Archivi categoria: Bocconcini deliziosi

Frico Rosa della Val Cosa.

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Un giorno mi chiesero: cosa vuoi fare del tuo blog? Ecco, ora ho la risposta, voglio fare proprio ciò che sto facendo: adoperare i prodotti della mia Regione, il Friuli Venezia Giulia, senza rinunciare alle escursioni in altre Regioni e concedendomi qualche fuga romantica in Europa, in primis in Svizzera, tenutaria di tesori quali il Tete de Moine, lo Sbrinz e le Gruyere.

Per adeguarmi all’ attuale globalizzazione non disdegnerò qualche viaggio intorno al mondo: la cucina etnica non è nelle mie corde ma può darmi qualche  spunto interessante nei momenti di scarsa fantasia.

Ho scelto, anche perchè ho preso coscienza di come sono, del mio carattere e della mia personalità, di ciò che mi rende serena e ciò che mi mette a disagio: non sempre posso esprimere liberamentei miei pensieri, un tempo l’ho fatto ma ho capito che non ne vale la pena.

Fino a poco tempo fa, quand’era possibile, adoperavo un formaggio della Regione, poi, il solito fesso, avido ed ingordo, ne ha imbrattato l’immagine, danneggiando anche i produttori seri ed onesti.

Avendo una valida alternativa, ho cambiato, non per infedeltà, ma per amore della mia terra, soltanto per amore: frequentando il mondo del food ho imparato a guardare oltre l’apparenza e, conoscendo il territorio, a capire chi sta barando per meri interessi personali.

In questo blog voglio parlare di cucina e di amore, delle forme d’amore che conosco e mi appartengono, quello per la Natura, per gli Animali, per la cucina, per le Aziende serie, per i nostri straordinari prodotti: è questa la mia scelta ed è questo il sentiero che voglio percorrere.

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In questo frico ho sostituito le patate con le erbette rosse, quelle di Milva, appena raccolte: in mezzo al mazzo ce n’erano due di quelle rosse rosse e mi è venuta l’idea del frico rosa, abbinando la cipolla rosa della Val Cosa che, oltre al colore aiuta la rima baciata.

Non amo veder languire gli ortaggi sui banchi dei negozi, spesso rimangono lì perchè non si sa mai come utilizzarli: le erbette rosse, per esempio, sono buonissime lessate assieme alle patate e fatte in insalata, ottime al tegame, sempre con le patate o abbinate alle verze; nel blog ho anche una torta fatta con le erbette e nocciole.

Se i prodotti non vengono comperati, alla fine non vengono più coltivati e va a finire che si uniscono agli altri prodotti dimenticati che, tra qualche decenno, qualcuno deciderà di ricoltivare; che dite, andiamo in cucina?

collage ingredienti frico rosa

Ingredienti:

  • strissulis q.b.,
  • 1 cipolla rosa della Val Cosa,
  • 2 erbette rosse scure(io le chiamo barbabietole),
  • olio extravergine d’oliva per ungere la padella,
  • sale,
  • pepe.

collage frico rosa-001

Come fare:

affettare sottilmente la cipolla e farla appassire, con un po’ d’acqua, in una padella unta d’olio; tagliare le erbette con la mandolina ed unirle alla cipolla, salare, mescolare e cuocere per ammorbidirle.

Tagliare a rondelline le strissulis e metterle sul composto, coprire per far sciogliere e poi continuare a mescolare a fuoco forte, girando e rigirando rompendo  ed incorporando la crosticina che si forma.

Quando il composto risulterà ben amalgamato formare lacrosticina sia da un lato che dall’altro: tamponare l’unto in eccesso con carta assorbente e servire caldo, magari con un buon bicchiere di vino Refosco dal peduncolo Rosso.

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Caso in patellecte: si vol magnare dopo pasto et caldo caldo.

