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Fiori di zucchina ripieni impanati e cotti al forno.

Ossibuchi nel sacchetto e gli ultimi fiori di zucchina (ripeni al forno)

Milva  mi ha regalato una cassettina di fiori di zucchina (fiori femmina in quanto quelli che spuntano all’estremità delle zucchine).

Si sa che ormai la stagione sta per finire, io la saluto così:

Ossibuchi nel sacchetto e gli ultimi fiori di zucchina (ripeni al forno)

Ingredienti da quantificare a seconda dei fiori che avete:

  • fiori di zucchina (io quelli della cassettina),
  • 350 g. di ricotta vaccina,
  • 1 scatola di tonno al naturale d 160 g.,
  • 1 cucchiaio di capperi dissalati,
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato,
  • 1 tuorlo (l’albume per la panatura),
  • sale,
  • peperoncino di calabria.
  • 1 albume leggermente sbattuto per la panatura,
  • semi di zucca tritati grossolanamente per la panatura.

Ossibuchi nel sacchetto e gli ultimi fiori di zucchina (ripeni al forno)

Come fare:

pulire i fiori e, con delicatezza, eliminare i pistillo.

Amagamare gli ingredienti in una terrina e, aiutandovi, se la sapete adoperare, con la sac a poche oppure con un cucchiaino, con pollice e indice chiudere i fiori, passare (solo la parte ripiena) nell’albume e poi nei semi di zucca.

Terminata l’operazione con tutti i fiori, apoggiarli sulla carta forno, versare su ognuno qualche goccia di olio evo ed infornre a 180° per 15 minuti.

Estrarli dal forno e, aiutandovi con una pinza, girarli e terminare la doratura sotto al grill per altri 5 minuti.

Ossibuchi nel sacchetto e gli ultimi fiori di zucchina (ripeni al forno)

Buona giornata.


Le polpette col nasino si trasformano in fiore :-D

Lo sappiamo bene noi “grandi” quanto importanti siano le coccole e la presenza di qualcuno accanto che ci distragga quando siamo ammalati.

Ma quanto siamo noiosi noi “grandi”?

Basta un piccolo raffreddore, una linea di febbre, una distorsione, un callo, un graffio, una piccola scottatura e siamo perduti, iniziamo a piagnucolare, chiediamo questo e quello e subito sennò diventiamo anche  maleducati: non vedi che sono ammalata/o, non hai pietà per me che sto male….e così via…

Eppoi ci sono i bambini, quei bambini ammalati davvero che però non lo sanno, perchè non hanno il raffereddore, non hanno la febbre alta, riescono a correre, giocare, parlare, cantare..ma sono ammalati, molto ammalati e si chiedono come mai siano chiusi lì, in quel posto e si chiedono come mai non possano dormire nel loro lettino e mangiare a tavola con mamma e papà e i fratellini e le sorelline.

Ma nessuno glielo dice, nessuno vuol dir loro che forse da quel posto non usciranno più, come si fa? Come si fa a dire ad un bambino che tempo prima, alla tua domanda cosa farai da grande ti aveva risposto: un campione olimpico, un dottore, un avvocato, un ingegnere..ecc. ecc. ecc., che non diventerà nulla di tutto questo perchè la vita, il destino, la malattia hanno scelto per lui una strada diversa, una strada che percorreranno loro malgrado e che non li porterà a realizzare i loro sogni?

Ma per fortuna questa è soltanto una piccola parte, perchè molti di questi bambini guariranno e ritorneranno a casa e potranno raccontare agli amichetti che sono stati in un posto fantastico con tante persone fantastiche che li hanno fatti tanto ridere, con quei vestiti ridicoli, i nomi buffi e quei nasi rossi, grandi come palline da ping pong :-D

Sai, racconteranno un domani anche ai loro figli:

c’era il dottor Baciccia, era cicciottello e per questo lo chiamavano così, lui si arrabbiava molto :-D ,per non parlare del dottor Clüney, si sentiva così bello e si dava un sacco di arie, camminava con quel buffo naso rosso  voltato all’insù e noi gli facevamo sempre tanti complimenti, ma per finta ;-) .

