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Lasagna di Piattoni, Finferla, la loro salsa e Formaggio Latteria Turnaria, soltanto 3 mesi ma col sapore della maturità.

lasagna di piattoni sfornata tovaglietta-001

Quando parlo di cucina di casa parlo di questa cucina, parlo delle ricette nate dalla casualità: una cassetta di Finferla,  un sacchetto di piattoni che, essendo la prima volta che li vedo, destano la mia curiosità: è proprio vero che non si ha mai finito né d’imparare né di conoscere.

Il mio amico mi racconta che la moglie li conserva in vaso (mi farò spifferare la ricetta), mi dice che sono buonissimi, che non hanno il filo, sono tenerissimi, buoni ed io gli credo, provenendo dalla mia amata Val Resia, avranno certamente qualcosa di magico: sotto lo sguardo amorevole di queste montagne, possono crescere soltanto cose buone e belle.

gruppo Canin-001

Gruppo Monte Canin.

Le dosi sono a vostra discrezione io, considerato che volevo fare una prova, ho scelto una piccola pirofila che potesse contenere una fila di piattoni aperti nella loro lunghezza, se considerate i legumi come il solito rettangolo di sfoglia, decidetene voi la misura.

piattoni in pentola-001

Solitamente, fagiolini, tegoline ecc. li faccio bollire senza aver prima eliminato le estremità per evitare che si aprano in cottura e si riempiano di acqua.

Ingredienti per una pirofila rettangolare 14×10:

  • 15 piattoni, possibilmente della stessa lunghezza e larghezza, aperti ma non separati,
  • funghi finferla oppure altri funghi a piacere, trifolati in precedenza con aglio di Resia,
  • formaggio Latteria Turnaria 3 mesi, Presidio Slow Food, sostituibile con un’altra eccellenza Regionale Italiana,
  • pane grattugiato da mescolare col formaggio per la gratinatura dell’ultimo strato,
  • olio extravergine di oliva per irrorare lo strato finale.

collage finferla polvere

Ingredienti perla salsa ai funghi:

non la chiamo besciamella perchè, come il pesto, anche la besciamella ha il suo implicito disciplinare io, per legare le preparazioni faccio cuocere nel microonde (consiglio di una foodblogger della mia regione) variando di volta in volta; raramente adopero il latte, se non quello di soia o riso ecc. comunque senza lattosio: mai il burro, né mascarpone, né yogurt: ho notato che alla fine del risultato ogni eventuale aggiunta risulterebbe ininfluente.

A me la salsa serve soltanto per dare cremosità ed accentuare il sapore degli ingredienti contenuti nella ricetta: se scorrete il blog troverete molte altre idee partite comunque da quella iniziale consigliata da lei.

  • liquido di cottura dei funghi,
  • farina di riso,
  • sale affumicato,
  • polvere d’aglio di Resia,
  • funghi finferla trifolati.

Come fare la salsa ai funghi:

stemperare la farina di riso nel liquido di cottura dei funghi e cuocere in microonde a media potenza per 1 minuto alla volta, dopo il minuto controllare e mescolare.

Regolare di sale ed aggiungere la polvere d’aglio (io di Resia, voi quella che avete: l’Italia è ricca di aglio buono), unire una manciata di funghi trifolati ridotti in crema col minipimer ed amalgamare bene.

 collage lasagna di piattoni

Come fare:

lessare per 7 minuti i piattoni in acqua bollente salata ed immergerli immediatamente in acqua e ghiaccio per mantenerne il colore e la cottura.

Aprirli nel senso della lunghezza senza dividerli e disporli su una base di salsa ai funghi, alternare piattoni, salsa, funghi, formaggio o nell’ordine che preferite: con 15 piattoni si fanno 5 strati, terminare con funghi, formaggio mescolato al pane grattugiato, irrorare con un filo d’olio extravergine d’oliva,coprirecon un foglio di stagnola  ed infornare a 200°C. per 30 minuti,  togliere la stagnola e gratinare sotto al grill per 5/7 minuti fino adoratura, spegnere e lasciar riposare prima di servire.

