Archivi categoria: Esperimenti in cucina

Gnocchi di ricotta e foglie di barbabietola, su fonduta di formaggi di Latterie Turnarie.

gnocchi di ricotta e bieta-001

Macarons di scuete cul vert di jerberave cuinçâs cun formadi di turnarie a slas e salvie

La cosa più intelligente da fare dopo l’amarezza della delusione è voltare pagina, cambiare argomento e fare qualcosa che ci rassereni: nel mio caso è risalire sulla macchina del tempo, con i finestrini aperti affinchè il vento mi scompigli i capelli e mi faccia provare una sensazione di libertà.

Non paga mai esprimere le proprie idee, il proprio disappunto, nel proprio blog, anzi, è controproducente e così ritorno in cucina, oggi sono  nel Gemonese, dove si può ancora assaporare una ricotta straordinaria e ve lo dice chi di ricotta è davvero ghiotta.

Ricordo che in Calabria, già, ho abitato anche in Calabria, dove mi aveva portata papà in uno sprazzo di amor paterno, la mattina presto arrivava una bambina, Caterina, con un cesto pieno di ricottine tiepide, erano messe in piccoli cestini di vimini, lunghi e stretti, la ricotta era di pecora: io la mangiavo con lo zucchero, che bontà, e poi andavo felice a scuola (facevo la quinta elementare).

In questa ricetta c’è un po’ di Friuli, di Trentino e di Carnia, con la ricotta affumicata di Paularo: in Trentino, a Peio Paese è rimasto l’ultimo Caseificio Turnario.

Dopo aver assaggiato questo formaggio,  ho deciso, data la sua consistenza e sapore, di preparare la fonduta di accompagnamento per gli gnocchi, l’ho unita ad un formaggio di latteria Turnaria, sempre di Campolessi e alla ricotta affumicata di Paularo.

collage ricotta

Ingredienti per gli gnocchi:

  • 300 g. di ricotta vaccina di Campolessi,
  • 300 g. di foglie di barbabietole, cotte a vapore e saltate con olio e uno spicchio d’aglio di Resia,
  • un pizzico di aglio di Resia in polvere,
  • 2 albumi,
  • una manciata di formaggio di latteria Turnaria grattugiato,
  • farina di frumento qualità Palesio q.b. per legare,
  • olio evo per mantenerli caldi in padella,
  • foglie di salvia,
  • sale.

Ingredienti per la fonduta profumata alla salvia, la mia traduttrice mi informa che “fonduta” non è traducibile in lingua Friulana:

  • 40 g. di formaggio Latteria Peio grattugiato,
  • 40 g. di formaggio latteria Campolessi grattugiato,
  • 20 g. di ricotta affumicata grattugiata,
  • 50 g. di panna fresca,
  • foglie di salvia fresca.

collage gnocchi ricotta bieta

Come fare gli gnocchi:

io ho dato delle dosi ma, come capita con queste preparazioni, molto dipende da quanto asciutta o meno sia la ricotta e da quanto siano state asciugate le verdure: seguitemi ma seguite anche il vostro istinto.

Amalgamare la ricotta con le foglie di barbabietola insaporite ed asciugate in padella, unire l’albume (se volete potete mettere l’ uovo intero), aggiungere la polvere d’aglio ed aggiustare di sale, se l’impasto risultasse troppo morbido aggiungere la farina: io preferisco aggiungere più albume per dare consistenza in cottura che mettere troppa farina, scegliete voi.

Prelevare dal composto la quantità che desiderate per formare gli gnocchi (io 25 g.) e farli rotolare, compattandoli, sulla farina; farli cuocere in acqua salata bollente fin quando saliranno a galla, nel caso metteste più farina, prolungare la cottura.

Scolare gli gnocchi e metterli in una padella con olio evo e foglie di salvia e mantenerli caldi.

Fonduta-001

Come fare la fonduta dalla cucina degli Amici di Godia:

io ho fatto la versione classica lucida ed ho messo in fusione nella panna le foglioline di salvia.

*Fonduta classica lucida: la panna dev’essere la metà della quantità di formaggio che adoperate, la fonduta va preparata a Bagno Maria a 60°C., se non avete un termometro da cucina (che vi consiglio di farvi portare da Babbo Natale perchè è davvero utile anche per le fritture n.d.r.) appoggiare il dito, quando scotta è arrivata a c.ca 60°C., i formaggi vanno grattugiati finemente.

*Fonduta veloce con besciamella: al posto della panna adoperare un besciamella, io vi do le proporzioni per 1 litro di besciamella, voi regolatevi secondo necessità: per ogni litro di latte preparare un roux con 50 g. di burro e 50 g. di farina, aggiungere 8 g. di sale.

