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Fool di Uva Fragola, dolce Fool-lia d’autunno (con e senza agar agar).

fool uva fragola1-001

Come dice Terry, bisogna battere il ferro finchè è caldo, tradotto nel “foodblogger’s language” significa che le ricette che contengono prodotti di stagione vanno postate/pubblicate/condivise quando è la loro stagione: in Italia la stagionalità può subire variazioni perchè, come sapete, l’Italia è fatta a forma di stivale e da nord a sud il clima è diverso: in pratica L’Italia è un orto dove la semina a scalare viene gestita dalla Natura.

É la stagione dell’uva fragola, almeno qui, dalle mie parti e quindi vi propongo/propino un’altra ricettina, un Fool che avevo sperimentato nell’anno 2009, ero alle prime armi e seguivo le ricette paro paro, senza fiatare, ma ora che, perdonate la presunzione, ne so qualcosina in più, ho imparato a non adoperare gli albumi crudi, a meno che non siano pastorizzati (si trovano in brik al Despar).

Ho imparato a fare la meringa Italiana, una preparazione che, avendo la stessa consistenza e tenuta della panna montata, permette di ridurne la quantità.

Vi do le due versioni: quella fatta anni fa seguendo fedelmente la ricetta e la variante che ho elaborato con agar agar e meringa italiana, scegliete voi; ovvio che, in mancanza dell’uva fragola, potete adoperare altri tipi di uva nera, per aromatizzarla un po’ potete profumare con cannella, macis, vaniglia, apiacere.

cesto uva fragola 1-001

 Uva fragola.

Ingredienti per la versione originale con la colla di pesce:

  • 1 kg di uva fragola (o uva nera),
  • 150 ml. di panna fresca,
  • 25 g di colla di pesce,
  • 2 albumi freschissimi,
  • 30 g. di zucchero.

collage fool uva fragola

Come fare:

lavare l’uva, sgranarla e mettere gli acini in una casseruola; scaldare a fuoco basso e schiacciare di tanto in tanto con un cucchiaio per far uscire il succo.

Mettere la gelatina in acqua fredda per 10 minuti, strizzarla e scioglierla (senza farla bollire) a fuoco bassissimo.

Quando i chicchi saranno morbidi passarli al setaccio su una terrina, eliminando bucce e semi, montare la panna ed incorporarla;

Versare la gelatina a filo sul composto di uva e panna, sempre mescolando e lasciar riposare.

Montare gli albumi a neve ben ferma con lo zucchero ed incorporare delicatamente, distribuire la mousse in coppette e far raffreddare in frigorifero per 1 ora.

Decorare con ciuffetti di panna montata a piacere.

fool uva fragola n-001

Versione con agar agar

Ingredienti per la versione con agar agar e meringa italiana:

  • 1 kg di uva fragola (o uva nera),
  • 100 ml. di panna fresca,
  • 10 g. di agar agar,
  • meringa Italiana.

Ingredienti per la meringa italiana:

per comodità ho preparato la dose che faccio di solito, in questo fool ne ho inserita metà, quella che resta la potete utilizzare per altro.

  • 50 g. di albume (pizzichino ino sale e gocce succo limone per montarli),
  • 100 g. di zucchero a velo (ricavato macinando lo zucchero nel macinino da caffè, così è senza glutine),
  • 50 ml. di acqua per lo sciroppo.

meringa italiana

Come fare la meringa italiana:

montare gli albumi a neve fermissima; preparare uno sciroppo con lo zucchero a velo e l’acqua , facendo sciogliere sul fuoco fino ad ottenere uno sciroppo denso.

Versare a filo lo sciroppo sugli albumi montati a neve continuando a montare il composto fino a quando non sarà freddo, poi riporre in frigo.

Come fare la versione con agar agar:

lavare l’uva, sgranarla e mettere gli acini in una casseruola; scaldare a fuoco basso schiacciando di tanto in tanto con un cucchiaio per far uscire il succo.

Quando i chicchi saranno morbidi passarli al setaccio per eliminare bucce e semi; prelevare una piccola quantità di succo per sciogliere l’agar agar facendo attenzione che non rimangano grumi, mettere in un pentolino e far bollire per 5 minuti.

