In Val Resia tra Fagioli dei Turchi, Clostar o Fagioli del Papa, riflessioni tra i Filari.

Potrei anche non scrivere questo post, basterebbe farvi ascoltare le parole della Signora Donatella dalle quali traspare proprio quello che ho scritto di seguito, ve lo dico sinceramente, prima di aver guardato ed ascoltato il video girato quasi inconsapevolmente, me tapina, con la mia piccola lumix.

fagioli barattolo1jpg

Per anni abbiamo sentito parlare di Territorio, poi si sono aggiunti Passione, Storia, Emozione, ecco la mia interpretazione di Presidio Slow Food è questa: territorio, passione, emozione e storia in questo o in altri ordini, è uguale, queste quattro parole per me, sono Slow Food, che significa cibo lento.

Un’interpretazione personale la mia che non ha nulla a che vedere con strategie di marketing o leggi di mercato per le quali lascio volentieri la parola a chi ne sa di più.

Io, nel mio piccolo spazio accantoalcamino, continuo a scrivere col cuore e l’istinto, espongo le mie idee ed i miei pensieri in maniera forse troppo ingenua e fanciullesca e probabilmente non condivisa dagli operatori del settore.

Voglio rimanere dalla parte del cosidetto consumatore, inteso non come divoratore di cibo ma persona che sta imparando a scegliere, ad acquistare e ad assaporare quello che mangia e che fa mangiare alle persone care.

Per me i prodotti Slow food sono proprio quelli che nascono dalla passione di Persone coraggiose, desiderose di rispolverare la storia, di riprendere in mano il proprio territorio per rivitalizzarlo, nutrirlo, vestirlo a festa e farlo debuttare in Società, ancora una volta, in un altro tempo, con un’ altra veste ma con la stessa sostanza.

La Signora Donatella, quando parla dei suoi prodotti, l’aglio ed i fagioli non parla mai per pubblicizzarli, ma per essere in qualche modo utile a far conoscere la sua Val Resia.

Vuole che la Val resia respiri nuovamente, e le 200 persone arrivate ieri, nonostante l’incertezza del tempo e un Friuli doc catalizzatore, hanno senz’altro contribuito a dare una bella boccata di ossigeno a questa realtà.

Io sono arrivata al mattino e, dopo aver lasciato un piccolo pensiero in cascina, mi sono diretta di corsa, come un cane da caccia liberato dal guinzaglio, verso il sentiero che porta al campo.

I fagioli che io mi ostino a chiamare di Montagna altro non sono che i Coccineus, nome, mi suggerisce la Signora Donatella, essere il nome indicato dal Dottor Cattivello dell’ERSA, fonte certa ed attendibile.

mano fagioli secchio1jpg

Ieri ho avuto l’onore ed il piacere di toccarli con mano questi fagioli e di sorprendermi, sgranandoli, nello scoprire in ogni bacello un diverso colore, mi è venuto in mente che, sgranare questa tipologia di fagiolo, potrebbe essere un bel gioco per i nostri bambini: indovina il colore, magari sarebbe utile ad allontanare i bambini dal pc e renderli partecipi nella creazione di qualche golosa ricetta.

La Signora Donatella, nell’inviarmi una ricetta che pubblicherò appena i miei “Clostar” sarano ammollati e cotti,  mi scrive questo:

Mia zia mi racconta che la mia bisnonna li chiamava Clostar che in resiano sarebbe catenaccio o un particolare della serratura.

Lei chiamava clostar anche quelle grandi chiavi dell’epoca, da qui il nome di questa tipologia di fagiolo perchè l’occhiello dell’impugnatura aveva la forma simile.

Ho fatto una breve indagine in valle ed un paio di anziani mi confermano questo, ad altri invece questa è nuova. Approfondirò!

bastone Fassal 1jpg

Quello che vedete nella foto è uno dei tanti bastoni, personalizzati dal fiocco Fassal, messi a disposizione per quegli ospiti intenzionati ad andare a raccogliere i fagioli sul pianoro.

Ma l’ospitalità Fassal non finisce All’ombra del bastone, per citare un libro di Mauro Corona,  ma continua tra i filari dove gli ospiti sono stati accompagnati per indicar loro come e cosa raccogliere.

Riempire sacchetti o raccoglierne una manciata per una minestra, per tutti è stato un momento speciale e l’ospitalità Fassal ha stupito tutti quando, al ritorno in cascina, hanno trovato ad attenderli una minestra di fagioli e fagioli con la cipolla, ma non una cipolla qualunque ma la cipolla di Cavasso e della Val Cosa, che ha trasformato questo piatto povero  in qualcosa di estremamente raffinato e, dal momento che Friuli doc ha lanciato la moda della scarpetta io, per un giorno, ho seguito la moda onorando la mia porzione di fagioli e cipolla con una scarpetta estremamente peccaminosa.

Io ho un unico grande rammarico, quello di non avere figli o nipoti ai quali trasmettere queste mie emozioni, ed è per questo che, in uno dei miei ultimi post, ho scritto che la mia vita è un vuoto a perdere, solo per questo.

mano fagioli1jpg

Grazie Donatella, ieri, lo sai,  è successo un piccolo miracolo anche a me, perchè mai avrei pensato di cucinare in un’altra cucina per persone conosciute appena e di non sentirmi, come sempre, inadeguata.