Non ho fatto la foto dell’interno per via della luce ma garantisco/garantiamo (anche ello) sulla sua bontà.

Perla panchetta io sullo sfondo-002

Garntisco anche sulla bontà di questo batuffolo bianco♥

Link utili:

Formaggio di Latteria Turnaria

Polvere d’aglio di Resia

Vi auguro in anticipo un sereno fine settimana, io devo ancora metabolizzare la morte di Daniza, lo so, vi sembrerò folle ma credetemi lo sono davvero, parola di lupetto ;-)

 Mafalda

 


Aglio di Resia, polvere di stelle.

Polvere e sale all'aglio di Resia eff

Quando, accompagnato dalla frase: non lo regalo mai perchè, per produrlo ci vuole tanto lavoro, ho ricevuto in dono un mazzetto d’aglio di Resia, Presidio Slow Food, ho resistito alla tentazione di non accettarlo e, con in mano un tale tesoro, ho iniziato a pensare a come conservarlo nel modo migliore per più tempo possibile e così, fresca di acquisto di essicatore, ho pensato di farne una polvere che ho chiamato polvere di stelle proprio per valorizzare la storia di quest’aglio straordinario, parlo dell’autentico Aglio di Resia, quello tramandato di famiglia in famiglia, con i semi che danno frutti dopo 7 lunghi anni e con i bulbi.

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Torrente Resia, è la Natura il mio più grande amore…

Chi ha assaggiato quello autentico sente la differenza, la percepisce anche ello che io ho soprannominato il divoratore folle ma che tanto folle non è se se ne accorge: sta a vedere che prima o poi riesco a portare ello al di qua della barricata?

Alla fine vi segnalerò un link che vi indicherà come essicare l’aglio nel forno di casa; il vantaggio di farlo nell’essicatore è la maggiore quantità che si può introdurre e il non correre il pericolo di bruciarlo.

aglio e rosa1-002

Foto di archivio, non è l’aglio di Resia anche se il colore è quello.

Ingredienti:

  • aglio di Resia o altro aglio Italiano, tagliato a fettine sottili,
  • fiocchi di sale affumicato (io Falksalt perchè hanno la forma piramidale e sono un’opera d’arte).

collage polvere aglio di Resia

Come fare:

togliere la pellicola dai bulbi d’aglio (conservarla ;-) ) e ritagliarli nel verso della lunghezza a fettine sottili: sarà un lavoro lungo ma verrete ripagati.

Disporre le fettine sulle grate dell’essicatore oppure, se non l’avete, sulla carta forno come indicato nel link alla fine, controllare di tanto in tanto togliendo le fettine che si spaccano e lasciare quelle che sono ancora elastiche.

Alla fine inserire l’aglio essicato nel macinino da caffè per ricavare la polvere: io la preferisco perchè la posso dosare in molte preparazioni senza l’inconveniente (per molti) di trovarsi in bocca scaglie d’aglio anche se, credetemi, l’aglio di Resia non vi remerà mai contro ;-)

Conservarlo in un barattolo di vetro e, se volete preparare il sale mescolare la polvere al sale che preferite: fiocchi, fior di sale, sale iodato, marino ecc. ed aggiungerlo alle preparazioni che prediligono  un leggero, non invasivo sentore d’aglio.

 cuore silenzioso

 Immagine da Pinterest.

Link aglio essicato in forno:

Aglio essiccato in polvere


Bocconcini di pollo al basilico, di Lella, la cucina di casa.

