l’autografo e fargli le solite domande e lui “sparisce”.
Ho avuto fortuna, avevo appena parcheggiato di fronte al suo studio quando lo vidi attraversare la strada: scusi se la disturbo, dissi, avrei dei libri suoi da farmi firmare… ci incamminammo verso il bar.
Da dove arriva quell’abbronzatura mi chiese, dall’ Istria risposi, avevo un abitino grigio chiaro da “signora bene” (ero ancora carina a quel tempo
), bevemmo qualche bicchiere di rosso e lui, intingendo il dito nel vino mi fece un disegno su un foglietto.
Mi innamorai di lui, non fraintendete, avrei voluto averlo come padre, certamente come compagno di escursioni in montagna, l’avrei ascoltato per ore.
Quando ci lasciammo camminai a lungo per il paese abbandonato e, avendo letto i suoi libri, lo immaginai com’era ai tempi di Mauro bambino, incontrai i personaggi dei suoi libri lungo le calli e sentii le loro voci.
L’estate dopo andai alla vecchia cava, dove lavorò da ragazzo, in un suo racconto c’è la storia dell’occhio azzurro nascosto nel marmo che un collega trovò, non è certo ma il collega sparì e così dedussero che l’avesse trovato, l’occhio azzurro valeva molti soldi
Ora, il paese sta riprendendo a vivere, molte case sono state comperate e restaurate, anzi, ora che ci penso in settimana vado a fare qualche fotografia, allora non avevo il blog e non possedevo né telefonino con la fotocamera né la digitale, avevo soltanto i miei occhi per imprimere le immagini nella mente e sarò in grado di confrontarle.
Mauro Corona è la dimostrazione che l’apparenza inganna e lui lo dice in un’intervista: chi è “famoso” può fare ciò che vuole, io, continuò, vado in televisione, alle fiere, dappertutto, sempre vestito così: scarponi, canottiera, bandana, se non fossi io mi sbatterebbero fuori senza esitare.
Mauro Corona è uno scultore, scrittore, alpinista, è un uomo colto, ha 2 figli laureati, i disegni che vedete sui suoi libri sono fatti dal figlio.
In un libro racconta che portò sua figlia in montagna a trascorrere la notte, e le insegnò a fare un letto di foglie, l’avrebbero protetta dal freddo.
Oggi è domenica, la prima domenica di autunno, il camino è spento, oggi il calore arriva dal mio cuore e dai miei ricordi.