Completare il piatto:

mettere a specchio (noblesse oblige) nel piatto la fonduta ed appoggiarvi sopra gli gnocchi tenuti al caldo, decorare con pennellate di fonduta e foglioline di salvia o come vi piace.

gnocchi di ricotta e foglie di bieta-001

Con questa ricettina vi saluto per un po’, in questi giorni devo lavorare sul mio/nostro progetto  e la prossima settimana sarò a Torino, al Salone del Gusto, ebbene si, io ci sarò, per ben 5 giorni e potrò scorazzare in lungo e in largo alla ricerca del prodotto perduto.

Nella scorsa edizione, di due anni fa, ero stata invitata dalla Garofalo e, con altre due foodblogger, avevamo presentato una ricetta di pasta (noi i Radiatori) con i prodotti delle nostre Regioni: io avevo portato la Pitina, mon amour ♥

Radiatori pesto bietoline, pitina e parmigiano-002

Quest’anno noi, di gente del Fud, siamo troppi e quindi, sono state invitate 30  prescelte, iscritte all’associazione delle foodblogger italiane beh, noblesse oblige ;-)

Sarò in incognito quindi niente paura, nessun incontro ravvicinato di foodblogger tipo, mi terrò alla larga ;-)

Alla prossima

Caseificio Turnario di Peio

Il modello Turnario

Fonduta

 


Macarons di Pan di Sorc con le susine, rivisitar la cucina di Anute.

gnocchi di pan di sorc, susini e salsiccia-002

Quando incontro una persona appassionata, che salta oltre gli ostacoli col sorriso e desidera affidarmi il suo bagaglio di ricordi, beh, va da sè che scocchi la scintilla e che io ritrovi in me tutte le risorse, i pregi e le qualità che ho quando non mi viene chiesto di apparire o di stare in gruppo.

Come vi ho anticipato questa mia passione è incanalata in un progetto per cui, tolti i panni della foodblogger, mi sto incamminando verso la mia baita nel bosco, quella dove, nella prossima vita, farò la raviolaia…

Tutte le domeniche, tranne in estate, Anute Scaon preparava gli gnocchi di patate ed in autunno aggiungeva nell’impasto le susine sminuzzate; il tutto veniva condito con la salsiccia sbriciolata, rosolata in poco burro assieme a foglie di salvia e cannella: il marito aggiungeva il tocco mitteleuropeo con una leggera spolverata di zucchero.

Anche questa ricetta rispecchia le contaminazioni delle cucine di confine, a Trieste, le susine vanno messe intere nel cuore degli gnocchi, la Signora Anute li amalgamava nell’impasto.

Io ho rivisitato la sua ricetta unendo le susine al composto di Pan di Sorc ammolato nell’acqua, un pizzico di sale, null’altro: il Pan di Sorc contiene uvetta, fichi secchi e noci e ritrova vigore nel condimento con salsiccia di casa, salvia profumata e cannella: l’alternativa sarebbe, per chi non desidera la salsiccia, mettere cannella e salvia nell’impasto e condire con burro e pane grattugiato; io oserei anche una grattugiata di ricotta affumicata, per la prossima volta.

Mi scrivono che nel resto d’Italia i prodotti che cito si trovano con difficoltà o non si trovano affatto: voglio chiarire che queste preparazioni possono venir rifatte e rivisitate con i vari prodotti Italiani, come faccio spesso io con le ricette delle altre Regioni: io lo trovo molto divertente ed istruttivo e, quando scrivo:  provate, se vi va, mi rivolgo alle appassionate come me, quelle persone anche un po’ nostalgiche che non vogliono lasciar andare quel filo che ci lega al passato.

collage pa di sorc susine

Ingredienti per gli gnocchi:

  • Pan di Sorc raffermo (o altro pane farcito con frutta secca ecc.) q.b.,
  • acqua q.b. (potete adoperare anche latte),
  • uovo,
  • farina farina di frumento varietà Palesio q.b.,
  • 1 pizzico di sale.

Ingredienti per il condimento:

  • salsiccia fresca di casa (o pasta di salame/salame fresco),
  • pochissimo burro,
  • cannella,
  • poca acqua di cottura degli gnocchi per allungare.

Come fare il condimento:

togliere il budello della salsiccia e sgranarla in una padella con il burro e la salvia, rosolare ed aggiungere, man mano, poca acqua di cottura degli gnocchi.