Buon fine settimana a tutti

Torta con barbabietole, nocciole e cioccolato bianco

Cipolla rosa slow food

Formaggio di Latteria Turnaria


Pomodori Verdi Ripieni sott’olio, è tempo di Conserve.

pomodori verdi ripieni e aglio di Resia-001                         

Piove, il giorno ideale per mettersi in cucina a preparare qualche conserva per l’inverno; la crisi ed i prezzi, diciamolo, spesso improponibili dei sottoli, sta riportando in auge la loro preparazione casalinga.

Ero andata da Milva per vedere cosa avesse di buono ed è lì che ho incontrato la signora Anna di Caserta con il marito di Napoli che da anni vivono qui.

Stavano aspettando che ritornasse dal campo con i pomodori verdi che avevano ordinato ed io incuriosita ho domandato cosa ne facessero e da lì è nato tutto: Milva è arrivata ma purtroppo la grandine  aveva rovinato i pomodori e non andavano bene per la conservazione.

Aprofittando dell’attesa mi sono scritta la ricetta ed uscita da lì sono corsa a cercare i pomodori verdi: chi ha un orto sa che ci sono certi pomodori che non diventeranno mai rossi, nemmeno se si tengono sulla pianta fino all’autunno, ecco, quelli sono perfetti per fare questa ricetta: i miei sono palesemente rosati perchè li ho trovati scartabellando nella cassa del fruttivendolo, al momento erano verdissimi ma, man mano che trascorrevano le ore, cambiavano colore sotto i miei occhi.

pomodori cesto-001

Ingredienti:

  • pomodori verdi: San Marzano o perini,  quelli a forma allungata,
  • sale grosso,
  • aceto di vino bianco (no quello incolore),
  • capperi sotto sale,
  • olive nere snocciolate,
  • acciughe salate,
  • origano,
  • aglio (io di Resia),
  • peperoncino rosso fresco,
  • olio di semi di girasole (la signora Anna dice che l’extravergine sarebbe sprecato).

collage pomodori verdi ripieni

 Come fare:

lavare ed asciugare i pomodori, tagliarli nel verso del lungo fino a due cm. dal fondo, eliminare una parte di semi, l’altra metà lasciarla così e metterli sotto sale per due ore.

Dopo le due ore eliminare l’acqua di vegetazione e ripulire dal sale, non risciaquare, RICORDATE CHE NON DEVONO NÈ VEDERE NÈ TOCCARE L’ACQUA!

Immergerli per due ore nell’aceto, scolarli e, così ho fatto io, lasciarli ad asciugare su un telo pulito per tutta la notte.

Dissalare i capperi asciugandoli bene, ripulire dal sale le acciughe, eliminare la lisca e dividerle in 4 parti, tagliare a fette i peperoncini, io ho tagliato le olive a rondelle ma la signora Anna le mette intere.

Affettare l’aglio ed iniziare a riempire la parte del pomodoro alla quale avete tolto i semi con gli ingredienti: 1 pezzetto di acciuga, qualche cappero, rondelle di olive o olive intere, origano, peperoncino e chiudere infilando due mezzi stuzzicadenti, uno alla base ed uno in alto.

Mettere mano a mano i pomodori così preparati in piedi, uno accanto all’altro in un vaso capiente, precedentemente sterilizzato e comporre gli strati fino ad esaurimento dei pomodori.

Coprire con l’olio, battere leggermente sul fondo per eliminare eventuali bolle d’aria ed il giorno dopo sigillare; riporre in luogo fresco ed asciutto.

Gustarli non prima di due mesi.

pomodori verdi ripieni e aglio di Resia alto-001

 

Importante seguire le regole per non incorrere in spiacevoli incidenti, ecco un link completo ed esaustivo, vale la pena perdere qualche minuto per poi aprire e gustare la vostra conserva serenamente.

Grazie signora Anna Manco ♥

Tecniche di conservazione domestica

pioggia   

Buon fine settimana.  