Poi c’era la  dottoressa Bonsai, portava con se piccoli alberi, certi avevano anche la frutta, piccola piccola e ce la faceva assaggiare, lei diceva sempre al dottor Nasello di non avvicinarsi troppo perchè l’odore di pesce rovinava il profumodelle sue piante…(valle a capire queste dottore :-D )

Ma lui non si perdeva d’animo ed andava a giocare con il dottor Otto che gli raccontava sempre la storia della sua Anna (Otto era il papà di Anna Franck) e lui non si stancava mai di ascoltarlo, un giorno dottor Otto raccontò anche a noi la storia della sua Anna e della sua famiglia, era una storia molto triste però a noi sarebbe piaciuto conoscere Anna, era una bambina così sensibile e non è stata fortunata come noi :-(

Ma la tristezza svaniva appena entrava il dottor Pelosone, lui aveva molti cani e gatti ma, anche se noi lo tormentavamo affinchè li portasse con se, lui non poteva perchè il pelo avrebbe potuto darci allergia,  però ci raccontava tante storie e ci ha insegnato il rispetto per gli animali che sono come noi bambini, indifesi e bisognosi di affetto, protezione e cure.

Nel frattempo si era fatto tardi, era ora di pranzo ed arrivava portando con se un grande pentolone di pasta il dottor Ragù, e per noi bambini era una festa, anche quelli che mangiavano poco alla fine avevano sempre i baffoni sporchi di sugo.

Dopo il riposino arrivava lui, il dottor Strettoscopio, era pieno di fili, aggeggi, macchinari strani e ci misurava questo e quello e noi facevamo tante domande: a cosa serve questo? A cosa serve quello? ma lui era “geloso” del suo sapere e ci raccontava sempre un sacco di storie :-D

Dopo tutta questa tecnologia avevamo bisogno di essere rimessi un pò in ordine e così arrivava il dottor Stropiccio che ci sistemava i vestitini che, dopo il suo passagio non erano più “stropicciati” ma arrivava, scettico come sempre il dottor Supergiù che aveva sempre qualcosa da dire, supergiù di qua, supergiù di là, noi ormai lo conoscevamo e non lo badavamo più di tanto perchè, subito dopo, arrivava la dottoressa Flora che ci portava a giocare in giardino, in mezzo ai fiori che conosceva per nome, erano nomi difficili e noi bambini non sapevamo ripetere i nomi in latino ma lei ce li lasciava raccogliere e noi preparavamo un bel mazzo per la dottoressa Irina Pirina che era sempre allegra e ci voleva tanto bene, lei veniva dalla Russia dove aveva lasciato la sua famiglia e noi sapevamo che ogni tanto aveva nostalgia di casa e le regalavamo dei fiori e lei dopo era felice.

Le piaceva dividere i fiori e fare altri 2 mazzetti che regalava alla dottoressa Peppa e alla dottoressa Piperita.

Sono guarito, sono guarito, strepitava il dottor Garibaldi, ma era ammalato? Chiedevamo noi, si sono stato ferito ad una gamba, mentre comandavo il “battaglion” e cominciava a cantare:

Garibaldi fu ferito, fu ferito a una gamba, Garibaldi che comanda che comanda il battaglion… e poi incominciava a ridere  a crepapelle  e noi capivamo che ci aveva presi in giro e lo rincorrevamo per tutto il corridoio…riuscivamo sempre a prenderlo ma ora penso che era lui che si lasciava prendere :-D

Questi “personaggi” sono reali, fanno parte dell’equipe di ARTISTI PROFESSIONISTI che dedicano la loro vita a rendere piacevole  la permanenza de bambini negli ospedali e se volete vedere le loro “buffe” facce cliccate, cliccate, cliccate :-D

Oh mondo zucchino, come si è fatto tardi, dovevo fare le polpette, vorrà dire che le faccio per merenda, vi va bambini?

Ingredienti per 15 polpettine:

  • 1/2 kilo di piccole zucchine,
  • 1 uovo intero,
  • 2 cucchiai di pane grattugiato,
  • 1 cucchiaio di farina integrale,
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato,
  • 1 spicchio d’aglio (io lo schiaccio con lo schiaccia aglio),
  • prezzemolo,
  • sale e pepe (solo per i grandi),
  • farina per infarinare le polpette,
  • semi di zucca tritati per impanare (mia variante facoltativa).

Come fare:

grattugiare le zucchine con la grattugia grossa, salarle e farle perdere l’acqua di vegetazione per  c.ca 40 minuti.

Strizzrle bene e metterle poche alla volta nello schiacciapatate per far perder loro tutta l’acqua.