Unire una parte di succo ed amalgamare, versare il composto di agar agar nel resto del succo e mescolare bene: riporre in frigorifero per addensare.

Quando noterete che il composto sta diventando cremoso, unire la panna montata dove avremo incorporato la meringa italiana, mescolare bene, delicatamente, versare nelle coppette o bicchierini e riporre in frigorifero, decorare a piacere.

fool uva fragola2-003

 

Ho cercato qualche informazione sulle origini del fool che è nato in Inghilterra, ho notato che qualcuno lo fa anche con la crema pasticcera; vi lascio un link dove la sua storia è spiegata bene:

Fool al rabarbaro

Alla prossima


Focaccia integrale con uva fragola, profumi e pensieri d’autunno.

Focaccia integrale uva fragola fette2-001

Un ottobre mite, cieli tersi e desideri di rinnovamento,  voglia di incanalare  passioni verso il sentiero di un futuro positivo, che abbia uno scopo, per dare un senso alla  vita ed evitare che la curva del grafico scenda pericolosamente.

Pensavo a questo mentre preparavo questa focaccia con l’uva fragola, i chicchi ce li siamo contesi io e le api, delle splendide api che io ho lasciato fare indirizzandole verso una ciotolina  preparata per loro: tempi duri per le api, purtropp; alla fine vi lascio un link per firmare una petizione per vedere di salvarle, speriamo serva a qualcosa.

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Una vera sorpresa questa focaccia, con gli esuberi di pasta che ho ritagliato ho fatto una rosetta, beh, un impasto da tenere in considerazione anche per preparare pane, sia dolce che salato, lo vedrei bene con olive e pomodori secchi… Mmmmh che fame!

Se non avete l’uva fragola, la potete preparare con altra uva: la buccia dell’uva nera/rossa contiene il revestranolo, uno dei più potenti antiossidanti, una molecola che aiuta a ridurre il colesterolo cattivo (LDL), migliora la fluidificazione del sangue riducendo il rischio di placche tromboiche, quindi lavare bene l’uva e mangiarla con la buccia.

uva fragola colapasta-001

Ingredienti:

  • 700/800 g. di chicchi di uva fragola (il peso è indicativo, l’uva deve coprire le due sfoglie),
  • 500 g. di farina integrale,
  • 12 g. di lievito di birra fresco,
  • 300 ml d’acqua (compresa quella per sciogliere malto e lievito),
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo,
  • 8 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
  • 100 g. di zucchero di canna,
  • 1 pizzico di sale.

collage focaccia uva fragola

Come fare:

sciogliere il malto in poca acqua tiepida e stemperarvi il lievito di birra; in una terrina capiente formare una fontana con  la farina, aggiungere il pizzico di sale e versare al centro il composto col lievito ed incorporare, poca alla volta, l’acqua rimasta.

Lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo, formare una palla, coprire con la pellicola e far lievitare (io nel forno con la luce accesa), per 2 ore.

Nel frattempo lavare l’uva, sgranarla scegliendo i chicchi più belli e sani e metterla da parte (qualche chicco per le api ;-) ).

Dopo che la pasta sarà raddoppiata, stenderla e spargeresopra, uniformemente 50 g. di zucchero, 4 cucchiai di olio evo e lavorare ancora per amalgamare bene il tutto.

Preriscaldare il forno (io statico) a 180° C.

Dividere l’impasto a metà, stendere una parte su carta forno (io l’ho stesa abbastanza sottile) e trasferire sulla teglia da forno e fare il primo strato d’uva spolverizzando con un cucchiaio di zucchero e olio evo.

Stendere l’altra sfoglia ed appoggiarla sulla focaccia; sigillare bene i bordi e completare con l’uva, lo zucchero ed il rimanente olio evo.

Infornare per 50 minuti.

Focaccia integrale uva fragola tagliata1-001

Per oggi è tutto, vi lascio il link della petizione per aiutare le api:

Save The Bees

Concludo con la saggezza del mio mito Snoopy:

snoopy grafico

Foto da Pinterest


Pere Cotogne: oggi Tatin.

Tatin perecotogne-002

Foto 20 ottobre 2009.