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Il fascino della cucina di casa, quella da reinventare tutti i giorni, per due volte al giorno, rimane immutato nel tempo; le donne di oggi conducono una vita frenetica: la necessità di lavorare fuori casa, un po’ perchè uno stipendio non basta più, un po’ perchè la donna vuole sentirsi realizzata a livello personale, le porta spesso a farsi ammaliare dai quattro salti in padella o dalle piramidi che non sono quelle d’Egitto ma tant’è, ognuno deve pensare a se medesimo, come dice la suocera…

Lella è una mia fan: ci sentiamo forse 3/4 volte all’anno, ci scriviamo poco ma, un giorno all’anno (questa è la terza volta) ci troviamo a casa del figlio/nuora/3 nipotini (ora uno in arrivo) che si trova sul Carso Triestino: per me è anche l’occasione per avvicinarmi alla mia città e respirare quell’aria cristallina che mi rigenera.

Briko in giardino

Briko nell’ adiacente giardino abbandonato, deve aver avvistato una mosca, ne va matto :-D

Quest’ anno Lella ha portato anche il suo cane Briko, che ha preso il posto dell’altro cane che è mancato 2 anni fa: Briko girovagava per le strade di Puglia, qualcuno lo aveva abbandonato, dopo avergli fatto patire la fame, averlo bastonato e fatte subire di tutti i colori.

I soliti angeli lo hanno avvicinato, portato al canile, posso solo immaginare con quante difficoltà visto il terrore che aveva nei confronti dell’ “uomo”, ed hanno iniziato a cercare un cuore buono che potesse riscattarlo da tanta sofferenza.

Briko sotto l'albero

Briko ha blindato la mosca.

Così, Briko, accompagnato da un angelo è arrivato a casa di Lella che,  con pazienza e tanto amore, lo ha curato sia nel corpo che nell’anima, perchè, anche se a scuola, a religione, mi avevano insegnato che gli “animali” non hanno l’anima, nel corso della vita ho verificato che invece sono proprio gli “animali” ad averla…

Oggi, Briko, seppur ancora provato, si sta rendendo conto che per lui è iniziata una nuova, meravigliosa vita e il bacio che mi ha dato sulla guancia/bocca non lo dimenticherò mai: in fondo tra “trovatelli” ci si capisce…

Passo alla ricetta, semplice e buona, io l’ho replicata a casa con la fesa di tacchino, eccellente.

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Ingredienti:

  • bocconcini di pollo ricavati dal petto,
  • farina q.b. per infarinarli (per chi è celiaco lafarina senza glutine),
  • scalogno tritato finissimo,
  • burro+olio evo per la rosolatura,
  • buon vino bianco per la cottura,
  • foglie di basilico fresco spezzettate con le mani,
  • pinoli (Lella li ha omessi perchè non sapeva se Giulio, il piccolo di casa, li avrebbe graditi: ah le nonne ♥),
  • aglio (i nipotini lo adorano),
  • olio evo,
  • sale.

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Come fare:

spezzettare le foglie di basilico e fare una salsina con olio evo, aglio e pinoli, se li adoperate; se gradite la “moderna nota croccante” potete tostarne qualcuno da aggiungere alla fine per decorare il piatto.

Tritare finemente lo scalogno e metterlo in una padella, cuocerlo dolcemente in burro e olio; infarinare i bocconcini di pollo, scuoterli per eliminare l’eccesso di farina e rosolarli a fuoco vivace, girandoli.

Versare il vino, non sulla carne ma ai lati ed alzare la fiamma al massimo per dealcolizzarlo, io lo fiammo.

Quando sarà evaporato l’alcol coprire e terminare la cottura, sempre a fuoco vivace, muovendo la padella.

Quando il vino si sarà ridotto ed avrà creato una deliziosa cremina, aggiungere la salsa al basilico ed amalgamare bene unendo pinoli tostati a piacere.

I cani parlano con l'anima

Immagine da Pinterest.

Un abbraccio ♥


Prosciutto di Modena DOP, fette di storia e di cultura.

Prosciutto di Modena più logo 

L’ ISIT, l’Istituto Salumi Italiani Tutelati, con la sua iniziativa, mi ha permesso di conoscere ed assaggiare prodotti di eccellenza, l’ho potuto fare comodamente seduta nella mia cucina, nella quale mi sono divertita a “giocare” con loro, spesso sposandoli ai prodotti della mia regione.