Unire la cannella ed amalgamare, quando la salsiccia sarà ben rosolata, togliere il condimento dalla padella, conservando un po’ di salsiccia e frullare il resto per formare un condimento cremoso per legare bene gli gnocchi.

gnocchi pan di sorc susine padella-001

Come fare:

ammollare il pan di sorc in poca acqua; l’impasto, che contiene farina di mais cincuantino, non si presta ad essere strizzato ed è preferibile non eccedere con il liquido scelto, in quel caso metterlo in un colino a maglie fitte, premere con il dorso di un mestolo e lasciarlo gocciolare.

Unire l’uovo, il pizzico di sale ed amalgamare, se il composto risultasse poco consistente, aggiungere pan di sorc grattugiato e poca farina di frumento.

Prelevare con un cucchiaio un po’ di composto (io 25 g.) e rotolarlo su un piatto con la farina; formare delle palline, infarinarle ulteriormente e buttarle in acqua bollente salata, quando vengono a galla, lasciarle bollire ancora 1 o 2 minuti; scolare gli gnocchi e metterli nella padella col condimento.

Saltarli per farli insaporire bene aggiungendo la salsiccia lasciata in parte, saltarli ancora e servirli caldi.

gnocchi pan di sorc susine salsiccia pp-001

 

Rischio di ripetermi ogni volta ma io non mi annoio mai mentre preparo questi piatti anzi, sento crescere in me una forte energia positiva, quella che provo quando faccio qualcosa che mi piace e che mi appaga, in poche parole: quello che mi fa sentire Libera.

falle adesso

La sorpresa? Eccola: oggi sono la blogger del giorno su Trubù Golosa, poca cosa? Forse, ma per me che sono anti-social, la soddisfazione è grande e doppia


Frico Rosa della Val Cosa.

frico rosa 5-001

Un giorno mi chiesero: cosa vuoi fare del tuo blog? Ecco, ora ho la risposta, voglio fare proprio ciò che sto facendo: adoperare i prodotti della mia Regione, il Friuli Venezia Giulia, senza rinunciare alle escursioni in altre Regioni e concedendomi qualche fuga romantica in Europa, in primis in Svizzera, tenutaria di tesori quali il Tete de Moine, lo Sbrinz e le Gruyere.

Per adeguarmi all’ attuale globalizzazione non disdegnerò qualche viaggio intorno al mondo: la cucina etnica non è nelle mie corde ma può darmi qualche  spunto interessante nei momenti di scarsa fantasia.

Ho scelto, anche perchè ho preso coscienza di come sono, del mio carattere e della mia personalità, di ciò che mi rende serena e ciò che mi mette a disagio: non sempre posso esprimere liberamentei miei pensieri, un tempo l’ho fatto ma ho capito che non ne vale la pena.

Fino a poco tempo fa, quand’era possibile, adoperavo un formaggio della Regione, poi, il solito fesso, avido ed ingordo, ne ha imbrattato l’immagine, danneggiando anche i produttori seri ed onesti.

Avendo una valida alternativa, ho cambiato, non per infedeltà, ma per amore della mia terra, soltanto per amore: frequentando il mondo del food ho imparato a guardare oltre l’apparenza e, conoscendo il territorio, a capire chi sta barando per meri interessi personali.

In questo blog voglio parlare di cucina e di amore, delle forme d’amore che conosco e mi appartengono, quello per la Natura, per gli Animali, per la cucina, per le Aziende serie, per i nostri straordinari prodotti: è questa la mia scelta ed è questo il sentiero che voglio percorrere.

erbette rosse Milva-001

In questo frico ho sostituito le patate con le erbette rosse, quelle di Milva, appena raccolte: in mezzo al mazzo ce n’erano due di quelle rosse rosse e mi è venuta l’idea del frico rosa, abbinando la cipolla rosa della Val Cosa che, oltre al colore aiuta la rima baciata.

Non amo veder languire gli ortaggi sui banchi dei negozi, spesso rimangono lì perchè non si sa mai come utilizzarli: le erbette rosse, per esempio, sono buonissime lessate assieme alle patate e fatte in insalata, ottime al tegame, sempre con le patate o abbinate alle verze; nel blog ho anche una torta fatta con le erbette e nocciole.

Se i prodotti non vengono comperati, alla fine non vengono più coltivati e va a finire che si uniscono agli altri prodotti dimenticati che, tra qualche decenno, qualcuno deciderà di ricoltivare; che dite, andiamo in cucina?

collage ingredienti frico rosa

Ingredienti:

  • strissulis q.b.,
  • 1 cipolla rosa della Val Cosa,
  • 2 erbette rosse scure(io le chiamo barbabietole),
  • olio extravergine d’oliva per ungere la padella,
  • sale,
  • pepe.

collage frico rosa-001

Come fare:

affettare sottilmente la cipolla e farla appassire, con un po’ d’acqua, in una padella unta d’olio; tagliare le erbette con la mandolina ed unirle alla cipolla, salare, mescolare e cuocere per ammorbidirle.

