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Fiori di zucchina ripieni di Insalata di pollo: quando il sale è un’Opera d’Arte…

Quando il sale è un’Opera d’Arte…

La forma piramidale di questo sale è incredibile, unica ed il suo aroma regala un tocco particolare a qualsiasi pietanza gradisca la nota affumicata, io lo abbino spesso alle zucchine e la ricetta di oggi nasce davvero per caso.

Quando il sale è un’Opera d’Arte…

Ingredienti:
  • degli splendidi fiori maschi di zucchina raccolti al mattino nel campo di Milva,
  • un avanzo di pollo allo spiedo,
  • cipolline sott’aceto,
  • cetriolini sott’aceto,
  • sedano,
  • carota grattugiata,
  • prezzemolo,
  • maionese fatta in casa o comperata se vi va,
  • sale affumicato.

Quando il sale è un’Opera d’Arte…

Come fare:

cuocere al vapore i fiori di zucchina, dopo averli puliti deliatamente e tolto il pistillo, per dieci minuti nel microonde.

aprirli delicatamente e riempirli di insalata di pollo, tutto qui.

Questa semplice insalata di pollo può trasformarsi, per la presentazione nel fiore di zucchina, anche in finger food.

Quando il sale è un’Opera d’Arte…


Bocconcini di coniglio all’aglio e kümmel.

Verzottini, dal campo al Sacchetto, con un pizzico di Kümmel ed altro ancora…

Bocconcini di coniglio all’aglio e semi di kümmel

Un’altra proposta per utilizzare i Sacchetti Cuki ma so che, nella mia cucina, è soltanto iniziata l’ era della sperimentazione e sono curiosissima di scoprire domani cosa avrà preparato la bravissima ed elegantissima  Nadia di ALTE FORCHETTE alla quale passo il testimone di questa golosa staffetta culinaria e ringrazio per la fiducia.

Per vedere tutte le ricette fin’ora proposte potete collegarvi con la Pagina Facebook di Cuki.

Ingredienti per il coniglio all’aglio e kümmel:

  • 200 g. di bocconcini di coniglio,
  • 3 spicchi d’aglio rosso vestiti,
  • 1cucchiaino da caffè di semi di kümmel pestati nel mortaio,
  • olio EVO soltanto per ungere i bocconcini,
  • sale.

Verzottini, dal campo al Sacchetto, con un pizzico di Kümmel ed altro ancora…

Come preparare i bocconcini di coniglio:

preriscaldare il forno a 195°C. (ventilato).

Dopo aver ricavato i bocconcini di coniglio metterli in una terrina, ungerli con l’olio EVO e condirli con i semi di kümmel, il sale e l’aglio, mescolare ed inserire nel sacchetto, chiudere e cuocere per 20 minuti, estrarre e, come per il verzottino, scuotere il sacchetto per uniformare la cottura.

Continuare per altri 15 minuti, ritagliare il sacchetto e rosolare con funzione grill 5 minuti da una parte e 5 dall’altra.

Fidatevi, la carne di coniglio che, se si sbaglia la cottura diventa stopposa, così è risultata, come di dice dalle nostre parti: un burro.


Petto di pollo alle pesche Tabacchiere.

É ancora presto per trovare le Pesche Tabacchiere ma oggi ho cercato qualcosa nel mio archivio per l’ aggiornamento, ieri ho fatto un “reblog” di un post di Fausta, l’ho trovato pacato, ha saputo dire senza dire, dal canto mio ho dovuto subirmi  la parata dove gli sforzi per farla diventare utile ed indispensabile…hanno rasentato il ridicolo, non posso fare a meno di pensare alla frase di  Maria Antonietta: se non hanno pane che mangino le brioche!!

Ma oggi niente brioche, oggi si mangia il Petto di pollo alle pesche tabacchiere o Saturnine, la ricetta trovata sul libro “1000 ricette con la frutta” consiglia le pesche nettarine, in qualsiasi caso devono essere pesche sode.

