
Mi piace saltare da una cucina all’altra, da quella della nonna, a quella vegana, a quella senz a glutine, quella vegetariana, a quella etnica ed oggi, dopo il corso di mercoledì, timidamente e coraggiosamente mi affaccio a quella molecolare che, detta così suona sinistro…
Cucina molecolare, un termine antipatico che ci fa arricciare il naso e fa suonare un campanello d’allarme, succede sempre quando non si conoscono le cose (e anche le persone) o vanno oltre la nostra tradiz ione, spesso immaginiamo una specie di piccolo chimico in camice bianco circondato da provette, polveri magiche e pentole dalle quali escono fumi bianchi ma non è così.
Forse non diventerà mai la nostra rassicurante cucina di casa ma certamente sarà quella alla quale ci potremo approciare per stupire gli ospiti nelle piccole o grandi occasioni, dalle perle di miele, alla spugna e pietra dolce, arricchiranno i nostri dessert di colori e consistenz e.
In fondo, se ci pensiamo bene tutta la cucina è scienz a, non ci chiediamo il perchè se un arrosto diventa bollito o un fritto si imbeve d’olio, la cucina è scienz a, diciamolo, comprendiamola e non critichiamola.
Ho letto e leggo tante polemiche attorno alla cucina molecolare, di tante umiliazioni subite da ristoratori seri che, per mano dei nas, si sono visti ribaltare la cucina alla ricerca di chissà che cosa per poi omettere di andare a vedere cosa c’è nel retrobottega dei reparti di pescheria nei supermercati dai quali escono olezzi inquietanti ( mi è successo venerdì scorso)
La cucina molecolare, quella alla nostra portata, ci farà sentire un pò artisti, un pò e poeti e un pò chef.
Non a caso Guy de Maupassant , scrittore del quale, da fanciulla, ho letto tutti i libri, scrive: si è gourdmand come si è artista o poeta.
Ed Emanuele Scarello artista e poeta lo è, i piatti diventano le sue tele, i quaderni di ricette i suoi libri di poesie.
A volte la sua cucina si trasforma in teatro, il suo staff in orchestra e ne escono piatti come fossero armoniose melodie, colorate, si “ascoltano” ad occhi chiusi, le note s’intrattengono sul palato e la musica risuona a lungo anche dopo l’ultimo boccone… Papille gustative in estasi, ogni volta che si gustano i suoi piatti.
Emanuele Scarello veste Prada, già, appena entrato nella stanz a ci ha mostrato con orgoglio le sue scarpine nuove, di Prada, comperate a Firenz e dove si trovava con lo staff per lavorare.
Le scarpe, Emanuele non offfenderti, sono bruttarelle sono comode e in cucina bisogna stare comodi ha replicato…
In fondo il detto per chi ha le scarpe strette tutto il mondo è stretto è sempre valido e molti simil- giornalisti le indossano le scarpe strette se, quando sono invitati agli eventi per scrivere di cucina si fermano, aimeh, al look dello chef, notano l’abito firmato ma non notano la qualità della cucina, la passione e la bravura dello chef…
Forse ne capiscono più di moda che di cucina? Forse sbagliano evento? Forse era Pitti Uomo l’evento al quale erano stati invitati? …. Già, non ci avevo pensato, a Pitti Uomo no se magna.

Maionese di mandarino (senza uova) dello chef.
Avevo preannunciato la z uppa di verdura ma da quando ho visto questa maionese il mio cervello ha iniz iato a girare vorticosamente e ho dato la precedenza a questa, pensando alle sue molteplici applicazioni.
Lo chef ne ha messa una piccolissima quantità come decorazione alla zuppa assieme alla spugna dolce e la pietra dolce che farò prossimamente.

Perla mi controlla nella notte…
Ho voluto fortemente provarla e, procuratami l’Alginato (che è un gelificante derivato dalle alghe) e la pectina (che tutti conosciamo), la sera mi sono messa al lavoro, seguita passo passo da Perla.
Io ho fatto metà dose ed ho ottenuto il quantitativo per una salsiera, questa:

Maionese di mandarino di accantoalcamino.
Ingredienti, dose originale:
- 750 g. succo di mandarino,
- 125 g. di zucchero,
- 15 g. di pectina,
- 5 g. di alginato,
- 65 g. di zucchero,
- 100 g. di olio EVO (extravergine di oliva).