Tagliare a rondelline le strissulis e metterle sul composto, coprire per far sciogliere e poi continuare a mescolare a fuoco forte, girando e rigirando rompendo  ed incorporando la crosticina che si forma.

Quando il composto risulterà ben amalgamato formare lacrosticina sia da un lato che dall’altro: tamponare l’unto in eccesso con carta assorbente e servire caldo, magari con un buon bicchiere di vino Refosco dal peduncolo Rosso.

frico rosa6-001

Caso in patellecte: si vol magnare dopo pasto et caldo caldo.

Buon fine settimana a tutti

Torta con barbabietole, nocciole e cioccolato bianco

Cipolla rosa slow food

Formaggio di Latteria Turnaria


Fool di Uva Fragola, dolce Fool-lia d’autunno (con e senza agar agar).

fool uva fragola1-001

Come dice Terry, bisogna battere il ferro finchè è caldo, tradotto nel “foodblogger’s language” significa che le ricette che contengono prodotti di stagione vanno postate/pubblicate/condivise quando è la loro stagione: in Italia la stagionalità può subire variazioni perchè, come sapete, l’Italia è fatta a forma di stivale e da nord a sud il clima è diverso: in pratica L’Italia è un orto dove la semina a scalare viene gestita dalla Natura.

É la stagione dell’uva fragola, almeno qui, dalle mie parti e quindi vi propongo/propino un’altra ricettina, un Fool che avevo sperimentato nell’anno 2009, ero alle prime armi e seguivo le ricette paro paro, senza fiatare, ma ora che, perdonate la presunzione, ne so qualcosina in più, ho imparato a non adoperare gli albumi crudi, a meno che non siano pastorizzati (si trovano in brik al Despar).

Ho imparato a fare la meringa Italiana, una preparazione che, avendo la stessa consistenza e tenuta della panna montata, permette di ridurne la quantità.

Vi do le due versioni: quella fatta anni fa seguendo fedelmente la ricetta e la variante che ho elaborato con agar agar e meringa italiana, scegliete voi; ovvio che, in mancanza dell’uva fragola, potete adoperare altri tipi di uva nera, per aromatizzarla un po’ potete profumare con cannella, macis, vaniglia, apiacere.

cesto uva fragola 1-001

 Uva fragola.

Ingredienti per la versione originale con la colla di pesce:

  • 1 kg di uva fragola (o uva nera),
  • 150 ml. di panna fresca,
  • 25 g di colla di pesce,
  • 2 albumi freschissimi,
  • 30 g. di zucchero.

collage fool uva fragola

Come fare:

lavare l’uva, sgranarla e mettere gli acini in una casseruola; scaldare a fuoco basso e schiacciare di tanto in tanto con un cucchiaio per far uscire il succo.

Mettere la gelatina in acqua fredda per 10 minuti, strizzarla e scioglierla (senza farla bollire) a fuoco bassissimo.

Quando i chicchi saranno morbidi passarli al setaccio su una terrina, eliminando bucce e semi, montare la panna ed incorporarla;

Versare la gelatina a filo sul composto di uva e panna, sempre mescolando e lasciar riposare.

Montare gli albumi a neve ben ferma con lo zucchero ed incorporare delicatamente, distribuire la mousse in coppette e far raffreddare in frigorifero per 1 ora.

Decorare con ciuffetti di panna montata a piacere.

fool uva fragola n-001

Versione con agar agar

Ingredienti per la versione con agar agar e meringa italiana:

  • 1 kg di uva fragola (o uva nera),
  • 100 ml. di panna fresca,
  • 10 g. di agar agar,
  • meringa Italiana.

Ingredienti per la meringa italiana:

per comodità ho preparato la dose che faccio di solito, in questo fool ne ho inserita metà, quella che resta la potete utilizzare per altro.

  • 50 g. di albume (pizzichino ino sale e gocce succo limone per montarli),
  • 100 g. di zucchero a velo (ricavato macinando lo zucchero nel macinino da caffè, così è senza glutine),
  • 50 ml. di acqua per lo sciroppo.

meringa italiana

Come fare la meringa italiana:

montare gli albumi a neve fermissima; preparare uno sciroppo con lo zucchero a velo e l’acqua , facendo sciogliere sul fuoco fino ad ottenere uno sciroppo denso.

Versare a filo lo sciroppo sugli albumi montati a neve continuando a montare il composto fino a quando non sarà freddo, poi riporre in frigo.