Ingredienti per 2 persone:

  • 1 petto di pollo (doppio),
  • 2 pesche Tabacchiere (o nettarine),
  • farina,
  • 1 cucchiaino di miele,
  • 1 cucchiaino di senape al dragoncello (o quella che desiderate purchè sia dolce),
  • qualche cucchiaio di panna (di soia),
  • 1 cucchiaio d’olio evo,
  • 1 noce di burro (di soia),
  • 1 cucchiaio di aceto di mele,
  • sale,
  • pepe (rosa).

Come fare:

dividere a metà il petto di pollo, strofinare le 2 parti con sale e pepe, infarinare e rosolare in padella con l’olio e burro, appena sarà rosolata una parte, girare ed unire le pesche pelate e tagliate a spicchi, coprir e stufare per una decina di minuti.

Spennellare i petti con la senape e spruzzarli con l’aceto di mele, aggiungere il miele e la panna, coprire e cuocere ancora per 10 minuti.

Per oggi è tutto, vi auguro una splendida domenica :-)


Bocconcini di vitello alle fragole.

Bocconcini vitello alle fragole

Non ci crederete ma sto ancora preparando il post sulla passeggiata nei campi con annesso laboratorio e degustazione di sabato scorso perchè attendo qualche foto bella fatta da Joel il delizioso cameriere-fotografo del Ristorante agli Amici di Godia

Nel frattempo ho cucinato qualcosina, ho realizzato piatti che da tempo avevo nel cuore e nella mente, ho ascoltato il cuculo, ho dormito poco per il caldo, ho coccolato Perla ed Ello oppure  Ello e Perla ;-)

Tra questo qualcosina ci sono questi bocconcini di vitello alle fragole.

Non mangio molta carne però qualcosina si, però dev’ essere tenera, poca e cucinata in maniera sfiziosa e magari colorata, esattamente così come questa che è anche senza glutine perchè ho infarinato la carne nella farina di riso.

Io ho adoperato il burro di soia ma voi potete usare farina normale, burro chiarificato, olio evo, fate come più vi piace, anche le scaloppine potete lasciarle semplicemente come sono, l’importante è batterle per renderle sottili.

Ingredienti per una persona:

  • 3 bocconcini ricavati con un coppapasta da 2 scaloppine battute col batticarne,
  • farina di riso,
  • burro di soia,
  • porto bianco per sfumare,
  • fragole,
  • sale,
  • pepe verde.

Come fare:

con una parte delle fragole fate una purea che passerete al colino per eliminare i semini.

Dopo aver ricavato dalle scaloppine i bocconcini, infarinarli e rosolarli nel burro (che dev’essere abbondante) da ambo i lati, sfumare con il porto bianco (se preferite vino) e, a fuoco forte far asciugare quasi del tutto il sugo.

Aggiungere la purea di fragole, salare e pepare e lasciare sul fuoco ancora qualche minuto.

Servire decorando con le fragole e buon appetito :-)

 


Coniglio all’Amarone cotto nel Coccio.

Da quando è arrivato in casa mia non gli ho più tolto gli occhi di dosso, gli ho girato intorno, l’ho soppesato, l’ ho toccato, l’ho studiato.

Era bellissimo anche così, appoggiato al tavolino e riscaldato dal sole tutto il giorno ma,…ma lo vedevo così scontento, irrealizzato, dovevo fare qualcosa per valorizzarlo.

Tergiverso, lo so…ma mi ero ripromessa di non pubblicare più ricette col coniglio pur continuando a cucinarlo, vivo con un carnivoro amante di questa carne e non ho scelta…eppoi, per un amico questo ed altro no?

Ho voluto inaugurarlo con una ricetta che gli fa onore, non aspettatevi fave tonke, cardamomi e profumi d’oriente, qui l’unico profumo è quello che rilascia la cottura nel coccio e chi la conosce lo sa, da una marcia in più a qualsiasi preparazione ed il profumo che si espande per casa è ineguagliabile, andiamo in cucina va.

Ingredienti:

  • coniglio, io 2 spalle, 2 cosce,
  • 1/4 di vino Amarone,
  • olio evo,
  • rosmarino secco schiacciato nel mortaio,
  • prezzemolo (io gambi interi),
  • 3 spicchi d’aglio,
  • 1 scatola piccola di polpa di pomodoro o passata fatta in casa ecc.
  • peperoncino.