Ogni Regione d’Italia può vantare le sue eccellenze, eccellenze che hanno origini antiche e che sono giunte sino a noi accompagnate da testimonianze e aneddoti che le rendono ancor più preziose.

Le origini del Prosciutto di Modena affondano in tempi antichissimi, probabilmente addirittura all’età del bronzo (3500 a.C. al 1200 a.C.): i primi documenti risalgono all’epoca dei Celti, che introdussero la pratica di conservare le carni col sale, e dei Romani che allietavano i loro banchetti con porchette, prosciutti e salsicce.

I soldati romani partivano per le lunghissime campagne con rilevanti quantità di carne suina salata e prosciutti che provenivano dalla florida pianura del Po.

La zona di Modena è da tempo considerata un riferimento per la lavorazione della carne suina proprio grazie all’antica e radicata tradizione salumiera e gastronomica.

La zona di produzione del Prosciutto di Modena corrisponde alla fascia collinare ed alle valli che si sviluppano attorno al bacino oro-idrografico del fiume Panaro e che, partendo dalla fascia pedemontana, non supera i 900 metri di altitudine, comprendendo anche territori delle province di Bologna e Reggio Emilia.

L’ISIT protegge e tutela il prodotto e, di conseguenza, anche i produttori seri e capaci di portare avanti la tradizione, conformandosi alle attuali esigenze nutrizionali.

Valori nutrizionali per 100 g. di Prosciutto di Modena DOP  in verde il prodotto sgrassato (fonte INRAN 2011)

PROTEINE    LIPIDI    SALE    FERRO      VITAMINA B6    ENERGIA

g. 25,6               g. 22,9       g. 5,1     mg. 1,05     mg. 1,00               kcal. 309

g. 30,2               g. 8,9         g. 6        mg. 1,24      mg. 1,18                kcal. 201

Il Prosciutto di Modena si caratterizza per una forma tipicamente a pera che si ottiene con la rifilatura della coscia fresca; il peso medio si aggira attorno agli 8/10 kg.

Il clima particolare del territorio appenninico, caratterizzato da uno scarso livello di umidità, favorisce una stagionatura che raggiunge elevati livelli qualitativi e conferisce al prodotto quelle caratteristiche organolettiche che lo rendono particolarmente apprezzabile.

Al taglio si presenta di colore rosso vivo, con un profumo estremamente gradevole, intenso, ma mai forte; il sapore dolce e pieno non è salato, merito della salagione che avviene con l’aspersione di cloruro di sodio dosato in maniera da conservare il prodotto mantenendolo sapido ma non salato.

Le operazioni di salagione avvengono due volte all’anno, durano complessivamente 20 giorni (primo e secondo sale): dopo di chè le cosce salate vengono poste a riposo in apposite stanze a temperatura ed umidità controllata per circa 60 giorni, durante i quali il sale viene assorbito in maniera omogenea dalla carne.

Le cosce vengono poi avviate alla vera e propria stagionatura in ambienti sterilizzati per ottenere condizioni di umidità e temperatura naturali, grazie alla costante ventilazione ed aerazione.

La durata complessiva della stagionatura è di almeno 14 mesi, anche se può subire piccole variazioni in base alla pezzatura dei prosciutti.

Prosciutto di Modena marchiatura logo 

 La marchiatura.

Le fotografie e parte dei testi sono stati gentilmente messi a disposizione dall’ISIT, grazie.


Pasticcio di Fiori di Zucchina ripieni: la Cucina di Casa.

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Inizio questa settimana d’agosto  con una ricetta semplice con i fiori di zucchina; chi possiede un orto o un campo lo sa, arriva un punto in cui zucchine e fiori invadono ogni spazio e, se non si vuole buttare il cibo, bisogna aguzzare ingegno e fantasia.

I fiori hanno una vita brevissima ed anche quando non sono più rigogliosi, possono essere utilissimi e versatili in cucina: in questo breve periodo di assenza ho avuto modo di sperimentare molti modi di utilizzarli, merito anche della generosità di Milva che mi ha omaggiata con abbondanti fiori, quelli femmina, attaccati alla zucchina che lei stacca, perchè i sui clienti temono che gravino sul costo finale.