Balins di Foncs, Polpette di Finferla e Porcini al forno, i sapori del bosco.

polpette funghi cesto1-001   

Questa estate, per moltissimi versi deludente, ci sta “umidamente” portando verso una ricca ed abbondante stagione di funghi; quelli che ho adoperato per questa ricetta sono, oltre ai porcini, i Finferla;

In tutti i miei anni di cercatrice di funghi non solo non li ho mai raccolti, ma non li ho nemmeno mai visti o meglio, non li ho mai notati, probabilmente perchè intenta a cercare le specie che, anno dopo anno, avevo imparato a conoscere ed apprezzare evitando di riempire il cestino senza cognizione di causa.

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Funghi Finferla – Cantharellus lutescens e Porcini (Boletus edulis)

I funghi che vedete sopra non li ho raccolti io ma un’altra persona che, notando i miei occhioni stupiti davanti a cotanto colorato splendore, mi ha detto: quelli gialli sono i Finferla, Finferla? Così, appena arrivata a casa papà google mi ha illuminata (alla fine i link).

Consigliano di essicare questa specie di funghi ed io, possedendo da poco un essicatore, l’ho inaugurato essicandone una parte, il profumo che si è espanto per la casa è sublime, una nota fiorita che poco fa pensare al sottobosco, a muffe, muschi e licheni.

La parte restante di Finferla l’ho cotta, al solito: olio evo, aglio vestito, sale e prezzemolo alla fine; separatamente anche i porcini, con le cappelle ho condito delle tagliatelle paglia e fieno, i gambi li ho trifolati a parte per adoperarli questa sera in un risotto con le cozze, l’altra per sopperire al “furto” di finferla destinate a queste polpette subìto dopo che ero andata a coricarmi :-D

La ricetta alla quale mi sono ispirata l’ho trovata a pagina 215 di uno dei miei libri di cucina preferiti: La cucina del Friuli di Emilia Valli; riporterò ingredienti e dosi come indicate sul libro e tra parentesi, al solito, le mie varianti: come sapete, le polpette sono nate per riciclare/recuperare avanzi quindi usate tranquillamente un fondo di qualsiasi tipo di fungo che avete adisposizione.

Ho scelto la cottura in forno, più leggera, meno impegnativa ma non meno gustosa, provate se vi va.

finferla porcini2-001   

Ingredienti per 4 persone (14 polpettine da 30 g.):

  • 250 g. di funghi freschi coltivati (io finferla e porcini),
  • 10 g. di funghi secchi (io porcini),
  • 1 cipolla (io cipollotto fresco)
  • (aglio di Resia),
  • 2 cucchiai di Montasio grattugiato (io avevo parmigiano Reggiano 36mesi),
  • 1 bicchiere di latte (io ad occhio),
  • 4 uova (io 1),
  • farina e pangrattato q.b.,
  • 1 mazzetto di prezzemolo,
  • olio di arachidi, se friggete (io poco olio evo, a gocce su ogni polpettina),

collage polpette funghi   

Come fare (indico come ho fatto io):

ammollare i funghi secchi, scolarli e strizzarli; lavare e spezzettare quelli freschi e trifolarli in un tegame dove avremo fatto appassire il cipollotto, unire i funghi secchi spezzettati ed aggiungere il prezzemolo tritato, aggiustare di sale e pepe, spegnere.

Preparare una leggera besciamella con latte e farina (io la preparo in microonde), servirà per dare cremosità alle polpette; potete sostituirla con patata lessa o polpa di melanzana alla Raffaello (avvolgere la melanzana intera in pellicola adatta alla cottura e cuocerla in microonde, alla massima potenza per 10 minuti).

Amalgamare la besciamella al composto, unire l’uovo ed il formaggio, verificare la consistenza ed aggiungere, poco alla volta, il pane grattugiato necessario per poter manipolare agevolmente le popettine.

Prelevare con un cucchiaio la quantità di composto necessaria a formare delle polpettine (io, che sono maniaca, da 30 g.); se preferite le quenelles, adoperare i soliti 2 cucchiai.

Fate rotolare le polpettine sul pane grattugiato e disporle su una pirofila coperta con carta forno; su ogni polpettina versare qualche goccia di olio extravergine di oliva ed infornare a 180° C. per 30/35 minuti.