Come fare:

mettere gli spicchi d’aglio interi svestiti  nell’olio e farlo insaporire, unire la carne e rosolarla.

Nel frattempo dealcolizzare il vino fiammandolo e quando il vino è pronto salare, mettere il peperoncino ed il vino in 2 tempi (io faccio così).

Aggiungere il rosmarino secco o fresco se preferite, i gambi di prezzemolo che alla fine toglieremo e la polpa di pomodoro, far riprendere il bollore e coprire (questo coccio non ha il coperchio, io ne ho usato uno di un coccio rotto).

Portare a cottura (c.ca 40 minuti).

Questa è una ricetta semplicissima, niente di complicato, da fare quando si vuole un piatto unico, un contorno di riso ecc., io l’ho servito con la polenta.

Buona settimana a voi, io ascolto ancora LUI, come dice una sua canzone: Tu non mi basti mai


Pasticcio di pollo, la cucina? Un luogo dove “pasticciare”. La vita?… una “sala d’attesa”…

Inizio dalla cucina, in fondo questo blog è nato per questo, per scrivere di “pasticci” culinari (e non solo ;-) ) ed è con soddisfazione che condivido con voi questa ricetta che ho trovato in un libro di preparazioni dolci e salate con la frutta  (1000 ricette con la frutta (Emma Valli).

L’ideale sarebbe, per me, “inventarmi” tutto ciò che posto, ma questo è impossibile, cerco quindi di testare le ricette che ritengo più “originali” e nello stesso tempo di facile esecuzione.

Amo i “piatti unici”, quelli che racchiudono tutti i “nutrienti” e questo pasticcio è perfetto allo scopo ed è davvero semplice da fare.

Il risultato finale soddisferà i palati di grandi e piccini e se non amate il sapore dolciastro adoperate le mele Granny Smith o gambi di carciofo o topinambour o patate, scegliete voi l’abbinamento, è buonissimo anche mangiato freddo (non di frigo) e presentato in monoporzioni adatto ad un buffet…non è molto “fotogenico” (in questo periodo ho un rapporto contrastato con la mia piccola Lumix :-D ) ma la sua bontà lo rende “bellissimo” ;-)

Ingredienti per una teglia da 22 cm. (io ho usato lo stampo da plum) ed ho fatto “pentendomi” metà dose:

  • 400 g. di pasta sfoglia (ho usato una “leggera”),
  • 1 uovo,
  • 2 petti di pollo doppi (io ho usato 300 g.),
  • 4 pomodori maturi (pomodori pelati),
  • 2 porri,
  • 3/4 mele (2 piccole),
  • 2 spicchi d’aglio,
  • 1 manciata di erbe aromatiche fresche (io dragoncello, salvia, rosmarino, timo, santoreggia, maggiorana, origano fresco..tutto “mio”),
  • 1 bicchiere di vino bianco,
  • olio evo,
  • sale e peperoncino (mio).

Come “pasticciare”:

Tagliare a striscioline la carne di pollo e rosolarla in poco olio evo facendola dorare da tutti i lati,  aggiungere i porri tagliati a rondelle e stufarli per qualche minuto, aggiungere le mele sbucciate ed affettate sottilmente ed i pomodori pelati.

Aggiungere l’aglio e le erbe aromatiche tritati finemente, il peperoncino ed aggiustare di sale.

Bagnare con il vino (va bene anche la birra pils), coprire e terminare la cottura…far raffreddare.

Foderare la teglia (o stampo da plum cake) con una parte di pasta sfoglia, riempite con il composto di pollo, coprite con la asfoglia rimanente, spennellare con l’uovo ed infornare a 180°C. per c.ca 40 minuti.

Ora vi parlerò della “sala d’attesa”ovvero quello che è per me la mia vita…una “sala d’attesa”…

Sin da bambina mi sono chiesta il “perchè” del mio esistere e come mai io “mi sentissi io”, chi e perchè avesse deciso di abbinarmi a quei genitori che non mi volevano e per i quali ero soltanto un “problema” e che avrebbero reso “un problema” anche la mia vita.