Dopo la ricetta della marmellata di Tiziana del post precedente sono andata a controllare l’albero del mio vicino, quello di questa foto, risalente al 6 ottobre 2009:

albero pere cotogne-001

Ebbene le varie tempeste subite durante l’estate l’hanno ridotto così:

collage pero cotogno

Cliccare per ingrandire.

Ho chiesto ugualmente  il permesso per raccoglierle e recuperarle, confezionando marmellate, cotognate e quant’altro: ne ho portata a casa una tutta butterata ma all’interno era perfetta e quindi, con un po’ di pazienza ridarò nuova vita a questi frutti.

Mi sono fatta promettere che non lo eliminerà ma che lo poterà soltanto, anche perchè la maggior parte dei rami è stata spezzata dal vento, io lo “moniterò” ;-)

Questa è stata la mia prima tatin, ero da poco entrata nel “firmamento” delle foodblogger :-D ed ero inesperta (oggi è cambiato poco ;-) ) così mi sono istintivamente fidata di Mysia (alla fine il link), c’erano le foto del passo passo e quindi mi sono buttata, ho solamente sostituito  i 200 g. di zucchero con 150 g. di zucchero di canna.

Avevo seguito pedissequamente anche il procedimento per la pasta brisè, se voi preferite velocizzare, adoperate la brisè già pronta o la pasta sfoglia.

Ingredienti per la pasta brisè:

  • 200 gr di farina 00,
  • 100 gr di burro,
  • 60 ml di acqua fredda.

Come fare la brisè:

in una terrina, pizzicare tra le dita il burro e la farina fino ad ottenere delle grosse briciole, aggiungere, poca alla volta, l’acqua fredda ed amalgamare bene il composto, formare una palla e farla riposare in frigorifero per una mezz’ora.

pere cotogne pp-001

Ingredienti per la tatin per una teglia da 26 cm. di diametro:

  • 1 kilo di pere cotogne,
  • 150 g. di zucchero di canna,
  • 80 g. di burro.

collage tatin cotogne

Come fare:

nel frattempo che riposa la pasta brisè preparare le pere cotogne, lavarle per eliminare la peluria che hanno sulla buccia, pelarle, tagliarle in 4 spicchi ed eliminare i residui del torsolo.

Se possedete la teglia adatta alla tarte tatin o uno stampo col fondo spesso adatto sia alla cottura sul fuoco che nel forno, sarete facilitati nel compito, a quel tempo ho dovuto arrangiarmi adoperando la teglia che intravedete nel collage, il fondo troppo sottile per distribuire bene il calore, infatti ci sono tracce evidenti di bruciacchiato su qualche mela, ma è stato comunque “spazzolato” tutto ;-)

Preriscaldare il forno a 180°C.

Nello stampo che avete preparare il caramello con 100 g. di zucchero di canna e 50 g. di burro; appoggiare sopra gli spicchi di pera cotogna, dalla parte del dorso, cercando di riempire tutti gli spazi.

Togliere dal fuoco e coprire con il rimanente burro a fiocchetti e spolverizzare con i restanti 50 g. di zucchero di canna.

Stendere la pasta brisè per ottenere una sfoglia che Mysia consiglia di 3/4 mm. di spessore; ricoprire lo stampo con le mele cercando di andare bene fino in fondo, lungo tutto il bordo, aiutandovi con una spatola di legno (il caramello scotta :-) ).

Infornare e cuocere per mezz’ora, appena sfornata rovesciarla subito sul piatto di portata altrimenti il caramello solidifica e diventa problematico.

Tatin pere cotogne fetta-001

Foto 20 ottobre 2009.

Per non annoiarvi ancora con altri post “cotognosi” vi lascio questa marmellata, seguite il procedimento solito, aggiungendo in cottura una bella bacca di vaniglia che poi lascerete nel vaso.

marmellata cotogne vaniglia1-001

Foto 2009.

Buon proseguimento di settimana

Il link di Mysia:

Tarte tatin

snoopy foglia

Immagine da Pinterest


Ciambella con uva Clinto, un altro viaggio sulla Macchina del tempo.

ciambella con uva clinto fetta-001

 Essendo la stagione dell’uva ho deciso di riproporre una ricetta che avevo fatto nel 2009, non è mia ma di Germana del blog La Terra dei Violini, famosa per essere un’abile panificatrice, senza troppi fronzoli ed arpelli, genuina e semplice, come tutte le sue proposte.

