Agli Amici di Godia è nata un’altra Stella… Michelin

Omino Michelin-001

Una mail, poche righe: sei invitata alla bicchierata in occasione dei 125 anni di ininterrotta attività… Così, domenica ho lasciato solo ello per andare a far baldoria.

Agli Amici esterno bar-001

Una bicchierata tra Amici… ma qualcosa non mi quadrava, le macchine lungo la strada, le luci in giardino, tante voci e tanta bella gente.

Beh, ho pensato, in fondo 125 anni di ininterrotta attività è un traguardo importante, è una festa vera; avevo visto anche l’omino Michelin in giardino con tanto di sciarpa: che burloni, ho pensato, guarda cosa si sono inventati, eh lo so, è brutta l’ignoranza, la mia s’intende…

Perchè io sono sempre così poco informata? Una stella Michelin in Regione è un fatto importante, sarà stato scritto da qualche parte, qualcuno ne avrà parlato no? La prima l’ aveva ricevuta nel 2000 e da allora se l’è tenuta ben stretta, meglio dire se la sono tenuta be stretta.

Una riconoscimento così non è merito di uno solo ma di uno staff al completo; il merito, in questo particolare momento di crisi, è stato quello di non rinunciare mai e per nessuno motivo alla ricerca della qualità, sia del prodotto, che dei vari metodi di cottura, uscire dalla regione, viaggiare conoscere per farsi conoscere, imparare a coniugare tradizione ed innovazione,  questo è importante.

Il locale è supportato dalla posizione  amena, dove i campi sono ancora a perdita d’occhio, dalla presenza di un vecchio mulino ancora in attività, dal lavoro di coltivatori e allevatori preparati e legati alle tradizioni, tutto ciò  fa si che tutto rimanga come un tempo, nella sostanza, nell’essenza, nella cura che si riserva alla cucina di casa, quella dove si cucina per chi si ama.

Emanuele apre la sua cucina per insegnare e condividere la sua esperienza con gli appassionati , in dicembre sarò ad un corso di cucina della Carnia e affumicatura, che adoro, ma ora entriamo nella festa, cercherò di seguire una sequenza ma non garantisco, si incrociavano un’infinità di emozioni… abbiate pazienza, entriamo:

In giardino-001

Rassegnata e indispettitata per non essermi messa addosso qualcosa di carino sono entrata: l’accogliente e rassicurante sorriso di Michela e la frase di Emanuele Scarello per presentarmi agli Amici ♥ lei è la mia blogger preferita ♥ mi hanno subito messa a mio agio e poco m’importava più se avevo quasi una mise da funghi.

Michela ed io-001

… mi sono guardata in giro e, da buongustaia curiosa, mi sono accodata ad un bel signore con in mano un vassoio con 3 panozzi bicolori che avevano attirato la mia attenzione:

pane nero seppia alghe-001

L’ ho fatto io, mi ha spiegato il bel signore che poi si è presentato come patron del Ristorante ai Tre Canai di Marano Lagunare, è ancora tiepido, l’ho preparato apposta per Emanuele ma non pensavo ci fosse così tanta gente, mi aveva detto: siamo in 4 gatti.

Collage pane alghe-001

É un pane bicolore, ha 3 lievitazioni, lo preparo col lievitino: quello scuro col nero di seppia, quello chiaro alle alghe, alghe che raccolgo io, assieme agli agretti di mare, alla salicornia ecc. , poi le servo come accompagnamento ai vari piatti.

A Marano c’è un tipo di alghe che profuma di tartufo, è straordinario… continua Giorgio dal Forno.

Beh, dirvi che dietro a quel banchetto ci stavo proprio bene è superfluo, avevo vicino uno chef appassionato, con la moderna concezione di una cucina che deve integrarsi con il resto del locale, tutti assieme legati e uniti da una corda fatta di armoniosa  coesione (alla Bottura per intenderci).

Tra un taglio e l’altro ci scambiavamo abbinamenti virtuali da poter fare con quello splendido pane, sia per cromaticità che per sapore (lo dico con cognizione di causa ): ci metterei una bella fetta di salmone, ho detto io e lui, all’improvviso ha esclamato: io ci metterei l’anguilla ed è esploso il suo entusiasmo per l’anguilla di Marano: el bisato (anche a Trieste si chiama così).

Scopro che Giorgio dal Forno è Capo della Compagnia del Bisato, Sodalizio Culturale di Marano Lagunare e ne parla come fosse una sua creatura.

