Aglio di Resia, un intreccio di Storia, Passione e Amore per la propria Valle.

aglio Resia-001   

 Impossibile parlare dell’Aglio di Resia, presidio Slow Food che, assieme al Pestât di Fagagna, al Formadi Frant, al Pan di sorc, alla Cipolla di Cavasso e Val Cosa, alla mia adorata Pitina delle Valli Cellina e Tramontina e al rarissimo e pregiatissimo Radic di Mont, fa parte delle 7 meraviglie del Friuli Venezia Giulia, senza soffermarsi prima ad ammirare questa Valle, la Val Resia, situata in mezzo a montagne impervie che l’hanno isolata ma al contempo protetta da invasioni ed influenze esterne, diventando una Valle a se stante, per folklore, dialetti e tradizioni.

Tradizioni fortemente volute conservare dai giovani Valligiani che, nonostante le comprensibili gelosie e resistenze degli anziani nel non voler far uscire dalla loro amata Valle, quello che considerano proprietà privata, mantengono vive le loro tradizioni, i loro balli, i loro canti e i loro dialetti, divulgandoli, per quanto possibile al di fuori dei confini.

Oggi il Resiano viene insegnato nelle scuole, vengono pubblicati testi poetici, composti canti religiosi e durante la messa vengono recitate alcune preghiere.

Come in tutto il Friuli che vuole conservare memoria e cultura della sua Lingua, anche lungo le strade della Valle, i cartelli della segnaletica sono bilingue e, a me, Triestina appassionata, questo emoziona fino al punto da avere la pelle d’oca.

L’aglio di Resia che è ben tollerato anche da chi, solitamente, non lo digerisce e questo perchè questo aglio ha una lunghissima germinazione ed è il germoglio interno che crea problemi alla digestione e all’alito.

Regolatore della pressione, ottimo cicatrizzante se si tampona la ferita con la buccia, strofinando mezzo spicchio sulle punture di tafani (che in montagna sono un bel problema) si evita il gonfiore, e tanto altro ancora, il web è generoso di informazioni.

La semina avviene, in fase di luna calante (sennò va subito in semenza) durante l’ultima settimana di ottobre e la prima di novembre e si raccoglie, sempre con la luna in fase calante, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto.

Ci sono comunque delle variabili che possono far slittare il tutto di qualche giorno, qui è la natura che comanda e decide la sorte delle coltivazioni.

La lavorazione, a parte la preparazione del terreno, viene fatta tutta a mano, si parte dalla semina che avviene interrando il bulbo, la concimazione viene fatta con stallatico naturale che proviene dalla vicina Moggio.

Le strisce di terreno seminate si proteggono dalle erbe infestanti, parassiti o animali con la pacciamatura di mais, biodegradabile, questi teli alla fine vengono raccolti e smaltiti.

Le coltivazioni non vengono irrigate, sarebbe problematico far arrivare in quei campi un’impianto, a quello ci pensa sempre la natura ed a lei ci si affida, anche per l’aglio vale la regola della semina a rotazione.

Per concludere, una visita in Val Resia vale un viaggio, una gita fuori porta, un fine settimana; questi Paesi, questa Valle hanno molto da offrire ed in cambio noi possiamo dar loro visibilità, possiamo far crollare anche le ultime resistenze degli anziani, far capire loro che il turismo non può essere loro nemico ma amico e complice.

Fagioli ed aglio sono prodotti a lunga conservazione, la deperibilità è minima e quindi sono garanzia di continuità nel tempo e di interesse verso questi territori del Friuli Venezia Gulia da parte di chi già li conosce e li ama, di chi li sta conoscendo e di chi li conoscerà.

Chi ama queste realtà, sa rispettarle, sa rispettare abitudini, prodotti, tradizioni, rispetta il silenzio ed il desiderio di riservatezza, è una promessa.

Iperico e Torrente Resia

Iperico e Torrente Resia

About these ads

I Commenti sono disabilitati.