Non ho mai avuto l’occasione di vedere l’uva Clinto sulla vite;  pur frequentando spesso la Val Rosandra per i miei consueti allenamenti con sosta obbligata a Bottazzo dove mi ristoravo con una bella e buona fetta di torta confezionata con questo tipo d’uva.

Sono trascorsi molti anni da allora, quasi 30 e non so più come sia e se esista ancora quel posto meraviglioso, raggiungibile a piedi lungo un sentiero stretto, affiancato dal Torrente Rosandra, allora ricco di gamberi di fiume: assomiglia molto al Torrente Resia, ora, per me più facilmente raggiungibile.

Torrente Rosandra

Immagine presa da qui

A Bottazzo c’era una trattoria dove ti offrivano un bicchiere di vino fatto con questa rarissima uva che ha il sapore simile all’uva fragola, ma i chicchi molto più piccoli; la vendita era interdetta, questo tipo di uva è considerato “cancerogeno”, un po’ come certi personaggi che tutti conosciamo ma che ci dobbiamo ingurgitare quotidianamente :-D ;-)

Dovrò tornare per un giorno nella mia terra per ripercorrere le strade, i sentieri che hanno forgiato questo mio inesauribile amore per la natura selvaggia, per i luoghi solitari e silenziosi.

Riproporre questa ciambella, anche se la ricetta non mi appartiene, è stato per me, un altro viaggio sulla macchina del tempo.

uva clinto part

Ingredienti per uno stampo da ciambella di 26 cm. di diametro:

  • 700 g. di uva Clinto oppure, se avete la possibilità di reperirla, perfetta la Cabernet,
  • 300 g. farina 00,
  • 100 g. di fecola,
  • 100 g. burro morbido,
    150 g. di zucchero essendo quest’uva dolce,
  • 6/7 cucchiai di latte,
  • 4 uova (2 intere + 2 tuorli),
  • 1 bustina di lievito in polvere.

ciambella con uva clinto da infornare pp-001

(foto 2009)

Come fare:

preriscaldare il forno a 170°C.

Montare il burro con lo zucchero, aggiungere le uova una per volta, la farina setacciata con la fecola, il latte, l’uva infarinata e per ultimo il lievito.

Foderare uno stampo a ciambella da 26 cm con carta forno (io l’ho imburrata perchè non ho quello liscio).

Infornare per 45/50 minuti.

ciambella con uva clinto sformato-001

(Foto 2009)

Ciambella con uva rara di Germana

Uva

Daniza e i suoi piccoli

Daniza...

Immagini da Pinterest


Torta di Compleanno.

     torta compleanno eff       

 Giornata malinconica ieri, appena alzata, all’alba come sempre, per distrarmi un po’ mi sono messa al pc, avevo voglia di scrivere qualcosa sulla natura, sugli animali poi, nel reader della bacheca ho letto Addio Professore con la foto di Robin Williams ed incredula ho sussurrato: nooo.

Se n’è andato, ha voluto andare ma le domande restano come resta impressa nella memoria quell’espressione dolce e piena di tristezza di quegli occhi che non hanno voluto assistere alla lenta fine di un uomo che in fondo era già morto dentro da molto tempo…

Ho trovato casualmente quel video, l’avevo già visto prima di sapere, quando si dice le coincidenze: ed è con questi pensieri che mi sono messa malvolentieri a preparare una torta di compleanno, più per dovere che per piacere.

La ricetta l’avevo avuta da una blogger, un fitto scambio di mail nelle quali mi spiegava passo passo come fare.

Anche se non sembra, questa è una torta semplice, non come quella di fichi ma basta prenderci la mano, per me è diventata la “Torta di compleanno”: in luglio l’avevo preparata per la madre di ello, con le amarene.

Se avete voglia di preparare il pan di Spagna, fatelo, io adopero quello pronto che trovo al Despar, non è pubblicità, semplicemente lì lo trovo bello soffice e non rinsecchito.

Copio/incollo dal post di allora,  la stessa torta la preparo con le amarene in composta ma ieri avevo a disposizione soltanto pesche sciroppate.

Torta di compleanno-1   

Ingredienti:

  • 3 cerchi di di pan di Spagna pronto o preparato in casa,
  • 1 barattolo di pesche sciroppate.

