Mulini.

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Ognuno di noi ha subito o subirà, prima o poi,  il fascino del Mulino, basta soffermarsi sugli innumerevoli proverbi ispirati da esso, dai più conosciuti a quelli meno:

Ognuno tira l’acqua al proprio mulino.

Chi va al mulino si infarina.

Sono chiacchiere da mulino.

Il mugnaio macina, il fornaio fa il pane, tutti e due rubano : uno di giorno e l’altro di notte.

Chi arriva per primo al mulino, macina.

Le cicogne non fanno il nido sul tetto del mulino, perché sanno che il mugnaio ruberà loro le uova.

Tutti i mugnai sono ladri, ma non tutti i ladri sono mugnai.

Maiali e polli dei mugnai sono sempre i più grassi, ma nessuno sa con il grano di chi sono stati ingrassati.

L’ultimo a morire di fame è il mugnaio.

A quelli friulani, d’altronde si sa, in Friuli i Mulini sono parte integrante della storia della Regione.

A san Valantin s’inglace la roe cun dut il mulin.

La femine dal mulinàr a ten simpri un biel gjalinar.

Ricordo ancora un racconto inquietante di Mauro Corona inserito nel libro: Storia di neve, ambientato in un vecchio mulino invaso dai topi.

Nella Mia Regione i Mulini fanno parte della cultura, le distese a perdita d’occhio di campi coltivati hanno reso inevitabile che  l’esigenza dell’uomo di trasformare i cereali in farina si concretizzasse e perchè non farsi aiutare dalla natura?

Perchè non farsi aiutare dalla forza dell’acqua per sviluppare l’energia necessaria a far partire i meccanismi? Ed ecco nascere i Mulini che diventarono poi i social network di un tempo.

Era al mulino che la gente si ritrovava, che spettegolava, che intrecciava storie d’amore clandestine, che stringeva e scioglieva alleanze; è al mulino che nascevano  gelosie, invidie, rancori e sospetti.

In fondo cambiano tempi e modi ma l’uomo rimane sempre lo stesso, un tempo però faceva di necessità virtù e non sottovalutava la generosità della Natura.

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