Volendo si possono servire con una salsina o un’emulsione, fate voi, noi le abbiamo gustate così: da rifare, ha detto ello, che di cibo se ne intende ;-)

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Finferle   

Finferle ricetta   

Polpa di Melanzane alla Raffaello

Alla prossima ricetta, buon proseguimento di settimana


Bocconcini di Scarpaccia, dalla tradizione Toscana una ricetta vegana.

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La rima baciata è puramente casuale, come la scoperta di questa ricetta una domenica di luglio, giornata un po’ grigia e piovosa; unica nota di colore delle piccole zucchine ed un cesto dei loro fiori da utilizzare.

Solitamente immaginiamo la cucina vegana irraggiungibile, complicata, spesso priva di appetibilità ma non ci accorgiamo che basta curiosare tra  le ricette della tradizione regionale per scoprire che molte di queste sono vegane, certo non per scelta etica e morale, ma per necessità.

Per molti ceti sociali era difficile, se non impossibile, disporre di fonti proteiche e quelle ottenute con i baratti si esaurivano presto.

Aggiungiamo che non c’erano frigoriferi e congelatori e l’orto e la campagna rimanevano spesso gli unici fornitori di cibo e questa ricetta è un meraviglioso esempio di cucina Povera: ho consultato il web ed ho scoperto che la Scarpaccia è una ricetta della Versilia: a Viareggio si fa in versione dolce, a Camaiore in versione salata: ecco cosa significa far di necessità virtù.

Anche i nostri Cjalzòns possono diventare vegani, basta sostituire la ricotta affumicata col tofu affumicato, il burro col burro di soia o, semplicemente con l’olio extravergine di oliva ed il gioco è fatto.

Solitamente la prima volta che faccio una ricetta trovata su un libro (in questo caso I Buonissimi-antipasti), rivista ecc., seguo pedissequamente le indicazioni e così ho cercato di fare anche questa volta: cercato, appunto, perchè la ricetta dei Buonissimi contempla 12 fiori di zucca , 4 zucchine ed 1 cipolla, io ho abbondato utilizzando tutti i fiori che avevo.

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Ingredienti per una teglia rettangolare di cm. 20×28, tra parentesi le dosi della ricetta, io ho abbondato, senza contare né pesare:

  • (12) fiori di zucchina puliti, privati dei pistilli e tagliati a striscioline,
  • (4) zucchine, lavate e tagliate a rondelle sottili (robot o mandolina),
  • (4 cucchiai di olio extravergine di oliva), io aromatizzato al basilico,
  • (1) cipolla bianca tagliata a fette sottili,
  • (poca farina bianca) la ricetta scrive di metterne fintanto si sarà formata una pastella,
  • foglie di basilico fresco spezzettate finemente: mia aggiunta,
  • (sale) affumicato,
  • (pepe), peperoncino di Calabria in polvere.

scarpaccia sfornata teglia rettangolare-001

Come fare:

mettere le verdure in una terrina, salare, mescolare, coprire e far riposare fintanto le verdure rilasceranno l’acqua di vegetazione; a questo punto nel libro c’è scritto di lavare le verdure ed aggiungere 1 dl. d’acqua, io non ho l’ho fatto.

Preriscaldare il forno a 180°C. (la prossima volta userò la funzione ventilato)

Aggiungere all’impasto, poca alla volta, la farina necessaria a formare una pastella morbida, condire con l’olio al basilico e le foglie, aggiustare di sale; se lavate le verdure sarà necessario aggiungerlo, pepare.

Amalgamare bene il composto e versarlo nella teglia unta con olio evo, io l’ho foderata con carta forno per poterla rovesciare facilmente.

Infornare per 30 minuti, scritto nel volumetto, 40/45 io; se voltete una crosticina croccante passare la teglia sotto il grill.

Come avrete immaginato, questa ricetta si presta ad un’infinità di varianti: a bocconcini, come ho fatto io adoperando un piccolo coppapasta, sono perfetti per un buffet, per arricchire degli spiedini, alternandoli a cubetti di tofu o seitan.