Come fare la versione con agar agar:

lavare l’uva, sgranarla e mettere gli acini in una casseruola; scaldare a fuoco basso schiacciando di tanto in tanto con un cucchiaio per far uscire il succo.

Quando i chicchi saranno morbidi passarli al setaccio per eliminare bucce e semi; prelevare una piccola quantità di succo per sciogliere l’agar agar facendo attenzione che non rimangano grumi, mettere in un pentolino e far bollire per 5 minuti.

Unire una parte di succo ed amalgamare, versare il composto di agar agar nel resto del succo e mescolare bene: riporre in frigorifero per addensare.

Quando noterete che il composto sta diventando cremoso, unire la panna montata dove avremo incorporato la meringa italiana, mescolare bene, delicatamente, versare nelle coppette o bicchierini e riporre in frigorifero, decorare a piacere.

fool uva fragola2-003

 

Ho cercato qualche informazione sulle origini del fool che è nato in Inghilterra, ho notato che qualcuno lo fa anche con la crema pasticcera; vi lascio un link dove la sua storia è spiegata bene:

Fool al rabarbaro

Alla prossima


Kuhani štruklji (Struccoli bolliti): la ricchezza delle contaminazioni gastronomiche.

struccoli cotti1-001

Veneto, Austria, Slovenia e l’infinito golfo di Trieste sono le quattro finestre, attraverso le quali sono entrate, in Friuli Venezia Giulia, le varie contaminazioni culinarie.

Questo struccolo bollito è un esempio: specialità tipica Slovena che corre lungo la linea di confine compresa tra Trieste e Gorizia dove, un tempo, le lingue Italiana e Slovena erano conosciute e parlate da tutti.

Lo struccolo bollito l’ho sempre mangiato in Slovenia, per l’esattezza nella Gostilna pri hrastu (alla fine il link): il bello delle trattorie Slovene ed Austriache è che puoi mangiare a qualsiasi ora qualsiasi cosa e nessuno ha mai badato a me se il mio menù era composto soltanto da due portate: palacinke alle noci e struccolo bollito, a sazietà: a quei tempi praticavo molto sport e spesso quelle mangiate seguivano duri allenamenti sulle montagne adiacenti.

A Trieste non l’ho mai né visto né mangiato, so che lo chiamano “strucolo in straza” ma non so se è inteso a quello salato con gli spinaci fatto con la pasta  matta o contempla anche la versione dolce.

Come altre preparazioni che sono menzionate in questo mio album dei ricordi, anche questa stava aspettando il suo turno ed è proprio mentre leggevo gli ingredienti dell’impasto, che ho riconosciuto la ricetta della Signora Maria (el strucolo de ua) e mi sono ricordata il suo procedimento.

Ora, dopo aver preso confidenza con questo tipo di pasta (l’uva fragola ha avuto degna “sepoltura”) ora dotrò riprovare perchè è davvero buono, buono, buonissimo.

Ho voluto sperimentare i due ripieni, dividendo a metà la pasta, ma è tempo di andare in cucina.

strucoli cotti fette-001

Ingredienti per la pasta:

  • 500 g. di farina 00 (Regina del Mulino Persello),
  • 40 g. di lievito di birra,
  • 1 uovo intero + 2 tuorli,
  • 80 g. di zucchero,
  • 70 g. di burro,
  • la buccia grattugiata di un limone,
  • 1 pizzico di sale,
  • 2 bicchieri di latte c.ca 1/4.

Come fare la pasta:

preparare un lievitino facendo sciogliere il lievito in poco latte ed aggiungere farina fino ad ottenere una pastella fluida, far lievitare fino al raddoppio.

Scaldare il latte rimasto e, senza farlo bollire, sciogliervi lo zucchero, il burro ed unire la scorza di limone, il sale ed il composto di uova.

In una terrina setacciare la farina ed unire il lievitino ed il composto preparato; amalgamare bene e lavorare fino ad ottenere un panetto liscio e vellutato: coprire la terrina e far lievitare in un luogo tiepido (io in forno con la luce accesa) per circa 1 ora.

Nel frattempo preparare i ripieni.

bicchiere

 

Ricetta vecchia, bicchiere vecchio.

Ingredienti per il primo ripieno: mele e noci:

  • 100 g. di noci tritate,
  • 2 piccole mele Renette,
  • 50 g. di uvetta,
  • 1 noce di burro,
  • 50 g. di zucchero,
  • 25 g. di pane grattugiato (2 cucchiai colmi),
  • 1bicchiere di latte (vedi foto),
  • cannella,
  • buccia grattugiata di limone,
  • 1 pizzico di sale.

impasto mele noci-001

Come fare il primo ripieno (vi consiglio di rosolare il pane grattugiato tutto in una volta e dividerlo dopo, la stessa cosa con le noci tritate):

mettere in una terrina il pane rosolato nel burro ed aggiungere le noci tritate scottate nel latte bollente, lo zucchero, le mele grattugiate, l’uvetta ben lavata, la buccia di limone e la cannella.