In una terrina unire tutti gli ngredienti, comprese le zucchine, amalgamare e lasciar riposare per c.ca mezz’ora.

Formare le polpettine con le mani bagnate, infarinarle e farle cuocere in una larga padella con pochissimo olio, girandole prima da una parte poi dall’altra.

Io ho fatto l’impanatura con i semi di zucca tritati e al osto del prezzemolo ho usato il coriandolo fresco però ha un sapore particolare quindi per i vostri bambini consiglio il “solito” prezzemolo :-)

É dificile dare le dosi esatte degli ingredienti, perchè dipende dalla qualità delle zucchine utilizzate. per verificare la consistenza, prima di formare le polpette, mettere un pò d’impasto nel palmo della mano, chiudere il pugno con forza e tornare a riaprirlo; l’impasto dovrà risultare compatto, non sbriciolato e neanche troppo bagnato.

Se si sbriciola, unire ancora un pò di uovo, se troppo umido altra farina o pangrattato.

Una nota gastronomico-culturale del Friuli Venezia Giulia: queste polpette in alcune zone del Friuli vengono chiamate: “Bistechis di ort” (bistecche dell’orto).

Ettepareva che Perla non volesse mettersi in mezzo :-D , mentre scrivevo lei era accanto a me, ad un certo punto mi sussurra all’orecchio: “posso fare anch’io una cosina per quei bambini? Ed ecco il risultato, anche lei col nasino rosso, però a forma di cuore, l’ho sempre detto che è una gattina vanitosa :-D

Queste polpettine, questo post, il contributo di Perla, tutto ciò, spero riesca a far sorridere tutti i bambini che si trovano negli ospedali e che per merito della FONDAZIONE THEODORA  dimenticano di essere dei bambini ammalati.

Dopo aver chiesto a Tania ho il piacere di aggiungere queste polpettine al libro di ricette di Alice Ginevra, fra un pò di tempo gliele preparerà la mamma (ed anche il papà), poi le prepareranno assieme e spero sia ogni volta un divertimento cucinare assieme.


Post “monotematico”….

Polpettine di lenticchie e cavolviore

Quante volte ho letto nelle presentazioni dei blog questa frase: questo blog nasce per l’esigenza di raggruppare le mie ricette ..e, aggiungo io, buttare finalmente tutti i “foglietti, ritagli, appunti ecc” che stazionano occupando spazio utile ad altre cose.

Per me è così, a parte lo studio e la particolare attenzione che metto nel preparare una ricetta per un contest “intrigante” il resto delle ricette che trovate qui sono la mia cucina di tutti i giorni ed essendo una “personaggia strana”, anche nella cucina di tutti i giorni mi piace “non annoiarmi”, il tempo che perdo in più per presentare le pietanze in maniera invitante non è poi molto ed ormai “ello” è talmente abituato a questo che (me tapina :-( ) non mi porta più al ristorante: perchè mangio meglio a casa..ecco dove sta “la trappola” ;-)

Noi siamo in due, ed è difficile preparare e consumare tutto in una volta, avanza sempre qualcosa ed allora perchè non pensarci prima e pianificare già il pasto successivo?

Ricordate le mie zuppe? Una nasceva proprio da un “avanzo” di lenticchie..ello mi dice: amore fai le lenticchie che le mangio volentieri…invece quella sera la sua attenzione mangereccia viene catturata da “altro..e le lenticchie rimangono lì :-(

Con una parte di quelle ho fatto delle polpettine col cavolfiore (altro “alimento” a rischio ;-) ) al forno, aggiungendo del parmigiano, un uovo, timo, sale e pepe verde (lo uso sempre, ha un profumo particolare) le ho rotolate nei semi di zucca tritati e tostati (al posto del pane grattugiato) ed infornate a 180°C. per 35 minuti e..fatto:

le ricette delle prime foto partono tutte tre da una base di porri stufati con poco burro di soia e bagnati con l’acqua di cottura delle foglie usate per decorare e dai piselli surgelati sbollentati per 5 minuti e buttati in acqua gelata (per mantenere il colore).

Una parte dei porri è stata usata per un semplice risotto fatto col solito procedimento, modellato in un mini stampo da plum cake ed “infiocchettato” con le foglie dei porri.