Chi mi legge sa già un pò della mia “storia” e sa che ero una bambina fisicamente sola ma fortunatamente curiosa ed appassionata della natura, amante degli animali ma…sola, senza riferimenti “umani” e con tanti perchè nella testolina, troppi perchè.

Crescendo e “guardandomi” attorno mi convincevo sempre di più che la vita fosse una “sala d’attesa”, un luogo dove trascorrere al meglio il tempo…leggendo qualche rivista o le locandine appese sulle pareti, chiacchierando col vicino di sedia, osservando gli altri, passeggiando avanti e indietro…un luogo dove fare qualcosa nell’attesa che arrivi la “chiamata”, quella chiamata che, alla fine, ci porterà tutti nello stesso “villaggio”…

Lo so, per me è una riflessione pericolosa perchè mi porterà a poco a poco a vivere nella “rassegnazione” e la rassegnazione toglie motivazione ed entusiasmo ma è così che mi sto sentendo ultimamente, demotivata, rassegnata, senza entusiasmo, incapace di relazionarmi con gli altri.

Quelli della mia generazione avevano un sogno, un obiettivo, c’era ancora tanto da scoprire e da fare, si lavorava per “costruire” un futuro ai figli, comperare una casa ecc.

Esisteva ancora il pranzo della domenica, il vestito buono della festa, le scarpe nuove, i sacrifici per far andare i figli all’università,  tutto dava gioia e ripagava.

Alzarsi la mattina e sapere che sarebbe iniziata un’altra fatica aveva uno scopo, si sapeva che si sarebbe arrivati al traguardo, avevi il figlio “dottore”, proprio tu che avevi le unghie piene di terra, e potevi dire: mio figlio è laureato :-) era meraviglioso.

Com’è cambiato tutto, quanta indifferenza, quanta aridità, quanta ippocrisia, basta fare 4 passi nel web per imbattersi in milioni di “Ma quanto è buona lei”..ma basta farne altri quattro per capire che non è così…io lo noto nella mia “realtà”, tante “chiacchiere”, tante “regole” da seguire ma basta buttare l’occhio nei sacchetti della differenziata per capire che “nonglienefregaanessuno” dell’ambiente, del mondo, della natura, del futuro e di chi si troverà a vivere in questa discarica (in tutti i sensi) mal gestita che sta diventando il mondo.

Quanta incuria in chi dovrebbe proteggerci, tutelarci e dopo aver letto il commento del figlio di Maria nel suo blog (intendo il blog di Maria) e dopo le tragedie delle alluvioni…beh, per me tutto ciò è stato come una raffica di vento che ha spalancato la porta della stanza dove tenevo “segreti” tutti questi miei pensieri” ed un vento freddo mi ha travolta…e mi ha catapultata nuovamente in quella sala d’attesa…ma, mi guardo attorno e non ho riviste da leggere, non ho vicini di sedia, sono sola, sola fisicamente, però c’è ugualmente “qualcuno” che allunga di molto la mia attesa prima di entrare nel “villaggio”…e a quel “qualcuno”  dico grazie…


Bocconcini di pollo al pepe rosa…..

Ecco una ricettina veloce, veloce, leggera, leggera e gustosa, gustosa :-)

La faccio spesso, e dopo ver scoperto che “ello” al contrario di quanto aveva sempre detto, il pollo lo gradisce..e se lo gradisce, lo preparo spesso.

È stata la nostra cena di ieri sera ed ho colto l’occasione per fotografare il piatto e spedire la ricetta al concorso Amadori.

Cosa occorre:

  • petto di pollo,
  • salvia,
  • latte di soia,
  • panna di soia,
  • concentrato di pomodoro o passata,
  • pepe rosa in salamoia,
  • sale.

Come si fa:

si possono lasciare le fettine di petto di pollo così come sono (eventualmente le battete un pò per appiattirle) , io ho ritagliato delle striscioline lunghe che ho annodato, i cuoricini (che non si vedono bene lo so :-) ) li ho ritagliati con una formina dopo la prima cottura.

Rosolare  il pollo dopo averlo salato dalle 2 parti, senza grassi, in una pentola antiaderente e metterlo da parte.

