Pinza Triestina, per chi non ha planetaria, farine griffate e pregiudizi.

pinze pronte uova1-001     

La Pasqua è alle spalle e questo post potrebbe risultare fuori tempo massimo ma, dal momento che è, come si evince dal titolo, una ricetta facile, si può fare in ogni momento dell’anno.

Per conservarla come fosse appena sfornata basta, dopo fredda, porzionarla a fette e metterla in congelatore; io ricordo fette di pinza quasi secche, buone da matti, pucciate nel caffellatte della colazione o merenda.

La pinza Triestina, dolce della tradizione Pasquale (a Trieste non si può immaginare la Pasqua senza pinze e titole), ha un sapore ed un profumo particolari,  di quelli che non si dimenticano e che io, evidentemente, non avevo dimenticato perchè, dopo essermi fidata della ricetta della PINZA che mi aveva mandato Tiziana (lei ne ha fatto una produzione industriale accontentando figli, amici e parenti), pur con una dose di lievito di birra da far torcere il naso ai puristi della panificazione, l’ho fatta e quando l’ho sfornata il profumo era quello, il sapore era quello e quindi, sono risalita sulla macchina del tempo verso il mondo della Pinza          .

Non l’avevo mai fatta prima perchè la frase che avevo sentito mille volte pronunciare: meno mal che xe pasqua solo una volta l’anno perchè far le pinse xe ssai lavor (per fortuna che Pasqua sia soltanto una volta all’anno perchè ci vuole tanto lavoro per fare le pinze ), mi aveva tenuta lontana.

La pinza NON è soffice, non dev’essere alveolata, la pinza ha un impasto compatto, non lo dico per saccenza ma per memoria, almeno, la pinza della mia infanzia era così: profumava delicatamente di rum, aveva un bel colore giallo ed una consistenza che non si disperdeva in bocca in pochi secondi, la pinza ama farsi coccolare dalle papille, è una romanticona <3

Per onor di informazione ho fotografato le due ricette che ci sono sul libro La cucina Triestina di Maria Stelvio che mi ha accompagnata in tutti i miei traslochi; l’autrice dice che La bravura è di saper fare belle pinze con poco lievito, beh, allora Tiziana, sua cognata, e tutti quanti si sono tramandati la ricetta ed io in ultimis, non siamo bravi.

    collage pinze uso pasticceria-001         

Nel libro si trova anche la sua versione, questa:

 Collage ricetta pinza triestina alla Stelvio-001         

Prima di passare alla ricetta premetto che io l’ho fatta e rifatta tre volte, due con metà dose e l’ultima con la dose intera, con gli avanzi delle farine adoperate anche per la colomba, senza planetaria, con la macchina del pane (LIDL) funzione pasta ripetuta fino al raggiungimento della consistenza desiderata ma Tiziana ha impastato tutte le volte a mano, con ottimi risultati (vox populi ;-) ).

Quando mi accorgo di rischiare la dipendenza da moda e tecnologia in cucina, faccio un passo indietro e mi metto nei panni delle donne che non avevano tutte le nostre comodità.

Oggi sembra che, senza lievito madre, bimby, planetarie, abbattitori di temperatura il mondo della cucina si fermi, invece la cucina va avanti ugualmente, basta mettere alla sua guida donne appassionate e volonterose.

collage pinze triestine-001         

Ingredienti per 2 pinze da 600 g. e 2 da 300 g.:

  • 1 Kg di farina (così scrive Tiziana, io ho adoperato avanzi),
  • 100 g. di lievito di birra fresco,
  • 2 uova + 5 tuorli (preferibili con bel colore giallo),
  • 200 g. di burro,
  • 250 g. di zucchero (300),
  • 2 bicchieri di latte (da 1/8),
  • 2 cucchiai di rhum,
  • 15 gr di sale(18/20),
  • buccia grattugiata di 1 limone e 1 arancia non trattati,
  • 1 uovo per finitura.

collage pinze triestine 1-001         

Come ho fatto, la versione di Tiziana nel link in fondo:

setacciare la farina e preparare il lievitino sciogliendo il lievito in un po’ di latte tiepido con 50 gr di zucchero, aggiungendo la farina necessaria a formare una pastella semiliquida, lasciar lievitare in luogo caldo per circa 10 minuti (collage 1).

