Tramonti di Sopra e il Calendario 2014 dedicato alla Pitina, ci sono anch’io.

collage calendario Pitina

Quando si arriva a Tramonti di Sopra si ha la sensazione che il mondo finisca lì, dopo qualche kilometro, dietro il Passo del Monte Rest, passo che rimane chiuso d’inverno per la neve, neve che, come dice Mauro Corona, non è la neve firmata del Veneto e del Trentino, in Friuli Venezia Giulia la neve non riempie le tasche delle amministrazioni e così, gli abitanti della montagna, per non abbandonarla, continuano ad esercitare, da sempre, l’arte dell’arrangiarsi.

Lago di redona

Foto dal web.

L’incanto inizia già mentre si percorre la strada che attraversa la Val Tramontina, l’emozione che regala la vista del lago di Redona, dal quale affiorano i ruderi del paese sacrificato per formare questo Lago artificiale è indescrivibile, il colore dell’acqua ed il candore della pietra portano il pensiero verso paesi lontani, mentre siamo qui, in Friuli Venezia Giulia, nella nostra bella Italia .

lago di redona1

Foto dal web.

Quando si è turisti non si pensa a come vivano queste persone, alla distanza tra loro ed i loro posti di lavoro; ciò che in città è semplice, nei paesi di montagna, diventa estremamente complicato.

É per questo che nutro profonda stima verso questa gente caparbia, tenace e forte; se certe Valli non sono ancora completamente abbandonate (vedi Val Resia) è soltanto perchè i loro abitanti si sono inventati una ragione di vita, hanno trovato degli appigli su cui aggrapparsi con forza, mi viene in mente la lavanda a Venzone o le farfalle a Bordano.

A Venzone c’era anche una festa della zucca che per anni ha riempito il Paese ma la “mancanza di fondi” l’ha cancellata dal calendario nel 2013 e così, un’altra tradizione  si è persa nel labirinto dell’insensibilità, soffocata dalla intricata maglia della burocrazia.

Ma è di Tramonti di Sopra e della Val Tramontina che voglio parlare; il legame tra questo Paese e me è nato più di vent’anni fa quando ho mangiato il risotto con la Pitina, ed è stato subito amore.

Poi c’è stato l’incontro, era agosto, c’era la sagra della Pitina, ne ho portata a casa qualcuna ma il desiderio di tornare lassù è diventato talmente forte da volerci ritornare almeno una volta all’anno.

cartina della Val Tramontina-001

É un legame strano il nostro, ma è il legame che mi unisce da sempre ai Luoghi; Tramonti di Sopra non fa parte dei miei ricordi di bambina, lì non conosco nessuno,  non ho campanelli da suonare o persone da incontrare; mi perdo per le vie, mi fermo ad ammirare gli affreschi degli antichi mestieri sui muri delle case, i suoi balconi fioriti ed immagino la vita dietro quelle finestre; mi tolgo gli occhiali da turista e guardo il Paese con gli occhi del cuore.

Non ricordo quando sia iniziata la mia collaborazione con la Pro loco di Tramonti di Sopra, non è proprio una collaborazione ma una specie di tacito accordo: ogni qualvolta preparo una ricetta con la Pitina  gliela mando.

Grande gioia per me cucinare con lei a Torino, al Salone del Gusto: la Pitina, protagonista assieme ad altri due prodotti straordinari, in una ricetta con la pasta Garofalo, un’altra occasione per unire l’Italia con le sue eccellenze, da nord a sud, non mi stancherò mai di farlo, di dirlo e di promuoverlo.

L’altro mese ho ricevuto una mail: la Pro Loco di Tramonti di Sopra ogni anno prepara un calendario da regalare ai Turisti, loro ospiti; quest’anno, invece dei soliti paesaggi ha pensato di mettere 12 ricette con la Pitina scegliendone 4 dal mio blog, 3 sono mie ed una di Emanuele Scarello, la crema di broccoli, amaranto e Pitina che aveva preparato ad un corso nella sua cucina.

Le altre ricette sono della Pro loco di Tramonti di Sopra, di Michele Crozzoli della Locanda al Lago (Redona PN), del Ristorante Mr. Gredy di Arba (PN), di Liana e Massimo Cozzi dell’ex Osteria dal Cjco,  e la ricetta Pitina con brodo di polenta fotografata da Ivana Rugo è della Trattoria La stella di Meduno (PN)

Beh, che dire, una come me, appassionata di cucina, di Pitina e di storia e tradizioni, non può che essere emozionata, in fondo è ciò che desidero, è questo che mi appaga e mi dà soddisfazione: il riconoscimento per una passione fine a se stessa, senza sogni di gloria, ambizioni o fame di denaro.

Rinnovo la stima alla Signora Elisa ed i suoi collaboratori per tutto ciò che fanno per il Paese e per la loro Valle, volli, volli, fortissimamente volli è il loro motto ed ho la certezza che dal lavoro che stanno facendo, otterranno grandi soddisfazioni e riconoscimenti, io glielo auguro di cuore.

Ma a Tramonti non c’è soltanto la Pitina, c’è il Formai dal Cit e le erbètines:

… In primavera, la natura offriva una varietà di erbe spontanee adatte a variare il menù quotidiano. In particolare le donne, andavano nei luoghi conosciuti a raccogliere piante erbacee non identificate con un nome, ma che chiamavano erbètines.

Raccoglievano solo vegetali perfettamente conosciuti, mescolandone vari tipi insieme, con i quali preparavano piatti molto semplici.

Un buon pistiç era fatto con piruc (buon Enrico), radic di prat (tarassaco), pivetis (foglie di primule), pestenal (pastinaca), trepu (farinaccio), orelis de centonervi (piantaggine minore), oreles o orelis di jeur (gittone), urties (ortiche), germogli di spin (rovi) e di vitalba, vincuç (silene).

Si è riscontrato che la stessa pianta viene denominata in modi diversi nelle località della vallata; lo stesso vale per le attrezzature usate in cucina … (dalla brochure per gentile autorizzazione di Elisa).

Brochure Tramonti-001

La prossima volta che andrò a Tramonti avrei un campanello da suonare e qualcuno da vedere ma probabilmente non lo farò, mi piace così, voglio mantenere quella magia, voglio continuare a preparare ricette per loro, nel rispetto del nostro tacito accordo… Ma voi entrate nell’Ufficio della Pro Loco, vi racconteranno di Tramonti di Sopra e della Val Tramontina, vi indicheranno i sentieri, i luoghi dove mangiare, cosa vedere, ne rimarrete incantati, proprio come me e vorrete tornarci.

Buona domenica a voi.

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