El bisato allo spiedo, posso darle la ricetta se vuole, volentieri.

Michela con Giorgio dal Forno-002

Continuerei a parlare del signor Giorgio e della simpatica e bella moglie (nella foto Michela Scarello n.d.r. ) ma preferisco lasciarvi questa foto sua che, finito il pane, per non oziare è andato in cucina a preparare la schiuma per il bagnasciuga, cos’è il bagnasciuga? Ecco:

Collage ostriche1

Ho visto un lato del Friuli che non conoscevo, una bella realtà che mi riempie d’orgoglio.

Un Friuli, geograficamente penalizzato,  notoriamente caratterialmente scontroso e schivo si sta aprendo al mondo, si sta rendendo conto di essere uno scrigno prezioso e ha deciso di concedersi.

Mi piace questo, mi piace proprio, iniziando dai produttori friulani che ho potuto conoscere al Salone del Gusto, agli chef autorevoli della regione che sono accorsi al richiamo di Emanuele, tutti pronti a dare una mano.

Un Paolo Zoppolatti che tutti conoscerete per l’immagine  fanciullesca e un pò burlona che sfoggia alla prova del cuoco, qui si è rivelato quello che è, un professionista serio, appassionato e preparato, perchè ci vuole preparazione a porzionare un prosciutto caldo cotto nel pane, attenzione, sono immagini forti.

Non sono riuscita a fotografare Alessandro Gavagna, ho parlottato con lui ma non mi è venuto il mente di farlo mettere in posa.

Collage Paolo Zoppolatti in cucina-001

Però Andrea Canton della Primula di San Quirino (Pordenone) si, l’ho fotografato (camicia a quadri), alle prese anche lui con le ostriche, assieme ad Emanuele, e non solo ostriche, anche la zuppa di cipolle era sotto il suo sguardo amorevole:

Collage Andrea Canton-001

Prima di entrare in cucina l’attenzione tutta sulla porta,  le frasi di soddisfatti quanto fortunati avventori testimoniano affetto e stima.

Cliccate pure sulle foto piccole, s’ingrandiranno e ne leggerete delle belle, da commuoversi e da ridere, in ogni caso vi verrà voglia di fare una capatina in Friuli:

Porta cucina agli amici-002

Si evince no?

 frasi su porta3-001 frasi firme porta-001 frasi porta6-001

   frasi porta-001 frase su porta-001

Poi c’è stata la consegna della fotografia dell’ investitura di Emanuele Scarello.

Collage consegna quadro-001

Non conoscevo neanche questa realtà, è proprio vero che c’è sempre qualcosa da imparare e sapere e per chi ha un blog di cucina, oltre alle ricette è bello e utile conoscere ciò che ruota intorno a questo mondo motivato da forti passioni e, me ne sto rendendo conto ultimamente, il Friulano è un popolo appassionato, certamente un popolo che sa mangiare e vuole mangiare bene… Sarà per questo che il friulano è di poche parole? Perchè è sempre a masticare?

Chaine des rotisseurs  (cliccare il link per la storia mentre il testo sotto parla del Friuli Venezia Giulia)

L’ospite che arriva in Friuli Venezia Giulia si trova subito immerso – per dirla con Ippolito Nievo – in un piccolo compendio dell’universo.

Può godere del mare e della montagna, dei laghi, dei fiumi, dei boschi, delle pianure e delle colline.

E si ritrova tra persone tranquille, serene, laboriose e, al momento opportuno, estremamente gioviali.

Chi arriva in questo estremo lembo del Nord-Est dell’Italia si scopre infatti – come recita un azzeccato slogan dell’amministrazione regionale – ospite di gente unica.

E, come valore aggiunto, il Padreterno ha voluto far dono, a queste genti, di un tesoro inestimabile: le terre ideali per una viticoltura di pregio.

Ecco allora che grandi vini e raffinata ristorazione, proprio così come vogliono le regole della Chaîne des Rôtisseurs, sono qui di casa.

Il Friuli Venezia Giulia è una Regione autonoma a Statuto speciale. Il capoluogo è Trieste.

La città giuliana, tra l’altro, è stata prezioso sbocco al mare di quello che fu l’Impero Asburgico, ed è ancor oggi permeata – nei palazzi, nei monumenti, se vogliamo anche nello stesso modo di essere della sua gente – dello stile Austria Felix.