Nel frattempo lavorare a crema il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero, unire, uno alla volta i tuorli, le uova intere, la buccia degli agrumi.

Fare la fontana con la farina rimasta e versare al centro il lievitino, amalgamare ed unire il composto incorporando la farina ed aggiungendo il latte e il rhum tiepidi e, alla fine, il sale.

Se fate l’impasto a mano, impastare energicamente, come si lavora il pane, fino a quando la pasta non si staccherà dalle dita.

Se adoperate l’impastatrice saprete di sicuro come fare, con la macchina del pane, unire il composto di burro uova ecc. , poco alla volta, incorporandolo bene prima di aggiungerne altro e, dopo che avrete ottenuto un composto lucido ed elastico lasciarlo riposare nella macchina del pane o riporlo in una terrina coperta con la pellicola, lasciar lievitare per 30minuti.

Dividere il composto a metà o, se desiderate più pezzature, regolatevi a piacere e far lievitare finchè avrà raddoppiato il volume.

Lievitare per circa 3 ore, dopo ogni ora rilavorare l’impasto.

Disporre i panetti sulla placca del forno foderata con la cartaforno e con le forbici praticare un’incisione a forma di croce,tirando la pasta verso l’alto (io non sono ancora pratica e sono andata sbilenca), spennellare la superficie delle pinze con un uovo sbattuto e, se avete tempo, far lievitare ancora una volta prima, altrimenti infornare tranquillamente a 160° per 45 minuti.

pinze pronte uova-002         

Alla prossima, per qualsiasi dubbio sono qui, la ricetta originale, tramandata nel tempo è questa.        

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37 responses to “Pinza Triestina, per chi non ha planetaria, farine griffate e pregiudizi.

  • Tiziana

    Parole sante Libera, facile la ricetta e BUONE le pinze,
    le tue foto sono splendide (come sempre del resto).Sai che ti dico?Mi hai fatto venire voglia di rifarle,alla faccia del tempo massimo.

  • iltempodelleriflessioniil

    Ciao ragazza mia, le foto sono bellissime e comunque hai ragione, sembra proprio che oggi senza elettrodomestici non si riesca a fare più nulla, io comunque la mia pasta in casa preferisco farmela a mano e quando stendo la sfoglia con il matterello è una soddisfazione enorme :) un bacio a presto.
    Angela

    • accantoalcamino

      @iltempodelleriflessioni, è inevitabile che ci si faccia aiutare dalla tecnologia ma non deve diventare dipendenza, basta vedere l’automobile, un tempo io andavo in autobus, eppure lavoravo ecc. oggi, senza macchina mi sento agli arresti domiciliari :-D Ciao Angela, buona giornata.

  • mamyros

    La tò pinsa la xe stupenda. Brava trottolina, io l’ho fatta più di una volta con la ricetta che trovi nel mio blog, ma Pasqua o non Pasqua mi piacerebbe rifarla.
    Baciottoni e buona giornata.
    Mandi

  • PennelliRibelli

    Che ci si creda o no, mi sto impegnando e sto facendo grandi progressi. Dopo aver fatto per due volte un’ottima Torta di Padre Pio per la quale ci vogliono lievito madre e dieci (e dico dieci) giorni di preparazione (che però è semplicissima…alcuni giorni non si deve fare niente ;-) shhh facciamo finta che sia una cosa ultradifficile così mi vanto un po’ :-) ) proprio adesso sto per sfornare due pani ai semi vari e 8 panini al rosmarino che a vederli in forno e a sentire il profumino ispirano grande fiducia! Penso perciò che potrei avventurarmi nella realizzazione di queste pinze, sperando che per mangiare le mie non ci vogliano poi le pinze per davvero!

    • accantoalcamino

      @PennelliRibelli, tu, te l’ho già detto, sei ilmio mito. La torta di Padre Pio, che qui chiamiamo dell’amicizia l’ho fatta poco tempo fa. Voglio vedere e sapere dei tuoi panini, sento il profumo fin qui. Buona giornata <3

  • Emanuela

    Presente all’appello: non ho la planetaria, non ho farine griffate …e ho sempre voglia di impastare! :) …però ho il lievito madre con cui mi trovo molto bene, ma sono certa che con il lievito di birra sia ugualmente ottima! :) Che buona che dev’essere!
    Un bacione Libera!