Con formaggio, prosciutto ecc., per i non vegani, diventa un pasto completo.

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 Provate, se vi va e per invogliare i vostri bambini a mangiare la verdura, coinvolgeteli nel creare varie forme, quelle che non verranno bene, certamente finiranno nella loro boccuccia ;-)

Alla prossima

Link:

Scarpaccia


Pasticcio di Fiori di Zucchina ripieni: la Cucina di Casa.

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Inizio questa settimana d’agosto  con una ricetta semplice con i fiori di zucchina; chi possiede un orto o un campo lo sa, arriva un punto in cui zucchine e fiori invadono ogni spazio e, se non si vuole buttare il cibo, bisogna aguzzare ingegno e fantasia.

I fiori hanno una vita brevissima ed anche quando non sono più rigogliosi, possono essere utilissimi e versatili in cucina: in questo breve periodo di assenza ho avuto modo di sperimentare molti modi di utilizzarli, merito anche della generosità di Milva che mi ha omaggiata con abbondanti fiori, quelli femmina, attaccati alla zucchina che lei stacca, perchè i sui clienti temono che gravino sul costo finale.

Parto da questo, chiamamolo, pasticcio con fiori ripieni adagiati su uno strato di besciamella in coordinato (fiori e zucchine spadellati e tritati),  il tutto rifinito con pennellate di besciamella, una bella manciata di pane grattugiato mescolato al Formaggio stagionato di Latteria Turnaria, che ha sostituito degnamente il mitico Parmigiano Reggiano e abbondanti fiocchi di burro.

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Prima di scrivere gli ingredienti specifico che, essendo una ricetta di casa, questi fiori accolgono felicemente qualsiasi ripieno, sta solo a noi scegliere quale, e se la scelta cade su quello che abbiamo in casa, la soddisfazione è doppia e l’economia di casa salva.

Ingredienti peri fiori:

  • 24 fiori di zucchina privati del pistillo (per la pirofila che vedete in foto),
  • ricotta*,
  • tonno al naturale*,
  • 1 cucchiaio del composto fiori/zucchina per la besciamella,
  • qualche cappero dissalato,
  • 1 filetto di acciuga*,
  • poco aglio schiacciato (io quello di Resia che è digeribilissimo e non lascia traccia),
  • burro*,
  • pane grattugiato (se siete celiaci con spiga di certificazione),
  • basilico fresco,
  • peperoncino,
  • sale affumicato o semplice q.b.(io adopero l’affumicato perchè si sposa bene con le zucchine),*

Ingredienti per la besciamella:

  • latte di soia o di riso,
  • farina di riso o amido di mais,
  • zucchine e fiori spadellati con cipollotto,
  • olio al basilico,
  • sale affumicato*,
  • peperoncino.

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Come fare la besciamella:

stemperare la farina di riso nel latte, sbattere con la frusta e cuocere nel microonde per 1 minuto alla volta (io faccio così), per tenere sotto controllo la consistenza; mescolare bene ogni volta.

Quando la besciamella raggiungerà la consistenza desiderata, aggiustare di sale e pepe, unire il composto fiori/zucchine e un giro d’olio al basilico; io l’ho tenuta più liquida perchè avevo bisogno di umidità per la cottura dei fiori, era un esperimento e dovevo andare ad istinto.

Per la besciamella adopero sempre latte vegetale e non adopero il burro che preferisco metter sopra per la doratura.

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Come comporre il Pasticcio:

preriscaldare il forno a 180°C.

Pulire delicatamente i fiori di zucchina e privarli del pistillo interno, aprirli delicatamente e riempirli, aiutandovi con una sac a poche, col ripieno preparato amalgamando gli ingredienti.

Mettere alla base della pirofila uno strato di besciamella, disporre sopra i fiori ripieni, mettere un po’ di besciamella negli spazi, spolverizzare con abbondante formaggio e pane grattugiato, completare con il burro o, se preferite, olio extravergine, perfetto anche quello aromatizzato al basilico, ottenuto mettendo a macerare nell’olio evo, per qualche giorno, foglie pulite ed asciutte di basilico fresco.