Ingredienti per la farcia:

  • 4oo g. ricotta mista (io avevo soltanto vaccina),
  • 200 g. panna fresca,
  • 120 g. zucchero (io vanigliato),
  • 2 fogli colla di pesce.

Come fare la farcia:

montare ricotta e zucchero, aggiungere la colla di pesce ammollata in acqua fredda, strizzata e sciolta su fuoco dolce con due cucchiai di latte ed infine la panna montata, mescolando delicatamente.

collage torta compleanno       

Comporre la torta:

separare gli strati di pan di Spagna, prepararli già sul piatto di portata e far posto in frigorifero (passaggio INDISPENSABILE), bagnare gli strati di pan di Spagna con lo sciroppo delle amarene  pesche diluito con acqua (se usate quello zuccherato), farcirli con la crema, adagiare uno strato di amarene pesche, coprire, farcire un’altra volta con amarene  pesche comprese e chiudere.

Stringere la torta con un cerchio richiudibile (quello usato per i cheesecake per intenderci) e riporre in frigorifero.

Trascorse due ore c.ca, preparare la crema al burro per glassare la nostra torta.

Seguiamo le indicazioni di Maria per una riuscita perfetta:

*Importante per le proporzioni: perchè la crema riesca bisogna rispettare le proporzioni di 2-4-8, ovvero se 2 è il peso degli albumi, va usato il doppio del loro peso di zucchero semolato ed il quadruplo del loro peso di burro.*

Ingredienti per la glassa (pesati secondo la spiegazione ):

  • 54 g di albumi (circa 2),
  • 108 g di zucchero semolato,
  • 216 g di burro ammorbidito ma non sciolto,
  • un pizzico di sale,
  • vanillina (vaniglia bourbon).

torta compleanno decorata pp1-003       

Come fare la glassa:

la prima parte del lavoro va fatta a bagnomaria; versare gli albumi con il sale in una ciotola e montarli con una frusta.

Appena gli albumi sono spumosi aggiungere, sempre sul fornello, lo zucchero e continuare a montare per almeno 5 minuti, finchè la meringa sarà lucida e lo zucchero completamente sciolto.

Togliere la ciotola dal bagnomaria, aggiungere la vaniglia bourbon e continuare a montare finchè la meringa non si sarà raffreddata.

Aggiungere il burro con la frusta in funzione, un pezzetto alla volta, finchè la crema sarà ben montata e spumosa.

Spatolare la glassa su tutta la superficie della torta, io ho decorato alla fine con una spatola dentata e cuoricini di pesca ricavati con uno stampino a pressione.

snoopy     

Foto da Pinterest.

Ecco fatto, vi lascio con una vignetta che ho trovato stamane su Pinterest, me/ve la dedico


Torta brutta ma buona con fichi, banane, uva spina, amore e fantasia, la Cucina di Casa.

brutta ma buona con fichi2-001 c       

É tempo di fichi, purtroppo anche loro vittime della sballata metereologia di questa stagione: troppa pioggia è entrata nelle fessure della loro pelle, inacidendoli e rendendoli inutilizzabili.

Quelli comperati, spesso non sono degni di menzione: costosi, inodori e stopposi; solo una volta ho ceduto alla tentazione di farlo, ingannata dalla loro bellezza, ne avevo fatto una tatin, segreta, segretissima, come dice ello…

Quelli di questa torta sono i superstiti del suo raccolto dallo zio:

faccio una marmellata?

No, li mangio.

Li mangi?

No, fai la marmellata…

Così i giorni passavano ed i fichi oziavano in frigorifero, adagiati su un letto di carta da cucina, rotolandosi da una parte all’altra.

Senza indugiare oltre, ho preso in mano la fico-situazione, ho chiesto ed ottenuto la disponibilità dell’altra frutta stanca che c’era in giro: banane e uva spina (superstite del sorbetto), un rotolo di pasta brisè dedita al volontariato salva cibo, marmellata di susine gialle, ricordo di una vacanza indimenticabile e via.

Questa, più che una ricetta, è un’idea, non tutte le donne del mondo sono foodblogger o hanno tempo da perdere come me; questa è un’idea veloce per un dolce dell’ultimo minuto, perfetto per utilizzare rotoli di brisè, come questa, o pasta sfoglia o frolla.