La seconda proposta è una torta salata preparata mentre cuoceva il lesso con della pasta brisè (pronta) i porri ed i piselli, 2 uova sbattute con panna di soia, pepe verde, forno a 200°C. per 35 minuti, negli ultimi 5 minuti ho aggiunto del gorgonzola dolce a fiocchetti ed una manciata di piselli (decorazione), ho fatto un fiocco con le foglie del porro, tutto qui.

La minestra è ancora più veloce: PAP (pentola a pressione) porro, piselli, brodo vegetale (ho usato l’acqua di cottura delle foglie di porro e dei piselli) dal sibilo 5 minuti..fatto :-) ho aggiunto un pò di erba cipollina del mio vaso (finchè c’è ;-) )

Vi abbraccio tutte/i :-)


“Sorvegliata” speciale con licenza di ….friggere ;-)

Che bello, la casa nuova, l’ “Open Space”  che hai tanto ammirato e sognato sfogliando le riviste di arredamento finalmente è tuo :-)

Con una piccola differenza..che in quelli delle riviste non “si cucina” mentre nel tuo “si” :-(

Allora il bel divano lungo lungo, largo largo si trasforma in pianta carnivora ed inghiotte la tua dolce metà che è “costretta” all’immobilità per tutto il tempo che rimane a casa :-)

Solo il capino e gli occhietti si muovono, e si spostano ritmicamente dallo schermo LCD ultrapiatto che per la 100.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000a volta su History channel trasmette la vita di Adolf :-( a te che ti stai inventando qualcosa da cucinare nel tuo sfavillante “angolo cottura”.

Amore mettimi qualcosa di romantico o qualche programma di cucina che m’ispiro.

Ammmoooorrreeeeee ma è  storia!!

Lo so ammmooooorrreeeeeeee, ma la sappiamo a memoria :-(

Un ripasso non fa male, eppoi io sono in relax :-)

Allora pensi a qualcosa che lo costringa a “liberarsi” dalla morsa del divano e a darsela a gambe…..ma quando mai…..anzi, più friggi e più il suo sguardo attento indugia su di te e Adolf passa in secondo piano ma non si cambia canale no….perchè è la storia :-)

Finte sarde e finte orate ripiene fritte e finte fritte, sembra tutto finto..invece è “tutto vero” :-)

Ingredienti:

  • foglie grandi di salvia  dello zio in numero pari,
  • prosciutto cotto,
  • parmigiano a scaglie,
  • farina,
  • uovo,
  • pane grattugiato.
  • olio di arachidi per friggere.

Come fare:

lavare le foglie e farle asciugare,

appoggiare sul rovescio della foglia prosciutto cotto, scaglie di parmigiano prosciutto cotto.

Coprire con il rovescio dell’altra foglia.

Procedere all’impanatura nel  solito modo:

farina, uovo, pane grattugiato.

A questo punto se volete friggere scaldate abbondante olio di arachidi e …fatelo, tanto “lui” lì rimane :-(

Se non volete friggere, foderate il fondo di una pirofila con carta forno, appoggiate le vostre sarde/orate, versate sopra ognuna qualche goccia d’olio evo ed infornate a 180°C. per 15 minuti, trascorso questo tempo giratele e cuocetele altri 15 minuti.

Al forno.

Fritta.

A questo punto “lui” sarà riuscito a divincolarsi ed in men che non si dica ecco:

Versione con foglie dello zio (sarde) 2009.

Mi scuso per le tante foto e poco testo, ma in questo caso “la foto fa testo” …oh mamma cosa mi sono bevuta stamattina ;-)


Pollo in carpione.

Era da un pò di tempo che pensavo a questo gemellaggio con Antonella: il carpione.

E’ una preparazione tipica Piemontese, in Veneto questo metodo di conservazione viene chiamato “saor” a Trieste da dove “arrivo” io “savor”, nel sud “scapece”, si possono conservare carni, pesci, verdure (le famose zucchine).

Tenute al fresco queste preparazioni si conservano per una settimana, sono ideali da portare in gita.

