Non ho fatto un corso accelerato per imparare le lingue ma, ho avuto la fortuna di trovare una rivista che tratta di turismo con le sue varie sfaccettature, itinerari, guide, ristoranti, eventi, prodotti tipici e quant’altro possa interessare il turista d’oltreconfine che si trovi dalle parti di Trieste tutto corredato da cenni storici, piccoli “segreti”e molte informazioni interessanti.
Ogni articolo è scritto in lingua Italiana, Lingua Slovena e Lingua Tedesca.
Sono le lingue che accomunano 3 culture tra loro diverse ma anche molto vicine…
La storia del Presnitz è già nel web ma la voglio scrivere ugualmente perchè questa ricetta l’ho fatta ieri, così com’ è descritta ed è diversa da altre versioni, alla fine questi dolci tipici cambiavano a seconda di chi li preparava e di quello che era a disposizione.
Aggiungendo, togliendo o sostituendo qualche ingrediente si rendeva, alla fine, il prodotto unico e “personale”.
L’avevo fatto soltanto una volta adoperando la solita pasta sfoglia ma questa pasta mi ha incuriosita, è un pò/molto ricca e, credo si possa modificare per alleggerirla, ma ho voluto farla esattamente com’è scritta, si ridorme col piumone quindi le calorie sono gradite, e poi, io non l’ho mangiato perchè ello l’ha portato dallo zio…comunque al ritorno si è sprecato con i complimenti, “da rifare” e con questo è detto tutto
ed ora il racconto, ricetta, storia ed abbinamento vini consigliati in tutte le 3 lingue.
All’ inizio dell’ottocento, tutta la città di Trieste si mise in movimento per accogliere l’Imperatrice d’Austria e Ungheria.
Una città in festa, spettacoli, gare e concorsi d’arte, artigianato e gastronomia.
Per l’occasione, una pasticceria del centro, creò un dolce, tipo ciambella con uvetta, pinoli e mandorle che portava la scritta: “se giri il mondo ritorna qui”.
Fu conferito a questo dolce il titolo di “Preis Prinzessin”, ovvero Premio Principessa, i triestini lo chiamarono subito “PRESNITZ” e restò il dolce tipico della città.
Gli ingredienti sono: frutta, noci, nocciole, mandorle, uvetta. pinoli, liquore, avvolti in un sottile strato di sfoglia.
Ingredienti per la pasta:
- 500 g. farina 00,
- 250 g. di burro fuso,
- 90 g. di zucchero,
- 3 uova,
- 1/2 bicchiere di rum,
- 1 pizzico di sale.
Ingredienti per il ripieno:
- 60 g di zucchero vanigliato,
- 60 g. di uvetta ammollata in acqua tiepida, asciugata e leggermente infarinata,
- 60 g. di noci,
- 60 g. di mandorle,
- 50 g. di canditi,
- 30 g. di pinoli,
- 35 g. di burro fuso.
Preparazione (tra parentesi le mie note personali):
impastare assieme la farina, il burro fuso, lo zucchero, il rum, il sale e, una alla volta, le uova.
(Al secondo uovo avrete la sensazione che possa bastare ma continuando ad impastare verrà assorbito tutto ed accoglierà anche il terzo uovo senza dover aggiungere altra farina.)
Formare la palla, coprirla con un tovagliolo e farla riposare in un luogo tiepido.
Nel frattempo preparare il ripieno, tritando finemente la frutta secca ed amalgamate tutti gli ingredienti col burro fuso.
Stendere la pasta all’altezza di 1 cm. arrotolarla ed avvolgerla a spirale (consiglio di stenderla su un tovagliolo e renderla ancora più sottile, il tovagliolo vi agevolerà nell’arrotolare il dolce, piegarlo ed appoggiarlo sulla teglia senza che si rompa.)
Spennellare la superficie con uovo sbattuto ed infornare a 180°C. per 1 ora (forno statico)
Nota personale, il mio è un pò troppo “cicciottello”, il Presnitz si distingue dalla Gubana e Putizza sia per la pasta che non ha lievito e per la forma, molto più sottile, allungata ed arrotolata a spirale…sarà per il prossimo
Abbinamenti con il vino:
suggerito l’abbinamento con la grappa di prugne o con un Colli Orientali del Friuli Verduzzo di Ramandolo o Verduzzo Spumante amabile, Recioto di Soave, Picolit (Collio Goriziano o Colli Orientali del Friuli).
Cenni storici e geografici:
il Presnitz assomiglia alla GUBANA per il ripieno fatto con uva passa e frutta secca.
É un dolce tradizionale del periodo pasquale, la cui forma a corona richiama quella di spine che cinge il capo di Cristo.
Sissijina Slaščica (Slovenska različica)
Celo mesto Trst se je na začetku devetnajstega stoletja vneto pripravljalo na obisk cesarice Avstrije in Madžarske.
Mesto je praznovalo, vrvelo od prireditev in umetniških, obrtnih kulinaričnih tekmovanj.
Da bi počastila visoki obisk, je neka slaščičarna v središču mesta ustvarila slaščico okrogle oblike z rozinami, pinjolami in mandeljni, na kateri je pisalo: “če bošobkrožil svet, se vrni sem”.