Per la farcitura va bene tutto, anche se avete 1 albicocca soltanto, una ciliegia, una nesopola, una mela ecc. mettete tutto assieme, disponete la frutta in maniera fantasiosa e creerete un dolce da sogno (per dirla alla Briatore ;-) ) che sarà il vostro orgoglio ed il vostro salva dessert ;-)

Nella lista degli ingredienti ho scritto i miei, voi potete fare con quello che avete.

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I fichi dello zio da maturare.

Ingredienti :

  • 1 confezione di pasta brisè light pronta (light per sentirmi meno in colpa),
  • 9 fichi e 1/2,
  • 1 banana tagliata a rondelle,
  • chicchi di uva spina per riempire gli spazi del bordo,
  • pane grattugiato per spolverizzare il fondo della brisè o biscotti tritati se voletela preparazione più dolce,
  • marmellata di susine gialle per coprire il pane grattugiato,
  • zucchero di canna per spolverizzare la superficie.

collage torta fichi       

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

Togliere la pasta brisè dal frigorifero (se non la preparate voi) dieci minuti prima di srotolarla e bucherellarla con i rebbi della forchetta; spolverizzarla con pane gattugiato (o biscotti secchi).

Fare uno strato di marmellata e disporre la frutta secondo il vostro gusto; spolverizzare con lo zucchero di canna ed infornare per 25/30 minuti fino a doratura.

Solitamente io copro queste torte con un foglio di carta forno che tolgo cinque minuti prima di sfornarle, provate, se vi va.

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Buon proseguimento di domenica e buona settimana di ferragosto.

P.S.: Tiziana, pienamente fiduciosa delle mie proposte, ieri pomeriggio mi scrive così:

Pasta sfoglia, fondo di biscotti integrali, marmellata di albicocche, spicchi di 2 pesche, fragole e banana congelate.

La frutta l’ho bagnata col succo di limone e poi spolverata con zucchero di canna.
BONONA, metà la xe sparida!

Ecco a voi le foto.

 collage torta Tiziana     

 

Crema di More di Gelso e Plum Cake: salviamo le More, le Rosse, le Bionde.

Crema di more 2 altoe                   

Il gelso ha una storia, un passato glorioso legato alla preziosa seta, che si ricavava sacrificando i bozzoli costruiti dai bachi da seta (Bombyx mori) che si nutrono esclusivamente con le loro foglie.

Alle medie la professoressa di scenze  aveva procurato ad ognuna di noi 1 baco da seta (allora si trovavano ancora allo stato naturale proprio tra le foglie di gelso) da tenere in una ampia scatola con numerosi fori per l’aereazione.

 Avevamo il compito di nutrirlo, con le foglie di gelso, unico cibo a lui gradito, di osservarlo durante la sua trasformazione e di annotare i vari passaggi e le nostre impressioni.

Ho avuto quindi la fortuna di assistere a tutta la sua metamorfosi, al lento costruire attorno a se il bozzolo con quel fil di seta che era la sua bava; ricordo il candore e la lucentezza di quel bozzolo che, poi, lentamente ingialliva ed era allora che aprivo la scatola e la finestra della mia cameretta perchè tra poco la farfalla che c’era all’interno sarebbe volata via.

Lo confesso, quando scoprivo che il bozzolo era vuoto mi rattristavo e mi stupivo allo stesso tempo per questo miracolo della Natura.

Le altre cose che avrei da raccontare le lascio per la prossima volta, intorno ai gelsi, alle more, ruotano tanti episodi, tanti ricordi; mi ha messo malinconia vedere tutte quelle more sulla strada sterrata e il silenzio non interrotto dalla voce di bambini che fanno a gara a chi ne raccoglie di più ma, si sa, i tempi cambiano, non esistono più le stagioni ed, aimeh, anche i bambini vengono indirizzati verso nuove strade, che li stanno allontanando sempre più dalla natura.

  gelso con more-001                 

Giorni fa sono andata a prendere per la coda gli ultimi fiori di sambuco, alcuni per fare lo sciroppo ed altri  seccarli per l’inverno; lungo la strada sterrata c’era un’infinità di more di gelso cadute dai rami e così, la mattina dopo, con uno scolapasta sono tornata sul posto.