Come fare:
scaldare una parte di succo con lo z ucchero e farlo sciogliere, aggiungere l’altra parte, mescolare e spegnere.
Se si scalda a lungo il succo di mandarino (o altra frutta) se ne altera l’ aroma.
Unire l’alginato, la pectina e lo z ucchero, mescolare ed unire tutto al succo, mescolare bene e stendere su un vassoio, mettere in frigorifero per una notte (o l’equivalente di giorno).
Quando il composto avrà assunto l’aspetto gelatinoso che vedete nel collage, procedere come per la solita maionese, aggiungendo a filo l’olio nella quantità indicata negli ingredienti.
Riporre in frigorifero e dopo qualche ora la maionese sarà pronta, perfetta, con la consistenz a che conoscete già, fidatevi e giocate e, come dice Gordon Ramsay, divertitevi in cucina e non temete l’ingrediente sconosciuto, non vi morderà ma si farà mordere (questo l’ho aggiunto io)

Insalta Russa, l’alternativa al solito dessert.
Ed ecco l’idea che mi è venuta mentre preparavo le verdure per la z uppa dello Chef: un’insalata Russa alternativa, dolce, buona (l’ho mangiata).
Scenografica, forse, io, con le foto, non le ho reso giustizia ma, fidatevi, è perfetta per un fine pasto o un buffet.
Non sarà il solito dolce al cucchiaio che va giù e si dimentica in un attimo, questa dovrete masticarla, le verdurine croccanti si faranno riconoscere ad una ad una e si amalgameranno armoniosamente, sarò di parte ma me ne sono innamorata e non ringraz ierò mai abbastanz a lo Chef per avermi fatto conoscere questa maionese che, per San Valentino, potrebbe colorarsi di rosso Amore con delsucco di barbabietola, o lampone, ribes ecc. ecc. ecc. quanti colori, quanti sapori, quanti profumi mmmmmmmmmmm…
Ingredienti per l’insalata russa (quantità a piacere):
- sedano rapa,
- finocchio,
- carota,
- patate viola,
- chicchi di melagrana (unire soltanto alla fine della preparaz ione),
- sale,
- zucchero,
- maionese di mandarino*(vedi ricetta)
- sciroppo fatto con 1 parte (60 g.) di z ucchero e 3 parti (300 g. ) acqua).
Come fare :
tagliare a cubetti piccolissimi le verdure, immergele in acqua bollente salata e z uccherata una alla volta per 30 secondi in questa sequenz a: finocchio, sedano, carote, patate viola.
Scolarle ed immergerle, separatamente, in acqua ghiacciata (per il colore e mantenere la croccantezza).
Immergerle nello sciroppo preparato (vedi lista ingredienti), sempre in ciotoline separate e lasciarle riposare (potete farlo il giorno prima per il giorno dopo come ho fatto io, le verdurine rimarranno croccanti e conserveranno il loro sapore.

Scolare le verdurine, tamponarle con carta da cucina ed amalgamarle alla maionese, come si fa per l’insalata russa tradiz ionale.
Al composto aggiungere i chicchi di melagrana o la frutta/verdura che avete deciso di aggiungere.
Potrete servirla su mini cestini dolci di cialda o spalmata su crostini di panettone tostato (magari quello al mandarino e rosmarino dello chef) o di colomba.
La maionese da sola può fare da accompagnamento ad una fetta di torta, ad un cheese cake, un muffin, ecc., qui entra in scena la vostra fantasia, buon lavoro…

Questa è una maionese senz a uova ma io le uova le adopero, queste, della foto, non sono a kilometri zero ma a kilometri 1 e 250 metri, tanta è la distanz a da casa mia a quella di Milva, le sue galline avevano “sporcato” le uova, zampettandoci sopra e lei non voleva darmele (cosa dirà ello, mi ha sussurrato).
Io le ho anche fotografate, sul posto, perchè cosa c’è di più bello della natura?
So che non tutti sono fortunati come me e le uova le devono comperare al negoz io, a volte lo faccio anch’io però scelgo uova di galline allevate a terra NON in gabbia.
Ognuno di noi può fare qualcosa, facciamolo, iniziando dalle piccole cose, dalle piccole attenzioni che migliorano la vita, sia la nostra che quella degli animali e dell’ambiente…