Nella stesssa padella mettere il latte di soia e la salvia, cuocere per qualche minuto, aggiungere la panna, il concentrato di pomodoro (o la passata) ed i grani di pepe rosa.

Ridurre la salsina a fuoco lento, aggiungere il pollo e farlo insaporire e servire :-)

Li ho accompagnati a degli spinaci saltati in padella con poco burro di soia.

Per queste preparazioni “pannose” io uso i derivati della soia ma se voi lo gradite potete usare burro e panna, se non usate la panna potete addensare la salsina con la maizena, si può rosolare il pollo nel burro e salvia, insomma si può fare come si desidera :-)

Con questa ricetta ho vinto il Concorso Amadori.


Coniglio al lemon grass e finto/fritto…..2×1

e/o pollo perchè si può fare anche con il petto di pollo, controllando però la cottura.

Era da un pò in lista d’attesa questa preparazione, per fortuna coincidenze fortuite hanno soddisfatto la mia curiosità: l’arrivo del coniglio portato dal mio lui e la gita in Austria dove, oltre al RABARBARO :-) ho trovato la lemon grass (erba limone).

Un piatto veloce, leggero, diventa piatto unico accompagnato con del riso (basmati o venere meglio..per l’occhio;-) )

L’aroma del lemon grass infilata nella carne si sprigiona regalandole una delicata nota agrumata..da provare!!

Come faccio spesso non scrivo le dosi esatte ma con il procedimento ognuno saprà regolarsi.

Occorrono:

  • lombatine di coniglio/ petto di pollo lavato e tagliato a cubotti,
  • stecche di lemon grass, calcolate che  una stecca tagliata a metà per lungo basta per 2 cubotti,
  • pomodorini datterini/ciliegini,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • pochissimo brodo (io uso acqua),
  • peperoncino,
  • olio evo
  • sale.

Come si fa:

mettere in una pentola calda l’olio evo con l’aglio vestito (che toglierete) e una punta di peperoncino,

lavate e tagliate a metà i pomodorini, metteteli nella pentola e fateli insaporire a fuoco vivace per qualche minuto,

unite la carne, salate e, sempre a fuoco vivace, rosolatela,

aggiungete il brodo (acqua bollente) e, coperto, portate a cottura (c.ca 1/4 d’ora).

Fatto!!

Ma io lo voglio fritto :-(

io: evitiamo i fritti, te lo faccio al forno.

No, fallo fritto.

io: fidati!! :-)

Per imbrogliare i golosi di casa con il “coniglio finto – fritto” occorrono:

una buona dose di coraggio,

coniglio a pezzi,

farina, uovo, pane grattugiato, timo, sale per l’impanatura.

olio evo.

Come riuscirci e sentirsi dire  “da rifare”:

preriscaldate il forno (statico) a 200°C,

lavate, asciugate ed infarinate i pezzi di coniglio (o pollo),

passateli nell’uovo leggermente salatoe pepato ed infine nel pane grattugiato mescolato al timo.

Foderate il fondo di una teglia capiente con carta forno ed adagiate la carne,

qualche goccia d’olio evo su ogni pezzo ed infornate per 1/4 d’ora, girate i pezzi e continuate la cottura per un altro quarto d’ora.

Portate il forno alla funzione grill a 220°C e cuocere ancora 5 minuti per parte.

Fatto!!

Mi scuso con chi, per amore, non mangia il coniglio, queste 2 ricette si possono fare anche con il pollo o tacchino!

Vi auguro un fine settimana sereno, tranquillo e rilassante :-)


Internet point ed il tacchino col tappo ….

No key?…N0 photo :-D

Comunque anche avendo la “Key” la “Photo” non ci sarebbe ….

Avete mai visto quei telefilm teneri teneri con protagonisti 2 giovincelli poco fotogenici e bruttarelli che, casualmente si incontrano in chat, si piacciono e s’innamorano dell’anima dell’uno dell’altra?

Avendo sempre la necessità di dare un volto a quest’anima si scambiano le foto ….ma la foto dell’amica/o per “far colpo”

Poi s’incontrano  e non si accorgono di non essere quelli delle foto, perchè sono già innamorati della sostanza.