Dal 2009, Trieste e il suo territorio hanno dato vita a un Bailliage autonomo, staccandosi da Udine per quanto riguarda la gestione degli Associati, ma collaborando coi “cugini” friulani nell’organizzazione di eventi.

Ma ci può essere festa senza il discorso, discorso, discorso? No eccolo:

Collage discorso Scarello-001

La serata è continuata in maniera ludicamente eno-gastronomica, tra spiedini di salsiccia, salame nel pane e fiumi di vino buono.

Piastra Agli Amici-001

Ogni tanto qualche gioiello illuminava la cucina:

Signora con orecchino-001

É il momento della zuppa di cipolle e prosciutto, le cipolle, mi raccomando, tagliate a dadini piccoli, non tritate!!!

Collage zuppa cipolle-001

Ad un tratto, come 1 folletto, ecco entrare nel salone, assieme alla moglie Flavia, Tomaž Kavčič, giovane quanto geniale talento Sloveno, fa parte del Jeunes Restaurateurs d’Europe (JRE), associazione che riunisce le giovani promesse europee.

Silvia, Tomaz e la corda con i panini appesi1-001

Inventore della famosa piastra di sale adoperata per le cotture, è arrivato con uno spago dov’ erano appesi dei sacchettini contenenti  panini da offrire agli ospiti.

Collage Tomaz, Silvia panini-001

Il panino, che ho rispettosamente guardato e mangiato la mattina dopo conteneva il famoso patè alla frutta secca di Tomaz con una pallina di mela, qui troverete alcune sue ricette, compresa la famosa piastra di sale.

Collage panino Tomaz-001

Michela, dopo vari tentativi riesce a stappare il Magnum Ferrari e mostra orgogliosa il tappo.

Michela ha stappato il magnum-001

La serata sta volgendo al termine, a testimoniarlo i resti:

Collage resti serata-001

Il prosciutto terminato e l’affettatrice spoglia…

Collage affettatrice Agli Amici-001

Girello ancora un pò, una fotina di qua, una fotina di là, qualcuna in giardino, qualcuno mi osserva incuriosito, come mai, mi domando, poi capisco: il mio atteggiamento da reporter lascia perplesso chi nota la mia Lumix, ma io imperterrita vado per la mia strada:

Collage effetti bn-001

Collage locale storico-001

Collage Agli Amici-001

Mentre procedo concentrata noto ancora una volta lo sguardo di una bella signora bionda, sta parlando con Michela: scusi, ci può fare una foto? Così iniziamo a parlare e scopro che la bella signora bionda è Elisabetta Puiatti, figlia d’arte, arte intesa come arte del vino, un vino che ama il legno, lo ama a tal punto da non voler tagliare gli alberi per fare le botti, no, il vino di Pujatti non vuole maturare nel legno, vuole profumare di se, vuole riconoscere il profumo dei suoi grappoli, distinguere il color dei chicchi, non vuole interferenze, e fa bene.

Rubo dal sito dell’Azienda queste frasi:

“L’uva non nasce
con il sapore di legno”
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“Il legno in cantina
è come la panna in cucina” 

Elisabetta ha ereditato dal padre la passione per il vino e a lui dedica tutta se stessa, lo ha sposato e gli rimane fedele.

Ci siamo ripromesse di tenerci in contatto e lo farò molto volentieri, anche se a me il vino non piace credo che, come mai, in questo momento il buon vino sia inscindibile dal buon cibo.

Le ho detto: a me piace il Pinot nero, e lei mi ha risposto: il Pinot nero è il nostro cavallo di battaglia (oltre chè le “bollicine” fortemente volute dal papà che, precursore aveva visto giusto, ora le bollicine da bere a tutto pasto stanno incontrando i gusti di tutti, estimatori, scettici e nostalgici).

Voglio concludere con questa foto, Emanuele ha cosa ridere, ora si godrà, assieme alla Famiglia e il suo Staff questa stella.

Agli Amci lo chef stellato si diverte1-002

Quel bel signore (io li vedo tutti così belli ) in mezzo è Leandro Luppi del Ristorante Vecchia Malcesine, mi ha confidato Michela che è un mago nel cucinare il pesce d’acqua dolce (Lago di Garda docet).

Ci sono altre  paperelle che attendono di potersi infilare la collana stellata.

le 2 stelle1-001

E come direbbe il “Presidentissimo”: Fuarce Friûl e…L’ultimo sbatta la porta:

cartello cucina Scarello-001


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