  • Lilli nel paese delle stoviglie

    Ah eccola l’aspettavo,mi ricordavo che avevi detto che l’avresti postata ed eccoti qua, l’ho mangiata una volta a Trieste e mi era parecchio piaciuta nella sua semplicità, proverò a farla senza lievito madre che io non ho priva di testa e pazienza per starci dietro! senza impastatrice, anche perchè se no dov’è il bello di fare lievitati? grazie!

    • accantoalcamino

      @Lilli nel paese delle stoviglie, neanche questa è fatta col lievito di birra, stasera vado a fare un corso sul lievito madre e vorrei provare a farla, anche la colomba che ho fatto collievito madre è venuta buonissima, soffice senza però tante alveolature: posterò anche quella prima o poi, magari a ferragosto ;-) Un bacio ebuon fine settimana.

  • cucinaincontroluce

    Manco un po’ dal web perchè sto lavorando sodo a ristrutturare qualche angolino di casa, tutto da sola e a forza di vintage e tanta creatività, poi finalmente stasera mi connetto e trovo il nostro bellissimo libro di cucina… pensa che a fare le pinze ci provai una sola volta, tanti anni fa, e mi lievitarono talmente tanto che rischiai di dover buttare il forno…non le ho mai più fatte, ma sono un ricordo imprescindibile della mia infanzia e dei mega impasti della mia mamma!
    Un abbraccio forte forte!!!

  • panelibrienuvole

    Aspettavo questo post…ho assaggiato la pinza triestina qualche anno fa e la ricordo proprio come la descrivi tu…e sul momento non mi aveva entusiasmato. Però vorrei dargli una seconda possibilità…magari proprio nel caffellatte come hai suggerito! :-)
    Bellissima la chiusa su lievito madre e bimby: sembra che non si possa far più senza…mentre io sono del vecchio partito.

  • zonzolando

    Ho pensato: finalmente è passata la Pasqua e tutte le sue ricette! , eppure passo di qua e vedo questa che sorprendentemente mi ispira. Bravissima cara SuperLibera, soprattutto visto che io non ho la planetaria ma solo manine e olio di gomito! Un abbraccio forte!

  • acquaviva

    ecco, questa cosa qui è una di quelle che ti riconcilia con il mondo. Post e ricette insieme, intendo…

  • edvige

    Ottima la ricetta diciamo anche facile. La lavorazione mi preoccupa nel senso che ho il polso ancora che mi fa male dopo la caduta di novembre. Ad ogni modo non la devo fare oggi….l’ho salvata. Grazie e buona serata.

  • Rossella

    Quest’anno a Pasqua non ho fatto neanche un dolcetto (e neanche piatti della tradizione) ed ero un po’ dispiaciuta… Stupenda la tua pinza ! Complimenti . Metto via la ricetta. Ciao Libera , buona giornata !

  • Pancetta Bistrot

    La pinza triestina non ho avuto mai modo di assaggiarla, mi piace molto la forma “ingannevole”, a vederla sembra un pane casereccio :) Buona giornata!! Ps: noi pancettine non abbiamo la planetaria:) Laura

  • Laura

    Carissima questa ricetta la provo proprio…ho la sensazione, da come la descrivi, che abbia un sapore antico e poi adoro queste ricette semplici negli ingredienti e lunghe nell’esecuzione…sarò pazza, ma come dici anche tu, mi ricorda la laboriosità e la manualità delle nostre nonne. Amo i pani o i dolci a lievitazione lenta…e poi credo che il risultato gratifichi la cuoca quanto i commensali …sperando che sia un buon risultato ;) si dice che le prime volte che si fanno le cose vengon sempre malino…ma a maggior ragione ci si mette più impegno per sfatare il detto.
    Ti saprò dire cosa ho combinato…se mi gira la faccio nel fine settimana.
    Un caro abbraccio.
    Laura

    • accantoalcamino

      @Laura, la sensazione è giusta e, dal momento che tra non molto il tuo diventerà un blog eclettico dalle mille sfaccettature,aspetto di leggere da te laricetta. Solitamente, la prima volta che faccio qualcosa, con il pizzico di incoscenza,mi riesce bene; è la volta dopo che, nonostante le elucrubazioni, capita il flop :-D

  • Shamira Gatta

    Che bella che è!!!! Mi spedisci una bella fetta?!?!

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