Questo è successo a me con questa ricetta: mi sono innamorata della sostanza, della sua anima, della sua storia, della sua origine.

Finito l’allenamento, affamata più che mai chiedevo con avidità: cosa ha fatto tua madre per pranzo?

Il tacchino, quello che ti piace tanto, quello col “tappo” :-)

Wow!!! Super doccia super veloce e via in tavola.

Come lo fa questo tacchino che è così “speciale”?

Prendi le cosce, che costano poco, se di femmina meglio, togli la pelle, ed incominci a dividere le fasce muscolari (sembro un anotomo-patologo), elimini le cartilagini ed infarini leggermente.

Prepari un trito con cipolla, sedano, carota, rosmarino, salvia, aglio e fai rosolare questo trito in poco olio e burro.

Aggiungi la carne ed IL TAPPO DI SUGHERO,  fai  rosolare  bagni con il vino bianco, quando il vino è evaporato, sali aggiungi peperoncino metti al minimo e, coperto, lasci cuocere piano, piano, giri ogni tanto e bagni con brodo o acqua.

A cosa serve il tappo?

A rendere la carne morbida.

Aaaahhh!!! E chi gliel’ha detto?

Mia madre, a me sembra che funzioni.

Alla fine questa carne sarà morbida, saporita, non stopposa e….per gli irriducibili della “scarpetta” e facili alla “trasgressione” un sughetto straordinariamente buono vi sedurrà ;-)

Tutto qui, in mancanza di “fave tonca, pepe lungo, fior di sale, the matcha e quant’altro” comperate una coscia di tacchina, risparmierete, vi sentirete finalmente a casa e dulcis in fundo appagherete i sensi con la scarpetta.

Quando riuscirò a “metterlo” in posa questo tacchino, farò una bella foto ma, forse, a quel punto, vi sarete già innamorati anche voi della “sostanza”.

Post espresso per “crisi di astinenza” .

Spero che il mio pc guarisca presto e dopo, come consigliato tempo fa dalla “signorina Rottermaier” comprerò la chiavetta.

Un saluto dall’internet point…(mi sento un po’ “fighetta” ;-) )


Coniglio all’aglio …più facile di così!!!

Dovete fare il cambio di stagione? …Dovete portare la suocera a comperare le piantine per l’orto? …Dovete stirare una collina di panni? ….Il vostro ometto vuole cenare alla solita ora ed essendo viziato (mea culpa) non “si accontenta”?

Ecco la ricetta che ho “sposato” per questi tragici momenti della vita da casalinga per nulla disperata…..facendo anche un gran figurone :-D

Sto baciando ancora il libretto sulle carni bianche da dove ho “attinto” questa bontà.

Per chi..e non faccio nomi ma saluto caramente ed abbraccio, non compera il coniglio per motivi sentimentali, c’è anche la possibilità di adoperare i “fuselli di pollo” liberati dalla pelle (per chi fosse a dieta…..).

Ingredienti:

  • 700 g di spalla di coniglio (o fuselli di pollo),
  • 20 spicchi d’aglio vestiti,
  • 2 foglie di alloro spezzettate,
  • olio evo q.b.,
  • peperoncino,
  • sale q.b.

Come ho fatto:

io di solito lavo ed asciugo la carne, ho acceso il forno a 190°C, mi sono versata un po’ d’olio evo sulle mani ed ho massaggiato i pezzi di carne.

Li ho messi i una pirofila da forno senza aggiungere altri grassi, ho aggiunto i 20 spicchi d’aglio vestiti, le foglie di alloro ed il peperoncino spezzettato, ho coperto la teglia con la stagnola ed ho infornato a 190°C per 70 minuti.

Dopo questo tempo ho scoperto la teglia, ho aggiunto il sale, ho alzato la temperatura a 200°C ed ho fatto colorire per 5 minuti da un lato e 5 dall’altro.

Se amate l’aglio cotto potete ricavarne la polpa e spalmarla sulla carne.

Per sorridere un po’:

http://www.superedo.it/foto/immagini/Uomo%20e%20Donna/pozzo_dei_desideri.jpg

E se fosse il contrario?  ;-) :-D