Queste cotolette sono fritte ma proverò  a riprodurre il finto fritto così da  rendere questo piatto adatto anche a chi di fritto non ne vuol sentir parlare :-)

Ingredienti per 4 persone:

le dosi sono indicative per 4 ma potete farne di più, considerate che più “riposano” più buone diventano,

  • 600 g di fettine di petto di pollo,
  • 2 cipolle (rosse di tropea),
  • 1 costa di sedano,
  • 1 carota,
  • 1 rametto di timo,
  • rosmarino (facoltativo, a me piace)
  • 1 pezzetto di stecca di canella,
  • 4 chiodi di garofano,
  • 1,5 dl di aceto di vino bianco secco,
  • 1,5 dl di vino bianco secco,
  • peperoncino (lo uso al posto del pepe nella marinatura),
  • farina 00,
  • pane grattugiato (home made),
  • 2 uova,
  • olio di semi di arachidi,
  • olio evo,
  • sale, pepe.

Prepariamo la carne:

pulire dall’eventuale grasso le fettine di petto di pollo,

impanarle alla solita maniera:

farina, uovo, pangrattato (io lo faccio 2 volte quindi devo aggiungere un uovo),

Friggerle in olio profondo  4 minuti per lato girandole solo una volta.

Sgocciolarle e metterle sulla carta assorbente, salare e pepare.

Prepariamo la marinata:

preparare le verdure tagliando ad anelli sottili le cipolle, a dadini sedano e carote.

Far appassire  in olio evo, versare l’aceto, il vino, il timo, l peperoncino, il rosmarino (se lo usate) e le spezie.

Completiamo:

trasferire le cotolette in un contenitore a piacere   (se dovete trasportarlo meglio uno con coperchio a chiusura ermetica).

Alternarle alla marinata calda,

far raffreddare e conservare in frigorifero un giorno prima dell’assaggio :-)

Appena faccio la versione finto fritto vi farò sapere il risultato, buona giornata :-)


Coniglio al lemon grass e finto/fritto…..2×1

e/o pollo perchè si può fare anche con il petto di pollo, controllando però la cottura.

Era da un pò in lista d’attesa questa preparazione, per fortuna coincidenze fortuite hanno soddisfatto la mia curiosità: l’arrivo del coniglio portato dal mio lui e la gita in Austria dove, oltre al RABARBARO :-) ho trovato la lemon grass (erba limone).

Un piatto veloce, leggero, diventa piatto unico accompagnato con del riso (basmati o venere meglio..per l’occhio;-) )

L’aroma del lemon grass infilata nella carne si sprigiona regalandole una delicata nota agrumata..da provare!!

Come faccio spesso non scrivo le dosi esatte ma con il procedimento ognuno saprà regolarsi.

Occorrono:

  • lombatine di coniglio/ petto di pollo lavato e tagliato a cubotti,
  • stecche di lemon grass, calcolate che  una stecca tagliata a metà per lungo basta per 2 cubotti,
  • pomodorini datterini/ciliegini,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • pochissimo brodo (io uso acqua),
  • peperoncino,
  • olio evo
  • sale.

Come si fa:

mettere in una pentola calda l’olio evo con l’aglio vestito (che toglierete) e una punta di peperoncino,

lavate e tagliate a metà i pomodorini, metteteli nella pentola e fateli insaporire a fuoco vivace per qualche minuto,

unite la carne, salate e, sempre a fuoco vivace, rosolatela,

aggiungete il brodo (acqua bollente) e, coperto, portate a cottura (c.ca 1/4 d’ora).

Fatto!!

Ma io lo voglio fritto :-(

io: evitiamo i fritti, te lo faccio al forno.

No, fallo fritto.

io: fidati!! :-)

Per imbrogliare i golosi di casa con il “coniglio finto – fritto” occorrono:

una buona dose di coraggio,

coniglio a pezzi,

farina, uovo, pane grattugiato, timo, sale per l’impanatura.

olio evo.

Come riuscirci e sentirsi dire  “da rifare”:

preriscaldate il forno (statico) a 200°C,

lavate, asciugate ed infarinate i pezzi di coniglio (o pollo),

passateli nell’uovo leggermente salatoe pepato ed infine nel pane grattugiato mescolato al timo.

Foderate il fondo di una teglia capiente con carta forno ed adagiate la carne,

qualche goccia d’olio evo su ogni pezzo ed infornate per 1/4 d’ora, girate i pezzi e continuate la cottura per un altro quarto d’ora.

Portate il forno alla funzione grill a 220°C e cuocere ancora 5 minuti per parte.

Fatto!!

Mi scuso con chi, per amore, non mangia il coniglio, queste 2 ricette si possono fare anche con il pollo o tacchino!

Vi auguro un fine settimana sereno, tranquillo e rilassante :-)