Consiglio, se, dopo aver grattugiato le mele, notate che rilasciano molto liquido, scolatene una parte, ma non buttatelo via, aggiungetelo all’altro ripieno.

Ingredienti per il secondo ripieno: ricotta e semi di papavero:

  • 150 g. di ricotta,
  • 100 g. di noci tritate,
  • 2 cucchiai di semi di papavero macinati,
  • 50 g. di uvetta,
  • 1 noce di burro,
  • 70 g. di zucchero,
  • 25 g. di pane grattugiato (2 cucchiai colmi),
  • 1 bicchiere di latte (vedi foto),
  • cannella,
  • buccia grattugiata di limone.

impasto ricotta semi di papavero-001

Come fare il secondo ripieno:

in una terrina setacciare la ricotta ed unire il pane rosolato nel burro, le noci tritate scottate nel latte bollente, i semi di papavero macinati, lo zucchero, l’uvetta ben lavata, la buccia di limone e la cannella.

Come preparare gli struccoli:

mettere sul fuoco un tegame capiente con acqua salata e portarla ad ebollizione; dividere l’impasto a metà e stendere la parte da farcire con la ricotta perchè non ha bisogno di ulteriore lievitazione.

Spalmare il composto in maniera uniforme ed arrotolare lo strudel, avvolgerlo in un panno umido e chiuderlo ai lati con lo spago, a mò di caramella.

Immergerlo nell’acqua bollente e cuocerlo per 20 minuti, girarlo e completare la cottura per altri 20 minuti.

Nel frattempo preparare l’altro struccolo: spalmare sulla pasta il composto di mele, arrotolarlo ed avvolgerlo nel tovagliolo umido senza stringerlo troppo e far lievitare per 30 minuti.

Per la cottura procedere come per l’altro.

Scolare gli struccoli, liberarli dal tovagliolo e tagliarli a fette, se non li consumate subito, porzionarli e metterli in congelatore; in previsione dell’utilizzo, scongelare a vapore per mantenere l’umidità e ripassare in padella con burro fuso e pane grattugiato aggiungendo, se vi va, una spolverizzata di zucchero e canella.

strucoli cotti fette pp-001

La piu antica gostilna di Nova Gorica

Spero di non avervi annoiato.

danni


Pasticcio di fiori e zucchine pastellati, con la partecipazione straordinaria dei Formaggi delle Latterie Turnarie ed un Concorso davvero interessante.

pasticcetto di zucchine e fiori pastellati piatto

Titolo lungo, lo so, ma ci tengo a sottolineare l’uso, in questa semplice ricetta, preparata in una domenica a grande impatto cucinereccio, dei formaggi delle Latterie Turnarie che desidero fortemente far conoscere alle/ai  mie/miei affezionate/i followers legato ad un concorso intelligente, ideato dall’ Ecomuseo delle Acque, voluto fortemente da una generosa Comunità che vuole andare avanti senza dimenticarsi del passato, prodigandosi per non far dimenticare le nostre tradizioni.

Questa Comunità si prodiga di consolare i piccoli ma testardi produttori e di farli desistere dalla volontà di abbandonare; cerca di sensibilizzare, di stimolare e spronare questa Regione, a volte immeritevole ed un po’ troppo svogliata…

É un concorso intelligente (troverete il link di riferimento in fondo al post) perchè ricetta e fotografia avranno certamente la loro importanza ma non saranno determinanti per la valutazione:  saranno semplicemente la copertina e, come avviene con i libri, la copertina non sempre rispecchia la qualità del contenuto: una copertina bellissima per un contenuto mediocre, una copertina mediocre per un capolavoro.

Quindi, se non avete Reflex&Co. oppure se, la vostra fantasia non va oltre un panino col formaggio, non demordete: sono gli chef stessi che ci insegnano che la difficoltà sta proprio nella semplicità.

Il vostro semplice panino al formaggio potrebbe diventare un capolavoro, raccontando la storia di quel formaggio, della genuinità del latte col quale viene prodotto, dell’erba che nutre le mucche nei pascoli adiacenti la malga, della mungitura, dal giorno della cotta della cagliata che diventa la carta d’identità delle forme.

Latterie1

Foto Latterie Turnarie, grazie.

Un esempio: tutte le forme di formaggio delle Latterie Turnarie, oltre alle sigle che riportano al produttore ecc., sono marchiate con un numero, è il numero del giorno dell’anno in cui è stata fatta la “cotta”, quindi se ‘è marchiato il numero 245, vorrà dire che quella forma ha una stagionatura di 8 mesi.