La vita è bella proprio per questo, perchè mai nulla è scontato.

Buona settimana a tutte/i.

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24 responses to “In Val Resia tra Fagioli dei Turchi, Clostar o Fagioli del Papa, riflessioni tra i Filari.

  • tavolopen

    Eppure verremo dalle tue parti ci fai venire voglia di conoscerti, per la prima volta ti lascio un nome da TavolOpen, Luisella

    Buonlunedi! E buona settimana!

    Luisella di TavolOpen!

  • Tiziana

    Ed io come la devo chiamare la mia vita,che ho figli e nipoti,ma per la lontananza non riesco a trasmettere loro queste emozioni? Beh,intanto apprezzo con piacere tutte queste tue informazioni.
    Ciao Libera.

  • Terry

    Hai dato una definizione di consumatore che approvo a pieno… La consapevolezza e la possibiltà di poter scegliere é la ns forza!
    Meraviglioso post… Il gioco dei bacelli colorati mi ha ricordato quello che facevo con papà x indovinare il colore del papavero non ancora aperto… Bianco, rosa o rosso?
    Se mai mi arriva un bimbo… Sarai una zia eccezionale che avrà tanto da trasmettergli/le :)

  • Donatella Pezzaioli

    Hai dimenticato una cosa Libera: quei superfantasitici biscottini alle nocciole e alle mandorle con cui ci hai coccolato per concludere quest’intensa giornata! Grazie per tutto, davvero. E quando sgraneremo il nostro raccolto, “accantoalcamino” e prepareremo un buon minestrone di fagioli ricordando quest’insolita giornata di fine estate a Resia, ma quanto sarà buona?

    • accantoalcamino

      @Donatella Pezzaioli, Grazie a te/voi, ho trascorso una giornata indimenticabile ma la certezza che potrò ripeterla presto mi stempera la nostalgia.
      I tuoi/vostri fagioli colorano le mie giornate indaffarate :-)

  • popof1955

    A proposito di fagioli, erba, sabbia, pietre, marmo, petrolio, grano ….. hanno tutte un elemento comune: sono materie prime che esistono o vengono su con il minimo sforzo, riappropriarsene è fondamentale, è la trasformazione il valore aggiunto di una ricchezza gratuita.

  • mamyros

    Buongiorno Cara, qui abbiamo iniziato la giornata con un temporalone alle 6, ora piovicchia ma c’è una fumatta di umidità poco piacevole.
    Ottimo il tuo reportage, come al solito l’ho letto tutto d’un fiato e ne sono rimasta colpita,
    Anche da noi ci sono i fasui di mont, ma dovrei vedere che differenza c’è con quelli che hai segnalato.
    La cipolla invece non l’ho mai conosciuta, terrò bene aperti gli occhi … se mai mi capitasse di vederle da queste parti.
    Buona giornata
    Mandi

    • accantoalcamino

      @mamyros, anche qui era stato un temporalone poi le nuvole se ne sono andate.
      I fagiolituoi saranno simili a questi, la varietà è “Coccineus”, anche se cambia il colore e la grandezza è quella. La cipolla, appena torno da te, te ne porto un pò, e ti porto anche l’aglio. Bacio e MANDI, fuarce Friul :-D

  • ili6

    ecco, ora mi arrabbio! E sai perchè? Perchè ieri sono stata in due supermercati (Conad e Carfour) e tra l’altro volevo fare una prima provvista di legumi che adoro e che, inoltre, spesso cucina mia madre e non sai quanto è bello tornare dal lavoro e trovare ceci, fagioli, lenticchie pronte. Ma nei due supermercati NON esistono legumi italiani! Provenienza Messico e Cile. Nulla contro questi Stati, ma i NOSTRI fagioli, quelli di montagna ad es, dove sono?? Non ne ho comprati. Mi chiedo quanti market dovrò girare per trovare legumi in made in Italy!!

    • accantoalcamino

      @ili6, hai ragione ad arrabbiarti, probabilmente i fagioli Italiani saon in Messico e in Cile… Potrei vivere altre 1000 vite ma non capirei mai le “leggi di mercato”, a me sembrano così sciocche, inutili e dannose :-( Buon fine settimana maestra mia del cuore.

  • paola

    Sono buoni i fagioli,soprattutto se coltivati in terreni non contaminati.Non conosco la cipolla che citi ma dev’essere di prima qualità. TI invidio un pochino…ma ti mando un bacio con schiocco per le tue e sempre esaudienti notizie.Un abbraccio caldo e profumato dei sapori autunnali. Paola

  • Mosé Barlibò

    Cara Libera,
    io penso che la Passione sia un modo di generare molto più elevato di quello biologico: genera desiderio, generosità, stupore, vicinanza. E’ vero che spesso i figli spirituali sono persi per il mondo e non li hai ogni domenica a pranzo, ma se sapessi l’affetto con cui ti cito (e ti citano!) e raccolgo le ricette che generosamente condividi…! Mia lettrice fedele, il calore che spargi nel web riscalda anche i cuori più lontani.
    A presto!

  • Tiziana

    Scusa l’assenza…ma è un periodo concitato, nel buono e nel cattivo…però ti penso! Ti abbraccio…

  • nannarè

    Evviva i fagioli che (come nelle fiabe) hanno compiuto que certo miracolo per te, per davvero. Ora cerca di non dimenticare…
    Buon fine settimana, Libera

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