Parto da questo, chiamamolo, pasticcio con fiori ripieni adagiati su uno strato di besciamella in coordinato (fiori e zucchine spadellati e tritati),  il tutto rifinito con pennellate di besciamella, una bella manciata di pane grattugiato mescolato al Formaggio stagionato di Latteria Turnaria, che ha sostituito degnamente il mitico Parmigiano Reggiano e abbondanti fiocchi di burro.

fiori zucchina-001

Prima di scrivere gli ingredienti specifico che, essendo una ricetta di casa, questi fiori accolgono felicemente qualsiasi ripieno, sta solo a noi scegliere quale, e se la scelta cade su quello che abbiamo in casa, la soddisfazione è doppia e l’economia di casa salva.

Ingredienti peri fiori:

  • 24 fiori di zucchina privati del pistillo (per la pirofila che vedete in foto),
  • ricotta*,
  • tonno al naturale*,
  • 1 cucchiaio del composto fiori/zucchina per la besciamella,
  • qualche cappero dissalato,
  • 1 filetto di acciuga*,
  • poco aglio schiacciato (io quello di Resia che è digeribilissimo e non lascia traccia),
  • burro*,
  • pane grattugiato (se siete celiaci con spiga di certificazione),
  • basilico fresco,
  • peperoncino,
  • sale affumicato o semplice q.b.(io adopero l’affumicato perchè si sposa bene con le zucchine),*

Ingredienti per la besciamella:

  • latte di soia o di riso,
  • farina di riso o amido di mais,
  • zucchine e fiori spadellati con cipollotto,
  • olio al basilico,
  • sale affumicato*,
  • peperoncino.

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Come fare la besciamella:

stemperare la farina di riso nel latte, sbattere con la frusta e cuocere nel microonde per 1 minuto alla volta (io faccio così), per tenere sotto controllo la consistenza; mescolare bene ogni volta.

Quando la besciamella raggiungerà la consistenza desiderata, aggiustare di sale e pepe, unire il composto fiori/zucchine e un giro d’olio al basilico; io l’ho tenuta più liquida perchè avevo bisogno di umidità per la cottura dei fiori, era un esperimento e dovevo andare ad istinto.

Per la besciamella adopero sempre latte vegetale e non adopero il burro che preferisco metter sopra per la doratura.

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Come comporre il Pasticcio:

preriscaldare il forno a 180°C.

Pulire delicatamente i fiori di zucchina e privarli del pistillo interno, aprirli delicatamente e riempirli, aiutandovi con una sac a poche, col ripieno preparato amalgamando gli ingredienti.

Mettere alla base della pirofila uno strato di besciamella, disporre sopra i fiori ripieni, mettere un po’ di besciamella negli spazi, spolverizzare con abbondante formaggio e pane grattugiato, completare con il burro o, se preferite, olio extravergine, perfetto anche quello aromatizzato al basilico, ottenuto mettendo a macerare nell’olio evo, per qualche giorno, foglie pulite ed asciutte di basilico fresco.

Coprire con la stagnola per 20 minuti, scoprire, continuare la cottura per altri 15 minuti e completare con la funzione grill fino a doratura, provate se vi va.

*Questa ricetta, con le dovute sostituzioni e/o omissioni: la ricotta con tofu, formaggio grattugiato con semi di sesamo tostati o nocciole/mandorle ed il burro con quello di soia, diventa perfetta per i vegani.

Se adoperate il pane grattugiato consentito, è anche senza glutine, infatti la besciamella è fatta con farina di riso o amido di mais e, a proposito di mais, ideale la sua farina per sostituire il pane grattugiato o per aggiungere croccantezza alla preparazione .

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Al momento dell’assaggio io sembravo un’ape, ed ello un calabrone, svolazzavamo di fiore in fiore, contendendoci ogni boccone.