Coprire con la stagnola per 20 minuti, scoprire, continuare la cottura per altri 15 minuti e completare con la funzione grill fino a doratura, provate se vi va.

*Questa ricetta, con le dovute sostituzioni e/o omissioni: la ricotta con tofu, formaggio grattugiato con semi di sesamo tostati o nocciole/mandorle ed il burro con quello di soia, diventa perfetta per i vegani.

Se adoperate il pane grattugiato consentito, è anche senza glutine, infatti la besciamella è fatta con farina di riso o amido di mais e, a proposito di mais, ideale la sua farina per sostituire il pane grattugiato o per aggiungere croccantezza alla preparazione .

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Al momento dell’assaggio io sembravo un’ape, ed ello un calabrone, svolazzavamo di fiore in fiore, contendendoci ogni boccone.

Buonissimo anche il giorno dopo, a temperatura ambiente, buona settimana

 collage debbie

Vi presento Debbie, ci siamo conosciute ieri.


Capasanta panata al Prosciutto di Modena DOP su crema di Finferli, sapori avvolgenti.

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Amo le capesante, da sempre e trovo che si sposino perfettamente con il prosciutto crudo e con i funghi; già anni fa, quando il blog non esisteva, mi dilettavo con vari abbinamenti.

Ricordo che le comperavo a Pola, in Istria, al mercato, fresche, profumavano di mare e quando sono così basta un pò di pangrattato, un filo d’olio e via in forno; queste erano congelate ma belle sode e compatte, ho trovato i finferli freschi e così è nata questa conchiglia.

Il grasso che ho scartato per ottenere la polvere l’ho utilizzato per rosolare i funghi, il corallo della capasanta l’ho inserito nella crema alla quale ho dato aroma con la maggiorana fresca e cremosità con un tocco di panna acida.

Ingredienti:

  • 1 capasanta a persona,
  • polvere di Prosciutto,
  • grasso di prosciutto,
  • foglioline di maggiorana fresca,
  • 1 spicchio d’Aglio vestito,
  • panna acida,
  • brodo vegetale,
  • sale.

Come fare:

staccare le capesante dalla conchiglia, risciacquarle, togliere i coralli e metterli da parte.

Pulire i funghi, tritarli grossolanamente e farli rosolare nel grasso di prosciutto assieme allo spicchio d’aglio vestito (che poi andrà tolto), aggiungere, man mano, un pò di brodo vegetale per portare a cottura i funghi, alla fine unire i coralli, le foglioline di maggiorana, regolare di sale e cuocere ancora qualche minuto.

Eliminare l’aglio (se vi piace e lo tollerate lasciatelo) e frullare il tutto, alla fine regolare la densità con un pò di brodo vegetale ed aggiungere la quantità di panna acida (o crema di latte se la preferite) sufficiente ad ottenere la cremosità desiderata.

Accendere il grill a 220°C.

Scottare a vapore le capasante e rotolarle nella polvere di prosciuttop, farle tostare sotto il grill (c.ca 2 minuti), sfornarle e posizionarle nella conchiglia sulla crema di funghi, decorare con fiori di maggiorana ed un piccolo finferlo.

Questa preparazione è indicata anche per un buffet dal momento che si può gustare anche fredda o a temperatura ambiente, provate, se vi va.

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Vi auguro una splendida settimana


Tarte Tatin: Fichi, prosciutto crudo e la sua polvere.

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L’idea mi è venuta per caso ed inaspettata: il mio dentista mi aveva regalato dei fichi freschi di casa, bene, grazie, ho detto, a ello piacciono molto… già, lei non può mangiarli, nemmeno fragole e kiwi.

Ello però, quella sera aveva le paturnie e, come spesso capita, le ha esternate ignorando i fichi. Nessun problema, ho pensato, io non li posso mangiare ma posso inventarmi qualcosa ed è così che: prosciutto e fichi, sì!!!