Erano anni che non le raccoglievo più: ogni volta che mi decidevo, era già finita la loro breve stagione.

Da queste parti ci sono tanti gelsi (morari), i contadini solitamente, quando li potano, usano i polloni per legare le viti (ne ho parlato anche qui), avevo parlato anche dei bachi da seta, d’altronde è inevitabile, ma ora andiamo in cucina.

Crema di more ramettopp-001                 

Questa ricetta l’ho presa dal libro che ho già citato: 1000 ricette con la frutta (€. 3,90), niente foto patinate, ingredienti introvabili ma semplici ricette per poter utilizzare tutta la frutta, sia nel dolce che nel salato, nei liquori, nelle marmellate ecc., nel libro questa ricetta è intitolata: schiuma ghiacciata di more, ho omesso la vanillina adoperando lo zucchero vanigliato in casa con la bacca di vaniglia ed ho sostituito la farina con quella di riso.

Il colore ricorda più un budino alla liquirizia ma è dato dall’aggiunta del latte, e dei tuorli che smorzano, inevitabilmente, il colore naturale del frutto; preparerò la stessa con le more bianche così vedremo che colore assumerà.

more nel cesto-001         

Cesto Donna Avventura.

Ingredienti per 4 persone:

  • 500 g. di more rosse di gelso (600 g. ho abbondato),
  • 200 g. di zucchero vanigliato con la bacca,
  • 250 g. di panna montata,
  • 400 g. di latte,
  • 5 tuorli,
  • 2 cucchiai di farina di riso.

 more cotte per crema-001               

Come fare:

lavare le more e privarle del picciolo, un lavoraccio ma consigliato, scolarle e metterle in una pentola con un po’ d’acqua e farle cuocere finchè saranno sfatte (8/10 minuti), frullare e far raffreddare il composto nella stessa pentola.

Nel frattempo lavorare a crema i tuorli con lo zucchero ed aggiungere la farina, unire il latte e versare tutto nella pentola col frullato di more.

Cuocere a fiamma bassissima, mescolando con la frusta fino al raggiungimento della densità di una crema pasticcera; sarebbe già pronta da mangiare così, potete tenerla in frigorifero ed aggiungere all’occorrenza la panna montata.

Dopo aver aggiunto la panna, muovendodelicatamente la spatola dal basso verso l’alto, versare la crema in coppette o bicchierini decorando a piacere.

Si può alternare, come ho fatto io, la crema con strati di more; una delle due coppe le ho decorate con fiocchetti di panna acida così da contrastare con la dolcezza, perfetta anche della granella di frutta secca ma, fate voi.

plum cake sfornato-001     

Ora un’altra idea, velocissima, perfetta per chi ha il famoso vasetto della Torta di Padre Pio (alla fine un link esaustivo), solitamente questa torta ha la forma rotonda ma ho voluto variare ed aggiungere, al posto delle mele, le more di gelso, mantenendo le noci come da ricetta originale.

Chi non avesse il vasetto può fare il solito plum cake, sostituendo la tipologia di frutta: le more di gelso danno una bella consistenza umida, quella che io prediligo.

Premetto che io non seguo la catena, ho ricevuto il vasetto dalla moglie di un collega di ello e l’ho diviso solo con Annina la vicina che continua a sfornare la torta ogni settimana.

Io avevo il composto in stand by, non amo buttare il cibo; era fuori dal frigorifero, coperto, senza cure ma lo vedevo sempre vivace e così ho deciso di provare questo plum cake: nel link troverete anche le indicazioni per partire da zero (se non volete continuare la catena), provate, ve lo consiglio.

plum cake da infornare pp-001   

plum cake di Padre Pio interno-001   

Ed ecco i link:

Per la Torta di Padre Pio    

La musa ispiratrice per “Salviamo le more”

Ed un portafortuna, per chi mi segue sempre con affetto e per me:

coccinella su foglia gelso bianco-001           

P.S.: nelle categorie ho aggiunto “senza lattosio” perchè chi è intollerante può sostituire i latticini con i prodotti senza lattosio, la farina di riso è senza glutine ma i celiaci facciano attenzione alla spiga barrata sulla confezione.

Alla prossima, buon fine settimana.


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