Slaščici so podelili priznanje Preis Prinzessin-Princesina nagrada.
Tržačani so slaščico takoj poimenovali “PRESNITZ” in postala je tipična za mesto.
Sestavine so: sadje, orehi, lešniki, mandeljni, rozine, pinjole, liker, vse skupaj pa je ovito v tanko plast testa.
Sestavine za testo:
- 500 gramov moke,
- 250 gramov masla,
- 90 gramov sladkorja,
- 3 jajca,
- pol kozarca ruma,
- sol.
Sestavine za nadev:
- 60 gramov vanilijevega sladkorja,
- 60 gramov rozin, ki smo jih predhodno namočili v mlačni vodi, osušili in rahlo omokali,
- 60 gramov mandeljni,
- 60 gramov orehov,
- 60 gramov lešnikov,
- 50 gramov kandiranega sadja,
- 30 gramov pinjol,
- 35 gramov masla.
Priprava:
zamesimo skupaj moko, stopljeno maslo, sladkor, rum in sol in nazadnje tudi jajca, eno po eno.
Testo naj počiva na toplem, pokrito s platneno krpo.
Medtem združite na drobno narezano sadje s stoplijenim maslom in rozinami ter polijte dobljeno maso na približno centimeter debelo, razvaljano testo.
Zavijte slaščico in jo oblikujte v spiralo, jo na skrbno namaščenem in pomokanem pecaču položite v na 180°C. stopinj Celzija segreto pečico in pecite približno eno uro.
Še preden Presnitz date v pe pečico, ga lahko namažete s stepenim jajcem.
Seznanjanje vino:
predlagamo slivovko ali vina z vzhodnih Furlanskih gričev, kot so Verduzzo di Ramandolo, Verduzzo Spumante amabile, Recioto di Soave, Picolit – (Goriška brda ali vzhodni Furlanski griči).
Zgodovinski in gografski podatki:
Presnitz je podoben klasični GUBANI, zaradi nadeva iz rozin in suhega sadja, tradicionalno pa je na tržaških mizah okrog Velike noči, kajtinjegova oblila spominja na Kristusovo krono.
Der Sissi-Kuchen (Deutsch Version)
Zu Begin des 19. Jahrunderts setzte sich die gesamte Stadt Triest in Bewegung un die Kaiserin von Österreich und Ungarn zu empfagen.
Eine ganz Stadt in Festlaune, Vorstellungen, Wettewerbe und Kunstbewerbe, Handerwerk und Gastronomie wurden geboten.
Eine Konditorei im Zentrum erfand anlässich diese Besuches einen Kuchen, ähnlich eines Kranzkuchens mit Rosinen, Pinienkernen und Mandeln und der Aufschrift “Wenn du die Welt umreist, komm hierher zurück”.
Die Triestiner nannten ihn sofort “PRESNITZ” und er ist noch heute der typische Kuchen dieses Stadt.
Die Zutaten sind: Früchte, Nüsse, Mandeln, Rosinen, Pinienkernen, Likör, all das von einem dünnen Blätterteig umhüllt.
Zutaten für den Teig:
- 500 Gramm Mehl,
- 250 Gramm Butter,
- 90 Gramm Zucker,
- 3 Eier,
- 1/2 Becher Rum,
- Salz.
Für die Füllung:
- 60 Gramm Vanillezucker,
- 60 Gramm Rosinen, die zuvor in warmes Wassereingeweicht, abgetrocknet und leicht in Mehl gewaltz wurden,
- 60 Gramm Walnüsse,
- 60 Gramm Haselnüsse,
- 60 Gramm Mandeln,
- 50 Gramm kandierte Früchte,
- 30 Gramm Pinienkerne,
- 35 Gramm Butter.
Zubereitung:
Mehl, weiche Butter, Zucker, Rum, Salz und die Eier zu einem Teig kneten.
Den Teig an einem warmen Ort rasten lassen.
Die zerkleinerten Frückte mit der flüssigen Butter und den Rosinen mischen und alles auf den ausgerolten ca,. 1 cm dicken Teig geben.
Den Teig einrollen und zu einer Spirale wickeln.
Bevor man den Presnitz in den Ofen schiebt (180°C.), die Oberfläche mit einem gequirlten Ei bestreichen.
Weinbegleitung:
eine Empfehlung ist der Pflaumengrappa oder ein Verduzzo der Colli Orientali del Friuli von Ramandolo oder ein lieblicher Spumante Verduzzo, Recioto di Soave, Picolit (Collio Goriziano oder Colli Orientali del Friuli).
Historische und geografische Hinweise:
Er ähnelt wegen der Füllung mit Rosinen und den Trockenfrüchten dem klassschen Gubana (friulaner Reinling).
Es ist ein traditioneller Kuchen für die Osterzeit, dessen kronenförmige Art an die Dornenkrone Christus’ erinnert.
É stato impegnativo, più scrivere il post (no copia-incolla
) che fare il dolce ma ne è valsa la pena e sono soddisfatta, unico rammarico di non conoscere “realmente” le lingue che mi proietterebbero completamente nei luoghi e nelle tradizioni che tanto amo.












