Nottetempo ho elaborato la ricetta, dovevo pensare a qualcosa che valorizzasse il prosciutto e fosse anche buono, gradevole e commestibile.

Il trancio a mia disposizione è molto stagionato; solitamente, quando un prosciutto non è di buona qualità, più stagionato è più salato è e questo rende difficile la degustazione.

Non è il caso di questo prosciutto ed in questa tatin si è armonizzato alla perfezione, l’alloro e l’aceto di mele l’ hanno arricchita di aroma e la spolverata alla fine è stata la ciliegina sulla torta.

Come preparare la polvere di prosciutto:

ci sono molti modi per ottenerla, l’avevo fatta anni fa con la ricetta del Sacher Hotel, cottura in forno per 10 ore… c’è chi asciuga il prosciutto in microonde, se avete l’essicatore potete adoperare quello, se andate nel web troverete molte indicazioni, io ho optato per la soluzione veloce consigliata da Sabrina (copio/incollo dal suo blog, alla fine il link della sua ricetta):

… ponete le fette di prosciutto su una teglia tra due fogli di carta forno e cuocete per 15-20 minuti a 150° (attenzione passa dal cotto al bruciato in un attimo). Fate raffreddare il prosciutto, e successivamente macinatelo finemente con un robot da cucina fino ad ottenere una polvere fine…

Io ho macinato il prosciutto nel macinino da caffè, ottenendo una polvere fine facile da cospargere col colino.

tatin fichi prosciutto alto tagliata pp-001

Ingredienti per una teglia apribile di 18cm.di diametro:

  • 1 confezione di pasta sfoglia,
  • fichi, quantità secondo la loro grandezza,
  • 40 g. di burro,
  • 50 g. di zucchero di canna,
  • 3/4 cucchiai di aceto di mele,
  • 2 foglie di alloro fresco(o secco),
  • alcune fette di prosciutto crudo .

Come fare:

foderare la teglia con carta forno (se avete la teglia apposta per tart tatin non occorre); lavare i fichi e, se sono grandi, tagliarli in 4 spicchi: io ho fatto così, ma la scelta della decorazione che volete vedere a tatin capovolta, la lascio al vostro gusto.

Ricavare dalla sfoglia un cerchio del diametro leggermente più grande della teglia scelta (1/2 cm.).

Mettere in una padella il burro lo zucchero le foglie di alloro che avrete stropicciato per far uscire l’aroma (se avete quello secco, spezzatelo) e far sciogliere a fuoco moderato,

Quando il composto inizierà a fare le bolle aggiungere l’aceto, un po’ alla volta e, continuare la cottura sempre a fuoco bassissimo; far raffreddare ed eliminare le foglie di alloro.

Preriscaldare il forno a 200°C.

Mettere qualche cucchiaio del composto sul fondo della teglia e disporre a cerchio gli spicchi di fichi con la parte tagliata verso l’alto, negli spazi vuoti tra uno spicchio e l’altro infilare gli altri spicchi con la parte tagliata verso il basso; per riempire il foro nel centro ritagliare a misura un fico con un coppapasta rotondo.

Tagliare a grossi coriandoli il prosciutto crudo e disporli in ordine sparso sui fichi, versare sopra, in maniera uniforme, il rimanente composto di burro e zucchero e coprire con il cerchio di pasta sfoglia.

Infornare per 20/25 minuti fino a doratura; sfornare, aprire il cerchio ed inclinare leggermente per far uscire l’ eventuale liquido rilasciato dai fichi (se li caramellate prima non occorre).

Capovolgere la tatin aiutandovi col piatto di portata, decorare con una rosellina di prosciutto posizionandola al centro, spolverizzare con la polvere di prosciutto come fosse zucchero a velo e buon appetito.

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Io avevo fatto una prova il giorno prima, caramellando i fichi ma non ero soddisfatta dell’aspetto; se non avete le fisime da foodblogger fatelo e mangiate la tatin il giorno dopo, vi sorprenderà, ma questa versione con i fichi a crudo non è da meno, a voi la scelta!

Link Sabrina polvere di prosciutto


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