Questo concorso, anche se ideato in questa regione,  non contempla soltanto i Formaggi del Friuli Venezia Giulia ma i formaggi di tutta Italia; come ha fatto l’ISIT Istituto Salumi Italiani Tutelati con i salumi, accentrando sempre l’attenzione sui Prodotti e mai sponsorizzando marchi ed  Aziende, ha semplicemente valorizzato il prodotto Italiano: già dal nome Concorso si evince che anche qui si parla un Italiano perfetto.

Secondo me è questa la direzione giusta, certo sarà una strada in salita ma, chi come me, ama sudare, percorrendo sentieri impervi per arrivare in cima, conosce l’emozione che si prova al raggiungimento della vetta…

strada in salita

 Ora passo alla mia ricettina, piccina picciò, la cucina di casa, quella dove viene rispettato il far di necessità virtù: un pasticcetto fatto con i fiori di zucchina pastellati: sarebbe stato un peccato mortale lasciar sfiorire nel cesto cotanta bellezza.

Le dosi sono a vostra discrezione, ho scelto questa tipologia di formaggio perchè, anche quando è giovane, è saporito ed ha una consistenza che permette di grattuggiarlo.

Non mi fa rimpiangere il Parmigiano Reggiano, che rimane unico al mondo e che io continuo ad amare incondizionatamente ma ultimamente lo tradisco volentieri con un formaggio meno famoso ma della mia Regione: anche per cambiare, e gustarmi i sapori ben distinti di ciò che “infilo” nella pirofila dove, spesso, il Parmigiano tende a spadroneggiare ;-)

cesto fiori di zucchine ezucchine-001

Ingredienti, io ho adoperato questo formaggio ma voi potete sperimentare quelli della vostra:

  • fiori di zucchina pastellati,
  • piccole  zucchine tagliate a metà e pastellate,
  • formaggio di Latteria Turnaria, qualsiasi stagionatura va bene,
  • ricotta di Latteria Turnaria,
  • semi di zucca tritati,
  • prosciutto cotto,
  • polvere d’aglio di Resia,
  • sale, io adopero quello affumicato,
  • olio di arachidi per friggere.

Ingredienti per la pastella:

  • farina di riso,
  • acqua minerale frizzante ghiacciata,
  • sale.

collage pasticcetto

 Come fare:

preparare la pastella al solito e farla riposare in frigorifero; pulire delicatamente i fiori ed eliminare il pistillo (i miei fiori erano femminili, attaccati alla zucchina).

Tagliare a metà le zucchine che devono essere piccole, a scopo decorativo ne potete tagliare qualcuna per la lunghezza con il fiore compreso.

Pastellare e friggere il tutto e mettere da parte, qualche fiore lo potete mangiare in corso d’opera ;-)

Preriscaldare il forno a 200°C.

Amalgamare la ricotta col sale e la polvere d’aglio, spezzettare il prosciutto cotto (lo potete omettere se siete vegetariani), se volete potete amalgamarlo alla ricotta, io l’ho messo tra uno strato e l’altro; grattuggiare il formaggio.

Coprire la base della pirofila con carta forno ed iniziare con uno strato di zucchine, coprirle con il composto di ricotta, pezzetti di prosciutto, formaggio e semi di zucca tritati, continuare con uno strato di soli fiori, composto di ricotta, pezzetti di prosciutto, formaggio e semi di zucca tritati, alternare fiori e zucchine fino a riempire la vostra pirofila.

Terminare con il composto di ricotta ed abbondante formaggio, coprire con la stagnola; infornare per 20 minuti, togliere la stagnola e dorare sotto il grill, se desiderate l’effetto crosticina potete aggiungere al formaggio un po’ di pane grattugiato.

pasticcetto di zucchine e fiori pastellati interno2-003

Per esigenze di copione ho ricavato una monoporzione (fa anche rima :-) ) con un coppapasta e decorato con un fiore di zucchina, ello lo ha mangiato direttamente dalla pirofila.

Latterie

Foto gentilmente concessa dall’ Ecomuseo.

Ho titubato un po’, ma alla fine ho deciso di continuare a parlare e promuovere  quella parte di Friuli Venezia Giulia che stimo ed amo particolarmente.