Buonissimo anche il giorno dopo, a temperatura ambiente, buona settimana

 collage debbie

Vi presento Debbie, ci siamo conosciute ieri.


Delizie Vaticane, Pacchi Misteriosi e Sfida all’ultimo “Mi piace”…

Pacco Delizie Vaticane   

Quando il postino mi ha detto: un pacco per lei, ho pensato: ma non aspetto nessun pacco; poi, vedendo la provenienza, mi sono detta: qui Gatto      ci cova, ovviamente Nuccio Gatto, l’uomo che ristabilisce gli equilibri in questo mondo quasi tutto al femminile ;-)

Ho aperto il pacco e… Mi sono venute le lacrime agli occhi, come mai? Il pacco conteneva le splendide Cipolle di Tropea I.G.P.

Cipolle di Tropea1-c   

Con queste Cipolle Rosse di Tropea I.G.P.,  prodotto Slow Food di Calabria     l’ Azienda Delizie Vaticane      produce golose leccornie, utilizzando anche altre eccellenze di Calabria, peperoncino ‘Nduja, olive, origano, tutti prodotti che si nutrono di sole e brezza marina, ecco una carellata:

Mousse di cipolla-001   

Mousse di Cipolla: irresistibile!!!

Bruschetta Tropeana-001   

Bruschetta Tropeana.

bomba Vaticana-001   

Bomba Vaticana.  

5 sfizi-001   

5 Sfizi con ‘Nduja.

Patè di cipolla-001   

Patè Cipolla.

Oggi non ho nessuna ricetta, sono stata senza forno fino ad un’ora fa ma da ora sarò operativa ed onorerò l’omaggio dell’Azienda Delizie Vaticane, però… c’è un però: sarò fuori sfida perchè non ho né pagina né il profilo su FB e sarei la quarta incomoda ;-)

Però, promesso, sarò agguerrita e competitiva come se fossi lì,  questo Gatto dispettoso        avrà “Cipolla per i suoi denti”, così impara a sfidare delle foodblogger TOSTE come quelle che ha scelto :-P

Per quanto mi riguarda è tutto, ora… Non mi resta che “piangere” :-D


I.S.I.T. Eccellenza e Cortesia.

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É il secondo anno che l’I.S.I.T. Istituto Salumi Italiani Tutelati affida a noi foodblogger il piacevole compito di far conoscere e divulgare la cultura dei Prodotti Italiani di eccellenza, tutto ciò non senza un importante impegno economico, che di questi tempi non è poco.

Ed è anche il secondo anno che partecipo a questo contest, senza obbligo di banner, di mi piace su fb o quant’altro e questo per me è un valore aggiunto.

Il mio pacco conteneva un trancio di Culatello di Zibello DOP (più di 2 kili) ed un trancio di Prosciutto Crudo di Modena DOP (più di 1 kilo); ho messo in evidenza il peso anche per rimarcare la parola cortesia che c’è nel titolo: ci sono state richieste soltanto 2 ricette, una per prodotto ricevuto.

Non ho mai assaggiato nessuno dei due prodotti,  in Friuli abbiamo il culatello di Sauris, buonissimo ma quello di Zibello ha una storia di prestigio da raccontare.

Per  conservarlo, mantenendo intatte caratteristiche e gusto, è consigliato di avvolgerlo in un canovaccio inumidito con vino bianco e lasciarlo riposare un paio di giorni.

Non conoscevo questo metodo che adotterò senz’altro perchè suppongo sia utile anche per evitare l’ irrancidimento e ossidazione ed avere un prodotto sempre di qualità dalla prima all’ultima fetta.

Per oggi è tutto, con questo post voglio soltanto ringraziare L’I.S.I.T. e tutti i Consorzi Italiani che s’impegnano a mantenere alto il buon nome dell’Italia e che hanno riposto in noi foodblogger tanta fiducia: non mi resta che iniziare a pensare alle ricette, con due prodotti così non sarà facile ma con l’ingrediente segreto, la passione, tutto è possibile.

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A presto


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