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Asparagi bianchi al cartoccio, profumatissimi.

Faccio fatica a cambiare post, mi sono affezionata al riccetto meraviglioso  che, per chiarezza, non è mio (magari!!!) e per non perderlo di vista l’ ho messo al sicuro sulla colonna a dx, lì non rischia di essere investito.

Okkei, sistemato il riccio ora vi lascio questa ricetta che ho preso dal libro di ricette dell’Hotel Sacher, loro scrivono “asparagi del Marchenfeld   al forno” ma, credo che “Asparagi al cartoccio” sia perfetto perchè è proprio nel cartoccio che vanno in forno.

Ho fatto una prova, soltanto per me (ello, lo sapete che è riluttante alle cose strane), se avessi saputo ne avrei fatti il doppio, triplo, ma la stagione degli asparagi continua e continuerò anch’io, anche in questo caso le varianti sono infinite.

Il risultato cambia a seconda delle erbe aromatiche che si adoperano, si può anche osare qualche succo diverso, anche della glassa di aceto balsamico, insomma, bocca desidera.

Qualche cenno storico sugli asparagi:

la specie coltivata deriva da una forma spontanea, presente in natura anche attualmente e diffusa in parte dell’Europa, in Africa settentrionale e Asia occidentale.

Tale coltura è assai antica anche nel nostro paese; originario forse della Mesopotamia, l’asparago si sarebbe da qui diffuso in Egitto, Grecia, Ucraina, Italia e della tecnica di coltivazione parla anche Catone nel suo “De Agricoltura”.

Dalle tante notizie si apprende che, sebbene siano trascorsi alcuni millenni essa non è di molto cambiata, un nuovo impulso si è avuto intorno al 1700 con la comparsa della razza olandese dalla quale discendono il precoce e il tardivo francese di Argenteuil e altri tipi più recenti, da allora la coltivazione dell’Asparago si è diffusa in tutta l’ Europa e negli Stati Uniti.

Essendo pianta assai adatta alla forzatura, la sua produzione si spinge molto al di là dei tempi normali (primavera) e perciò la si trova facilmente fuori stagione.

Principali costituenti: oltre al 93% di acqua, nell’asparago sono presenti proteine, zuccheri, sali minerali (manganese, ferro, fosforo (per il cervello ;-) , calcio e magnesio), vitamine A e B e inoltre mucillagini, sostanze amare e asparagina.

Ed ora passiamo alla ricetta, quella del libro è per voi, se volete provare, io vi do le mie dosi e quello che ho aggiunto di mio (pochino ;-) )

Ingredienti per la mia porzione:

  • 4 asparagi bianchi (Veneto Padova),
  • 1 pizzico di zucchero,
  • 1 cucchiaio di burro di soia (potete usare anche l’olio evo),
  • erbe aromatiche (foto): dragoncello, coriandolo, cerfoglio, prezzemolo (produzione propria),
  • succo di 1/2 arancia,
  • scorza d’arancia,
  • sale rosa e sale affumicato.

Perfetti temperatura e tempo di cottura indicati nel libro, provate!!!

Spero di non avervi annoiate/i ma di avervi dato un’idea (anzi il Sacher) per adoperare questo meraviglioso ortaggio.


Porcini al cartoccio.

Porcini al cartoccio.

Io amo molto la natura, ve ne sarete accorti, amo raccogliere tutto ciò che lei ha messo a nostra disposizione, spesso penso che se mi perdessi in un bosco non morirei di fame…forse mi mangerebbe l’orso? ;-)

Le ricette che condivido oggi le ho testate l’anno scorso con successo e soddisfazione mia e di chi ha assaggiato.

Se siete appassionati scoprirete (come è successo a me) altri funghi buoni e commestibili che possono, nel loro piccolo, sostituire i porcini che non sempre si trovano.

Inizio con un antipasto o contorno.

Porcini al cartoccio.

Una ricetta scoperta ed apprezzata molti anni fa in un ristorante.

Non so se è la stessa però un fungo così va mangiato in purezza senza tanta cottura e manipolazione.

Dopo averlo pulito (ovviamente :-) )  ho tagliato il fungo per lungo a fette spesse c.ca 1 cm.,

ho steso della carta-forno che ho profumato strofinandola con gli spicchi d’aglio ed unto leggermente con olio evo,

ho appoggiato le fette di fungo, salate, pepate e massaggiate con qualche goccia d’olio evo, ho chiuso il cartoccio e cotto in forno a 200° x 10/15′

La seconda ricetta è complementare a questa perchè ho usato i funghi dello stesso cestino.

 

Un primo piatto intramontabile, cambia il formato di pasta, ma il sapore rimane sublime!!

Troccoli con porcini.

Per fare questo piatto ho sacrificato un pezzetto di fungo dei porcini al cartoccio

Anche per questo piatto, poca cottura e poco condimento.

Ho tagliato il fungo a fette un po’ spesse, ho messo in una padella antiaderente una noce di burro ed uno spicchio d’aglio vestito,

ho fatto sciogliere il burro a fuoco basso senza farlo soffriggere, ho tolto l’aglio ed ho aggiunto i funghi saltandoli un attimo (devono rimanere sodi).

Cotta la pasta (io avevo i troccoli) l’ho fatta saltare nella padella con un mestolino d’acqua di cottura.

Ho condito il piatto finito con una salsina che avevo preparato con prezzemolo ed olio evo, io non metto il formaggio.