Perchè titubato? Semplicemente perchè, ultimamente, ho subito una serie di angherie che mi hanno portata a pensare di essere la reincarnazione di Attila: sembra che dove passi io non cresca più l’erba e dove c’è, si secchi e quindi, alla soglia dei 60 (sessanta) anni mi concedo un meritato riposo attivo accantoalcamino: niente corsi di cucina ecc., niente contest, niente raccolte, niente eventi, niente socializzare: continuo a fare ciò che mi piace, come mi piace e con chi mi piace ed a cui piaccio e Viva l’Italia ♥

la più

Ho il periodo degli aforismi, che ci volete fare? Buona giornata ♥

Link utili e di riferimento:

Latterie Turnarie

Ecomuseo delle acque del Gemonese

P.S.: mi scuso per il disguido tecnico, a volte wordpress fa “pasticci”


Pere Cotogne: oggi Tatin.

Tatin perecotogne-002

Foto 20 ottobre 2009.

Dopo la ricetta della marmellata di Tiziana del post precedente sono andata a controllare l’albero del mio vicino, quello di questa foto, risalente al 6 ottobre 2009:

albero pere cotogne-001

Ebbene le varie tempeste subite durante l’estate l’hanno ridotto così:

collage pero cotogno

Cliccare per ingrandire.

Ho chiesto ugualmente  il permesso per raccoglierle e recuperarle, confezionando marmellate, cotognate e quant’altro: ne ho portata a casa una tutta butterata ma all’interno era perfetta e quindi, con un po’ di pazienza ridarò nuova vita a questi frutti.

Mi sono fatta promettere che non lo eliminerà ma che lo poterà soltanto, anche perchè la maggior parte dei rami è stata spezzata dal vento, io lo “moniterò” ;-)

Questa è stata la mia prima tatin, ero da poco entrata nel “firmamento” delle foodblogger :-D ed ero inesperta (oggi è cambiato poco ;-) ) così mi sono istintivamente fidata di Mysia (alla fine il link), c’erano le foto del passo passo e quindi mi sono buttata, ho solamente sostituito  i 200 g. di zucchero con 150 g. di zucchero di canna.

Avevo seguito pedissequamente anche il procedimento per la pasta brisè, se voi preferite velocizzare, adoperate la brisè già pronta o la pasta sfoglia.

Ingredienti per la pasta brisè:

  • 200 gr di farina 00,
  • 100 gr di burro,
  • 60 ml di acqua fredda.

Come fare la brisè:

in una terrina, pizzicare tra le dita il burro e la farina fino ad ottenere delle grosse briciole, aggiungere, poca alla volta, l’acqua fredda ed amalgamare bene il composto, formare una palla e farla riposare in frigorifero per una mezz’ora.

pere cotogne pp-001

Ingredienti per la tatin per una teglia da 26 cm. di diametro:

  • 1 kilo di pere cotogne,
  • 150 g. di zucchero di canna,
  • 80 g. di burro.

collage tatin cotogne

Come fare:

nel frattempo che riposa la pasta brisè preparare le pere cotogne, lavarle per eliminare la peluria che hanno sulla buccia, pelarle, tagliarle in 4 spicchi ed eliminare i residui del torsolo.

Se possedete la teglia adatta alla tarte tatin o uno stampo col fondo spesso adatto sia alla cottura sul fuoco che nel forno, sarete facilitati nel compito, a quel tempo ho dovuto arrangiarmi adoperando la teglia che intravedete nel collage, il fondo troppo sottile per distribuire bene il calore, infatti ci sono tracce evidenti di bruciacchiato su qualche mela, ma è stato comunque “spazzolato” tutto ;-)

Preriscaldare il forno a 180°C.

Nello stampo che avete preparare il caramello con 100 g. di zucchero di canna e 50 g. di burro; appoggiare sopra gli spicchi di pera cotogna, dalla parte del dorso, cercando di riempire tutti gli spazi.

Togliere dal fuoco e coprire con il rimanente burro a fiocchetti e spolverizzare con i restanti 50 g. di zucchero di canna.

Stendere la pasta brisè per ottenere una sfoglia che Mysia consiglia di 3/4 mm. di spessore; ricoprire lo stampo con le mele cercando di andare bene fino in fondo, lungo tutto il bordo, aiutandovi con una spatola di legno (il caramello scotta :-) ).

Infornare e cuocere per mezz’ora, appena sfornata rovesciarla subito sul piatto di portata altrimenti il caramello solidifica e diventa problematico.

Tatin pere cotogne fetta-001

Foto 20 ottobre 2009.

Per non annoiarvi ancora con altri post “cotognosi” vi lascio questa marmellata, seguite il procedimento solito, aggiungendo in cottura una bella bacca di vaniglia che poi lascerete nel vaso.

marmellata cotogne vaniglia1-001

Foto 2009.

Buon proseguimento di settimana

Il link di Mysia:

Tarte tatin

snoopy foglia

Immagine da Pinterest


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: